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Sofia

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Sofia

...vento dell'Est.

La proposta in breve

Molti italiani, sfruttando le tratte low cost ormai presenti in molte città, stanno scoprendo il piacere di esplorare nuove città e capitali per molto tempo considerate “minori”, per piacevolissimi weekend dove un po’ casualmente si viene proiettati verso realtà simili, ma allo stesso tempo distanti dal nostro abituale. Si scoprono così città come appunto Sofia, interessantissime, crocevia di molte culture come quella romana, bizantina, ottomana e slava con un pesante passato socialista, ma proiettate verso un prospero futuro inclusivo e cosmopolita.

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che apprezzano le differenze culturali tra popoli diversi, che non si fermano ad una prima superficiale impressione di una capitale che si sta affacciando a un nuovo periodo di sviluppo economico
  • Quando mi consigliate di partire? Vi consigliamo la primavera e l’autunno, evitando i freddi mesi invernali o la calura estiva
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Circa 3 giorni
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è bassa, Sofia e la Bulgaria in generale restano ancora a buon prezzo
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo i luoghi principali di Sofia come La Cattedrale Alexander Nevski, gli edifici che costituiscono il triangolo della tolleranza, il Largo, La rotonda di San Giorgio, il museo di arte socialista
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? È possibile trovare appartamenti e hotel  decisamente economici, il consiglio è quindi di rimanere nel centro della città e non disperdere il tempo negli spostamenti
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Molti non sanno che in  Bulgaria si mangia molto bene. Si trovano piatti tipici della tradizione greca come la moussaka, i dolci baklava, e l’alcolica grappa rakia, ma sono i salumi e la carne grigliata (skara) ad essere i protagonisti delle tavole oltre alle onnipresenti zuppe (chorba). Caratteristica è poi una bevanda a base di yogurt chiamata ayran molto apprezzata dai bulgari in qualsiasi ora del giorno e della notte…

L'itinerario!

7 imperdibili tappe

La Bandiera della Bulgaria

Il tricolore bulgaro presenta i 3 colori propri anche nella nostra bandiera italiana, bianco, verde e rosso, ma disposti orizzontalmente con al centro il verde.  Si rifanno a quelli usati dall’antico esercito bulgaro. L’ala sinistra dell’esercito si distingueva per le strisce bianche sulle lance, mentre l’ala destra era contrassegnata da strisce rosse. Il verde infine simboleggia la libertà. Altro simbolo nazionale è il Leone Rampante e girando per Sofia lo potrete incontrare un po’ ovunque, in statue, cancellate e stemmi

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Curiosità ed usanze

Una tradizione molto carina e di buon auspicio è quella di regalarsi all’inizio della primavera
dei braccialetti intrecciati bianchi e rossi, che vengono appesi tra le foglie degli alberi lungo le strade. Ne troverete ad ogni strada e giardino della città.

Souvenir

La rosa è uno dei simboli della Bulgaria, troverete ovunque prodotti alla rosa:
dall’olio essenziale a vari cosmetici fino alla deliziosa marmellata di rose.

Metro

Consigli per orientarsi

All’uscita dell’aeroporto sulla vostra sinistra troverete il capolinea della linea 4 della metropolitana che vi porterà velocemente e molto economicamente in pieno centro.

Sofia possiede 4 linee della metropolitana (rossa, gialla, verde e blu) ed il costo del biglietto è di 16 lev (80 centesimi).

Sebbene la città si possa girare molto bene a piedi, la rete metropolitana risulta essere molto intuitiva da utilizzare e molto pulita, ogni stazione è poi ricca di negozietti alimentari e di oggettistica.

La prima tappa

La Cattedrale Alexander Nevski

Famosa in tutto il mondo per la sua bellezza, la chiesa di Alexander Nevskij è senza dubbio uno degli edifici più iconici di Sofia, un vero simbolo per la città e per la Bulgaria in generale.
Curiosamente non è dedicata ad un Santo ma al generale russo Alexander Nevski, che aveva condotto la guerra contro la Turchia liberando la Bulgaria dagli ottomani. Nel corso di questa guerra, oltre 200mila soldati russi persero la vita e per tale ragione gli fu dedicata questa chiesa.
La cattedrale ortodossa in stile neo-bizantino è maestosa e imponente, è la più grande del Paese e la seconda per grandezza nei Balcani dopo quella di Belgrado.
Situata al centro di una vasta piazza si può ammirare la sua architettura da ogni posizione.
Consigliamo di arrivarvi trionfalmente da via Moskovska. Troverete alla vostra sinistra la severa statua dello zar Samuil, i cui occhi di notte proiettano un’inquietante luce verde, e un grande leone in bronzo simbolo della Bulgaria e amato da tutti i bambini che soventemente ci salgono sopra per una foto ricordo. Sulla destra invece si presentano varie bancherelle, prettamente turistiche, che vendono alcuni cimeli del passato comunista ed icone ortodosse.
La Cattedrale ha volumetrie complesse e interessanti; rimarrete incantati dalle sue molteplici cupole disposte a più livelli, alcune verdi, altre rivestite da una lamina d’oro che riverbera la luce solare abbagliandovi ed affascinandovi per il loro splendore.
L’interno è ampio, solenne e sfarzoso, in grado di ospitare oltre 5.000 fedeli. Il grande lampadario che pende sotto la cupola ricorda molto le grandi moschee ottomane. È un tripudio di oro, icone e marmi. L’ingresso è gratuito ed è usanza acquistare per pochi lev delle candele strette e lunghe e posizionarle nei grandi candelabri.

Consigliabile vederla in orari diversi, il sole gioca con le cupole esaltando ora il verde ora il dorato. L’illuminazione notturna gli conferisce inoltre un’atmosfera quasi fiabesca.

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La vista sulla cattedrale Alexander Nevski dal 9 piano del Sense Hotel é pazzesca, soprattutto al tramonto. Si può accedere anche se non si è ospiti dell’Hotel, potete decidere di andarci per un aperitivo o di prenotare un tavolo per la cena. I prezzi sono leggermente più alti che altrove in città, ma pur sempre convenienti e giustificati dalla meravigliosa
location.

La seconda tappa

Il National Palace of Culture (NDK)

Questo enorme edificio dalla pianta ottagonale, situato alla fine del Boulevard Vitosha, all’interno di un bellissimo parco, è stato inaugurato nel 1981 in occasione del 1300simo anniversario dello Stato bulgaro ed è opera di Lyudmila Zhivkova, discussa figlia dell’ultimo leader socialista della Bulgaria, Todor Zivkov.
Vi si organizzano mostre d’arte, concerti, festival, proiezioni cinematografiche e tanti altri eventi per celebrare la storia e cultura della Bulgaria.
Le sue dimensioni sono davvero impressionanti: si sviluppa in modo imponente su otto piani, si tratta infatti del centro congressi più grande di tutta l’Europa sud-orientale.
Anche gli interni sono tutti pensati e realizzati intorno a solide figure quadrate ed ottagonali.
Bello il foyer di ingresso in stile socialista e la grande sala principale che può ospitare fino a 3.000 persone e gode di un’ottima acustica.
L’immenso parco è stupendo, adornato da una lunga serie di fontane a zampilli, aiuole con grandi statue, roseti, prati all’inglese e tantissime panchine. È infatti frequentatissimo da turisti e locali. Come tutti i parchi di Sofia è pieno di gente e bambini che giocano, moltissimi i ragazzi in skateboard.
La sera le fontane sono tutte illuminate e creano con i loro giochi d’acqua atmosfere molto suggestive!

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Alla base dell’NDK campeggia poi una grande scritta colorata con il nome della città, SOFIA sia in lettere latine che cirilliche, sfondo obbligatorio per le foto ogni turista che passa dalla città.

La terza tappa

Il Boulevard Vitosha

Ogni città ha la sua strada dello shopping, quella che conferisce lustro alla città. In caso di Sofia parliamo di Vitosha Boulevard.
Nel corso degli anni ha avuto diversi restyling oggi è una bella strada pedonale dove ci si va per bere un caffé o mangiare anche di notte, molti locali infatti sono aperti H24, oppure per fare un pò di shopping.
Prende il nome dal monte Vitosha che la sovrasta e che nelle giornate invernali terse è bellissimo vedere completamente innevato.
Cuore pulsante della città è interamente pedonale e parte dalla Cattedrale di Santa Domenica, passando di fronte al Palazzo Nazionale della Cultura conducendo al grande Parco Sud.

Trattandosi di un luogo molto frequentato dai turisti, troverete un gran numero di negozietti di souvenir ed è quindi il posto adatto per comprare qualche ricordino. Troverete poi moltissimi ristoranti, librerie, negozi di moda e di abbigliamento. Lungo la strada ci sono diverse panchine dove ci si può sedere e riposare, alcune sono coperte in modo tale da essere fruibili anche durante la stagione invernale, con la neve. Anche la maggior parte dei ristoranti possiedono dehor esterni riscaldati per guardare e essere guardati dai molti passanti.
Segnaliamo il bel ristorante Shtastliveca ove mangiare piatti locali in un’atmosfera molto accogliente.

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Davanti al palazzo di giustizia, partono i free tour della città organizzati da un’associazione di giovani ragazzi bulgari amanti della loro città. Durante la settimana i tour partono alle 11:00, alle 14:00 e alle 18:00, mentre il venerdì, sabato e domenica alle 10:00, alle 11:00, alle 14:00 e alle 18:00. La durata è di circa 2 ore.

La quarta tappa

Il Triangolo della Tolleranza e l’antica Serdica

Questa zona è il vero centro della città, qui spenderete la maggior parte del tempo della vostra visita ed in effetti molti sono i monumenti da vedere e visitare. Sofia è stata crocevia di popoli, culture e religioni, e ne è testimonianza il suo centro cittadino, chiamato appunto il triangolo della tolleranza, dove potrete vedere la splendida chiesa ortodossa di Santa
Domenica, la moschea ottomana di Banya Bashi e la grande Sinagoga ebrea, oltre alla chiesa cattolica di San Giuseppe, tutto racchiuso in pochi metri, gli edifici infatti si affacciano l’uno sull’altro in un reale melting pot religioso.

 

Moschea di Banya Bashi
La moschea Banya-Bashi faceva parte di un più ampio complesso termale che si trova sul retro. E’ uno dei pochi monumenti ottomani rimasti; la maggior parte sono stati demoliti in epoca comunista. L’ingresso è libero ma bisogna togliere le scarpe e per le donne è
necessario coprirsi il capo, a disposizione ci sono veli. L’interno è bello con volte ornate da
decorazioni floreali, e i bellissimi affreschi della cupola. Fu progettata nel 1576 da Mimar Sinan, uno dei più grandi architetti ottomani a cui si deve la costruzione della spettacolare moschea blu ad Istanbul.  Il muezzin richiama i fedeli alla preghiera cinque volte al giorno tramite il minareto della moschea.
 La Sinagoga di Sofia
La struttura in stile neomoresco, è sovrastata da un’ampia cupola ottagonale ed altre più piccole negli angoli o su piccole torrette al centro dei quattro lati. È la sinagoga più grande dell’Europa dell’Est e la terza più grande d’Europa. L’ingresso è a pagamento, per accedere si deve citofonare è mostrare i documenti. Si passa poi attraverso un cortile e, una volta all’interno, si viene rapiti dall’enorme lampadario in ottone del peso di 2250 kg, il più grande della Bulgaria, dalle bianche colonne in marmo di Carrara che sorreggono la cupola, dagli affreschi decorativi e dai mosaici in stile veneziano.
Chiesa di Saint Nedelja (Santa Domenica)
Quando si percorre la via principale, Vitosha Boulevard, la si vede in fondo bella e imponente. Meno famosa della più grande cattedrale di Alexander Nevskij, la cattedrale di Santa Domenica sbalordisce per la iconica posizione e per la ricchezza delle sue decorazioni interne. L’ingresso è gratuito. La costruzione esterna è in stile neo bizantino e come tutte le chiese ortodosse della città all’interno è buia e densa di spiritualità, con le sue candele e lampadari che diffondono luce soffusa, le sue icone baciate e onorate dai tanti fedeli; tutto qui induce alla riflessione e alla preghiera.

Antica Serdica
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I resti dell’antica Serdica
Durante gli scavi per la costruzione della metropolitana della città, nel 2007, sono tornati alla
luce i resti dell’antica Serdica, la colonia romana che ha dato vita all’odierna Sofia. Visitabili gratuitamente, testimoniano quello che fu anticamente la città fondata nell’ottavo secolo A.C. Il complesso archeologico è in parte all’ aperto e in parte sotterraneo sovrastato da grandi cupole di vetro.

La quinta tappa

Il Largo e la Rotonda di San Giorgio

Il Largo

La grande Piazza dell’Indipendenza (plostad Nezavisimost), ex piazza Lenin,che si affaccia
dinanzi alla statua della Saggezza o di Santa Sofia viene comunemente chiamata “Largo”.
Risulta un insieme architettonico di tre iconici edifici progettati e costruiti negli anni ’50, caratteristici del classicismo socialista.
La mole e la posizione molto scenografica dell’ ex Quartier generale del partito comunista Bulgaro, oggi sede dell’Assemblea Nazionale doveva incutere potenza e timore.
Con le sue colonne enormi sull’ingresso centrale e la grande Stella Rossa, che svettava in cima durante il regime si slancia sul lato corto della piazza al centro dell’incrocio di due grandi strade.
Sulla sinistra si trovano i celebri i Magazzini TZUM, oggi ristrutturati, ma non più frequentati come allora, mentre a destra il Ministero del Lavoro e il Grand Hotel Balkan, il miglior albergo della città, con all’interno la splendida Rotonda di San Giorgio.
La grande stella rossa è stata rimossa e posta in periferia nel Museo di arte socialista, come
anche la gigantesca statua di Lenin sostituita dalla statua dorata di Santa Sofia. Al posto della Stella Rossa oggi sventola orgoglioso il tricolore della bandiera bulgara.

Rotonda di San Giorgio(Sveti Georgi)

La Rotonda di San Giorgio è proprio un piccolo e prezioso gioiello. Come le gemme più rare si trova nascosta e non è facile trovarne l’ingresso nelle mappe. La cosa sorprendente è appunto il contesto in cui si trova incastonata tra i grandi palazzi ministeriali di epoca socialista. Il contrasto è sbalorditivo, ma al contempo affascinante. Vi si accede dal Cortile del consiglio dei Ministri, passando sotto gli archi del palazzo presidenziale in piazza Indipendenza (Largo)

È uno dei monumenti architettonici meglio preservati dai tempi dei romani nonché il più antico della città. Costruita nel IV secolo aC durante il regno dell’imperatore romano Costantino il Grande, celebre per aver eletto l’antica città di Serdica come sua Roma (Sardica mea Roma est), durante la dominazione ottomana fu trasformata in una moschea e successivamente in un mausoleo. Solamente agli inizi del 900 ritornò ad essere una chiesa, ovviamente ora ortodossa.

L’ingresso è libero. L’interno è raccolto e intimo, con una forma rotonda e con quattro nicchie semicircolari. Vi si svolgono quotidiane funzioni religiose accompagnate da melodie bizantine estremamente suggestive. All’esterno sono presenti inoltre resti dell’antica città romana ove è possibile passeggiare liberamente.

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Klek shop

Sono insoliti negozi sotterranei, unici al mondo senza porte per far entrare i clienti, semi-nascosti in vecchi scantinati che vendono prevalentemente tabacchi ed alcolici.

Questi negozi sono davvero molto particolari, hanno piccole finestre che si affacciano sul marciapiede, da li si acquistano gli oggetti e si paga il venditore che si affaccia, è necessario proprio mettersi in ginocchio, e da qui il nome “klek shop”, ovvero “acquisti in ginocchio”, intorno alla finestra troverete delle vetrinette con gli oggetti esposti.

Ne troverete alcuni facilmente identificabili all’incrocio tra Boulevard Vitosha con Patriarh Evtimiy, la strada che delimita il parco dell’NDK.

La sesta tappa

I parchi di Sofia

Una delle cose che vi colpirà maggiormente durante il nostro viaggio a Sofia è  la presenza di innumerevoli parchi e giardini, tutti estremamente frequentati dalla popolazione. Troverete una moltitudine di panchine sparse per viali e vialetti dove giovani e meno giovani passano ore a chiacchierare, bere una birra assieme, ridere e scherzare sia di giorno che di notte.

 

La città è incredibilmente verde, rilassatevi anche voi in uno di questi splendidi parchi:

 

  • Gradska Gradina, splendido e centralissimo, dove si affaccia il grande Teatro Nazionale Ivan Vazov e l’ex palazzo reale, oggi Galleria Nazionale Bulgara
  • Krystal Garden, adiacente alla splendida Chiesa russa di San Nicola
  • Knyazheska Garden, con il controverso monumento all’esercito sovietico usato spesso come strumento di protesta e di denuncia e l’adiacente mausoleo di Alessandro I di Battenberg
  • Borisova Gradina, grande parco a sud del centro, che parte dal bel Ponte delle Aquile fino ad arrivare al grande obelisco della fratellanza circondato da decine di statue in piombo che vogliono rappresentare tutti i vari settori della vita socialista.

La settima tappa

Museo di Arte Socialista

Uno spazio espositivo che fa riflettere e pensare, un posto suggestivo ed emozionante, soprattutto se prima si è fatto un giro per il centro di Sofia e si conosce la collocazione originale dei cimeli racchiusi nel museo! 

Il museo è posizionato fuori dal centro città, ma è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Dalla fermata della metro G.M. Dimitrov, basta una piccola passeggiata di circa 10 minuti. Il museo non è affatto ben segnalato, vi si accede da un cancello del ministero della cultura, passando per una piccola garitta con custodi che non parlano minimamente inglese.

Qualunque sia il pensiero sul passato socialista è indubbio che valga la pena visitare questo piccolo museo ed in particolare il suo parco che conserva busti e statue dei leader comunisti.

Si può girare liberamente nel parco che raccoglie reperti rimossi dalla capitale, che raccontano gli oltre quarant’anni del periodo comunista. Sono presenti circa 70 statue esposte un po’ alla rinfusa.

Dalle gigantesche statue commemorative dei leader maximi, come la grande statua di Lenin, che si trovava nella piazza dell’Indipendenza dove ora è presente la statua di Santa Sofia a vari membri della nomenklatura bulgara, a partire dall’altrettanto monumentale statua del leader bulgaro Dimitrov, si incontra poi un busto di Lyudmila Zhivkova, discussa figlia dell’ultimo segretario del Partito Comunista Bulgaro Todor Zhivkov, a capo del Paese per ben 33 anni e varie statue di altri esponenti del socialismo bulgaro e sovietico; infine si nota qualche scultura di lavoratori e lavoratrici, i cosiddetti eroi del lavoro socialista.

Nel museo vero e proprio si può ammirare una collezione di vignette satiriche d’epoca e accomodarsi in una piccola sala video dove vengono proiettati in loop filmati di propaganda in bulgaro con sottotitoli in inglese, dove tutti sembrano contenti di poter partecipare al sogno collettivo di un nuovo mondo.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

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La grande Stella Rossa posta all’ingresso, fino a 30 anni fa campeggiava sulla sede del Partito Comunista nel centro di Sofia e dominava la città dall’alto. Prelevata con un elicottero è stata trasferita, dopo tante contestazioni, qui in periferia a margine di un anonimo parcheggio.

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Parigi #2

A passeggio per Parigi

...vivre en plein air

La proposta in breve

Non c’è niente di più piacevole che passeggiare per le vie storiche e caratteristiche di Parigi, camminare per i viali lungo la Senna, attraversare splendide piazze, ammirare sontuosi palazzi, elegantissime dimore e grandiose chiese, fare acquisti nei negozi più prestigiosi ed eleganti dal design trendy e avveniristico o nelle piccole bancherelle lungo i mercati storici. Vi proponiamo inoltre la visita di alcuni nuovi musei, un pò meno conosciuti dal turismo di massa, ma bellissimi e altrettanto stimolanti.

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano il bello e l”arte in tutte le sue forme, le grandi metropoli contemporanee e possiedono un animo romantico
  • Quando mi consigliate di partire? Ogni stagione ha il suo fascino, ma noi consigliamo la primavera e il periodo natalizio
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Almeno una settimana
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è alta, Parigi è una grande metropoli decisamente cara
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo i luoghi come Rue de Rivoli, Rue de Mouffetard, Rue Montorgueil, Pere Lachaise, Jardin des plantes, Parc de la Villette
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? È possibile trovare appartamenti e hotel in qualsiasi arrondisement (quartiere) di Parigi; consigliamo di spostarsi un pò dal centro in una zona meno cara, ma nelle vicinanze di una fermata della efficientissima metropolitana.
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Le famose Baguette, il pregiato fois gras, la deliziosa quiche Lorraine, l’escargot, gli infiniti formaggi e i dolci macarones…

L'itinerario!

7 imperdibili tappe per passeggiare tra le più belle vie di Parigi e visitare i nuovi avveneristici musei di arte contemporane

La prima tappa

Rue de Rivoli

La rue de Rivoli è una delle più belle vie di Parigi. Si trova sulla riva destra della Senna, e scorre parallela al fiume.
Prende il nome dalla vittoria di Napoleone sugli Austriaci nella battaglia di Rivoli.
Vi proponiamo una passeggiata su questa centralissima arteria parigina di circa 3 km che parte dal quartiere del Marais ed arriva a Place de la Concorde. 

Ricca di palazzi storici, di negozi prestigiosi, di ristoranti e di grandi magazzini sfiora molti dei monumenti più importanti della città.
Partendo da Place de la Bastille, poco lontano si intravede la meravigliosa  Place des Vosges, s’incontra poi la chiesa seicentesca di Saint Paul- Saint Louis, si passa accanto all’Hotel de Ville, il magnifico municipio di Parigi, si prosegue per place du Chatelet con la Fontaine du Palmier, sormontata da un obelisco e dalla bella statua di un angelo placcata in oro, si passa poi per la splendida e misteriosa Tour St Jacques, resto di una grande chiesa gotica distrutta e per la  Place de Pyramide del Museo Louvre, con la sua meravigliosa piramide in vetro progettata dell’archistar I.Pei.
Sostate nel grazioso giardino di Palais Royal con le coreografiche Colonne di Buren, luogo di numerosi set fotografici per molteplici pubblicità. Proseguendo si fiancheggiano i Jardin des Tuileries, giardino ampio con fontane e sedie per potersi sedere e passare qualche momento in tranquillità fino a Place de la Concorde, con il suo alto obelisco egizio. Da qui partono poi i rinomati Champs Élysées.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Visitate vicino alla fermata del metro le Chatelet il vivace museo di arte contemporanea che si chiama Rivoli 39, con ingresso gratuito. La facciata in continua trasformazione catturerà sicuramente la vostra attenzione. 

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La seconda tappa

Passages Couverts

Nelle frequenti giornate di pioggia parigine, non perdetevi d’animo e approfittatene per una passeggiata alla scoperta dei raffinatissimi passages della rive droite.  I passages sono delle gallerie coperte, costellate di negozi di antiquariato, di collezionismo, di piccoli artigiani o di alta moda; naturalmente non mancano poi i bistrot e deliziosi ristorantini.

La sensazione è quella di fare anche una passeggiata nel tempo, Lo stile neoclassico, le colonne di marmo, le finiture in oro, gli affreschi e le splendide pavimentazioni rendono l’atmosfera elegante e retrò. Molti negozi conservano ancora le  vetrine e le insegne originali.

  • Il Passage Verdeau
  • Il Passage Jouffroy
  • Il Passage des Panoramas
  • La Galerie Colbert
  • Il Passage Choiseul
  • La Galerie Vivienne
  • Il Passage du Caire
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Mappa dei Passages Couverts

della rive droite

La terza tappa

Rue de Mouffetard

Per gustare uno spaccato di autentica vita quotidiana parigina tra banchi di frutta colorati ed ordinati, piccoli negozietti e  botteghe, per passare piacevoli ore conoscendo una Parigi meno monumentale ma molto vivace e colorata, vi consigliamo una passeggiata in una delle più antiche vie di Parigi, la pedonale rue Mouffetard, “Mouffe” come viene confidenzialmente chiamata dai parigini.
Essa congiunge due piazze storiche, la piccola e affollata Place de la Contrescarpe, ricca di caffè e bistrò e Place Saint-Médard dove la domenica mattina intorno alle 11, davanti al sagrato della chiesa di S. Medard, molti parigini si ritrovano per ballare, suonare e cantare vecchie melodie francesi.
Place de Contrescarpe viene citata anche da Hemingway in Festa Mobile; divertitevi a cercare la targa commemorativa nella vicina rue Cardinal Lemoine che ricorda la prima abitazione parigina dello scrittore. 

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Moltovicino a rue de Mouffetard si trova il Phanteon, luogo di sepoltura di prestigiosi personaggi come Victor Hugo, Alexandre Dumas, Voltaire e Marie Curie.

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La quarta tappa

Rue Montorgueil

La Rue Montorgueil è una via pedonale nelle vicinanze della chiesa di Saint Eustache nel quartiere di Les Halles che vanta alcuni dei migliori mercati di carne e pesce della città, insieme a rinomate caffetterie, accoglienti bistrot, brasseries e bellissimi negozi alimentari, boulangeries, fruttivendoli e fioristi.

Ci si trova di tutto e per un gourmand è un vero spettacolo.
Assaggia una qualsiasi delizia della celebre pasticceria Storher, una delle più antiche di tutta la Francia, o una fragrante baguette da Paul, dove la gente si affolla ordinatamente in fila per comprare il pane. Fermati in uno dei tanti negozi che vendono una straordinaria gamma di formaggi, tra cui segnaliamo La Fromagerie o assaggia le polpettine di felafel al ristorante libanese Al Boustan.

Per gli amanti dei sapori decisi, nella ultima parte della strada cercate un ristorante noto per le sue lumache (escargot), lo noterete per la grande insegna fatta a forma di lumaca o identificate il palazzo azzurro e bianco, famoso per le sue freschissime ostriche.
Concludete la vostra passeggiata visitando il rinnovato grande centro commerciale di Les Halles, una ristrutturazione avveniristica e coraggiosa degli antichi mercati di Parigi, completata di recente con una grande cupola di copertura e la vicina e stupenda chiesa di Saint Eustache, che rivaleggia con Notre Dame e Saint Chapelle per la chiesa gotica rinascimentale più bella di Parigi. Di dimensioni impressionanti, ti impressionerà per la vertiginosa altezza e per la bellezza delle vetrate colorate, ornate da bordure di fiori e frutti. 

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All’interno della chiesa di Saint Eustache notate la curiosa presenza di centinaia di cuori, risultato del complesso intreccio dei montanti delle finestre… l’amore e i suoi simboli sono nascosti in ogni angolo di questa romanticissima città!

La quinta tappa

Pere Lachaise

Il famoso cimitero monumentale di Pere Lachaise si trova a nord est di Parigi, in una zona un po’ decentrata, ma ben collegata al centro con varie linee della metro. L’ingresso al cimitero è gratuito e il fatto che sia aperto tutti i giorni della settimana la rende un’affascinante tappa del vostro viaggio nei giorni di chiusura dei principali siti di interesse. Come potete immaginare il cimitero è molto vasto e si adagia su una collinetta, rendendo il vostro cammino leggermente in salita. 

Tra i personaggi più noti qui sepolti vi segnalo ovviamente Jim Morrison, Oscar Wilde, Edith Piaf, ma anche Chopin, Rossini, Bellini, Apollinaire, Balzac, Maria Callas, Moliere e Modigliani.
Non sempre però le tombe dei personaggi più famosi possiedono i monumenti funebri più interessanti. Resterete senza dubbio maggiormente colpiti dalle tombe di personaggi meno noti. 

Di seguito quelle che a noi hanno suscitato una maggiore curiosità:

Georges Rodenbach. La sua romantica tomba raffigura il corpo dello scrittore belga mentre esce dalla tomba, distruggendo la pietra, con una rosa fra le mani. La troverete facilmente perché si trova accanto ad una grande piramide in pietra.
Victor Noir, il giovane uomo morto il giorno prima del suo matrimonio, è raffigurato a grandezza naturale, giacente a terra con un’insolita protuberanza nei pantaloni, ribattezzata “protubérance de son entrejambes”. La leggenda dice che baciare sulle labbra la statua del giovane, lasciare un fiore e strofinare la sua area genitale, possa propiziare la fertilità.
Allan Kardec, padre dello spiritismo francese possiede un altro monumento funerario spesso vittima di “sfregamenti”, anche se in questo caso i visitatori si limitano a toccare la spalla del suo busto in bronzo da un pertugio laterale.
Elisabeth Alexandrovna Stroganoff, ricchissima contessa russa possiede un monumento funerario in marmo di Carrara ed è uno dei più lussuosi del cimitero. Secondo una leggenda la contessa avrebbe destinato una parte della sua immensa eredità alla prima persona in grado di passare un anno intero all’interno della tomba. Numerose sono le richieste di gente che si offre volontaria per sostenere la prova!
Parmentier, famoso agronomo che introdusse l’uso della patata in Francia è curiosamente sempre circondata da patate.
Géricault, celebre pittore francese. L’artista con in mano una tavolozza di colori e un pennello è raffigurato sdraiato, perché nei suoi ultimi anni di vita era rimasto paralizzato a seguito da una caduta da cavallo. Sul basamento sono raffigurate alcune delle sue opere più famose custodite al Louvre tra cui “La zattera della Medusa”
Louis Auguste Félix de Beausejour possiede la tomba più alta di Parigi. La tomba si trova a 5 metri di profondità ed è sovrastata da una gigantesca colonna di sedici metri di altezza.
L’uomo che guarda il suo volto. Vicino alla tomba di Chopin, si trova una delle tombe più famose e curiose del cimitero, sebbene appartenente ad un personaggio non famoso e per questo non segnalata nelle mappe. Si tratta di una enigmatica figura bronzea di un uomo che sul letto di morte tiene fra le mani la propria maschera.
• Vi segnalo infine alcune singolari opere; la prima, Memorie Necropolitain, è un’enorme e insolita macchina fotografica oversize custodita all’interno di un tempietto classico. 

L’altra è una piccola tomba, in prossimità di quella di Chopin, sovrastata da un piccolo pianoforte bianco in pietra, che sembra mandarci le dolci note eseguite da un giovane allievo alle prime lezioni purtroppo stroncato da un infausto destino.

Molto del folklore che accompagnava le tombe di Jim Morrison e Oscar Wilde è stato cancellato negli ultimi anni. Non è più possibile avvicinarsi alla tomba di Morrison, poiché la zona è stata transennata a causa dell’eccessivo comportamento dei suoi fan. Perdura comunque la curiosa usanza di appiccicare gomme da masticare al tronco di un albero che cresce nelle immediate vicinanze. La lapide riporta una curiosa scritta il cui significato è traducibile con “Segui il tuo demone”. Anche il grande monumento della tomba di Oscar Wilde è stato sfortunatamente ripulito e recintato. La tradizione voleva che i visitatori dopo aver applicato un rossetto alla bocca baciassero la tomba, lasciando lo stampo di centinaia di baci.

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Mappa del Cimitero Pere Lachaise

Ci sono vari varchi di accesso e appena entrati vi imbatterete in molteplici mappe esplicative di non immediata lettura.

Da una parte troverete l’elenco dei nomi delle centinaia di persone importanti che qui giacciono, dall’altra parte la mappa del cimitero con i numeri corrispondenti dalle tombe. Se avete deciso di non dedicare un’intera giornata alla visita di questo luogo vi consiglio di scaricarvi una mappa in anticipo e evidenziare le tombe monumentali di vostro interesse divise per settori. Non è molto semplice identificare la posizione esatta delle varie tombe, le più famose sono quelle dove si adunano più persone!

La tomba di Victor Noir
L'uomo che guarda il suo volto

La sesta tappa

Jardin des Plantes

Dimenticate i soliti luoghi affollati turistici e abbandonatevi in una giornata di sole in questo angolo di paradiso.
A poca distanza dalla Gare d’Austerlitz, nel vivace Quartiere Latino, vicino al Pantheon e alla Grande Moschea di Parigi si trova il Jardin des plants, il giardino delle piante.
Il parco è veramente piacevole e molto frequentato dai parigini.
È suddiviso in vari settori con erbe aromatiche, officinali, alpine, tropicali e un grande orto. Il giardino alpino contiene oltre 2000 specie di piante di montagna, splendidi poi il giardino delle rose, il giardino delle peonie, il giardino dell’Iris e un fantastico labirinto realizzato nel XVIII secolo. Interessante in tutte la stagioni dell’anno, persino d’inverno, ovviamente in primavera e in estate offre il suo massimo splendore con un tripudio di fiori e colori!
Pagando un biglietto si può accedere alle tre grandi serre e ci si trova immersi in un un giardino esotico, tra piante altissime, felci gigantesche, alberi del cacao e fiori uno più strano dell’altro oltre ad orchidee, una raccolta di piante grasse, una cascata, uno stagno e una serie di grotte su più livelli dalle quali ammirare le piante dall’alto.
All’interno del parco è presente anche un piccolo zoo (la menagerie), una parte del quale aperta e visitabile in qualunque momento, un’altra invece, più corposa, accessibile tramite il pagamento di un biglietto.
I vari musei circostanti ti permettono di vedere ed esplorare un mondo diverso per un piacevole relax tra cultura, piante, minerali, animali, fiori e storia. A voler visitare tutti i musei ci passeresti la giornata.
Vi si trova il Museo di Storia Naturale, che è diviso in quattro gallerie separate: il Museo della Mineralogia, il Museo di Entomologia, il Museo di Paleontologia e la Grande Galerie de l’Évolution, dedicata all’evoluzione della vita sulla Terra e all’influenza dell’uomo sul pianeta.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Visto di giorno è fantastico, ben tenuto e curato, ma di sera con le luminarie accese è uno spettacolo nello spettacolo. Centinaia di monumentali strutture luminose, spettacolari lanterne raffiguranti animali di tutto il mondo. Una passeggiata notturna in un’atmosfera magica, per i visitatori in cerca di incanto!

La settima tappa

Tre splendidi musei di Arte contemporanea

 

La Fondazione Louis Vuitton
Immersa nel grande parco parigino del Bois de Boulogne l’avveniristica struttura progettata dall’archistar Frank Gehry ospita la Fondazione Louis Vuitton (FLV), sede di splendide mostre di arte contemporanea. L’edificio è di una bellezza incredibile ed ha il fascino dell’architettura senza limiti. Una gigantesca e solitaria barca con le vele spiegate al vento sta cercando di sfruttare ogni refolo di vento che proviene dal bosco. Una fontana a gradoni diffonde l’elemento liquido acqueo alla base della struttura. Sarete impressionati dalla sua leggerezza ed eleganza.
La Fondazione offre sempre delle bellissime mostre di arte contemporanea. Le sale espositive sono molto diverse per forma e volume, ben dislocate nei vari piani dell’edificio e permettono al visitatore di apprezzare, nei vari passaggi, la bellezza dello scrigno prezioso che le contiene. Dalle magnifiche terrazze dell’edificio si godono panorami e scorci unici, è possibile ammirare e fotografare Parigi da prospettive insolite. 

La Fondazione Cartier
La fondazione Cartier è una tregua meravigliosa dalle destinazioni turistiche troppo affollate di Parigi. E’ anche una tappa obbligatoria per chi ama l’architettura e l’arte contemporanea. Si trova nella zona esterna del 14 arrondissement, a pochi passi dalla stazione della metropolitana Raspail in zona Montparnasse.
L’edificio in vetro trasparente, progettato da Jean Nouvel, è fantastico e il giardino che lo circonda altrettanto. Un angolo di bosco in piena città! Da fuori si apprezza l’imponente e pure così leggera struttura a più piani che accoglie la Fondazione. Le forme trasparenti e leggere, le grandi facciate vetrate su cui si riflette la vegetazione circostante, enfatizzano il concetto di “dematerializzazione” tanto caro a Nouvel. Entrerete nell’edificio ed avrete la percezione di esserne all’esterno ed una volta usciti penserete di farne ancora parte. Lo spazio è luminoso e arioso e si presta bene a grandi opere d’arte contemporanea.
Le collezioni esposte sono sempre interessantissime, per le opere in sé e per le insolite modalità di fruizione, sempre a forte impatto emotivo. Le esposizioni sono distribuite su due livelli: quello inferiore ipogeo e il piano terra. Al primo piano troverete invece il book shop della fondazione con un’ampia selezione di libri tematici. I piani superiori non sono invece visitabili, ma sono destinati a uffici privati.
Purtroppo a causa della siccità nel 2020 si è reso necessario abbattere “l’albero della vita”, il secolare cedro del Libano piantato più di 200 anni fa in questo luogo da Chateaubriand e fulcro del piano progettuale dell’edificio.

Bourse de Commerce – Pinault Collection
L’antica Borsa del Commercio, un tempo borsa del grano, è il più nuovo museo dell’arte di Parigi. Si trova in una piccola piazza non lontano dal Forum Les Halles.
Grazie all’eccellente opera di ristrutturazione dell’architetto giapponese Tadao Ando finanziata dal multimiliardario mecenate francese François Pinault, dal 2016 è stata convertita in un Museo di arte contemporanea.
Al di là del valore e della bellezza delle opere esposte, è in primo luogo il magnifico edificio che merita di essere ammirato. L’edificio è sorprendente, la ristrutturazione ha mantenuto il suo splendore originale all’esterno e ha creato uno splendore moderno all’interno.
L’intervento principale è l’enorme volume in cemento grigio al centro dell’edificio circolare.
Sono rimasto affascinato dall’imponente pantheon a cupola di vetro con un murale a 360 gradi che circonda la parte superiore dell’edificio. Grandi navi e ciminiere, marinai e soldati sono un omaggio all’epoca d’oro del commercio e del progresso francese.
A margine della grande sala centrale si trova una meravigliosa scala a doppia elica, originariamente progettata in modo che i portatori di grano scendendo e salendo non interferissero tra loro.
La mostra che abbiamo visto era una presentazione molto sofisticata e ampia di arte contemporanea all’avanguardia: pittura, scultura, video, installazioni. Non sempre opere così ardite possono riscontrare i gusti di tutti, ma chiunque può trovarci sempre qualcosa di creativo e affascinante.

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In e Out

Il Parc della Villette è stato costruito nella metà degli anni ’80 come grande luogo di riqualificazione urbana di un’area un pò periferica di Parigi.

A quel tempo poteva dirsi all’avanguardia se non avveniristico e visionario, oggi però risulta datato e in forte decadenza. Si avverte la mancanza d’innovazione. Luoghi come questi ti aspetti che debbano adeguarsi costantemente ai progressi tecnologici e non restino prigionieri del passato.
Nel Parco sono presenti diverse strutture; l’enorme e scenografica sfera d’argento chiamata La Géode da anni sottoposta a lavori di ristrutturazione, la città della Scienza e della tecnica, grande spazio espositivo con tante aree tematiche che vanno dalla matematica alla robotica, dall’ecologia alla tecnica applicata, con molte sezioni interattive che stimolano la curiosità di bambini e ragazzi che purtroppo sono presentate solo in francese e risultano di non facile fruizione per il turista, il sottomarino Argonaute che appare più un cimelio del passato che un simbolo di progresso e il grande Planetarium, con frequenti eventi e spettacoli, molti dei quali però solo in lingua francese.
Anche il parco che circonda tutte queste strutture è vasto e coreografico, ma purtroppo si trova in un’area che non infonde molta sicurezza.

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Parigi #1

Parigi per la prima volta

...l'amore vince sempre!

La proposta in breve

Per tutti coloro che arrivano a Parigi per la prima volta la città mostra tutta la sua magnificenza e l’estasi di essere la destinazione più desiderata e visitata al mondo con una moltitudine di luoghi iconici, che ogni cittadino del mondo deve poter godere almeno una volta nella vita.
Il gigantesco museo del Louvre, il più grande e il più visitato museo del mondo, la scenografica Tour Eiffel, visibile da ogni punto della città ed edificio più alto del mondo per molti decenni, gli Champs Elysees e l’Arco di Trionfo, simbolo della grandeur francese e vetrina dei più prestigiosi brand del lusso internazionale; l’opulenza e la magnificenza della Reggia di Versailles, modello architettonico per tutte le corti d’Europa; la Cattedrale gotica di Notre Dame de Paris e la collina di Montmatre con la chiesa del Sacro Cuore, romantica e allo stesso tempo dannata, ispiratrice della vita senza limiti degli artisti bohemien.

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano il bello e l’arte in tutte le sue forme, le grandi metropoli contemporanee e possiedono un animo romantico
  • Quando mi consigliate di partire? Ogni stagione ha il suo fascino, ma noi consigliamo la primavera e il periodo natalizio
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Almeno una settimana
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è alta, Parigi è una grande metropoli decisamente cara
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo i luoghi iconici di Parigi come la Tour Eiffel, il museo del Louvre, la reggia di Versailles, gli Champs Elysèe, l’Arco di Trionfo e la collina di Montmatre
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? È possibile trovare appartamenti e hotel in qualsiasi arrondisement (quartiere) di Parigi; consigliamo di spostarsi un po’ dal centro in una zona meno cara, ma nelle vicinanze di una fermata della efficientissima metropolitana
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Le famose baguette, il pregiato fois gras, la deliziosa quiche Lorraine, l’escargot, gli infiniti formaggi e i dolci macarones…

L'itinerario!

6 imperdibili tappe per vivere Parigi per la prima volta

La Bandiera della città di Parigi

La bandiera di Parigi è uno stendardo estremamente complesso che racchiude molti simboli a testimonianza dell’importanza che questa grande città ha avuto da sempre per la Francia. La potrete vedere sventolare sul bellissimo Hotel de Ville o sui municipi di ogni arrondissement, sempre a fianco dell’onnipresente tricolore francese. La prima figura che colpisce è la presenza di una nave, un veliero mercantile, che sembra essere l’emblema della corporazione dei mercanti dell’acqua, a capo della città durante gran parte del medioevo. È poi visibile una scritta latina “Fluctuat nec mergitur” traducibile “naviga ma non affonda” da riferirsi ovviamente a questo battello. Immancabili i gigli dorati di Francia su sfondo blu, a ricordare la discendenza reale e simbolo di prosperità e ricchezza. L’attuale stemma presenta inoltre a destra un ramo di quercia e a sinistra uno d’alloro, le medaglie di 3 importanti onorificenze, tra cui la Legione d’onore e una corona con 5 torri. 

I colori blu e il rosso da sempre appartenuti alla città di Parigi, uniti poi al bianco della casa reale diedero origine al tricolore francese.

La prima tappa

Le Louvre

Scrivi Louvre, leggi Arte, Storia, Cultura, Bellezza; semplicemente il museo per antonomasia. Penso che ogni descrizione sia superflua, è una tappa immancabile per chi passa per Parigi.

Un totale di 35.000 opere esposte, tra cui capolavori di fama mondiale. Il museo è grandioso, sia come monumento che per le opere che custodisce. Vedere tutto in una volta è praticamente impossibile visto la sua vastità e l’impressionante quantità delle opere in esso contenute.
Consiglio di armarvi di tanta pazienza e scarpe comode, la visita prevede una giornata intera.

Organizzatevi bene prima della visita e fate la lista di quello che volete assolutamente vedere altrimenti rischiate di passarci la giornata e non riuscire a vedere tutto quello che vi interessa.

Il museo è gigantesco, ospita otto dipartimenti suddivisi in 3 ali (Richelieu, Sully e Denon) ed è disposto su 5 piani (piano -2, -1, 0, 1 e 2). Troverete antichità egizie, orientali, greche, etrusche e romane, ma anche collezioni più moderne come quella degli impressionisti. Dipinti, Sculture, Arti grafiche e migliaia di oggetti di Arti Islamiche.
Il Louvre è aperto dalle 9:00 alle 18:00 il lunedì, il giovedì, il sabato e la domenica, dalle 9:00 fino alle 21:45 il mercoledì e il venerdì. Resta chiuso ogni martedì. La maggior parte delle persone vi si recano la mattina e lunghe ed interminabili code spaventano anche il più motivato viaggiatore.

 

Vi segnaliamo alcune tra le opere imperdibili del Louvre, divise per categoria:

Scultura

    • Amore e Psiche di Antonio Canova, nel dolcissimo attimo che precede il bacio
    • La Venere di Milo, ideale di bellezza femminile della Grecia antica ed icona pop dei nostri giorni
    • La Nike di Samotracia, la sua incredibile bellezza è ulteriormente esaltata dalla sua collocazione privilegiata, su un piedistallo in cima ad una grande scalinata, che simula la prua di una nave
    • L’ermafrodito dormiente, il capolavoro in marmo dell’arte romana adagiato su un soffice materasso aggiunto durante il restauro da Gian Lorenzo Bernini
    • Le bellissime e raffinate statue dell’Atena di Velletri e della Diana di Versailles

Sezione egizia

      • Sfinge di Tanit, una delle più grandi sfingi al mondo ricavate da un blocco unico di pietra
      • Lo scriba seduto dai colori praticamente intatti
      • I bellissimi ippopotami azzurri di 400 anni fa

Ala della mesopotamia

    • Il Codice di Hammurabi dove il sovrano riceve le leggi dal suo Dio, basato sulla legge del taglione,  “occhio per occhio dente per dente”
    • I tori alati gigantesche figure ibride tra tori, aquile ed esseri umani che venivano posti all’ingresso delle città e dei templi nella convinzione che servissero a protezione dai nemici

Pittura

    • Gli iconici quadri del rinascimento italiano
        • il misterioso e affascinante sorriso della Gioconda e la perfezione della Vergine delle Rocce, di Leonardo da Vinci, ma anche innumerevoli altre opere di Raffaello, Tiziano, Paolo Uccello e Botticelli
    • I grandi Capolavori della pittura francese
          • la splendida creazione prospettica dello spazio de Il giuramento degli Orazi e la scenografica rappresentazione de La morte di Marat di Jacques-Louis David, lo storico naufragio ne La zattera della Medusa di Théodore Géricault, la minuzia e accuratezza di ogni piccolo dettaglio ne L’incoronazione di Napoleone, la figura di una donna a torso nudo che tiene in una mano la bandiera francese e nell’altra un fucile, icona moderna della libertà del popolo contro la monarchia ne La libertà che guida il popolo – Eugène Delacroix.
    • La pittura del nord Europa
        • La merlettaia di Johannes Vermeer, che Renoir considerava “il quadro più bello del mondo”

Infine si resta stupiti ed estasiati dall’opulenza e dalla magnificenza della Galerie d’Apollon dove sono esposti i gioielli della corona francese, diamanti e gemme di incommensurabile valore.

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La Pyramide du Louvre

L’entrata principale si trova sotto la geniale nuova Piramide in acciaio e vetro su telaio di alluminio, progettata dal cinese I.Pei. La Pyramide du Louvre è il simbolo della grandeur francese dell’allora Presidente Mitterrand che privilegiò un progetto ardito e molto contestato ai tempi dando vita a quella che oggi può ben considerarsi una nuova costruzione iconica al pari della Tour Eiffel
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Consigli per entrare rapidamente

Se siete un gruppo di più di 7 persone, compresi i ragazzi sotto i 26 anni non paganti, potete usufruire di un enorme vantaggio. Potrete accedere al Louvre dall’entrata nell’ala Richelieu in rue de Rivoli, senza alcuna fila, sarete sbalorditi e increduli di essere all’interno dopo soli 5 minuti!

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Consigli per entrare orientarsi

Per orientarvi nel grandissimo museo, vi consigliamo calorosamente di scaricare una mappa generale con le opere principali, e studiare per tempo la suddivisione del museo perché è molto dispersivo e poco intuitivo. Fate attenzione alle mappe online con una sequenza numerica diversa rispetto a quella presente poi al museo, cercate quelle con le stanze numerate dal numero cento in su (le altre vi renderanno la visita impossibile!)

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La seconda tappa

La Tour Eiffel

Cosa dire della costruzione più iconica e scenografica di Parigi?

Non si può morire senza averla vista almeno una volta nella vita! 

La vista della dame de fer è un’emozione unica. La sua sprezzante presenza vi seguirà per tutta la visita della città; la fotograferai tra i pertugi di due palazzi, negli spazi aperti delle grandi piazze o riflessa sulla Senna. Consiglio di osservarla dalla terrazza panoramica in piazza Trocaderò. Resterete stupefatti per la sua imponenza ed eleganza.

Sempre meravigliosa specialmente la sera con le luci accese.

Ogni ora, dalle 21:00 alle 23:00, per soli cinque minuti la Tour Eiffel risplende grazie alle migliaia di lucine intermittenti che la rivestono interamente.

C’è chi sostiene che la sua singolare forma a «A» allungata sarebbe una spettacolare dichiarazione d’amore ad una ragazza di nome Adrienne di cui Eiffel si sarebbe innamorato da giovane.

 

La veduta dalla cima è superlativa, si può vedere Parigi a 360°, la vista si apre a perdita d’occhio. Divertitevi a identificare tutti i posti del cuore visitati durante il vostro soggiorno o seguite le linee dei boulevard che avete percorso passeggiando per la città più romantica del mondo.

Se siete già in possesso del biglietto, superato il primo sbarramento di accesso con il controllo di borse e zainetti, arrivati letteralmente sotto la torre, individuate la fila contrassegnata dalla bandiera verde per accedere direttamente all’entrata dell’ascensore del pilastro est o ovest. C’è sempre molta gente ed occorre attendere un po’ di tempo tra un ascensore e l’altro, ma la fila scorre abbastanza velocemente.

La salita in ascensore è emozionante, con il panorama della Ville Lumière che si apre tra il magnifico reticolo di ferro. Per arrivare in cima si deve comunque scendere al secondo piano e cambiare ascensore.

 

In cima è possibile passare per un piano riparato dove si può vedere da una vetrata la ricostruzione dell’ufficio dell’ingegner Gustave Eiffel con arredamenti originali dell’epoca e con le riproduzioni in cera, di Eiffel con sua figlia Claire e di Thomas Edison, inventore della lampadina ed illustre ospite. Attraverso una breve scalinata si accede poi alla terrazza aperta dove potete godere al vento della vista più strabiliante di Parigi. C’è infine un piccolissimo bar dove volendo si può acquistare un carissimo flute (ahimè in plastica) di champagne.

Una volta riscesi al 2°piano potete optare per l’ascensore oppure per le scale e fare una serie di rampe a piedi.

 

Per l’intera visita mettete in conto almeno due ore, io sarei rimasto il giorno intero.

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È praticamente impossibile trovare i biglietti per accedere alla cima e dovrete affrontare lunghissime file anche per visitare solamente il secondo basamento se non organizzate bene la visita. Il nostro consiglio: i biglietti vengono messi in vendita sul sito ufficiale 60 gg prima e sono sempre limitati. Iscrivetevi al sito inserendo le vostre credenziali, collegatevi poi alla mezzanotte del giorno di apertura vendite (per esempio: se volete salire il 7 Aprile, collegatevi alle 00:00 del 7 Febbraio!). La disponibilità per il Sommet (la cima) si esaurisce velocissimamente.

La terza tappa

La Reggia di Versailles

Sfarzosa, imponente, impressionante, maestosa, enorme, splendida, ricca ed emozionante, la Reggia per eccellenza, simbolo e icona del potere dell’eccentrico re Sole, Luigi XIV, e luogo di ritiro di tutta la sua infinita corte, il palazzo di Versailles è praticamente immerso in una pioggia d’oro e ricchezza infinita.

 

Programmate di spendere una intera giornata tra lo spostamento, la visita dello Chateau e dei grandissimi e splendidi giardini. La reggia è una vera perla in ogni suo angolo , in ogni suo dipinto , decorazione e arredo. I giardini sono immensi, ben curati. Ovviamente va da sé che ci voglia tempo e pazienza per visitarla. Per chi ama l’arte e la storia è come essere a casa. La visita è bellissima ma anche molto faticosa per la grandezza. Meta di tantissimi visitatori da ogni parte del mondo, ovviamente è impensabile volerla trovare vuota e lamentarsi della moltitudine di visitatori.

 

La visita si snoda attraverso sontuose sale e saloni,  la prima parte è dedicata alla storia del palazzo, utilizzate l’audioguida gratuita e l’applicazione che è davvero fatta bene, con la mappa interattiva; basta scrivere la stanza dove ci si trova e parte in automatico la dettagliata spiegazione.
Si passa poi alle infinite sale, arredate con quadri bellissimi ed arredamenti stupendi. In alcune stanze troverete delle finestre che si affacciano sui cortili e sui giardini, sbirciate attraverso i tendaggi, è veramente una meraviglia per gli occhi, se avete la fortuna di incappare in una splendida giornata di sole. Passerete per diverse stanze ricche di mobili e ritratti, la stanza del re e della regina, il salone di Ercole, la cappella reale, il salone di Venere e di Apollo; ma la stanza che vi lascerà a bocca aperta sarà la magnifica Galleria degli Specchi. Impossibile non rimanerne colpiti! E’ un’emozione indescrivibile pensare che qui si sono tenute sfarzose cerimonie e feste con centinaia di persone. Lampadari e colonne donano una grande magnificenza e regalità all’ambiente, gli specchi aumentano la luminosità dell’ambiente e contribuiscono ad ampliare la profondità. 

Passate poi per la stanza dell’incoronazione con i grandi dipinti che celebrano un altro grande imperatore francese; Napoleone I e poi per la stanza delle battaglie dove nel più lungo salone della reggia sfilerete in mezzo ai dipinti che celebrano tutte le maggiori vittorie militari della Francia. Poi prendete l’uscita per i giardini. Tenete presente che una volta usciti dalla reggia non è più possibile rientrarvici.

 

Il parco, i laghi, i giardini ed il bosco attorno sono a dir poco infiniti. Le geometrie dei percorsi, sapientemente studiati, creano degli scorci sulla reggia davvero suggestivi. Le fontane, le centinaia di statue e i laghetti, lasciano percepire lo sfarzo della vita che si svolgeva alla corte francese. Se avete intenzione di girarli a piedi, vi consiglio di allenarvi. Le distanze da percorrere sono notevoli. Potete però optare per diverse altre soluzioni: noleggiare una macchinina elettrica, o il trenino. Il parco chiude abbastanza presto, alle 17:30. Durante la bella stagione di sabato, ad orari stabiliti, potrete godere dello spettacolo delle fontane danzanti e a sera c’è il Night Fountain Show, con spettacolari fuochi d’artificio

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Lo Chateau di Versailles si trova leggermente fuori Parigi, a circa 30-40 minuti, ma è facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto. Arrivati alla metro des Invalides si prende la RER C fino alla fermata Versailles Rive Gauche. Il percorso è ben segnalato e basterà seguire la moltitudine di turisti che ogni giorno si reca al cospetto del Re Sole. Dalla stazione di Versailles dovrete percorrere 10 minuti a piedi fino a Place D’Armes, qui troverete l’entrata principale.

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Conviene ovviamente comprare i biglietti online per non fare una lunga fila. Con il biglietto passport potrete visitare tutto il complesso, incluso il Petit e Grand Trianon e un piccolo villaggio artificiale amato follemente da Maria Antonietta. Se siete già in possesso del biglietto online, dirigetevi alla vostra sinistra e mettevi in fila nel GRUPPO A; in caso contrario, mettetevi in fila nel GRUPPO B.

La quarta tappa

La Collina di Montmatre

La romantica collina di Montmartre, sebbene preda del turismo di massa, è ancora un luogo romantico e affascinante, dal celebre passato bohémien essendo stato il rifugio prediletto di numerossimi squattrinati pittori, scrittori e artisti che scelsero questa zona allora a buon mercato e di mentalità aperta,  distante dagli aristocratici salotti parigini.

Tutto questo traspira da ogni ripida e stretta stradina o da ogni piccola e colorata casetta; le piazzette si aprono improvvise e alberate, la vista spazia su tutta la città; sembra quasi di passeggiare all’interno di un villaggio separato dalla città, una meravigliosa e tranquilla enclave separata dalla frenetica metropoli.

È facilmente raggiungibile con la metropolitana. Una volta scesi dalla metro, recatevi verso la funicolare e qui potete decidere se salire i gradini della monumentale gradinata oppure sfruttare la scenografica funicolare. Vedere spuntare la la Basilica del Sacre-Coeur è un grande effetto scenico, con le sue grandi cupole immacolate e il suo profilo che svetta verso il cielo.

Una volta arrivati in cima, dalla terrazza davanti alla basilica si ha un grande panorama. Si può osservare gran parte di Parigi. Si vede bene la Tour de Montparnasse, Notre Dame, la Senna, il Pompidou, il Pantheon… manca solo la Tour Eiffel, che è nascosta sulla destra. 
L’accesso alla basilica è gratuito, mentre se volete salire sulla cupola c’è da pagare un biglietto. Si sale solamente a piedi con circa 300 scalini.

Dopo aver visitato la chiesa consiglio di salire ancora un pochino alle spalle della basilica ed andare a trovare Le Moulin de la Gallette. Un mulino a vento in cima a Parigi, assolutamente da non perdere, famoso perché dipinto da celebri pittori del XIX secolo come Renoir, Van Gogh e Toulouse Lautrec.

Cuore spirituale di Montmarte è la celebre place du Tertre, antica piazzetta alberata, circondata da numerosi ristoranti brasserie, creperie e da un grande numero di artisti che disegnano ritratti e caricature ai turisti,  caratteristica per il sorprendente numero di cavalletti che mostrano opere finite o in fase di realizzazione a prevalente fruizione turistica. La piazzetta è davvero incredibilmente affollata e mostra la sua deliziosa bellezza solo verso l’imbrunire. Vi consigliamo ovviamente di passarci, ma di dedicare il vostro tempo ad altri luoghi che conservano ancora un aria più autentica. Come ad esempio la piccola place Emile Goudeau una piazza lastricata, in forte pendenza, con alberi frondosi, alcune panchine dove poter sostare, una bella fontana potabile e l’ ex studio di Picasso.

Oppure la splendida piazza Joel Le Tac, dove si affacciano elegantissimi palazzi su dei giardini con bossi, tassi e alberi di mele.

Risalite rue de l’Abreuvoir, fino alla piazzetta dedicata all’artista Dalida, il cui busto in bronzo viene soventemente strofinato al seno per augurare buona fortuna. Prosegui alle spalle del busto nella vietta pedonale circondata da belle villette con giardino… sembra veramente di essere in un paesino di campagna.

La magia del quartiere di Montmartre devi viverla assolutamente immergendosi in uno dei suoi ristorantini, alcuni dei quali con un incredibile passato. L’idea di sedersi allo stesso tavolo dove grandissimi personaggi dell’arte hanno trascorso le loro oziose ore è emozionante.

Al Au Lapin Agile si racconta si ritrovassero Toulouse-Lautrec e gli altri artisti del suo tempo. Si tratta di un piccolissimo “cabaret artistico“, dove si esibiscono cantanti o comici francesi. Notate all’esterno l’originale insegna del coniglio, un tempo specialità della casa!

La Maison Rose fu di proprietà di una modella di Picasso e fu punto di ritrovo di molti artisti, fu inoltre ritratta in più quadri dal pittore Maurice Utrillo, ora è diventata un punto fotografico molto amato dagli appassionati di Instagram.

In Rue des Saules, a qualche passo dalla Maison Rose si trova una vera e propria vigna, vanto del quariere, che produce circa 1000 bottiglie di vino made in Paris!

Scendendo per la rue Lepic incrocerai moltissimi ristoranti e bar, tra i quali sulla sinistra al numero 15 il Café des deux Moulins, il bar dove sono state girate molte scene de il favoloso mondo di Amelie. Molta dell’atmosfera si è perduta negli anni, ma il mobilio è ancora quello originale utilizzato nel set cinematografico.

Arrivati alla fine della via verrete rapidamente proiettati in un  altro mondo, in un’altra atmosfera. Vicino alla Place Pigalle regnano le luci a neon dei sex-shop e dei cabaret, fra cui il famoso Moulin Rouge, storico locale con arredi belle époque, patria del Can Can.

Infine vi consigliamo di passare per Place des Abbesses. Fate una foto alla bellissima fermata della metropolitana, una delle più belle della città e immergetevi nel simpatico caos di questa piazza sempre piena di gente, con la giostra per i bambini e le bancarelle. A sovrastare la piazza, c’è la facciata della singolare Église Saint-Jean de Montmartre, chiesa in mattoni rossi con vetrate colorate e mosaici in stile art nouveau, una delle prime in cemento armato.

Sul lato opposto, oltrepassato un cancellino verde si trova un piccolo giardino, con il grande “Muro dei Ti amo”. L’autore chiese ai suoi vicini stranieri di scrivere sul murales la romantica parola nella loro lingua. Arrivò a raccogliere fino a 311 “Ti amo” in lingue e dialetti da tutto il mondo.

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Cattedrale del Sacro Cuore
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Per una piacevole sosta vi consigliamo di fermarvi alla vicina Patisserie Maison Lardeux, una panetteria/pasticceria di ottima qualità con la perenne fila di persone in attesa di una squisita leccornia.

Maison Rose

Maison Rose di Utrillo

La quinta tappa

Gli Champs Elysèes e l'Arco di Trionfo

Ovviamente a Parigi una passeggiata sul famoso ed elegantissimo viale non può mancare.

Insieme alla Fifth Avenue di New York è una delle strade più conosciuta al mondo.

Prende il nome dai Campi Elisi, che secondo la mitologia greca erano il luogo di beatitudine delle persone buone.

Il viale è lungo quasi 2 chilometri e largo circa 70 metri, parte come prolungamento dei giardini delle Tuileries e congiunge Piazza della Concordia con il suo splendido Obelisco egizio a Place de L’Etoile e rappresenta a tutti gli effetti la zona di lusso di Parigi. Trionfale, lussuosa ed esagerata. 

Troverete spettacolare la vista prospettica con l’Arco di Trionfo che fa capolino in lontananza.

Nel primo tratto al Rond Point, troverete uno di fronte all’altro i 2 palazzi neoclassici Grand Palais e Petit Palais, costruiti per l’Expo del 1900 sedi museali e utilizzati per le grandi manifestazioni.

Nel lato opposto si trova invece il Palais de L’Elysee, la residenza del capo dello Stato francese dal 1873.

Il marciapiede enorme su cui passeggiare è fiancheggiato da imponenti palazzi, boutique, negozi di souvenir e ovviamente locali dove mangiare, boulangerie, patisserie, tra cui la famosissima Ladurèe in cui è d’ obbligo fermarsi per assaggiare i celebri macaron.

Il palazzo di Tiffany tutto acceso di luci celesti, le fragranze olfattive della Maison Guerlain, il palazzo di Louis Vuitton difronte al celebre teatro Lido, Bulgari, Chanel, Loreal, Apple Store, Swarovski, Pierre Cardin, Tiffani, Dior, Rolex sono solo alcuni dei marchi prestigiosi che hanno sede in questo splendido viale.

Tradizionalmente, ogni 14 luglio, festa nazionale, sugli Champs-Élysées si svolge la parata militare.

Bellissimi ogni giorno dell’anno, ma illuminati nel periodo natalizio sono da togliere il respiro.

Un tripudio di luci e negozi sfavillanti.

L’arco di Trionfo è posto al centro della immensa piazza dell’Etoile- Charles de Gaulle, luogo di convergenza di ben 12 grandi strade. Napoleone, ossessivamente attratto dai fasti dell’Impero Romano lo volle per celebrare la sua vittoria ad Austerlitz e come è evidente per ogni turista italiano si ispirò fortemente a quello fatto erigere dall’Imperatore Tito a ai fori romani.

Maestoso ed affascinante. Merita di salire in cima attraverso scale a chiocciola di quasi 300 scalini per godere di uno splendido panorama su tutta la città; la prospettiva dei viali a raggiera e degli Champs Eliseés è superba. La vista spazia dal Grand Arche della Defence fino alla piramide del Louvre.

Ai piedi dell’Arco è presente la tomba del milite ignoto a commemorare tutti i soldati morti per la Francia nel corso della storia.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

I ristoranti e i bar sugli Champs Elysees sono molto costosi, vi consigliamo però un locale davvero speciale a due passi dall’Arco di trionfo, il Cafè Joyeux.  Una sosta d’obbligo che fa bene al cuore, in cui ragazzi con la sindrome di Down ed altre disabilità lavorano come camerieri, cuochi, cassieri e rendono questo posto davvero accogliente.

La sesta tappa

Museo de L'Orangerie

L’Orangerie è un altro splendido museo che regala emozioni. 

Si tratta di un piccolo museo paragonato all’immenso Louvre o alla grande Gallerie D’Orsay,
Consiglio di prenotare anzitempo, poiché fanno entrare un numero limitato di persone alla volta e si evitano così lunghe code.

Il museo è uno spazio davvero immersivo nella visione artistica di Claude Monet.

Le 2 sale ovali dedicate alle sue Ninfee lasciano senza fiato. Sono esposte otto enormi tavole che ricoprono interamente le pareti. Lo sguardo si perde tra le mille sfumature dell’acqua, tra i cangianti effetti di luce e di colore; il luogo trasmette una dimensione poetica profonda e una avvolgente sensazione di infinito.

Vivi la possibilità di immergerti nelle sue opere seduto sulle poltrone al centro delle sale o passeggia attorno per ammirare da vicino i colori più accesi dei piccoli boccioli galleggianti che fluttuano in questo paradisiaco luogo.

Questa nuova concezione spaziale è permeata dalla luce naturale proveniente da un lucernario che simula la stagionale lucentezza che ha avvolto il grande pittore nel suo giardino-laboratorio di Giverny, dove le  straordinarie visioni delle ninfee sono state concepite.

Il Museo offre inoltre al piano inferiore, ulteriori percorsi espositivi con opere magistrali di altri artisti Impressionisti e Postimpressionisti come Picasso, Rousseau, Renoir, Matisse, Cézanne e gli stupendi dipinti di Modigliani.

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Islanda

ISLANDA

...fino alla fine del mondo

La proposta in breve

Non per tutti! L’Islanda è un’isola bellissima ed unica al mondo ma il viaggio richiede un minimo di spirito di adattamento e di amore per l’avventura. Se rientrate in questa categoria di viaggiatore, siamo sicuri che non resterete delusi

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano la natura selvaggia e i paesaggi dei paesi nordici
  • Quando mi consigliate di partire? Se il vostro desiderio è avvistare la spettacolare aurora boreale si consiglia di andare tra Settembre e Marzo. Da giugno ad Agosto invece godrete di giornate più lunghe e la possibilità di visitare la parte nord dell’isola, altrimenti interdetta in inverno
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? circa una settimana ma è possibile completare il percorso anche con soli 4 giorni, se avete meno tempo a disposizione
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è decisamente alta; durante l’estate è possibile trovare voli low cost mentre in inverno dovrete molto probabilmente ripiegare su compagnie di bandiera, con conseguente ulteriore aumento dei costi
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo di Reykjavik delle cascate di Gullfoss, della spiaggia nera di Vik, della Blue Lagoon, del whale wactching; ricordatevi però, qua più che altrove, di lasciarvi guidare anche dall’istinto e da un minimo di improvvisazione, visto che i luoghi che attraverserete saranno sempre bellissimi
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? Le sistemazioni hanno prezzi decisamente elevati, ma è possibile trovare buoni ostelli con bagni condivisi a cifre più abbordabili; se farete base a Reykjavik, potrete anche considerare di affittare un appartamento, che vi consentirà di ridurre i costi rispetto agli hotel, oltre a darvi la possibilità di consumare alcuni pasti a casa. Una volta arrivati, vi consigliamo di noleggiare un’automobile, che è il modo migliore per girare l’isola in totale autonomia e libertà; d’estate va benissimo un mezzo normale, d’inverno è d’obbligo un 4×4
  • Quali specialità culinarie mi aspettano?  la cucina islandese non viene generalmente molto apprezzata dagli italiani; elementi principali sono l’agnello e il pesce. Per i più temerari è possibile cimentarsi all’assaggio dello squalo fermentato, dei testicoli di montone e molti pesci essiccati come il merluzzo o il pesce lupo. Frutta, verdura ed alcolici non sono di facile reperibilità. Prezzi, in ogni caso, molto molto elevati

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

aereo

Al vostro arrivo……

Come tutti i viaggiatori – tranne i pochi temerari che scelgono la nave – arriverete in Islanda atterrando all’aeroporto di Keflavìk, a pochi chilometri dalla capitale. La cittadina non è particolarmente significativa; il nostro consiglio è di mettersi rapidamente in marcia. Tenete presente che, per godersi appieno l’isola, è necessario prendere a noleggio un’auto che vi consenta di muovervi in autonomia.
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Quando è meglio andare…
Se la maggior parte dei turisti decide di visitare l’Islanda in estate, questo itinerario è fattibilissimo anche in inverno, visto che non prevede spostamenti in aree troppo remote e lontane dalla capitale; in tale caso tenete presente che, se il clima è ovviamente rigido, si mantiene comunque sempre su temperature accettabili, intorno agli zero gradi. E se avrete l’accortezza di scegliere un’auto adatta, potrete godervi l’isola in quasi solitudine.
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Per coloro che amano la natura…

L’Islanda è un luogo davvero speciale ed è conosciuto come la nazione della terra e del fuoco per la considerevole presenza di ghiacciai, vulcani, geysir e in generale per le sue incredibili bellezze naturali uniche al mondo; per le tantissime lagune d’acqua termale e per le grotte di cristallo blu all’interno dei ghiacciai

L'itinerario!

La Laguna Blu

A una manciata di chilometri dall’aeroporto troverete una delle più note attrazioni islandesi, ovvero la Blue Lagoon: un centro termale enorme, con calde acque turchesi che spuntano tra rocce laviche di colore quasi nero, immerso in un paesaggio davvero lunare. La struttura con le sue grandi piscine, saune, bagni turchi e piccole cascate, è bellissima e merita sicuramente una sosta, anche se il costo di ingresso è alto e l’ambiente abbastanza turistico.

Si prenota online per assicurarsi il posto, è indicata l’ora di entrata e potrete rimanere dentro senza limiti di tempo. Non sono inclusi ciabatte e accappatoio ma potete noleggiarli, invece i teli bagno sono compresi, cosí come l’uso degli armadietti, le docce con sapone e shampoo e un cocktail al bar e inoltre un fango basic per il viso direttamente dentro la vasca. Meraviglioso luogo, scenografico per l’acqua azzurra e le rocce nere.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Se la Laguna Blu è una tappa quasi obbligata per chi arriva in Islanda, tenete presente che vi sono moltissime altre piscine termali sparse in tutto il paese, alcune delle quali a libero accesso: più piccole, certo, ma anche molto più intime.

In giro per Reykjavík

1. La citta Vecchia:
La città vecchia si sviluppa attorno al piccolo lago Tjörnin ed è la zona più antica e centrale di Reykjavik. È il cuore della capitale, nonché ciò che rimane dell’insediamento vichingo originario. Qui troverete anche Aðalstræti, la via più antica, dove, al numero 10, si trova l’edificio più vecchio della città, risalente alla fine del ‘700.
A poca distanza troverete piazza Austurvöllur, uno dei punti di ritrovi preferiti dai locali. Al centro si trova la statua di Jón Sigurðsson, l’eroe nazionale che portò l’Islanda all’indipendenza, mentre sul lato sud si trovano il parlamento e la cattedrale, entrambi di dimensioni assai modeste, almeno per gli standard a cui siamo abituati.
Lo stile delle case è quello che si ritrova in quasi tutti i paesi scandinavi, con la particolarità – tipica delle zone più settentrionali – che le assi in legno sono spesso sostituite da lamiere coloratissime. Niente di indimenticabile ma l’effetto complessivo è comunque molto piacevole. In ogni caso, il giro vi porterà via solo poche ore: Reykjavik è infatti molto piccola, paragonabile ad una città media della provincia italiana.

 

2. La chiesa di Hallgrimskirkja

Uno dei simboli più famosi di Reykjavík, che sicuramente avrete già visto in molte foto. Si tratta di una chiesa luterana, progettata da Guðjón Samúelsson e costruita nella prima metà del secolo scorso, che deve il suo nome al poeta religioso Hallgrímur Pétursson. Lo stile è senza dubbio originale e piuttosto divisivo; a noi è piaciuto, con la sua struttura esterna ispirata alle colonne di basalto che ritroverete spesso durante le vostre esplorazioni dell’isola e la sua forma neogotica e vagamente futurista, che contribuisce a creare quella sensazione di trovarsi alla fine del mondo che vi accompagnerà per tutto il viaggio. In ogni caso, al di là delle valutazioni personali, merita almeno una visita, se non altro per salire in cima alla torre, da cui si gode uno dei panorami migliori della città e dei dintorni.

 

3. Harpa Concert Hall

Sicuramente è da visitare anche la sala concerti Harpa, bellissima soprattutto vista da fuori con la sua facciata composta da strutture tridimensionali in acciaio e vetro, su cui si riflettono il cielo e la baia retrostante, creando giochi di luce e colori sempre diversi; il progetto è stato realizzato in collaborazione con il noto artista Olafur Eliasson. Se trovate i biglietti – e se siete disponibili ad affrontare una spesa non indifferente – potete anche assistere a uno dei tanti spettacoli che vi si tengono.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Il significato islandese del nome della capitaleislandese può essere tradotto in baia fumosa. Questo nome fu scelto dal suo fondatore per via dei fumi geotermali che circondano la zona. La città è il cuore della cultura islandese, con i suoi teatri, musei, pub e numerose gallerie d’arte.

La bandiera dell'Islanda

Come altre bandiere nordiche anche la bandiera islandese presenta la classica Croce Scandinava, chiaro simbolo di cristianità. Ogni colore però rimanda agli elementi peculiari di questa isola:

Il bianco rappresenta il ghiaccio e la neve che copre la sua terra

Il rosso rappresenta il fuoco dei suoi innumerevoli vulcani

Il blu rappresenta le acque dell’Oceano che la avvolgono

La terza tappa

Notti Islandesi

Se siete amanti della vita notturna, rimarrete stupiti della vivacità di quella di una piccola città come Rejkyavik. La cosa è particolarmente evidente durante l’estate, quando c’è luce fino a tardi e gli islandesi rimangono fuori praticamente per tutta la notte. 

Partecipare, anche solo per qualche ora, può essere un’esperienza molto divertente, anche se i prezzi degli alcolici difficilmente vi permetteranno di arrivare al livello di “esuberanza” che vedrete diffuso tra i locali. Gli islandesi sono comunque molto amichevoli e, se parlate un po’ di inglese, sarà facile fare conoscenze.


I ristoranti in città sono molti ma, anche qua, vi consigliamo di verificare con attenzione il menù prima di procedere, visto che i costi sono alti e la cucina del luogo non è certamente il motivo principale per recarsi in Islanda. 

E, a meno che non siate dei veri appassionati, la carne di balena e di squalo sono esperienze culinarie che potrete senz’altro evitare.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Se avete tempo e voglia, ci sono moltissimi tour operator che organizzano gite tematiche che partono dal centro della città; tra le più frequentate, quelle in barca alla ricerca delle balene o verso le lagune glaciali. Il nostro consiglio è di evitare quanto meno quelle dirette al Circolo d’Oro o per vedere l’aurora boreale: si tratta di attività che potete fare da soli senza alcun problema, a patto ovviamente di avere un mezzo a vostra disposizione, rendendo il viaggio molto più divertente ed avventuroso.

Il Circolo d'oro

È una delle tappe obbligate di qualunque viaggio in Islanda; per quanto sia un itinerario abbastanza turistico, si tratta di tre luoghi che vale senza dubbio la pena vedere; tra l’altro si trovano a pochi chilometri dal centro della città, per cui potrete anche completare la visita nell’arco di una sola giornata.

1. Parco di Thingvellir

Fu qui che, nel 930 d.C, fu fondato l’Alþingi, il primo parlamento del mondo; sempre qui, il 17 giugno 1944, nacque la Repubblica islandese. Si tratta di un’area unica per i suoi paesaggi, la fauna e la flora del lago Thingvallavatn e, soprattutto, la sua posizione. Sorge infatti in un luogo di grande interesse geologico, sulla fossa tettonica islandese: si tratta del punto in cui la placca americana e quella europea si incontrano, allontanandosi l’una dall’altra di circa un centimetro ogni anno, creando così una sorta di canyon nel quale vi troverete a camminare tra pareti di roccia che sembrano quasi segnare il percorso. 

2. Geysir
L’area geotermica di Haukadalur è uno dei pochissimi luoghi sulla terra dove si possono osservare da vicino geyser in attività. Se il famosissimo Great Geysir – il primo scoperto in Europa e quello che ha dato il nome al fenomeno geotermico – erutta ormai solo di rado, ve ne sono altri attivissimi, come lo Strokkur; sarà sufficiente fermarvi per qualche minuto per assistere in diretta ad uno dei getti, molto spettacolari ed alti fino ad oltre 20 metri. In tutta la zona, riconoscibile da lontano per le nuvole di vapore, vi sono sorgenti termali, pozze di fango sulfureo e molti altri geysir. L’area è nota anche per la particolare colorazione delle sue colline circostanti, che spazia dal giallo al rosso, provocata dai diversi minerali portati in superficie.

3. Le cascate di Gullfoss
La cascata d’oro – questa la traduzione letterale del nome islandese – è bellissima e imponente, sia in estate che in inverno, quando risalta ancora di più nel bianco abbacinante della neve. L’altezza complessiva, comprensiva dei due salti, è di circa 30 metri ma, alla vista, risulta davvero spettacolare per la sua larghezza e per la potenza e la portata di acqua, oltre che per il paesaggio fiabesco in cui si trova. Tutto intorno vi è un camminamento che vi consentirà di vedere da vicino la cascata, in mezzo agli arcobaleni che si creano di frequente grazie alle particelle d’acqua sospese nell’aria.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

I geyser sono una manifestazione di vulcanismo secondario che si produce in presenza di un serbatoio sotterraneo di acqua che, dopo essere stata riscaldata dalla vicinanza con una camera magmatica, viene espulsa periodicamente in maniera esplosiva, creando alte colonne di acqua calda e vapore.

La quinta tappa

La spiaggia nera di Vìk

Muovendosi verso sud lungo la Hringvegur, la grande strada ad anello che contorna tutta l’isola, si arriva dopo circa due ore alla città di Vik, piccolo centro situato nella parte meridionale alle pendici del ghiacciaio Mýrdalsjökull, che ricopre la cima del vulcano Katla

Lungo la strada, se avete tempo e voglia, potete fermarvi a visitare la cascata di Skogafoss con un sentiero che in pochi minuti vi porterà fino alla cima.


Se il paese, con la sua chiesa bianca dal tetto rosso da cui è possibile godersi un magnifico panorama dei dintorni, è abbastanza caratteristico, la cosa più bella da fare qui è passeggiare sulla lunga spiaggia di sabbia nera di Reynishverfi, su cui si infrangono incessantemente le onde dell’Oceano Atlantico.

 

Il paesaggio è davvero spettacolare, con enormi colonne di basalto, un arco naturale e soprattutto gli imponenti e ripidissimi faraglioni che svettano nel mezzo del mare a poca distanza dalla costa.

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A non più di una ventina di minuti in auto, trovate una meta diventata famosa negli ultimi anni: adagiata sulla solitaria spiaggia di Solheimasandur vi è una carcassa di un aereo che effettuò un atterraggio di emergenza nel 1973. L’effetto è molto suggestivo e vagamente malinconico. La visita è consigliata a tutti ma specialmente agli appassionati di fotografia.

La sesta tappa

A caccia dell'Aurora Boreale

Questa non è una vera e propria tappa ma è un qualcosa che potrete mettere in atto durante tutto il vostro viaggio, ovviamente durante le ore di buio. L’aurora boreale è uno spettacolo incredibile, una di quelle cose che, se avrete la fortuna di assistervi, non dimenticherete mai; di sicuro avrete già visto moltissime foto e forse penserete di avere un’idea abbastanza precisa del fenomeno: bene, quello che possiamo dirvi è che nessuna immagine statica riprodurrà mai l’effetto quando vi troverete davvero davanti alle Northern Lights. La possibilità di esserne spettatori è molto bassa in estate, anche se non è impossibile vederle; ovviamente se scegliete di visitare l’isola in inverno, la ricerca sarà più semplice, a patto che il cielo sia limpido.
Al di là dell’esito della vostra caccia, tenete presente che girovagare per l’Islanda sarà di per sé un’avventura che vi lascerà ricordi indelebili: qui, più che in qualunque altro luogo, la vera esperienza è il viaggio, al di là della meta che vi siete riproposti di raggiungere. Il nostro consiglio è pertanto quello di dedicare almeno un giorno – e una notte, ovviamente – ad esplorare l’isola, senza fretta e godendovi i paesaggi unici che attraverserete.

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C’è un sito – in inglese ma facilmente consultabile anche per chi non conosce bene la lingua – che vi aiuterà nella vostra ricerca dell’aurora boreale, visto che sono indicate nel dettaglio le aree del paese e gli orari in cui il fenomeno è previsto.

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Maiorca e Minorca

MAIORCA e MINORCA

...le perle delle Baleari

La proposta in breve

Quattro splendide isole maggiori e una miriade di piccole isolette e scogli costituiscono l’arcipelago delle famosissime Baleari. Meta di pellegrinaggi di giovani e giovanissimi in cerca di serate nelle più prestigiose discoteche a livello mondiale, le Baleari sono anche isole dal mare meraviglioso e quindi luogo di vacanza estiva di elezione per spagnoli e turisti europei. Ognuna delle 4 isole possiede le proprie caratteristiche e peculiarità e potrebbe essere l’itinerario specifico di un singolo viaggio.

 
  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per gli amanti del mare
  • Quando mi consigliate di partire? Consigliamo la primavera e l’estate, cercando di evitare agosto
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Due settimane
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è decisamente alta
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Ti parleremo delle principali spiagge di entrambe le isole e di Palma di Maiorca
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? La recettività è molto alta, sia per hotel che per case in affitto. Consigliamo di noleggiare una macchina per Maiorca, una macchina  o un motorino per Minorca
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? La cucina spagnola è eccellente. Paella, aragosta, croquetas, pimiento e sangria…

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

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Per coloro che amano la calma e il relax…

Maiorca, con le sue spiagge dorate, invita a giornate serene al sole e bagni rinfrescanti. I tramonti mozzafiato di Cap de Formentor sono imperdibili. Minorca, più tranquilla, è il rifugio ideale per chi cerca pace. Le sue calette nascoste e i sentieri costieri offrono momenti di tranquillità lontano dalla folla. 

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Come arrivare e come spostarsi

Il turismo è facilitato da eccellenti collegamenti. Maiorca, Minorca possidono aeroporti internazionali collegati con moltissime città italiane ed europee. E’ possibile muoversi tra le 2 isole anche via nave. La tratta Maiorca (Alcudia) – Minorca (Ciutadella o Mahon) dura circa 1 ora e 15 minuti

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Consigli per un’isola ventosa

L’isola è spesso battuta da venti; scaricate un’app per controllare la loro forza. Noi vi suggeriamo Windy. Lasciatevi una certa flessibilità nella programmazione delle tappe più importanti, così da godere delle migliori spiagge dell’isola in condizioni ottimali

L'itinerario!

L'isola di Maiorca

Maiorca è l’isola più grande delle Baleari ed è facile avvertirlo appena vi giungerete.

Noi siamo arrivati a Palma de Maiorca via mare, dopo aver visitato la piccola Ibiza e la piccolissima Formentera. 

Anche chi arriva in aereo si accorge che il grande aeroporto è trafficatissimo e non copre solamente rotte turistiche, ma anche rotte intercontinentali. L’isola è comunque ben collegata e quindi si percorre più o meno completamente in circa un’ora e mezza in tutte le direzioni.

Anche le spiagge sono molto diverse da quelle presenti nelle altre isole Baleari. Esistono piccole cale o calette, ma la maggior parte della costa è costituita da lunghe, immense spiagge sabbiose.

 

Immaginatevi di passeggiare lungo coste dorate, di esplorare baie nascoste con acque cristalline e di immergervi nella ricca cultura e storia che permea ogni angolo dell’isola. Dai pittoreschi villaggi di montagna, con le loro tradizioni secolari, alle vibranti città costiere, dove la vita notturna si mescola con la  tipica gastronomia, Maiorca offre un mix perfetto di relax e divertimento. 

 

Che sia percorrere i sentieri naturalistici, navigare in acque cristalline o perdervi nei mercati locali, ogni momento a Maiorca è un’esperienza indimenticabile, da portare dentro di sé per il resto dell’anno!

La bandiera delle isole Baleari è molto simile a quella della Catalogna e della comunità Valenciana, con le 4 strisce rosse su campo giallo dei reali Aragonesi, con in aggiunta il castello bianco a cinque torri di Amudaina, simbolo del vecchio regno di Maiorca
La bandiera dell’isola di Maiorca
La prima tappa

La Costa Nord

Assolutamente da non perdere il cap de Formentor, non tanto per la piccola spiaggia spesso molto affollata, ma per il bellissimo Mirador con viste mozzafiato su tutta la parte nord dell’isola e per la splendida strada tortuosa che lo attraversa. Si incontanno poi 2 grandissime insenature, port de Pollenca e port d’Alcudia. Qui il mare è trasparente e troverete tutte le attrazioni e comodità possibili, sport acquatici, shopping e locali per le serate mondane. Vi si trovano tantissimi alberghi affaciati direttamente sulla spiaggia, a nostro giudizio però la costa è stata un pò troppo sfruttata in favore di un esasperato turismo di massa.

All’estremità nord-est si trovano invece alcune delle spiagge più belle di Maiorca. Cala Mezquida, cala Agulla e cala Torta, sono semplicemente splendide! La nostra preferita, eletta da noi la più bella dell’isola è Cala Torta. La potete raggiungere solamente faticando un pò. Difatti è necessario lasciare la macchina ad un parcheggio libero indicato e camminare per circa 30 minuti in una starda sterrata e accidentata, ma soprattutto assolata. Non appena raggiungerete però la mezzaluna sabbiosa di cala Torta, il vostro sforzo sarà sicuramente ripagato. Anche in pieno agosto abbiamo trovato questa spiaggia poco affollata, ci siamo immersi con maschera e boccaglio riuscendo a vedere un polpo, due piccole razze e un pesce civetta oltre ad innumerevoli occhiate. Il mare ha molteplici tonalità di blu ed azzurro e l’ambiente è genuinamente naturale. 

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Quando arrivate a cala Agulla  prendete il sentiero a sinistra guardando il mare, vi troverete in una piccola spiaggia, cala Moltò dove il basso fondale forma una vera e propria piscina naturale con acque chiarissime e trasparenti. Se proseguite, poco oltre, sbucherete a Platia de ses Cavasses, una spiaggia non troppo famosa e per questo solitaria e bellissima.

La seconda tappa

La Costa est

Nella parte est dell’isola abbiamo visitato la famosa Cala Millor e la confinante Cala Bona. Sono 2 grandi spiagge che offrono tutti i vari confort e comodità. Il mare anche qui è chiaro e pulito, ma è una zona decisamente affollata, specialemente da tedeschi e inglesi, amanti del relax e delle passeggiate in carrozzelle lungo il sentiero ciclabile, dei bar in spiaggia e dei locali notturni.

Più a sud, sempre nel lato est, troviamo invece due insenature, immortalate in tutte le cartoline di Maiorca, immerse in uno splendido parco naturale. La prima, Cala Mondragò è raggiungibile con una breve camminata dal parcheggio a pagamento. Proseguendo invece per un breve sentiero bello e panoramico si arriva poi all’adiacente spiaggia di Cala S’Amarador. La sabbia è bianchissima e molto fine, il mare è turchese e la costa è stata preservata dall’abuso edilizio che purtroppo caratterizza altre zone dell’isola. Unica pecca è ovviamente la loro popolarità che la rendono una meta obbligatoria per tutti i turisti dell’isola.

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Nei pressi di cala Millor abbiamo fatto una sosta dalle giornate di mare per visitare lo zoo-safari Sa Coma. Potete accedere alla prima parte dell’area con la vostra macchina e percorrere un sentiero in mezzo a scimmie, gazzelle, bufali, gnu, zebre e rinnoceronti, per poi visitare a piedi lo zoo con animali però tristemente rinchiusi in piccole gabbie.

La terza tappa

Le Costa Sud

Per quanto riguarda la parte sud dell’isola non abbiamo visto le grandi spiagge della baia di Palma, ma abbiamo preferito la spiaggia del Trenc, vera icona dell’isola. È una lunga e stretta spiaggia bianchissima a tratti naturista, anch’essa all’interno di un parco naturale. Il mare è stupendo, caraibico, con la parte destra (rivolgendosi al mare) costituita da piscine naturali con acque turchesi. Ci sono molti accessi alla lunga spiaggia. Se arrivate da Ses Covetes non fatevi impressionare dai primi 50 metri, solitamente sono la zona dove sia accumulano le alghe, poco più avanti il mare è meraviglioso.
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

 Le alghe, che spesso si trovano nelle spiagge delle Baleari, fanno parte del contesto naturale, a volte sono di più a volte meno, ma danno indicazione di quanto l’ambiente sia naturale e pieno di vita marina. Chi non lo capisce fa bene a restare in piscina!

La quarta tappa

PALMA DI MAIORCA

La città di Palma è veramente la perla delle Baleari. E’ una vera e propria città a differenza di tutte le altre piccole cittadine delle altre isole; dedicarvi almeno una giornata è d’obbligo e probabilmente non vi sarà sufficiente per visitare le innumerevoli attrazioni che vi si trovano.

La grande Cattedrale de La Seu svetta sul lungo mare di Palma e insieme al vicino Castello reale dell’Almudaina si specchia nel lago artificiale del Parc de la Mar raddoppiando la sua iconica bellezza al nostro arrivo in città. Nel parco troverete il grande pannello in ceramica di Mirò, artista che ha amato Maiorca e che ha lasciato a Palma molte sue opere (consigliamo la visita anche della Fondazione Mirò appena fuori città). Si gira poi attorno allo specchio d’acqua e passando per dei deliziosi giardini con fontane, statue e molteplici zampilli d’acqua che vi rinfrescheranno durante le calde giornate estive, si arriva alla scalinata reale che sale alla piazza della cattedrale.

Subito vi renderete conto della grandezza e della ricchezza dell’edificio gotico, ma è all’interno che sono racchiusi i suoi tesori più preziosi. L’entrata va prenotata sul sito ufficiale che trovi qui sotto oppure acquistata tramite il pratico QRcode presente nei pannelli espositivi disposti nella piazza adiacente. All’interno verrete immediatamente catturati dalla immensità degli spazi e dalla luce colorata che filtra dai due grandi rosoni vetrati. Quello dell’abside si dice sia il più grande del mondo! Altro gioiello della Cattedrale è il baldacchino sospeso progettato dal famoso architetto Antonì Gaudì che vuole rappresentare la corona di spine di Gesù. A destra poi troverete una cappella con la singolare opera dell’artista locale Miquel Barcelò, un grande murale ceramico rappresentante il miracolo della moltiplicazione dei pani ed ei pesci, con centinaia di figure che sembrano emergere da una grotta. Purtroppo invece non è possibile vedere le tombe monumentali dei due re che fecero di Palma la capitale del loro impero, Giacomo II e III; la cappella reale infatti non è accessibile ai turisti.

 

Itinerario a piedi: dopo la visita alla Cattedrale della Seu vi proponiamo un interessante e spensierato percorso a piedi attraverso i siti più importanti e noti della città. Di fronte alla Cattedrale si apre l’antica fortezza araba trasformata nel palazzo reale dell’Almudaina dai bellissimi soffitti in legno intagliato tipici dello stile arabo. Poco distante vi consigliamo di percorrere il passeig des Born, il salotto buono della città, con i suoi bei negozi i vari bar e locali ai lati. Sembra di passeggiare lungo le ramba di Barcellona per la presenza di grandi alberi che piacevolmente ombreggiano il viale e i tanti tavolini dei bar nella sua parte centrale. Risalendo per carrer Unio vi troverete a Placa del Mercat. Sulla piazza si affacciano 2 singolari palazzi gemelli, gli edifici Casasayas, bell’esempio del modernismo catalano, in arenaria, legno e ferro, i cui motivi geometrici e l’andamento ondulatorio ricordano fortemente gli edifici di Gaudì di Barcellona.

Poco più avanti a sinistra troverete il bel edificio del Caixa Forun Palma e a destra il forno-pasticceria forn d’es Teatre (forno del teatro) dallo splendido ingresso art noveau, dove potrete gustare le deliziose ensaimadas, i tradizionali dolci di pasta sfoglia a forma arrotolata cosparsi di zucchero a velo. Sulla destra salendo una breve rampa vi troverete all’ingresso di Placa Mayor, la tipica piazza spagnola a pianta rettangolare, con edifici porticati a circondare il grande spiazzo occupato da varie bancarelle e artisti di strada. Ritornate sui vostri passi e osservate gli splendidi palazzi  di placa del Marques de Palmer. Su questa piccola piazzetta si affaccia il bellissimo palazzo liberty, Can Forteza Rey, residenza di una delle famiglie più potenti di Maiorca e simbolo della loro ricchezza; colpisce per l’abbondanza di decorazioni scultoree e le decorazioni in ferro battuto (osservate i draghi del secondo piano) e il sorprendente bow window angolare. Al piano terra si trova inoltre il celebre Forn del Santo Cristo, probabilmente la pasticceria più esclusiva di Palma. Scendete poi per Passeig de Colon fino all’Ayuntament de Palma, dalla splendida tettoia di legno finemente intagliato. Nella piazza si trova un maestoso albero di ulivo, di circa seicento anni, con un enorme tronco intricato e nodoso e il Museo De Las Perlas, con ingresso gratuito dove su molteplici pannelli è ben esposta la storia delle famose perle maiorchine. Infine vi consigliamo di rilassarvi nel tranquillo e lussureggiante giardino dei Bagni Arabi. Poco è rimasto dell’antico hammam, poche colonne in una piccola stanza circolare, ma il cortile con cactus, aranci e palme è un piacevole luogo dove rilassarsi. Con un mezzo a disposizione raggiungete la splendida loggia de La Lotjia per un aperitivo nella bella piazza antistante e poi salite al Castell de Bellver, con una vista spettacolare sulla città e sulla baia.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Un tempo le perle erano considerate molto più preziose di oro e diamanti, solamente i reali o famiglie estremamente potenti e ricche riuscivano ad acquistarle.  La loro naturale imperfezione le rendevano uniche e la loro coltivazione era possibile solamente in colonie lontane. Celebre il ritratto della regina Elisabetta I di Inghilterra, che sfoggiava tutta la sua potenza e autorevolezza indossandone a centinaia nel suo preziosissimo vestito e nella sua articolata acconciatura. A Maiorca fu invece identificato a fine ‘800 un metodo per creare artificialamente perle bellissime e perfette, identiche le une alle altre per colore e dimensione ad un costo significativamente inferiore. Da allora le perle, vere o artificiali hanno inondato i salotti di nobildonne e star internazionali, famosissime le collane di perle di Audrey Hepburn in Vacanze Romane e in colazione da Tiffany.

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Molti parcheggi interrati a Maiorca hanno un’insolita tariffa “al minuto” senza un tetto di spesa massima. Ritirerete un biglietto al vostro arrivo e pagherete al rientro in base al tempo di permanenza. Preparatevi a cifre alquanto esose.

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Per una sosta pranzo davvero speciale vi consigliamo il piccolo ristorante el Pilon in Carrer de Can Cifré, dove vi delizieranno con tapas tradizionali di ottima qualità. 

La tipica ensaimadas

In e Out

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A causa dell’incremento senza freni di milioni di visitatori che invadono Maiorca, soprattutto  nei mesi estivi, l’isola ha subito un massiccio processo di urbanizzazione, in particolar modo nelle zone costiere dove sono stati costruiti villaggi e grandi hotel che spesso hanno snaturato il paesaggio. Purtroppo gran parte dell’isola soffre troppo del fenomeno dell’over-turismo e della massificazione standardizzata dell’offerta turistica.

L'isola di Minorca

Minorca è la seconda isola più grande delle Baleari, ma risulta ai visitatori molto molto circoscritta, essendo attraversata praticamente da un’unica strada che la percorre da est a ovest e poi si biforca in varie piccole strade minori. A differenza delle altre isole dell’arcipelago, Minorca è stata per molti anni sotto il dominio inglese e anche oggi possiamo vedere per le vie dei vari paesi i tipici finestroni bow window; è stata inoltre l’unica delle isole a opporsi al franchismo e per questo a pagato per anni l’isolamento dalla Spagna e la privazione di fondi pubblici. Tutto questo ha però salvato la sua splendida natura dalla brutale cementificazione che purtoppo ha devastato tratti della vicina Maiorca. Le spiagge non sono mai molto grandi, si tratta prevalentemente di cale e calette di modeste dimensioni, molte considerate a numero chiuso.

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La prima tappa

Le spiagge

Macarella e Macarelleta: sono due famose spiagge a numero chiuso. Una volta raggiunto il parcheggio o la sosta di arrivo dell’autobus, si arriva alle spiagge con un sentiero pedonale in discesa (il ritorno è ovviamente in salita!) di circa 30 minuti. Sulla spiaggia c’è un unico grande bar/ristorante e entrambe le spiagge possiedono diversi alberi che vi daranno una pausa dalla calura estiva. Spesso Macarella è invasa dalle alghe, ma con un piccolo sentiero di circa 10 minuti raggiungerete la piccola e selvaggia Macarelletta. Qui il mare è splendido e le vedute dal sentiero che congiunge le due spiagge sono spettacolari.

Turqueta: è considerata una delle più belle spiagge dell’isola, anche questa a numero chiuso. Dal parcheggio/arrivo dell’autobus è necessario percorrere un sentiero a piedi di circa 30 minuti. La spiaggia è molto piccola, ma si estende ad una vicina caletta. In agosto è davvero troppo affollata e anche le barche sono ormeggiate molto vicine alla riva, formando una vera e propria barriera alla visuale. A differenza di Macarella vi arrivano poi i battelli delle gite turistiche con centinaia di persone che invadono la spiaggia. Consigliamo ovviamente di arrivare presto o prestissimo per godere a pieno di questo paradiso, purtroppo davvero ingiustamente deturpato sin dalle 10 del mattino. 

San Thomas: le tre spiagge lineari, nella costa sud-est dell’isola sono frequentate prevalentemente da spagnoli. Sono spiagge libere, non a numero chiuso, dove troverete tutti i vari confort di ristorazione e vari hotel direttamente affacciati sulla costa oltre a una bella passeggiata lungomare. Sono tra le più grandi dell’isola e accolgono molta gente, il mare resta comunque limpido e cristallino. Questa parte dell’isola è la prediletta dai surfisti, fate attenzione quindi alle giornate ventose.

Cala Mitjana: si accede a Cala Mitjana da un parcheggio situato appena prima di Cala Galdana e un breve sentiero di circa 20 minuti. La cala è davvero molto bella, ma anche davvero molto affollata essendo la spiaggia alquanto piccola. Per godere della sua bellezza è necessario arrivare prima delle 10 del mattino o restare nelle ultime ore della giornata. Nel lato sinistro la scogliera è a picco e alla sua estremità vi è un bellissimo mirador panoramico, mentre al di sotto nelle sue acque muniti di maschera e pinne vedrete piccoli mulinelli di bollicine di acqua sulfurea staccarsi dal fondale per venire a galla in superficie. La trasparenza dell’acqua è davvero meravigliosa.

Cala Pregonda: Perla del versante nord dell’isola, si arriva a cala Pregonda con un sentiero che parte dal parcheggio della spiaggia di Binimel là. Il percorso in terra rossa di circa 30 minuti è già stupendo. Bellissimi sono i forti contrasti che vi si presenteranno tra il rosso del sentiero, il verde della macchia mediterranea e il blu intenso delle insenature. L’acqua in questo versante dell’isola è limpidissima e le due spiagge di sabbia dorata di cala Pregonda sono contornate da isole e isolotti rocciosi che rendono il panorama unico. Solamente nell’ultima spiaggia vi è un chiringuito, altrimenti rifornitevi di acqua al ristorante del parcheggio. Se non volete camminare troppo, valida alternativa è anche la grande spiaggia di Binimel là, sempre di sabbia dorata, con un grande scoglio piatto a pochi metri dalla costa che si presta per un lungo ammollo nelle giornate afose.

La bandiera dell’isola di Minorca

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Le spiagge meridionali, considerate a numero chiuso, in realtà per arginare il sovrapopolamento turistico possiedono piccoli parcheggi che si esauriscono già nelle prime ore del giorno e si può quindi accedere alle spiagge solamente tramite motorini o una rete di efficientissimi autobus che fanno la spola dalla stazione di sosta di Ciutadella Perimetral. E’ necessario quindi acquistare il biglietto e fissare sia l’ora di andata che di ritorno in anticipo, soprattutto in alta stagione. Tabelloni luminosi indicano la completezza dei parcheggi per le varie spiagge della costa meridionale già da Ciutadella… inutile avventurarsi per gli stretti viottoli, i parcheggiatori ufficiali vi rimanderanno indietro.

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Piatto tipico dell’isola è la caldereta de Langosta, una zuppa di aragosta prevalentemente pescata a nord dell’isola, nella cala di Fornells, buonissima ma dal costo notevole (il costo varia tra i 50-70€). Altra specialità dell’isola è il tipico GIN Xoriguer, prodotto a Mohon con gli stessi metodi e tecniche tradizionali da più di 200 anni. Potrete acquistaro direttamente nei supermercati o ordinarlo nei bar dell’isola. Generalmente viene allungato con della tonica o succo di limone e servito con molto ghiaccio e qualche fetta di arancio o limone; questa è la tipica bibita alcolica di Minorca: la pomada.

La seconda tappa

Ciutadella e Mahon

L’isola è praticamente divisa in 2 fazioni, Mahon a est e Ciutadella a ovest. Famosa è infatti la rivalità tra le due città. 

 

Ciutadella è stata per molti anni la capitale dell’isola e infatti conserva un affascinante centro storico che ruota intorno al suo vivace porto, particolarmente movimentato durante le ore serali e notturne. Plaza Des Born, con l’alto obelisco che celebra la vittoria sui turchi e il bel Municipio, edificato su un antico castello musulmano, è il fulcro della vita minorchina. Da qui partono un dedalo di stradine pedonali, la cui principale Ses Voltes vi condurrà attraverso il centro della città, passando per la bella Cattedrale e una serie di edifici ad archi che racchiudono all’interno molti bar, locali e negozi per lo shopping. La bellezza di Ciutadella si avverte però nelle sue piazze, sempre piene di gente in festa. Oltre a piazza des Born, vi consigliamo di passeggiare per piazza Alfonso III, con il grande mulino (ottimo ristorante) come sfondo e Placa Nova, con la sua eterna aria di festa.

 

Non lontano da Ciutadella vi consigliamo una breve sosta allo scenografico Ponte d’en Gil. Potrete attraversarlo con un tour marino in motoscafo o fotografare il grande arco naturale dal meraviglioso punto panoramico di Cala’N Blanes. Davvero speciale è immortalare questo ponte sospeso tra le scogliere al tramonto!

 

Mahon è l’odierno capoluogo e possiede l’unico aeroporto dell’isola oltre a uno dei fiordi più lunghi d’ Europa. Tutto ruota attorno al suo porto, locali e ristoranti la rendono una cittadina graziosa e divertente. La vista dalla piazza del Moll de ponent è davvero straordinaria, con la città vecchia arroccata sulla sommità di una collina a picco sul mare e il lungo fiordo pieno di pescherecci ai suoi piedi. Potete salire alla città vecchia attraverso una ripida scalinata o optare per il più comodo ascensore panoramico.

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Curiosità & Consigli

La famosa maionese deriva da una salsa inventata a Mahon, che fece molto successo a Parigi nel settecento e da lì si diffuse rapidamente in tutto il mondo.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Non riuscirete a sottrarvi dall’acquisto di un paio di scarpe minorchine, vero must to have dell’isola. Sono sandali comodi e flessibili ai piedi di tutte le donne e di molti uomini durante le passeggiate serali. Le troverete in vendita nei negozi dell’isola, in ogni taglia e colore possibile.

In e Out

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Cala Galdana e Cala en Porter: queste due spiagge sono facilmente accessibili, vi si arriva comodamente con un proprio mezzo. Le bellissime insenature che fanno loro da sfondo sono state a nostro avviso deturpate dalla costruzione di enormi hotel affacciati sulla spiaggia e da molti ristoranti presenti. Le acque sono basse e molto spesso invase da alghe di un colore verdastro, che le fanno sembrare delle paludi. Da evitare!

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Ibiza e Formentera

Is Vedrà

IBIZA e FORMENTERA

...pace e amore

La proposta in breve

Quattro splendide isole maggiori e una miriade di piccole isolette e scogli costituiscono l’arcipelago delle famosissime Baleari. Meta di pellegrinaggi di giovani e giovanissimi in cerca di straordinarie serate nelle più prestigiose discoteche a livello mondiale, le Baleari sono anche isole dal mare meraviglioso e quindi luogo di vacanza estiva di elezione per spagnoli e turisti europei. Ognuna delle 4 isole possiede le proprie caratteristiche e peculiarità e potrebbe essere l’itinerario specifico di un singolo viaggio.

  • Per chi è questo viaggio?  Il viaggio è consigliato per coloro che amano il mare, la disco o la vita libera degli hippy
  • Quando mi consigliate di partire? Consigliamo la primavera e l’estate, cercando di evitare agosto
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Due settimane
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è decisamente alta
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Ti parleremo, tra l’altro, delle principali spiagge di entrambe le isole e della città di Eivissa
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? La recettività è molto alta, sia per hotel che per case in affitto. Consigliamo di noleggiare una macchina a Ibiza e usare i mezzi pubblici gratuiti a Formentera
  • Quali specialità culinarie mi aspettano?La cucina spagnola è eccellente. Paella, aragosta, croquetas, pimiento e sangria…

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cityscape

Per coloro che amano l’architettura

La tipica casa ibizenca, la finca, è composta da una serie di piccole stanze cubiche bianchissime dagli angoli smussati che si sviluppano sul piano orizzonatale, con un bel portico solitamente non affacciato verso il mare e con un ampio spazio centrale, ‘porxo’, da dove si accede al resto delle stanze, punto di riunione della famiglia e cuore della costruzione

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Come arrivare e come spostarsi

Il turismo è facilitato da eccellenti collegamenti. Ibiza possiede un aeroporto internazionale collegato con moltissime città italiane ed europee. Formentera è l’unica delle 4 isole priva di aeroporto, ma è facilmente raggiungibile con frequenti collegamenti in circa 30 minuti da Ibiza

Icon_natura

Per coloro che amano la natura… 

Le isole sono spesso battute da forti venti; scaricate un’app per controllare la loro forza. Noi vi suggeriamo Windy. Lasciatevi una certa flessibilità nella programmazione delle tappe più importanti, così da godere delle migliori spiagge dell’isola in condizioni ottimali

L'itinerario!

L'Isola di Ibiza

Universalmente acclamata come l’isola del divertimento, indissolubilmente legata al mito del Pacha, la discoteca che da 50 anni fa ballare i ragazzi di tutta Europa, Ibiza è sicuramente la patria dei party in catamarano o dei dj set dei più famosi artisti di tutto il mondo, ma l’isola offre molto, molto di più. Possiede infatti spiagge bellissime, con innumerevoli faraglioni o isolette ad abbellirne il panorama all’orizzonte.  È sede fin dagli anni settanta di una comunità Hippy, diffusa soprattutto nei piccoli paesini ed oggi presente nei tanti mercatini sparsi per l’isola.  Infine, è chiamata lisola dei tramonti,  moltitudini di persone si muovono ogni sera verso le spiagge rivolte ad ovest per partecipare al rito ancestrale e collettivo di ammirare tutti insieme al ritmo tribale dei tamburi il calar del sole sul mare. 

La Prima Tappa

Le Spiagge del Nord

Partiamo dal Nord, la parte meno turistica dell’isola, con alcune spiagge un pò meno battute e più tranquille. Cala di Portinax è formata da 3 spiagge con sabbia fine e bianca, s’arenal gros, s’arenal petit e playa porto. Sono tutte facilmente accessibili e dodate di molti servizi. Consigliamo di aspettare il tramonto sul mare facendo una piccola passeggiata fino alla fine di carrer sa Guardiola, vi troverete in un luogo solitario ed estremamente romantico! Cala Xarraca invece è una piccola baia con un mare limpidissimo, perfetto per fare snorkeling. Il basso fondale alterna punti sabbiosi a punti rocciosi, dimora di molti pesci e piccoli polpi. 

Un’altra bella spiaggia del lato nord dell’isola è la famosa Benirras. La sua fama è legata agli anni ’70, quando ogni domenica al tramonto una folta comunità hippy affollava la spiaggia ballando al suono ipnotico dei tamburi in attesa del calar del sole nel mare, dietro uno scoglio considerato sacro. Il rito del tramonto è stato conservato, ma tale è l’afflusso di turisti in estate che, se non arrivate in mattinata, sarete costretti a lasciare il vostro mezzo al parcheggio di Sa Plana (a 8Km di distanza) e prendere un bus a pagamento per potere accedere alla spiaggia. Inutile avventurarsi più avanti, i vigili sbarrano l’accesso a tutti e sarete costretti a tornare indietro.

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La bandiera delle isole Baleari è molto simile a quella della Catalogna e della comunità Valenciana, con le 4 strisce rosse su campo giallo dei reali Aragonesi, con in aggiunta il castello bianco a cinque torri di Amudaina, simbolo del vecchio regno di Maiorca
La bandiera dell’isola di Ibiza

La Seconda Tappa

Le Spiagge del Nord-Est

Cala San Vincent è la classica spiaggia a forma di banana, dalla sabbia dorata e mare cristallino. Non è mai troppo affollata neanche in piena estate e ha una vista meravigliosa sull’isola di Tagomago. Il fondale è sabbioso e diventa profondo abbastanza velocemente. 


Facendo snorkeling abbiamo visto diversi pesci civetta e varie piccole sogliole. La spiaggia è rigorosamente per non fumatori, come sventolato dalle molte bandiere che avvertono i turisti. Sul lato sinistro della spiaggia una vecchia ancora arrugginita domina la scogliera; vari sono i ristoranti e bar presenti, unica pecca, molto frequente nelle spiagge spagnole, è la presenza di grandi alberghi edificati a ridosso della spiaggia. 


Scendendo verso sud le strette, ma lunghe spiagge di Figueral si avvicinano all’isola di Tagomago. Qui la spiaggia è più scura ed il mare vira verso il blu-verde. L’acqua è veramente trasparente e cristallina, come nella vicina spiaggia di s’Alga Blanca, piccola e nascosta alla maggior parte dei turisti.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Da più di trent’anni, tutti i mercoledì tra aprile e ottobre il mercatino di Es Canar a Punta Arabì, continua a rappresentare l’essenza dell’Ibiza hippy. Questo grande bazar all’aria aperta, con più di 400 bancarelle, negli anni ha perso qualcosa del suo candore iniziale ma resta comunque un mercatino molto vivace. Troverete stravaganti personaggi che vi venderanno un’infinità di oggetti singolari e vestiti coloratissimi.

La terza tappa

La città di Eivissa

Unica vera città, meta obbligata per tutti i turisti in arrivo sull’isola, Eivissa è una grazioso intrigo di viuzze. Vi suggeriamo di iniziare la visita dalla vicina Talamanca,  da dove si gode di un panorama privilegiato sul Dalt Vila, la parte storica di Eivissa edificata su un colle. Il lungomare di Talamanca offre poi una piacevole passeggiata lungo il porto turistico tra molte imbarcazioni di lusso e tanti negozi con i più famosi brand internazionali. Talamanca è poi la sede della più famosa discoteca di Ibiza, una tra le più famose del mondo: il celebre Pacha, il cui logo delle 2 ciliegine rosse è onnipresente sull’isola. Anche se non siete amanti della disco, un pellegrinaggio all’entrata di questa iconica discoteca, se avete scelto di venire ad Ibiza, è d’obbligo; un po’ come visitare il Colosseo a Roma! Costeggiando il mare arriverete ai quartieri di Sa Penya e Sa Marina, tanto tranquilli di giorno quanto caotici la notte. Sono un intreccio di viuzze stracolme di negozietti e locali. Se vi piace l’architettura non mancate di visitare la casa- museo Broner, un autentico gioiello affacciato sul mare.

Arrivati ad Eivissa, vi consigliamo di entrare nella parte antica attraverso il Portal de ses Taules, porta principale d’ingresso attraverso le maestose mura di fortificazione. Da qui è possibile iniziare il giro delle mura, passando per i vari bastioni dove vi verranno offerte meravigliose viste della città sottostante, del porto e del mare aperto. Arrampicatevi per le viuzze fino al punto più alto dove domina la piccola cattedrale di Nostra Signora delle Nevi. La discesa delle mura sul lato meridionale è a dir poco meravigliosa, scende rapidamente e vertiginosamente, offrendovi un eccellente panorama sulla collina di puig des molins, sulle vicine spiagge di Ses Figueretes, Playa d’en Bossa e de es Cavallet fino ad arrivare alla paradisiaca Formentera, facilmente individuabile grazie al profilo pianeggiante e alla quantità di barche ancorate a largo delle sue bianchissime spiagge. 

Alla fine della scalinata vi ritroverete in plaça del Sol. Qui si trovano 2 piacevolissimi ristoranti all’ombra di alcuni alberi, dove abbiamo mangiato molto bene.

Prima di lasciare Eivissa, merita una salto il Passeig Vara del Rey, questo luogo affollatissimo di sera rappresenta il luogo di ritrovo principale della città, con i tanti bar e negozi dove fare shopping. É molto piacevole per via dell’ombra dei suoi alberi nelle calde giornate estive.

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Il celebre logo della mitica discoteca Pacha, simbolo di divertimento e trasgressione

La quarta tappa

Le Spiagge del Sud

Trovandosi vicino alla città di Eivissa e alle più famose discoteche dell’isola risulteranno le più affollate e mondane. 

 

Platia d’en Bossa è la più famosa di Ibiza, ma certamente non la più bella. Lunga diversi chilometri è la sede delle maggiori discoteche come l’Ushuaia e HI Ibiza, dove ogni sera a rotazione si esibiscono i migliori Dj del mondo. 

 

Più a sud si estendono le saline, ancora attive e scenograficamente bellissime, che costituiscono un parco naturale. La spiaggia principale è platja ses Salines con un ampio parcheggio a pagamento e molti locali trendy direttamente in spiaggia. La sabbia è bianchissima e finissima, il mare è strepitoso, con Formentera che si staglia all’orizzonte e gli antichi magazzini del sale sulla destra, purtroppo è veramente molto affollata in alta stagione. 

 

Più grande e meno affollata è invece  Platia es Cavallet, una spiaggia naturista spesso invasa da alghe sia in mare che in spiaggia, ma dal panorama mozzafiato. Alla vostra destra la vista abbraccia tutta la costa sud orientale dell’isola, fino alle alte mura della città di Eivissa mentre, a sinistra, riuscirete a intravedere le bianche spiagge di  Formentera.  

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Ibiza è la patria delle discoteche.

La nostra top ten:

  • Bora Bora
  • Ushuaia
  • Es Paradis
  • Swag
  • HI Ibiza
  • Amnesia Ibiza
  • Lio
  • Eden
  • Pacha
  • Privilege

La quinta tappa

La Zona Sud-Occidentale

A mio avviso la parte più bella dell’isola è quella sud occidentale. Qui il mare è spettacolare, migliaia le sfumature e centinaia le insenature, di sabbia o di roccia, con molti piccoli o grandi faraglioni a punteggiare l’orizzonte e rendere uniche cale e calette.

 

Partiamo dalla fantastica Cala d’Hort, una stretta spiaggia con vista mozzafiato sulla leggendaria isola di Es Vedrà e sul vicino scoglio di Es Vedranell.  Questo alto massiccio monumentale a picco sul mare è diventato decisamente uno dei luoghi da non perdere quando si viene a Ibiza e anche voi lo capirete quando godrete del panorama al tramonto dal Mirador des Vedrà che toglie davvero il fiato

Si arriva al promontorio con una camminata di circa 15-20 minuti su un sentiero che cela la vista del mare fino alla fine del cammino, quando improvvisamente lo scenario si apre e spazia verso il mare aperto. 

Lo scoglio di Es Vedrà si erge maestoso e l’isola gemella di es Vedranell con il suo insieme di rocce frastagliate apparirà come un grande drago addormentato, riscaldato dagli ultimi raggi di sole di questa meravigliosa giornata.

 

Vera perla di questo lato dell’isola è la serie di spiagge e spiaggette che formano la superlativa Cala Comte. La punta della spiaggia che si protende verso gli isolotti circostanti è davvero magnifica, l’acqua assume sfumature diverse di blu e azzurro a seconda del versante che viene osservato, la sabbia è dorata e finissima, infine il locale che domina la cala gode di un panorama magnifico e di un menù raffinato oltre a buona musica con dj set. Questa è la vera vita di Ibiza!

 

Se siete in cerca di un luogo meno affollato e veramente spettacolare, dirigetevi verso Punta Galera e Cala Salada. Noi ci siamo arrivati quasi per sbaglio e ce ne siamo innamorati. Cala Salada è una delle poche spiagge a numero chiuso dell’isola. Il limite di persone è dato dall’accessibilità al suo piccolo parcheggio. Altrimenti potete raggiungere questa spiaggia con un water taxi da Sant’Antoni. È una meravigliosa caletta nascosta, che sembra isolata dal resto del mondo! Per arrivare invece a Punta Galera bisogna camminare una mezz’ora sotto il sole, ma, quando si arriva, si viene ripagati da un ambiente naturale splendido, poco frequentato, con molte piattaforme rocciose che si affacciano su acque limpide, perfette per fare snorkeling. Il percorso non è difficile, ma servono scarpe da ginnastica.

 

Cala Molí è una una spiaggia di ciottoli poco affollata, tra le località di Cala Vadella e Cala Tarida. L’acqua è limpidissima e la spiaggia è circondata da scogliere che la racchiudono e la proteggono dal vento. Sulla spiaggia si trova un lussuoso beach club con piscina privata, lettini in stile balinese e cucina esclusiva.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Vi suggeriamo una sosta golosa al bar storico Can Bernat Vinya di Sant Josep de Sa Talaia per gustare il tradizionale Flaò, una versione di cheesecake locale e le deliziose Magdalenas, le tortine di mandorle soffici oltre alle onnipresenti Ensaimada, grandi girelle di farina di frumento cosparse di abbondante zucchero a velo.

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Molte sono le leggende circolanti che riguardano l’isolotto di Es Vedrà. L’alone di mistero di questo luogo è esploso a causa di un incidente aereo avvenuto nel 1979. L’aereo ha effettuato un atterraggio di emergenza a causa di un’avaria delle apparecchiature elettroniche. Si sostiene che l’isolotto sia uno dei maggiori punti magnetici della Terra, per l’alta concentrazione di magnetite delle sue rocce e per questo che abbia un’energia spirituale o mistica. Si ipotizza, inoltre, che fosse la patria delle Sirene omeriche, che con il loro canto magnetico attiravano i marinai per farli naufragare. Per ultimo si è aggiunto il ripetuto avvistamento di strane luci nei suoi fondali (UFO?)

L'Isola di Formentera

Formentera è una piccola isola, facilmente raggiungibile da Ibiza in circa mezz’ora, ma paradossalmente molto lontana per attitudine e stile di vita

Qui le parole d’ordine sono relax, mare e natura. Piccoli sono i centri abitati, grandi o grandissime le spiagge; poche le strutture ricettive, moltissime le barche ed i catamarani ormeggiati in rada. 

Tutto è estremamente curato ed esclusivo ed ovviamente molto caro. 

La bandiera dell’isola di Formentera

La prima tappa

Platja des Migjorn

Unico porto e unico accesso di Formentera per chi non ha una barca privata, è la piccolissima località de La Savina. Piena di bar, ristoranti e bancarelle, è il punto di collegamento per tutti i residenti e visitatori, e in estate è un continuo viavai di persone che vanno e vengono. Molte compagnie di navigazione attraccano qui e offrono servizi quali il giro dell’isola o taxi-boat per le spiagge più belle.


All’arrivo troverete moltissimi negozi per poter noleggiare scooter, biciclette o macchine, ma da qualche anno l’isola ha messo a disposizione di tutti molteplici autobus gratuiti che raggiungono tutti i principali luoghi d’interesse. Essendoci praticamente una sola strada principale che attraversa la piccola isola, quest’ultima soluzione è senza dubbio la migliore oltre ad essere la più economica ed ecologica. 

 

La spiaggia principale e la più grande, lunga circa 13 km, è Migjorn. Ci sono molti punti d’accesso, noi, come suggerito dalla padrona della casa che abbiamo preso in affitto, siamo andati a sud vicino alla splendida insenatura di Calò es mort.  Qui l’acqua è davvero trasparente e la spiaggia bianchissima, ci sono inoltre alcuni chiringuitos e stabilimenti balneari dove fare un aperitivo o mangiare qualcosa.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

 Se cercate un po’ di vita mondana, l’unico punto dell’isola ad offrirla è Es Pujol.  Anche nel resto dell’isola ci sono alcuni ristoranti e bar, ma non cercate a Formentera la vita notturna offerta dalla vicina Ibiza.

La seconda tappa

La Riserva Naturale di Ses Illetes

Chi viene a Formentera, tornerà a casa con impressa per sempre nel proprio immaginario la bellezza della riserva naturale delle saline, che abbraccia il lato nord di Formentera e quello sud di Ibiza. Qui da anni stanno cercando di ripopolare il fondale del mare con le preziose alghe di Posidonia, che riossigenano abbondantemente le acque marine e costituiscono l’habitat naturale di moltissimi pesci. Si paga un simbolico biglietto d’ingresso all’entrata della penisola, l’accesso è gratuito se si arriva a piedi o in bicicletta. Il promontorio è uno dei posti di mare più belli di tutto il Mediterraneo. Si incontrano molte spiagge separate tra loro, ma collegate da un facile e lunghissimo percorso pedonale. Partendo dal versante destro si susseguono Cavall d’en borràs, con il famoso chiringuito di el Tiburon, la famosissima Ses Illetes, probabilmente la spiaggia più famosa di tutta l’isola, platja de Llevant, platja es trucadors, fino ad arrivare alla punta, Es Pas, dove all’orizzonte si vede l’isola di s’espalmador con la sua famosissima spiaggia di s’alga, raggiungibile solo via mare con barche private o con costosissimi blu tour.

Molte le calette naturiste presenti ed il mare qui è semplicemente paradisiaco. Delle piccole alture rocciose vi permetteranno poi di fare foto meravigliose, inquadrando il lungo e stretto dito di spiaggia con il mare presente sia nel versante orientale che occidentale. Spesso per effetto della luce del sole il mare risulta di colori diversi nei due versanti, blu, azzurro, turchese, celeste… Nella prima parte della penisola troverete ristoranti e chiringuitos e molta gente, poi via via, tutto si dirada, poche le persone e assenti le strutture, fino ad arrivare al canale di Es Pas dove sarete praticamente da soli anche in pieno agosto. La vista è meravigliosa, si riesce a vedere distintamente tutto il lato sud di Ibiza, con lo scoglio di es Vedrà sulla sinistra e la bianca città di Evissa sulla destra.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Il fondale marino coperto da alghe di  Posidonia

In passato si poteva arrivare all’isola di s’espalmador anche via mare, la striscia di mare basso che la separa da Formentera infatti è interdetto al passaggio dei natanti, ma da alcuni anni, a causa delle correnti, dei vigilanti proibiscono la transumanza delle persone. 

La terza tappa

La spiaggia de La Saona

Altra spiaggia meravigliosa è La Saona, la “perla” di Formentera. La maggior parte delle spiagge di Formentera sono spiagge aperte e quindi esposte ai vari venti, La Saona invece è una cala quasi sempre riparata dai venti e una delle poche spiagge esposta a occidente, con sabbia molto fine e mare basso e azzurrissimo. Sul lato sinistro ci sono delle tipiche rimesse delle barche a fare da cornice e un piacevole chiringuito con una piccola terrazza che offre un panorama mozzafiato.

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DUBLINO

...alla scoperta della tigre celtica

La proposta in breve

Un viaggio per gli amanti della cultura vibrante delle città europee, delle serate nei pub, dei musical e della scrittura

  • Per chi è questo viaggio? Un viaggio per gli amanti della cultura vibrante delle città europee, delle serate nei pub, dei musical e della scrittura
  • Quando mi consigliate di partire? Dublino può essere visitata tutto l’anno. Consigliamo di scegliere un weekend lungo inserendo la festa di San Patrizio (17 Marzo) oppure Halloween (31 Ottobre). Per San Patrizio la città si tinge di verde, ci sono cortei e sfilate, le persone si vestono in maschera. Anche la festività di Halloween è molto sentita con travestimenti da brivido! 
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Quattro – cinque giorni 
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è medio-bassa
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Medio/alta dipende dalla stagione (il picco è per San Patrizio)
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? Trinity College, Temple Bar, Guinness Storehouse, Grafton Street, Distilleria di Jameson, Dublin Docklands
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Irish Stew, Fish and Chips, Guinness Beef Stew, Soda Bread, Black Pudding, Irish Coffee

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

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Per coloro che amano la storia…

L’origine del nome della città è curiosa. Deriva dalla parola gaelica “Dubh Linn”, ovvero “pozzanghera nera”, un antico bacino d’acqua dove si trovava il Castello di Dublino, l’attuale cuore della città
cityscape
Per coloro che amano la cultura pop…
Dublino è la meta perfetta anche per gli appassionati della scrittura e della musica. Infatti è stata la città natale di molti famosi scrittori e artisti. Tra questi, gli autori James Joyce e Oscar Wilde, il poeta William Butler Yeats e il drammaturgo George Bernard Shaw, oltre che della rock band U2
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Per coloro che amano la natura…
A giro per la città e per tutto il Paese vedrete sventolare ovunque i colori della bandiera Irlandese. Ma cosa rappresentano i tre colori della bandiera? In pochi sanno che i tre colori sono un simbolo di pace: Il verde rappresenta i Cattolici, l’arancione i Protestanti e il bianco la pace tra le due parti.

In e Out

Non è possibile andar via da Creta senza aver visitato il sito archeologico di Cnosso: centro focale della civiltà minoica, città-palazzo del re Minosse e sede delle leggende del mitologico minotauro. Il sito purtroppo è pessimamente custodito. Circa la metà del palazzo non è visitabile perché in ristrutturazione da anni. La precedente ricostruzione, inoltre, è frutto di un dubbio rifacimento e tutti i reperti ritrovati sono stati trasferiti al bellissimo museo di Iraklio che, invece, consigliamo di visitare. Resterete ipnotizzati dalla piccola statuetta della dea dei serpenti o dal mistico disco di Festo. Ammirerete la bellezza degli affreschi originali dei delfini, della tauromachia e del celeberrimo principe dei gigli.

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L'itinerario!

7 tappe per esplorare Dublino

La prima tappa

Esplorando Dublino Sud

Dedicate il tuo vostro primo giorno a Dublino all’esplorazione dei siti culturali e d’intrattenimento che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.

  • Trinity College: visitate la suggestiva biblioteca del Trinity College. Qui si trova una delle più grandi collezioni di libri di epoca medievale e manoscritti preziosi non solo d’Irlanda ma del mondo, mappe antiche e testi rari. La sua sala più celebre è la Long Room, una spettacolare sala di lettura con soffitto a volta e scaffali alti fino al tetto, soltanto in questo magnifico ambiente sono custoditi circa 200.000 volumi. Tra le opere più significative e famose conservate nella biblioteca del Trinity College, c’è il celebre “Book of Kells”: un manoscritto illustrato del IX secolo, che contiene i quattro vangeli del Nuovo Testamento e rappresenta uno dei tesori più preziosi dell’Irlanda. Le sue pagine sono riccamente miniate con elaborati disegni e decorazioni raffinate.
  • Castello di Dublino: l’antico castello normanno si trova nel cuore della città e nel tempo si è trasformato in una residenza reale. Molto belli i giardini che lo circondano  
  • Temple Bar: esplorate il quartiere più vivace e animato di Dublino, noto per i suoi pub, i ristoranti, le gallerie d’arte e gli spettacoli dal vivo.
  • Grafton Street: fate shopping lungo questa famosa via pedonale, piena di negozi, artisti di strada e intrattenitori.
  • Cattedrale di San Patrizio: ammira l’architettura gotica di questa imponente cattedrale, la più grande d’Irlanda.
  • Merrion Square: godetevi un tranquillo momento nel parco pubblico di Merrion Square, dove potete trovare il famoso “Oscar Wilde Statue” e molte altre sculture.
  • Christ Church Cathedral: visitate questa maestosa cattedrale medievale, con una storia di oltre 1.000 anni.
  • St. Stephen’s Green Shopping Centre: se vi piace fare shopping, visitate questo centro commerciale che offre una vasta gamma di negozi e ristoranti.

 

A giro per la città e per tutto il Paese vedrete sventolare ovunque i colori della bandiera Irlandese. Ma cosa rappresentano i tre colori della bandiera? In pochi sanno che i tre colori sono un simbolo di pace: il verde rappresenta i Cattolici, l'arancione i Protestanti e il bianco la pace tra le due parti.
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Curiosità

Il fiume Liffey “taglia” la città, separando la parte Nord dalla Sud. I quartieri a Nord del Liffey hanno numeri dispari mentre quelli a Sud sono contrassegnati da numeri pari.

La seconda tappa

Night Life & Pub Crawl

Dopo la visita ai siti culturali più famosi della città, vivete la vita notturna dublinese sperimentando il tradizionale Pub Crawl. Un’intera serata (o anche una nottata per i più resistenti) passata visitando pub e bar in successione, generalmente nello stesso quartiere o area della città.
Per un Pub Crawl ancora più speciale vi consigliamo di non perdere questi locali:

  • The Brazen Head: il pub più antico d’Irlanda. Questo pub storico è uno dei più antichi al mondo, con una storia che risale al 1198. È situato nel quartiere di Merchants Quay ed è noto per la sua atmosfera tradizionale, per la musica dal vivo e per essere stato frequentato da scrittori e personaggi famosi nel corso dei secoli.
  • The Temple Bar: Situato nel quartiere omonimo, The Temple Bar è uno dei pub più famosi di Dublino ed è un’icona della vita notturna della città. Offre un’ampia selezione di birre, musica dal vivo e un’atmosfera vivace e festosa.
  • The Porterhouse Brewing Company: Questa catena di pub è famosa per la sua produzione di birre artigianali e per la ricca selezione di birre artigianali provenienti da tutto il mondo. Questi pub godono inoltre di un’atmosfera molto accogliente ed offrono spesso spettacoli di musica dal vivo.
Non potete perdervi un pasto a base di Fish and Chips nel locale Porterhouse accompagnato da una birra bionda o dalla celeberrima Guinness

La terza tappa

My Goodness, My Guinness

Gli amanti della birra non potranno perdere la visita al celebre museo “The Guinness Storehouse”, dedicato a una delle birre più famose del mondo.
La visita alla Guinness Storehouse è un’esperienza divertente ed educativa. Fra le varie attrazioni proposte, vi consigliamo di vedere:

  1. La storia della Guinness: Al piano terra, troverete la storia affascinante della birra Guinness, dalla sua fondazione ad opera di Arthur Guinness nel 1759 fino ai giorni nostri. Scopri come l’impresa è cresciuta e si è evoluta nel corso dei secoli.
  2. Il gigantesco calderone in bronzo: Al primo piano c’è un gigantesco calderone in bronzo utilizzato in passato per produrre la Guinness. È un capolavoro di arte e tecnica che offre un colpo d’occhio impressionante sulle dimensioni dell’azienda.
  3. L’arte della degustazione della Guinness: Imparate come degustare correttamente la Guinness. Vi verrà mostrato come osservare il colore, percepire gli aromi e assaporare i sapori unici di questa birra stout.
  4. Gravity Bar: Arrivate alla cima della Guinness Storehouse, al Gravity Bar, da qui avrai un panorama mozzafiato su Dublino. È uno dei punti più alti della città e un luogo ideale per scattare foto spettacolari.
  5. The Taste Experience: Partecipate all’esperienza sensoriale interattiva. Potrete sperimentare i vari ingredienti che compongono la birra Guinness, come l’acqua, l’orzo, il luppolo e il lievito.
  6. I ristoranti e i bar: Ci sono vari ristoranti e bar all’interno della Guinness Storehouse dove potrete gustare cibi e bevande ispirate alla Guinness. Prova piatti tradizionali irlandesi insaporiti dall’aroma della birra simbolo della Nazione.
  7. Spilla la tua Guinness: Alcune visite guidate offrono l’opportunità di imparare come versare correttamente una pinta di Guinness, una vera e propria arte che richiede precisione.
  8. Personalizzare la tua pinta: potete anche personalizzare un bicchiere Guinness con il vostro nome, un regalo unico e memorabile.

Durata della visita: 3 ore
Vi consigliamo di prenotare i biglietti in anticipo – la Guinness Storehouse può diventare molto affollata, specialmente durante i periodi di punta.

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Curiosità

Il modo in cui viene servita la Guinness, fondamentale per ottenere il giusto aspetto, sapore e consistenza, avviene con il metodo “pouring a Guinness,” che è considerata una vera e propria arte. Ecco come funziona:

Il bicchiere: Per prima cosa, viene selezionato un bicchiere specifico noto come “bicchiere Guinness” o “pint glass”. Questo bicchiere ha una forma particolare con il collo stretto e una base larga, progettato per ottimizzare l’esperienza di degustazione.

Inclinazione del bicchiere: Il barista inclina il bicchiere a un angolo di circa 45 gradi e versa lentamente la Guinness lungo il lato del bicchiere, evitando il contatto diretto con la parete interna.

Riempimento graduale: La birra viene riempita gradualmente mentre il bicchiere viene lentamente raddrizzato. Questo processo crea uno strato di schiuma cremosa sulla parte superiore della birra.

La “surge and settle”: La Guinness è nota per la sua caratteristica “surge and settle,” che si traduce nell’osservare come la schiuma si forma e si deposita lentamente mentre la birra viene versata.

Il tocco finale: La birra viene servita con la testa di schiuma sporgente sopra il bordo del bicchiere, formando un cappuccio cremoso.

La quarta tappa

I ponti di Dublino

Dublino è attraversata dal fiume Liffey e possiede ben 17 ponti che lo scavalcano. Vogliamo soffermarci almeno su 2 di essi. 

Il primo, e più famoso, è il Ha’penny bridge. E’ stato fino agli anni 2000 l’unico ponte pedonale della città e il suo curioso nome è proprio legato al pedaggio di mezzo penny richiesto per poterlo attraversare.

L’altro è il Samuel Beckett bridge o ponte di Calatrava, progettato dal famosissimo architetto spagnolo negli anni 2000. Il ponte, oltre ad essere estremamente funzionale poiché ruota di 90° per far passare le navi più grandi (purtroppo non sono mai riuscito a vederlo in azione), ha un disegno bellissimo e suggestivo. La sua asimmetria e la sua forma che ricorda un’arpa celtica, simbolo irlandese per eccellenza, lo rendono un una dei monumenti più riconoscibili della città.

La quinta tappa

Visita alla Distilleria di Jameson

La distilleria di Jameson è dedicata al celebre Wiskey Irlandese Jameson ed è una delle principali attrazioni di Dublino. Ecco gli aspetti salienti della visita:

  • Tour della Distilleria: avrete l’opportunità di imparare tutto sul processo di produzione del whisky, dalle materie prime alla distillazione e all’invecchiamento. Potrete anche vedere gli storici alambicchi in rame utilizzati nel processo.
  • Assaggi: La degustazione di whisky è un must. Durante il tour, avrete l’opportunità di assaporare diverse varietà di Jameson, imparando a riconoscere le sfumature di gusto e aroma che le distinguono.
  • Bow St. Experience: Questa esperienza vi offre un’immersione interattiva nella storia e nella produzione del whisky Jameson. Potrete ascoltare le storie dei mastri distillatori, imparare l’arte della degustazione e persino creare il tuo blend di whisky.
  • Ambiente storico: la distilleria è situata nell’edificio storico di Bow Street, che ha legato tutta la sua vicenda alla produzione di whisky. Durante la visita, pottrete scoprire i dettagli di questa storia affascinante.
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Dublin Winter Lights

Se capitate a Dublino durante il periodo di Capodanno vi imbatterete nel Dublin Winter Lights, in scena da metà Novembre al 1 gennaio. Tutta la città dal tramonto all’alba si accende di numerose installazioni luminose sparse per i vari ponti, strade o edifici della capitale.

La sesta tappa

Caccia al tesoro delle statue in città

Molte sono le statue che abbelliscono strade e piazze della capitale. Vi proponiamo alcune delle più interessanti da trovare in un itinerario che attraversa la città.

  • Statua di Molly MaloneMolly Malone è una delle icone della capitale irlandese. Nelle serate che passerete nei pub di Dublino vi capiterà di sentir cantare a squarciagola e con grande intensità la canzone-inno a lei dedicata dal gruppo The Dubliners. La statua si trova vicino al Trinity College. Molly era una semplice ragazza che di giorno faceva la pescivendola, mentre di notte pare fosse dedita a tutt’altra occupazione. Non è dato sapere se la storia sia vera o inventata, ma la statua in città è molto amata e si dice porti fortuna toccarle i seni, che, non a caso, risultano splendenti.
  • La scultura della Carestia. Passeggiando lungo il fiume in prossimità del museo dell’immigrazione, vi imbatterete in un gruppo scultoreo molto suggestivo. Rappresenta una famiglia in miseria che cammina tristemente verso un futuro incerto. Il ricordo della carestia che colpì il paese nel 19° secolo cagionando la morte per fame di circa un milione di persone e costringendone altrettante all’esodo verso l’America in cerca di un futuro migliore, è ancora molto vivo nel Paese e trova in queste tristi statue un ricordo della loro sofferenza.
  • Monumento a Oscar Wilde. Di fronte alla sua casa all’interno del parco di Merrion Square la colorata statua del famoso Oscar Wilde, rappresenta il grande autore in vestaglia, sdraiato su una roccia, con un’espressione piuttosto sarcastica. La piccola statuetta in bronzo della donna svestita che si trova accanto rappresenta sua moglie Constance Lloyd ed il busto maschile al fianco simboleggia invece il dio greco Dioniso.
  • Statua di James Joyce. All’angolo tra Talbot Street e O’Connell Street, di fianco allo Spire troverete la statua di uno dei personaggi più autorevoli di Dublino, il grande scrittore James Joyce. Una statua molto simile si trova anche in Italia a Trieste, città in cui lo scrittore visse per alcuni anni. Questa è una delle “talking statues” sparse per la città. Scannerizzando il QR code posto alla loro base, saranno infatti direttamente le statue a raccontarvi la loro storia!
  • The Spire – La guglia di Dublino. Un nuovo controverso simbolo della nuova Dublino è il pennone dello Spire in O’Connell Street. Un’imponente torre di acciaio inossidabile chiamato anche “la torre della Luce”. In questo luogo negli anni sessanta l’IRA, l’esercito repubblicano irlandese, ha fatto esplodere la statua dell’ammiraglio inglese Nelson per rivendicare l’indipendenza dal governo di Londra. L’altissima guglia eretta al suo posto, vuole simboleggiare l’inizio del nuovo millennio, l’innovazione e la lotta per l’indipendenza dell’Irlanda.

La settima tappa

La Dublino moderna - Dublin Docklands

Consigliato da un amico che vive da anni in Irlanda ecco comparire la Dublino che non ti aspetti. Tutti i turisti che arrivano nella capitale irlandese per la prima volta, ovviamente e giustamente, visitano i più famosi punti di interesse come il Trinity College o il celebre Temple Bar, ma Dublino è anche una città nuova, che vuol essere protagonista del terzo millennio e quindi continua incessantemente a farsi bella e edificare nuovi palazzi, nuovi ponti e addirittura nuovi quartieri.
Questa area a nord di Dublino, fino a pochi anni fa considerata una zona da non frequentare, ricca di docks, magazzini portuali, ed esclusa dai vari percorsi turisti, sta diventando rapidamente un nuovo polo attrattivo per la sua recente riqualificazione. Questo vivace e vibrante quartiere è diventato la sede europea delle più grandi multinazionali del pianeta come Google, Apple, Microsoft e Meta, che hanno investito nella costruzione di modernissimi edifici e grattacieli. Nella zona si trovano inoltre molti luoghi di divertimento e divertentissimi pubs. Non perdere questi siti:

  • Bord Gáis Energy Theatre: La maggior parte dei viaggiatori che visitano New York o Londra desidera ardentemente partecipare ad uno dei famosissimi Musical di Broadway in lingua inglese, ma non tutti sanno che questi meravigliosi capolavori possono essere anche gustati in Irlanda ed in particolare a Dublino. Il Bord Gais Energy Theatre è il nuovo bellissimo teatro progettato dall’archistar Daniel Libeskind, in vetro e acciaio, che ospita i maggiori eventi teatrali, tra cui i più famosi musical mondiali. Informatevi in anticipo sull’offerta artistica presente nel periodo della vostra permanenza.
  • The Convention Centre Dublin: Questo edificio dall’architettura contemporanea è uno dei principali centri congressi d’Europa. Anche se non partecipate a un evento, potrete ammirare la sua struttura e il design innovativo.
  • Grand Canal Square: Questa piazza moderna è circondata da grattacieli di vetro e offre una vista panoramica sul porto. Potrete godervi una passeggiata, ammirare l’arte pubblica e rilassarti in questa zona.
  • Dublin Bikes: Potrete noleggiare una bicicletta Dublin Bike e percorrere la zona delle Docklands in modo ecologico. Ci sono molte piste ciclabili e il terreno pianeggiante lo rende adatto per il ciclismo.
  • 3Arena: è il principale luogo per grandi concerti, dove si esibiscono tutte le grandi star internazionali in tournée in Irlanda. Prenotate in largo anticipo i biglietti per una serata speciale.
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Valencia

VALENCIA

...una paella per Calatrava

La proposta in breve

Valencia è un po’ come una delle Città Invisibili di Calvino, direi proprio una delle città del Desiderio. Attendi di visitarla, ti aspetti una tipica città spagnola e poi ti rendi conto che offre un aspetto diverso da visitare, un modo originale, molto piacevole e sicuro, adatto anche ai più piccoli, fatto di natura e lunghe pedalate, di vita notturna e piccoli locali, di monumenti storici e proiezioni futuristiche.
  • Per chi è questo viaggio? Viaggio per amanti della vita all’aria aperta e dei piccoli peccati di gola
  • Quando mi consigliate di partire? Tutto l’anno
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? 4 giorni
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è media
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Città della Scienza, Il Santo Graal, Acquario, Bioparco, Albufera, Turià, il Mercato Centrale
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? Alloggio in zona pedonale centrale, a pochi passi dalla stazione centrale. Bicicletta o a piedi. Metropolitana per raggiungere il Centro Storico direttamente dall’aeroporto
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Potremmo parlare di tante cose, ma Valencia = Paella

Consigli e curiosità per gli aspiranti viaggiatori

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Lo stemma di Valencia

Quando Jaume I stava cercando di conquistare la città fu svegliato da un pipistrello che andò a sbattere sulla sua armatura. Grazie a questa “sveglia” si accorse di un attacco a sorpresa che gli stavano per sferrare, riuscendo così a prevenirlo. Il pipistrello sullo stemma della città è un omaggio di Jaume I.

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State al fresco!

Siamo in Spagna e anche se Valencia affaccia sul mare, le temperature possono salire molto in estate, quindi si consiglia di visitare la città nei mesi primaverili o comunque avere sempre con se una buona borraccia di acqua fresca.

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Al centro della città!

Provate a prenotare un albergo in zona centrale, area pedonale, sarà tutto accessibile a piedi o in biciletta.

In e Out

Questo è un viaggio «corto» quindi ti proponiamo solo alcune tappe che non puoi perderti. Prenditi del tempo per girovagare in città, lasciati ammaliare dai profumi e dai colori del Mercato Centrale, assaggia le mille varietà di Tapas e la famosa Paella Valenciana, e poi, se qualcosa ancora resta da visitare, non preoccuparti, prepara la valigia per la tua prossima visita in città, dove avrai modo di ultimare tutte le attività rimaste in sospeso, l’importante è muoversi con calma, rilassandoti e assaporando lentamente il ritmo di questa perla affacciata sul Mediterraneo.

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Il luogo in cui il turismo architettonico gareggia con la splendida offerta museale

L'itinerario!

8 tappe per esplorare Valencia

La prima tappa

Il corso del fiume

Fondata dai romani nel II secolo a.C, dominata da Visigoti e arabi che la resero grande e potente, la città di Valencia si è svegliata da un lungo periodo di decadenza tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo a seguito di un nuovo boom economico grazie al quale sono stati realizzati numerosi progetti architettonici e urbanistici, che hanno trasformato la città. Il più imponente è la Città delle Arti e delle Scienze, un nuovo quartiere a sud est del centro progettato dall’architetto valenciano Santiago Calatrava.

Il corso del fiume Turia offre la possibilità di muoversi in città grazie ai numerosissimi negozi di Bike Rental; ce ne sono tantissimi e i prezzi sono praticamente tutti allineati. Le biciclette sono in buono stato e puoi anche scegliere di noleggiare tandem o mezzi a pedale per quattro persone. Se non vi sono particolari problemi di mobilità, una giornata in bicicletta lungo il Turia è davvero un’esperienza imperdibile.

Lungo il corso del fiume, i vari accessi consentono di immergersi in un lunghissimo parco urbano che termina fino al bioparco Albufera, (molti chilometri), o più facilmente consente di raggiungere la città della Scienza e l’Acquario, oppure semplicemente godere del verde, degli spazi ristoro lungo il percorso, delle varie panchine e prati fioriti dove potersi rilassare e godere della natura rigogliosa in mezzo alla città.

Numerosi gli spazi per gli amanti della ginnastica di gruppo, del Tai Chi o addirittura, come mi è capitato, uno spazio dedicato a tutti coloro che vogliono imparare ad utilizzare in maniera impeccabile una Katana!

In mezzo al percorso, è possibile imbattersi in uno stravagante parco per bambini costituito da un’immensa statua raffigurante Gulliver. I bambini come tanti lillipuziani possono letteralmente scivolare intorno e dentro al Gigante

La bella bandiera della Comunità valenciana è composta da quattro bande rosse sopra uno sfondo giallo, i colori della casata degli Aragonesi, presenti anche nelle bandiere della Catalogna e delle Isole Baleari. Nel lato dell’asta si trova una deliziosa frangia azzurra, decorata da gemme preziose, rappresentazione stilizzata della corona d'Aragona, e per questo la bandiera valenciana prende il nome di Senyera Coronada (bandiera coronata).
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Fu  la scoperta dell’America, finanziata proprio da Valencia, a portarla verso un periodo di decadenza: a seguito dello sviluppo di rotte commerciali verso il nuovo mondo, la città perse di interesse come centro marittimo affacciato sul Mediterraneo.

 

La seconda tappa

La città della Scienza

La Città della Scienza è un complesso di forte impatto visivo ed architettonico, costruito dal famoso architetto-ingegnere valenciano Santiago Calatrava. In breve tempo è diventato il simbolo di Valencia, per cui è una tappa fondamentale di ogni viaggio in città.
Il complesso è costituito da 6 edifici avveniristici collegati tra loro da passeggiate, collegamenti aerei, scorci mozzafiato, con l’acqua che fa da protagonista per tutto il complesso, riflettendo le facciate e moltiplicandole in infinite sfaccettature.
Gli edifici principali, che non potete perdere anche per la possibilità di toccare con mano fenomeni chimici e fisici ed esperimenti affascinanti, sono:

  • L’Oceanogràfic: l’acquario e parco marino di Valencia, l’edificio più grande del complesso, simile a un grande animale acquatico tecnologico;
  • Il museo delle Scienze Príncipe Felipe: posizionato davanti ad uno specchio d’acqua, in cui l’immensa struttura si riflette, creando dei magnifici giochi di luci.
  • L’Hemisfèric: si trova a fianco del museo della scienza ed è circondato d’acqua. La sua forma richiama un occhio umano, soprattutto di sera quando le luci dell’edificio si riflettono nell’acqua, ricreando l’occhio vero e proprio. Al suo interno c’è la più grande sala di proiezione di tutta la Spagna e qui potrai assistere ad un film 3D.

Per l’ingresso ci sono dei comodi Pass acquistabili online direttamente dal sito ufficiale della città di Valencia. Unica cosa da tenere in considerazione è che per la visita alla città della Scienza, compresi gli ingressi agli edifici, può volerci tempo (oltre alla code che inevitabilmente si formano in luoghi a forte affluenza.

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Abbiamo scelto un sito che potrebbe fare al caso tuo
La statua di Gulliver
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Come in ogni museo o centro turistico, panini o bibite sono cari se acquistati all’interno. Consigliamo vivamente di portarsi dei panini preparati presso i negozi alimentari disponibili in città. Ricordatevi che siete in mezzo al Turia, quale miglior posto per un pic-nic all’ombra di uno dei tanti alberi del parco?

La terza tappa

Acquario e Bioparco

L’Acquario e il Bioparco, rispettivamente a Sud Est del percorso del Fiume Turia e a Nord Ovest vicino all’aeroporto, sono due attrazioni molto frequentate e sinceramente molto particolari e diverse rispetto ai soliti acquari o zoo.

L’Acquario, adiacente alla città della scienze, è un complesso mediamente grande che accoglie diverse varietà di animali acquatici e consente di vivere l’esperienza di poter assistere alle cure delle tartarughe marine oltre che di poter dare da mangiare ai delfini. Accoglie anche un rettilario e una voliera molto grande con possibilità di camminare letteralmente immersi alla fauna esotica di pappagalli e altri variopinti volatili. 

Il Bioparco è strutturato secondo una logica di assenza di gabbie e protezioni e consente di vivere un’esperienza di vicinanza con gli animali (tutti nati in cattività) davvero unica. Leoni, tigri, giraffe ed elefanti, hanno a diposizione molto spazio e la visita alle loro zone di «pascolo» avviene tramite percorsi molto discreti e in totale assenza di reti o tristissime recinzioni. Il parco non è grandissimo e gli animali presenti, proprio per un approccio di tutela, non sono tanti e tutti riferiti a precise aree geografiche. Da non perdere è l’isola dei Lemuri, qui dovrete stare molto attenti a guardare sopra le vostre teste, potreste letteralmente trovarvi un lemure a pochi centimetri di distanza intento ad osservarvi mentre mastica sornione un frutto. State tranquilli: i Lemuri sono innocui e gli inservienti sono ovunque molto attenti a salvaguardare i simpatici animaletti. 

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Abbiamo scelto due siti che potrebbere fare al caso tuo
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Il costo dell’ingresso all’Acquario non è a buon mercato, ma una volta entrati il divertimento è assicurato anche grazie alle numerose iniziative dei volontari locali.

Se avete ancora forza nelle gambe, consiglio di raggiungere il bioparco in bicicletta, trovandosi proprio all’inizio del percorso cittadino del Turia.

La quarta tappa

Il Centro Storico di Valencia

Il Centro storico di Valencia è molto raccolto ed è costellato di moltissime piazze e chiese di straordinaria bellezza. Ogni angolo della città restituisce al viaggiatore uno spaccato della sua storia fatta di numerose epoche di dominio, da quello romano ai segni evidenti della Rivoluzione Francese, fino alla svolta architettonica del secolo scorso.
Come ogni città cosmopolita, anche Valencia offre una varietà enorme di servizi e il centro storico si trasforma alla sera in un susseguirsi di ristoranti tipici per gustare la famosa Paella valenciana, oppure le sfiziose tapas.

Gli edifici di rilievo, da non perdere assolutamente sono sicuramente:

  • La Lonja uno degli edifici caratteristici della città oltre ad essere uno dei più famosi monumenti appartenenti al gotico civile che si possa trovare in Europa. È Monumento Storico Artistico Nazionale dal 1931 e fu dichiarato dall’UNESCO come appartenente al Patrimonio dell’Umanità nel 1996.
  • La Torre de Serranos, inizialmente facenti parte delle storiche mure della città, poi anche carceri per i nobili, adesso restano come simbolo di una forma di architettura gotica molto interessante.
  • Plaza Redonda, Opera di Salvador Escrig Melchor, una delle attrazioni turistiche più note, con moltissime bancarelle che offrono anche prodotti di artigianato locale.
  • La chiesa di San Nicola di Bari, chiamata anche la «Cappella Sistina di Valencia», una Chiesa imponente che vide, fra il 1690 e il 1693 l’interno rivestito con una decorazione barocca e affreschi di scene della vita di San Nicola di Bari e di San Pietro Martire, disegnati da Antonio Palomino e dipinti da Dionís Vidal.
  • Museo Nazionale di Ceramica e Arti Suntuarie González Martí (Palazzo del Marchese di Dos Aguas). Qua, per gli amanti delle ceramiche e non solo, sono custoditi pezzi rari, alcuni appartenenti a Picasso ed è possibile viaggiare nel tempo assaporando la vita al tempo dello splendore commerciale della città, in un contesto barocco.
  • L’Istituto Valenciano di Arte Moderna (IVAM). E’ stato il primo museo di arte moderna della Spagna e qui si possono ammirare le opere di due esponenti di rilievo quali Julio González (1876-1942) e Ignacio Pinazo (1849-1916).
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Ogni sito elencato richiede un tempo variabile da un’ora fino a due ore e mezzo. Ovviamente tutto dipende dai gusti personali e dal tempo che avete a disposizione. Si tratta di siti tutti all’interno di un centro storico comunque molto contenuto, piacevole da scoprire passeggiando in totale relax.

La quinta tappa

Il Santo Graal – Cattedrale Miguelete

La Cattedrale Miguelete con il suo Santo Graal e la leggenda del Buon Auspicio, merita un capitolo a parte. Non si può non visitarla quando si è a Valencia. Pensate che la comunità Cristiana riconosce il Graal di Valencia come originale ed utilizzato effettivamente da Gesù durante l’ultima cena. È una coppa di agata lucida di origine orientale che si trova in una cappella appositamente dedicata.

Il resto della Cattedrale è imponente e raccoglie moltissime opere di arte religiosa di straordinaria fattezza, da arazzi ad affreschi, reliquari e cori, statue e scultura di vari materiali e dimensioni.

La Cattedrale sorge su di un tempio romano e fu anche una moschea, tutto ciò si riflette negli stili presenti al suo interno e l’aria che si respira è fortemente travolgente, al di là della propria inclinazione verso tematiche di carattere religioso.
Consiglio di acquistare il biglietto con la dotazione dell’audio guida, è ben fatta e accompagna il visitatore verso angoli della Cattedrale in parte nascosti, che quindi andrebbero persi.
La visita non è lunghissima, in circa un’ora-un’ora e mezzo al massimo, si è in grado di visitarla a fondo e di potersi anche abbandonare alla contemplazione del Graal per qualche attimo.

All’interno della Cattedrale è presenta anche un museo con opere importanti di Goya e altri importanti pittori.

Se non vi fanno paura 207 gradini, è possibile salire sulla torre e godere di quella che pare sia la migliore vista di tutta Valencia.

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All’interno della Cattedrale, su un altare del deambulatorio, si trova la Virgen del Buen Parto, ovvero la Madonna del Buon Parto. La tradizione vuole che le future mamme percorrano nove volte il perimetro interno della Cattedrale per chiedere un travaglio benedetto e sicuro. Quando abbiamo visitato la Cattedrale mi sono infatti stupito di quanto donne incinta fossero presenti al suo interno fintanto che non mi è stato svelato l’arcano.

La sesta tappa

Il Mercato Centrale

Il Mercato Centrale rappresenta uno dei monumenti più famosi di tutta la città ed è il centro nevralgico dello street food, dei prodotti tipici valenciani, punto di ritrovo di vecchi e bambini. Circondato dai suoi giardinetti e con più ingressi e affacci sulle vicine chiese, trasmette al visitatore la sensazione inebriante di una festa continua, un’esplosione di colori, odori e sapori.

È considerato uno dei mercati di prodotti freschi più grandi d’Europa e la sua visita richiede almeno due ore durante le quali poter sostare in uno dei tanti piccoli punti ristoro dove poter assaporare i piatti tipici della città, dalla carne al pesce… Tutto ovviamente freschissimo e a prezzi davvero economici. All’interno del mercato si trovano anche negozi di souvenir, meno attrattivi, ma pur sempre ben inseriti nel contesto.

Consiglio di percorrere i vari corridoi interni in maniera metodica, per non perdere assolutamente niente di quanto sono in grado di offrire le 1200 bancarelle presenti.

Ogni tanto, soprattutto nelle zone centrali, uno sguardo verso l’alto permetterà di ammirare la splendida struttura in ferro e i coloratissimi affreschi che adornano i soffitti.

All’interno del mercato è presente anche un ristorante stellato, ma sinceramente non c’è niente di meglio di un buon panino di Pata Negra.

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Ricordati di visitare l’angolo delle frattaglie di toro e anche la parte riservata al pesce, dove è possibile gustare i gamberi blu e le uova di granchio.

La settima tappa

La Paella Valenciana

Se si vuole mangiare qualcosa di tipico a Valencia, è sicuramente obbligatorio entrare in uno dei tanti Tapas Restaurant e a pochi euro per Tapas riempirsi lo stomaco con tantissime varietà disponibili. Ma si può parlare di Valencia e non parlare di Paella? Assolutamente NO!

La paella nasce come “piatto di recupero” che veniva preparato dai contadini e dai braccianti operanti nella zona di Valencia, una delle regioni produttrici di riso più significative della Spagna (eredità della conquista dei Mori arabi nell’800), tipicamente cucinato sul fuoco di legna per il pranzo. Gli ingredienti tipici del piatto sono riso e verdure e solo successivamente anche il pesce, data la vicinanza di Valencia al mare. Passeggiando per la città incontrerete numerosissimi ristoranti che la offrono, io consiglio però di assaporare il piatto sulla costa, nel lungo mare, dove i piatti sono decisamente più abbondanti ed i prezzi più contenuti.

Non esiste il classico posto dove fanno la Paella migliore di tutta Valencia, ho chiesto a dieci persone ed ho ottenuto dieci risposte diverse, ho consultato vari siti e devo dire che non è possibile stilare una classifica. Un consiglio però è necessario. La Paella prende il suo nome dal contenitore, ovvero dalla pentola dove viene preparata che funge anche da piatto dove viene servita a tavola. Può essere una grande padella piatta e molto larga da condividere tra più commensali, oppure di dimensioni più piccole per singolo utilizzo.

Da evitare assolutamente i ristoranti che credendosi chic offrono la Paella nei normali piatti da portata, significa lasciare per strada metà della tradizione.

Paella Valenciana
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

La prima ricetta documentata della paella, chiamata Arroz a La Valenciana data la sua origine nel Marjal de La Albufera, compare in un manoscritto settecentesco intitolato “Avisos y instruccions per lo principiant cuyner” scritto da Josep Orri, mentre la storia della paella moderna risale alla metà del XIX secolo.

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Abruzzo

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...entroterra aquilano

La proposta in breve

Il paradiso per coloro che amano scoprire nuovi paesaggi e visitare luoghi in cui la natura la fa ancora da padrona indiscussa

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano la natura, i paesaggi mozzafiato e il buon cibo
  • Quando mi consigliate di partire? Ogni stagione ha il suo fascino, ma noi consigliamo la primavera e l’autunno
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Quattro – cinque giorni
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è medio-bassa
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo – tra le altre – della città de L’Aquila, dei borghi di Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio e dell’affascinante Campo Imperatore
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? È possibile trovare appartamenti a L’Aquila a prezzi decisamente accessibili
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Arrosticini, pallotte cacio e ove, lenticchie

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Icon_relax
Per coloro che amano la calma e il relax…
L’entroterra dell’Abruzzo è caratterizzato da pittoreschi paesini collinari, con case di pietra e stradine acciottolate. Alcuni dei borghi più belli d’Italia si trovano qui, come Santo Stefano di Sessanio e Civitella del Tronto. Questi luoghi sono immersi in una quiete rurale che sembra essersi fermata nel tempo.
Icon_esplorazione
Per coloro che amano l’esplorazione…
Le montagne abruzzesi sono attraversate da numerosi sentieri escursionistici che attirano appassionati di trekking da tutto il mondo. Il sentiero Italia, un itinerario escursionistico che attraversa l’intero paese, passa attraverso l’Abruzzo, offrendo panorami incredibili e l’opportunità di esplorare villaggi tradizionali.
Icon_natura
Per coloro che amano la natura…
L’Abruzzo è spesso definito “il polmone verde d’Italia” per la sua vasta estensione di aree naturali. Il Gran Sasso e i Monti della Laga sono tra le catene montuose più impressionanti dell’Appennino, con il Corno Grande che si erge come la vetta più alta dell’Appennino centrale. Le vette coperte di neve offrono una vista mozzafiato in ogni stagione.

In e Out

L’Abruzzo è rinomato per i suoi straordinari paesaggi naturali. Le montagne, i parchi nazionali e le lunghe spiagge offrono uno spettacolo visivo senza pari, rendendo la regione ideale per gli amanti della natura e gli appassionati di attività all’aria aperta. Vanta, inoltre, una sorprendente varietà di ambienti, dalla maestosità delle cime montuose alle pittoresche colline e al mare cristallino. Questa diversità è un vero e proprio tesoro per coloro che desiderano esplorare luoghi diversi senza dover percorrere lunghe distanze. La regione è arricchita da una serie di borghi storici ben conservati che offrono uno sguardo sulla cultura e la storia dell’Abruzzo.

Di contro in alcune zone dell’Abruzzo, le infrastrutture possono essere meno sviluppate rispetto ad altre regioni italiane, il che può rendere gli spostamenti più difficili. In particolare, alcune strade di montagna potrebbero richiedere manutenzione

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Creta occidentale

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L'itinerario!

6 tappe per esplorare
l’entroterra abruzzese

La prima tappa

La Cappella Sistina d’Abruzzo: la Chiesa di Santa Maria Assunta a Bominaco

Iniziamo il nostro viaggio nell’entroterra aquilano facendo una rapida sosta a Bominaco, a circa 30 chilometri da L’Aquila, per ammirare da vicino la Chiesa di Santa Maria Assunta e, soprattutto, l’attiguo Oratorio di San Pellegrino, la Cappella Sistina d’Abruzzo.
L’architettura dell’Oratorio è estremamente semplice ed elegante; ciò che rende veramente unica l’esperienza è la vista degli affreschi che lo adornano.
Una volta entrati, infatti, è possibile ammirare scene bibliche, episodi della vita di Cristo e figure sacre. Uno degli affreschi più celebri è il “Cristo Pantocratore”, una rappresentazione di Cristo come Sovrano dell’Universo, circondato da figure angeliche e simboli sacri.

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Curiosità

La Chiesa di Bominaco è stata inserita nel 2015 nell’elenco dei “Luoghi del Cuore” del Fondo Ambiente Italiano (FAI)

Non è necessario prenotare l’accesso all’Oratorio. Una volta arrivati davanti al cancello della Chiesa di Santa Maria Assunta, si prende nota del numero di telefono lì affisso e si parla direttamente con una delle guide che vi condurrà all’interno dell’Oratorio. La visita è gratuita, ma è fortemente consigliata una piccola offerta.