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Chicago

Chicago

...metropoli verticale

La proposta in breve

Affacciata sul Lago Michigan, Chicago è una metropoli potente e autentica, dove l’architettura disegna lo skyline e la cultura pulsa a ogni angolo. Culla dei grattacieli moderni, la città sorprende con musei di livello mondiale, parchi urbani affacciati sull’acqua e quartieri ricchi di identità. 

Ancora lontana dal turismo di massa, Chicago sorprende, avvolge… e senza fare rumore, ti fa innamorare di sé.
  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano il bello e l’arte in tutte le sue forme, le grandi metropoli contemporanee e possiedono un animo romantico
  • Quando mi consigliate di partire? Ogni stagione ha il suo fascino, ma noi consigliamo la primavera e il periodo natalizio
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Almeno una settimana
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è alta, Parigi è una grande metropoli decisamente cara
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo i luoghi iconici di Parigi come la Tour Eiffel, il museo del Louvre, la reggia di Versailles, gli Champs Elysèe, l’Arco di Trionfo e la collina di Montmatre
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? È possibile trovare appartamenti e hotel in qualsiasi arrondisement (quartiere) di Parigi; consigliamo di spostarsi un po’ dal centro in una zona meno cara, ma nelle vicinanze di una fermata della efficientissima metropolitana
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Le famose baguette, il pregiato fois gras, la deliziosa quiche Lorraine, l’escargot, gli infiniti formaggi e i dolci macarones…

L'itinerario!

6 imperdibili tappe per vivere Parigi per la prima volta

La Bandiera di Chicago

La bandiera di Chicago è diventata un vero simbolo identitario: la si vede ovunque, dai palazzi pubblici ai bar, dai murales ai tatuaggi. Le due strisce azzurre rappresentano l’acqua, elemento centrale per la città: la striscia superiore simboleggia il Lago Michigan e il ramo nord del fiume Chicago, la striscia inferiore rappresenta il ramo sud del fiume Chicago e il sistema dei canali storici.

Le tre fasce bianche indicano invece le tre grandi aree della città: North Side, West Side, South Side.

Le quattro stelle rosse hanno ognuna sei punte (scelte apposta per distinguersi dalle stelle a cinque punte delle bandiere nazionali) e rappresentano un evento chiave della storia di Chicago, in ordine da sinistra a destra:

  1. Fort Dearborn: ricorda il primo insediamento militare e le diverse sovranità che hanno governato l’area prima che diventasse parte dell’Illinois.
  2. Grande Incendio di Chicago (1871): simbolo della distruzione ma anche della rinascita della città. 
  3. Esposizione Colombiana Mondiale del 1893: celebra il ruolo di Chicago come città di cultura, innovazione e prestigio internazionale.
  4. Century of Progress Exposition (1933–34): dedicata al progresso scientifico e industriale della città nel XX secolo

La prima tappa

Grand Tour Architettonico sul Chicago Riverwalk

Il Chicago River è il luogo dove la città mostra il suo volto più affascinante. Grattacieli iconici, ponti storici e riflessi sull’acqua fanno da scenario a due esperienze diverse e complementari: la passeggiata sul Riverwalk e la gita in battello.

Camminare lungo il Chicago Riverwalk significa entrare nel cuore della città. Il percorso pedonale segue il fiume da vicino, tra terrazze sull’acqua, piccoli parchi e scorci spettacolari sullo skyline. Qui Chicago si vive con calma: ci si ferma per un caffè, si osservano i dettagli delle facciate, si ascolta il rumore dell’acqua che scorre tra i grattacieli.
È l’esperienza ideale per chi ama esplorare liberamente, fotografare, rilassarsi e respirare l’atmosfera urbana più autentica.

La gita in battello sul Chicago River offre una prospettiva completamente diversa. Dal centro del fiume, la città si apre come un grande teatro a cielo aperto. Gli edifici scorrono uno dopo l’altro, raccontando la storia di Chicago attraverso l’architettura. Accompagnati da una guida, si scoprono stili, curiosità e trasformazioni urbane in modo chiaro e coinvolgente.
È l’esperienza perfetta per una prima visita o per chi vuole comprendere Chicago in modo semplice e panoramico

Questo elegante percorso pedonale corre lungo la sponda sud del Chicago River, offrendo a visitatori e residenti un modo unico di vivere la metropoli, lontano dal traffico ma immerso nella sua energia.

Passeggiare sul Riverwalk significa scoprire Chicago da una prospettiva privilegiata. Lungo il cammino si aprono scorci spettacolari sull’architettura iconica della città, tra edifici storici e moderni capolavori in vetro e acciaio. Di giorno è il luogo ideale per una camminata rilassante, una corsa mattutina o una pausa al sole; al tramonto, il fiume si anima di luci, riflessi e un’atmosfera suggestiva che rende ogni passo speciale.

Per chi ama l’attività all’aria aperta, non mancano le possibilità di noleggiare kayak o partecipare a crociere fluviali, celebri soprattutto per i tour dedicati all’architettura di Chicago.

Questa fantastica esplorazione immersiva vi accompagnerà in un viaggio attraverso oltre un secolo di architettura, abbracciando l’energia e l’ambizione degli anni Venti — tra Art Déco, gotico e Beaux‑Arts — passando per il modernismo radicale del secondo Novecento, fino ad arrivare alle più avanzate sperimentazioni della ricerca contemporanea. Un percorso continuo, lungo il fiume e lo skyline, in cui stili, epoche e visioni differenti dialogano tra loro, raccontando l’evoluzione di Chicago come laboratorio urbano e capitale mondiale dell’architettura verticale.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

 

Differenze fondamentali

Passeggiata sul Riverwalk

Gita in battello

Punto di vista

Dal basso, ravvicinato

Dal centro del fiume, panoramico

Libertà

Totale

Nessuna

Narrazione

Autonoma

Guidata e strutturata

Ritmo

Lento e personale

Continuo e scandito

Approccio

Esperienziale

Didattico–panoramico

Costo

Gratuito

A pagamento

Interazione urbana

Alta

Limitata

Elenco dei principali edifici citati nel testo:

  • St. Regis Chicago
  • Aqua Tower
  • Mather Tower
  • Jewelers’ Building
  • Carbide & Carbon Building
  • Wrigley Building
  • Tribune Tower
  • InterContinental Chicago Magnificent Mile
  • Trump International Hotel and Tower
  • Marina City (complesso di grattacieli residenziali)
  • 330 North Wabash Avenue / AMA Plaza (ex IBM Building)
  • Merchandise Mart (Murdoch Building)
  • 333 West Wacker Drive
  • 150 North Riverside

Elenco dei Principali stili architettonici degli edifici citati nel testo:

Art Déco (anni Venti–Trenta)

Verticalità, monumentalità, decorazione geometrica, celebrazione del progresso e del lusso.

Gothic Revival / Neo‑gotico (anni Venti)

Verticalismo accentuato, simbolismo storico, uso del gotico come linguaggio per il grattacielo.

Beaux‑Arts, Neoclassicismo ed Eclettismo storico (anni Dieci–Venti)

Riferimenti classici, monumentalità civica, composizione accademica.

Modernismo e Tardo Modernismo (anni 1950–1970)

Centralità della struttura, geometria pura, rifiuto dell’ornamento, nuovi modi di abitare il centro urbano.

Architettura contemporanea (anni 2000–oggi)

Sperimentazione formale, vetro e acciaio, uso misto, forte relazione con il contesto urbano e paesaggistico, che riprende acqua, luce e skyline come materiali di progetto.

Prima Parte: dal lago Michigan al Magnificent Mile

L’itinerario inizia all’estremità orientale del Riverwalk, vicino a Lake Shore Drive, dove il fiume incontra il lago Michigan. Da qui si procede lentamente verso ovest, seguendo il corso dell’acqua nel cuore di Chicago. Dopo i primi scorci sullo skyline e sulle grandi torri del centro, si scorge subito la Centennial Fountain, costruita nel 1989 per celebrare il 100° anniversario del Metropolitan Water Reclamation District (MWRD) di Chicago. Ogni ora la fontana lancia un imponente arco d’acqua (The Arc) che attraversa il Chicago River, creando un’immagine spettacolare tra barche, ponti e grattacieli. È un punto perfetto per fermarsi, scattare fotografie e godersi l’atmosfera estiva della città.

Sul lato opposto del fiume, il St. Regis Chicago, completato nel 2020, rappresenta una delle più significative architetture contemporanee dello skyline di Chicago. Progettato dall’architetta Jeanne Gang e dal suo studio, l’edificio è un grattacielo a uso misto di 101 piani. Con i suoi 365 metri di altezza è oggi il terzo edificio più alto della città ed è riconosciuto a livello internazionale come il grattacielo più alto al mondo progettato da una donna. Il St. Regis non si presenta come una torre monolitica, ma come tre volumi interconnessi di altezze crescenti. Questa articolazione genera un profilo dinamico e graduato. La facciata inoltre è il risultato di una precisa strategia geometrica: l’edificio è composto da una sequenza di tronchi di piramide impilati e ruotati. Nonostante l’illusione visiva, la struttura non utilizza superfici curve; l’effetto ondulato è poi amplificato dall’uso di diverse tonalità di vetro blu.

Proseguendo il cammino, troviamo un altro capolavoro sempre della stessa archistar Jeanne Gang, l’Aqua Tower. L’elemento più iconico dell’Aqua Tower è la sua facciata composta da balconi in cemento armato ondulati, ciascuno diverso dall’altro. Queste sporgenze irregolari creano un effetto fluido e dinamico, spesso paragonato alle formazioni calcaree e ai movimenti dell’acqua dei Grandi Laghi, richiamando il rapporto profondo tra Chicago e il suo sistema idrico. Questa scelta non è soltanto estetica: la variazione delle solette migliora la protezione solare, riduce l’impatto del vento e amplia le visuali verso il lago, il fiume e la città, offrendo agli abitanti un’esperienza spaziale più ricca e articolata. Aqua appare come una scultura abitata, in costante dialogo con l’acqua, il cielo e la vita urbana.

La storica Mather Tower rappresenta un esempio estremo dell’architettura verticale sviluppatasi a Chicago negli anni Venti del Novecento, rimanendo tuttora il grattacielo più snello di Chicago, con una base sorprendentemente ridotta rispetto alla sua altezza. La facciata è rivestita in terracotta di ispirazione neogotica, con ricchi dettagli ornamentali che contrastano con l’audacia strutturale della forma. La Mather Tower non è solo un edificio storico, ma una chiave di lettura fondamentale per comprendere l’evoluzione dello skyline di Chicago attraverso il sistema dei setback, edifici alti e rastremati per garantire luce e aria a livello stradale.

Seconda Parte: Magnificent Mile - DuSable Bridge

Arrivati al DuSable bridge ci si trova nel punto focale del nostro tragitto, qui non saprete dove posare il vostro sguardo. Una selva di stupendi ed iconici edifici, di forme ed epoche diverse rivaleggeranno tra loro per catturare la vostra attenzione.

Il Jewelers’ Building è uno degli edifici più eleganti e simbolici del fronte fluviale di Chicago, rappresenta un capolavoro dell’architettura commerciale del periodo tardo anni Venti, nonché un punto di riferimento fondamentale per la trasformazione urbana del Loop. Con i suoi 40 piani e 159 metri di altezza, il Jewelers’ Building fu, al momento della sua inaugurazione, l’edificio più alto al mondo al di fuori di New York, simbolo dell’ambizione economica e architettonica di Chicago nel periodo precedente alla Grande Depressione. L’edificio fu concepito come una “città verticale” dedicata al commercio dei gioielli, destinata a ospitare centinaia di gioiellieri, orologiai e commercianti di pietre preziose. La sua funzione specializzata influenzò direttamente la progettazione: il Jewelers’ Building disponeva di sistemi di sicurezza avanzati per l’epoca, tra cui un celebre ascensore per automobili, che consentiva il trasporto diretto dei beni preziosi dai livelli inferiori agli uffici, evitando l’esposizione sulla strada. Il progetto adotta un linguaggio neoclassico e Beaux-Arts, con influenze romane e rinascimentali. La struttura in acciaio è rivestita in terracotta color crema, materiale che riflette la luce e dialoga con l’ampio asse monumentale di Wacker Drive. Uno degli elementi più iconici del Jewelers’ Building è il grande orologio monumentale “Father Time”, collocato all’angolo nord-est dell’edificio, chiaro riferimento all’attività degli orologiai che rese celebre il palazzo. La base è caratterizzata da imponenti colonne corinzie e ampie aperture ad arco, mentre la torre superiore si sviluppa attraverso una serie di setback. Il profilo culmina in una cupola rivestita in rame, che conferisce all’edificio una presenza fortemente scenografica nello skyline. Una delle leggende urbane narra la presunta presenza di un locale gestito da Al Capone proprio nella cupola.

Il Carbide & Carbon Building è uno dei più celebri esempi di architettura Art Déco di Chicago e uno degli edifici più scenografici di Michigan Avenue. Completato nel 1929, a pochi passi dal Chicago River, l’edificio rappresenta il gusto lussuoso e ottimistico dell’America degli anni Venti, poco prima della crisi del 1929. Alto 37 piani e circa 153 metri, fu progettato come sede regionale della Carbide and Carbon Company, azienda pioniera nella produzione della prima batteria a secco. Il Carbide & Carbon Building è immediatamente riconoscibile per la sua facciata in granito nero lucido, combinata con terracotta verde scura, inserti in bronzo e foglia d’oro a 24 carati. Questa palette cromatica, estremamente audace per l’epoca, rende l’edificio unico nello skyline di Chicago, dominato fino ad allora da tonalità chiare e pietra calcarea. La sommità dorata dell’edificio ha dato origine a una delle interpretazioni più note del progetto: la torre viene spesso paragonata a una bottiglia di champagne, con il corpo scuro e il “tappo” dorato, allusione simbolica al lusso e, secondo alcune letture, anche a una sottile ironia nei confronti del periodo del Proibizionismo.

Come molti edifici dell’epoca, anche il Carbide & Carbon Building rispetta i principi dello Chicago Zoning Ordinance del 1923, adottando una torre arretrata (setback) per consentire una maggiore penetrazione della luce naturale a livello stradale.

Il Carbide & Carbon Building dialoga con il Jewelers’ Building e la Mather Tower, condividendo con essi il linguaggio monumentale degli anni Venti, e anticipa, per contrasto, le sperimentazioni formali e concettuali dell’architettura contemporanea rappresentate da Aqua Tower e St. Regis Chicago.

Dall’altra sponda del ponte si apre il famoso Magnificent Mile, con i capolavori degli anni venti del Wrigley building e del Tribune Tower.

Il Wrigley Building è uno degli edifici più iconici e riconoscibili di Chicago, situato in posizione strategica all’imbocco nord del Michigan Avenue Bridge, dove il Chicago River incontra la Magnificent Mile. Con la sua inconfondibile facciata bianca e la torre dell’orologio, il Wrigley Building è da oltre un secolo una vera porta monumentale alla città. Fu commissionato dal magnate della gomma da masticare William Wrigley Jr. come sede della sua azienda. Costruito tra il 1920 e il 1924 si ispira alla Giralda della Cattedrale di Siviglia, reinterpretata con elementi del Rinascimento francese, dando vita a un’architettura elegante e fortemente simbolica.

l complesso è formato da due torri di altezze differenti collegate tra loro:

  • la South Tower, più alta, culmina nella celebre torre dell’orologio
  • la North Tower, più bassa, completa l’insieme con un ritmo più misurato

Il Wrigley Building è interamente rivestito in terracotta smaltata bianca, scelta non solo per ragioni estetiche, ma anche per la sua durabilità e capacità di riflettere la luce. La facciata luminosa, regolarmente lavata a mano, ha fatto del Wrigley uno degli edifici più brillanti e fotografati di Chicago, soprattutto nelle ore notturne, quando è valorizzato da un’illuminazione scenografica. E’ anche ricordato come il primo edificio per uffici completamente climatizzato di Chicago, a testimonianza dell’attenzione di Wrigley per l’innovazione e il comfort lavorativo.

Osservato dal Chicago Riverwalk, il Wrigley Building dialoga con la Tribune Tower sul lato opposto del viale, formando una delle coppie architettoniche più celebri della città.

La Tribune Tower è uno dei grattacieli più celebri e simbolicamente carichi di Chicago.

Alta 141 metri e composta da 36 piani, fu completata nel 1925 come sede del quotidiano Chicago Tribune, diventando immediatamente un’icona urbana e culturale. La fama della Tribune Tower è indissolubilmente legata al celebre concorso internazionale di architettura del 1922, indetto dal Chicago Tribune in occasione del suo 75º anniversario. Il bando richiedeva “il più bel grattacielo del mondo” e attirò oltre 260 proposte da 23 paesi, rendendo la competizione uno degli eventi più influenti nella storia dell’architettura moderna. Il progetto vincitore, firmato dagli architetti newyorkesi John Mead Howells e Raymond Hood, adottava un linguaggio neogotico, mentre il secondo classificato, dell’architetto finlandese Eliel Saarinen, proponeva una soluzione più moderna e semplificata che avrebbe influenzato profondamente lo sviluppo successivo dei grattacieli, pur non venendo realizzata. La Tribune Tower è un esempio maturo di Gothic Revival applicato al grattacielo. Il basamento è rivestito in calcare dell’Indiana, scandito da pilastri verticali e fasce orizzontali, mentre la parte superiore si sviluppa come una torre medievale, ispirata alla Butter Tower della Cattedrale di Rouen.

Contrafforti, guglie, archi acuti e una ricca decorazione scultorea contribuiscono a conferire all’edificio un carattere monumentale e simbolico, evocando l’idea di una “cattedrale del giornalismo”, espressione spesso usata per descrivere il suo ruolo culturale. Uno degli aspetti più singolari della Tribune Tower è la presenza, incastonata nelle sue facciate, di frammenti di edifici e monumenti storici provenienti da tutto il mondo: dalla Grande Muraglia cinese al Partenone, dal Colosseo a Notre-Dame. Questi frammenti furono raccolti dal direttore del giornale Robert R. McCormick e trasformano la torre in una sorta di museo lapideo globale, simbolo dell’ambizione internazionale del quotidiano. Divertitevi a individuare i frammenti della famosa Piramide di Giza!

A pochi passi dal Wrigley Building e dalla Tribune Tower troviamo il celebre hotel InterContinental Chicago nel Magnificent Mile. Oggi hotel di lusso, l’edificio rappresenta una straordinaria testimonianza dell’eclettismo architettonico e dell’opulenza urbana degli anni Venti americani. Il progetto combina elementi di architettura neoclassica, moresca, assira ed egizia. La facciata in calcare dell’Indiana è arricchita da grandi rilievi in stile assiro all’ottavo piano, che rappresentano allegoricamente Sapienza, Consacrazione e Contributo. Uno degli elementi più iconici è la cupola dorata di ispirazione moresca, spesso soprannominata “onion dome”. Secondo il progetto originario, la cupola doveva fungere da punto di attracco per dirigibili, un’idea visionaria e fortemente simbolica dell’ottimismo tecnologico dell’epoca, anche se mai realmente utilizzata.  Il cuore dell’edificio era la Grand Ballroom, decorata con influenze egizie e greche e illuminata da un lampadario Baccarat da oltre 12.000 libbre.

Ritornando sui tuoi passi e fiancheggiando il fiume, ti imbatterai nella moderna Trump International Hotel and Tower, uno dei grattacieli più imponenti e riconoscibili dello skyline cittadino. Completata nel 2009, la torre raggiunge un’altezza di 423 metri ed è tra gli edifici più alti degli Stati Uniti. Il progetto è firmato dallo studio Skidmore, Owings & Merrill (SOM).

La Trump Tower si distingue per la sua forma slanciata e articolata, caratterizzata da una serie di arretramenti (setback) che non sono solo un elemento estetico, ma un vero e proprio dialogo con il contesto urbano. Ogni arretramento richiama l’altezza e la posizione di edifici iconici vicini, come il Wrigley Building, Marina City e 330 North Wabash, creando una relazione visiva armonica con lo skyline circostante. Il rivestimento in vetro e acciaio riflettente amplifica questo rapporto: la superficie della torre cambia colore e intensità durante la giornata, riflettendo il cielo, il fiume e le luci della città.

La torre ospita un complesso a uso misto, con hotel di lusso, residenze private, spazi commerciali e ristorazione affacciata sul fiume. Questa combinazione contribuisce a rendere l’edificio non solo un elemento dello skyline, ma anche una parte attiva della vita urbana lungo il Chicago River.

Dal Riverwalk, la Trump Tower è particolarmente suggestiva: osservata dal basso, la sua altezza enfatizza il contrasto tra l’acqua del fiume e la verticalità estrema dell’architettura, offrendo uno dei panorami più fotografati della città.

Terza Parte: dal DuSable Bridge alla biforcazione del Chicago River

Il cuore dell’area è costituito da due grattacieli residenziali gemelli, alti circa 179 metri e sviluppati su 65 piani, completati tra il 1963 e il 1967. Progettati dall’architetto Bertrand Goldberg, rappresentano un esempio rivoluzionario di architettura modernista in cemento armato. La loro forma cilindrica, con balconi a petalo disposti a raggiera, ha fatto nascere il soprannome popolare di “torri a pannocchia”, un riferimento ironico ma affettuoso al Midwest americano. Marina City non era pensata come un semplice insieme di grattacieli, ma come una “città nella città”. I livelli inferiori delle torri sono occupati da parcheggi a spirale, un dispositivo funzionale che diventa parte della composizione architettonica e anticipa il tema della sovrapposizione verticale delle funzioni. Sopra di essi si sviluppano gli spazi residenziali, mentre l’intero complesso si completa con uffici, spazi pubblici e una marina fluviale collocata alla quota del fiume, elemento che ha dato il nome all’intero complesso. Questa integrazione verticale di funzioni era estremamente innovativa per l’epoca e mirava a riportare la vita residenziale nel centro di Chicago, contrastando l’abbandono del downtown negli anni Sessanta.

Visti dall’acqua, sono tra gli edifici più fotografati della città, proprio per la loro forma unica e per il dialogo diretto con il fiume, un waterfront urbano dominato dall’architettura verticale.

Oggi sono considerate Chicago Landmark e restano uno dei punti di riferimento più forti dello skyline cittadino.

Accanto alle forme organiche e centrifughe di Marina City, il grattacielo progettato da Ludwig Mies van der Rohe al 330 North Wabash Avenue – oggi noto come AMA Plaza – si impone come un contrappunto rigorosamente ortogonale, quasi un manifesto opposto ma complementare della modernità architettonica di Chicago.

Completato nel 1972, dopo la morte dell’architetto, l’edificio rappresenta l’ultimo grattacielo americano di Mies e una sintesi estrema del suo linguaggio: una lama verticale in acciaio e vetro, priva di ornamento, che afferma con chiarezza il principio del “less is more”.

Il volume si presenta come un prisma rettangolare puro, rivestito da una curtain wall in vetro bronzeo e profili metallici scuri che rendono leggibile la struttura portante. 

A differenza della densità verticale di Marina City, AMA Plaza, ex IBM Building, arretra rispetto alla strada per creare una piazza sopraelevata affacciata sul Chicago River, uno spazio vuoto intenzionale che amplifica la percezione del grattacielo e ne rafforza il carattere monumentale. La torre è posizionata in modo da non ostruire le viste verso Marina City, instaurando un dialogo urbano consapevole tra due visioni architettoniche radicalmente diverse.

Il gruppo scultoreo in bronzo composto da 11 figure maschili con gli ombrelli che si trova sotto il grattacielo di Mies van der Rohe, accanto a Marina City, è un’opera ben precisa e riconoscibile: “The Gentlemen”. L’opera è parte della serie Living World dello scultore taiwanese Ju Ming; egli utilizza il tema dell’uomo d’affari sotto la pioggia per riflettere sulla condizione dell’individuo nella metropoli contemporanea: l’ombrello diventa una protezione fragile, una barriera minima tra l’individuo e l’ambiente, la ripetizione delle figure suggerisce uniformità, anonimato, routine, la rigidità delle pose richiama una vita scandita da tempi e percorsi obbligati.

L’opera non rappresenta un momento specifico, ma uno stato permanente: l’attesa, il transito, il movimento sospeso tipico degli spazi finanziari e direzionali.

Poco più avanti potrai osservare un “piccolo” edificio con una struttura funzionale in mattoni e dettagli in terracotta. Il Murdoch Building che rappresenta una delle più ambiziose espressioni dell’architettura commerciale del primo Novecento a Chicago. Nato come sede e magazzino di una grande azienda alimentare, rappresenta un esempio significativo della Chicago School.

Ma ecco stagliarsi l’immensa sagoma del Merchandise Mart o semplicemente the MART. 

All’atto della sua inaugurazione, nel 1930, era considerato il più grande edificio del mondo per superficie e incarnava l’idea di una “città nella città”. All’interno ospitava originariamente showroom, magazzini, uffici, servizi postali, banche e ristorazione, configurandosi come un organismo autosufficiente. Questa organizzazione anticipa le logiche del centro direzionale e del complesso multifunzionale, ben prima della stagione dei grandi centri commerciali.

Dal punto di vista architettonico, il MART è un monumento all’Art Déco americano. Il volume si sviluppa come un enorme basamento orizzontale di 18 piani, dal quale emerge una torre centrale che conferisce verticalità e gerarchia alla composizione. Il rivestimento in pietra calcarea, terracotta e bronzo utilizza motivi geometrici e torri angolari ottagonali, tipici del linguaggio déco, ma applicati a una scala quasi territoriale.

Le finestre verticali incassate servono a frammentare visivamente la massa, mitigando la percezione di un edificio che occupa l’equivalente di più isolati urbani. L’architettura non cerca la leggerezza, ma esprime potenza, stabilità e controllo, qualità coerenti con la funzione economica dell’edificio e con l’ottimismo industriale della Chicago degli anni Venti.

Un ruolo centrale è oggi svolto da Art on the MART, che utilizza la gigantesca facciata sul fiume come schermo urbano, trasformando l’architettura in supporto per proiezioni artistiche monumentali. In questo modo, il MART passa da oggetto statico a superficie narrativa, dialogando con la città e con il paesaggio notturno del Riverwalk.

Nel tratto occidentale del Chicago River, il dialogo tra architettura contemporanea e spazio pubblico è particolarmente evidente. Il 333 West Wacker Drive si distingue per la sua facciata curva in vetro verde, progettata per seguire l’andamento del fiume: un grattacielo che abbandona la rigidità della griglia urbana per riflettere acqua, luce e cielo, diventando uno degli edifici più iconici del waterfront.

Poco distante, nello spazio aperto di River Point Park, troviamo la scultura Constellation di Santiago Calatrava. La struttura dinamica rossa, composta da elementi sovrapposti a spirale, sembra crescere dal suolo e dialoga con le superfici vetrate dei grattacieli circostanti, trasformando la piazza in un punto di tensione tra arte, ingegneria e paesaggio urbano.

A completare questo scenario si erge il 150 North Riverside, noto come “The Champagne Flute” per la sua forma: una torre che nasce da una base estremamente ridotta e si espande verso l’alto. Il grattacielo è un esercizio di ingegneria estrema, che sfida la logica tradizionale del basamento e diventa un segno verticale leggero ma potente nel profilo occidentale dello skyline.

La seconda tappa

La Tour Eiffel

Cosa dire della costruzione più iconica e scenografica di Parigi?

Non si può morire senza averla vista almeno una volta nella vita! 

La vista della dame de fer è un’emozione unica. La sua sprezzante presenza vi seguirà per tutta la visita della città; la fotograferai tra i pertugi di due palazzi, negli spazi aperti delle grandi piazze o riflessa sulla Senna. Consiglio di osservarla dalla terrazza panoramica in piazza Trocaderò. Resterete stupefatti per la sua imponenza ed eleganza.

Sempre meravigliosa specialmente la sera con le luci accese.

Ogni ora, dalle 21:00 alle 23:00, per soli cinque minuti la Tour Eiffel risplende grazie alle migliaia di lucine intermittenti che la rivestono interamente.

C’è chi sostiene che la sua singolare forma a «A» allungata sarebbe una spettacolare dichiarazione d’amore ad una ragazza di nome Adrienne di cui Eiffel si sarebbe innamorato da giovane.

La veduta dalla cima è superlativa, si può vedere Parigi a 360°, la vista si apre a perdita d’occhio. Divertitevi a identificare tutti i posti del cuore visitati durante il vostro soggiorno o seguite le linee dei boulevard che avete percorso passeggiando per la città più romantica del mondo.

Se siete già in possesso del biglietto, superato il primo sbarramento di accesso con il controllo di borse e zainetti, arrivati letteralmente sotto la torre, individuate la fila contrassegnata dalla bandiera verde per accedere direttamente all’entrata dell’ascensore del pilastro est o ovest. C’è sempre molta gente ed occorre attendere un po’ di tempo tra un ascensore e l’altro, ma la fila scorre abbastanza velocemente.

La salita in ascensore è emozionante, con il panorama della Ville Lumière che si apre tra il magnifico reticolo di ferro. Per arrivare in cima si deve comunque scendere al secondo piano e cambiare ascensore.

 

In cima è possibile passare per un piano riparato dove si può vedere da una vetrata la ricostruzione dell’ufficio dell’ingegner Gustave Eiffel con arredamenti originali dell’epoca e con le riproduzioni in cera, di Eiffel con sua figlia Claire e di Thomas Edison, inventore della lampadina ed illustre ospite. Attraverso una breve scalinata si accede poi alla terrazza aperta dove potete godere al vento della vista più strabiliante di Parigi. C’è infine un piccolissimo bar dove volendo si può acquistare un carissimo flute (ahimè in plastica) di champagne.

Una volta riscesi al 2°piano potete optare per l’ascensore oppure per le scale e fare una serie di rampe a piedi.

Per l’intera visita mettete in conto almeno due ore, io sarei rimasto il giorno intero.

Ti piacerebbe avere qualche informazione in più?
Abbiamo scelto un sito che potrebbe fare al caso tuo
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

È praticamente impossibile trovare i biglietti per accedere alla cima e dovrete affrontare lunghissime file anche per visitare solamente il secondo basamento se non organizzate bene la visita. Il nostro consiglio: i biglietti vengono messi in vendita sul sito ufficiale 60 gg prima e sono sempre limitati. Iscrivetevi al sito inserendo le vostre credenziali, collegatevi poi alla mezzanotte del giorno di apertura vendite (per esempio: se volete salire il 7 Aprile, collegatevi alle 00:00 del 7 Febbraio!). La disponibilità per il Sommet (la cima) si esaurisce velocissimamente.

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

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Per coloro che amano le curiosità…

In molti confondono i Paesi Bassi con l’Olanda, ma in realtà l’Olanda è solo una parte dei Paesi Bassi! 

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

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Per coloro che amano l’esplorazione…

Grandissimi archistar hanno firmato un’infinità di progetti negli ultimi anni, proiettando questo piccolo regno verso uno strabiliante futuro. Il turismo architettonico gareggia con la splendida offerta museale

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

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Per coloro che amano spostarsi…

I Paesi Bassi sono collegati in modo super efficiente dalla ferrovia con connessioni molto frequenti e capillari. Sembra più una metropolitana diffusa, che una rete ferroviaria nazionale. Una pecca è il costo dei biglietti, ripagato però dall’efficienza del servizio

La terza tappa

La Reggia di Versailles

Sfarzosa, imponente, impressionante, maestosa, enorme, splendida, ricca ed emozionante, la Reggia per eccellenza, simbolo e icona del potere dell’eccentrico re Sole, Luigi XIV, e luogo di ritiro di tutta la sua infinita corte, il palazzo di Versailles è praticamente immerso in una pioggia d’oro e ricchezza infinita.

Programmate di spendere una intera giornata tra lo spostamento, la visita dello Chateau e dei grandissimi e splendidi giardini. La reggia è una vera perla in ogni suo angolo , in ogni suo dipinto , decorazione e arredo. I giardini sono immensi, ben curati. Ovviamente va da sé che ci voglia tempo e pazienza per visitarla. Per chi ama l’arte e la storia è come essere a casa. La visita è bellissima ma anche molto faticosa per la grandezza. Meta di tantissimi visitatori da ogni parte del mondo, ovviamente è impensabile volerla trovare vuota e lamentarsi della moltitudine di visitatori.

La visita si snoda attraverso sontuose sale e saloni,  la prima parte è dedicata alla storia del palazzo, utilizzate l’audioguida gratuita e l’applicazione che è davvero fatta bene, con la mappa interattiva; basta scrivere la stanza dove ci si trova e parte in automatico la dettagliata spiegazione.
Si passa poi alle infinite sale, arredate con quadri bellissimi ed arredamenti stupendi. In alcune stanze troverete delle finestre che si affacciano sui cortili e sui giardini, sbirciate attraverso i tendaggi, è veramente una meraviglia per gli occhi, se avete la fortuna di incappare in una splendida giornata di sole. Passerete per diverse stanze ricche di mobili e ritratti, la stanza del re e della regina, il salone di Ercole, la cappella reale, il salone di Venere e di Apollo; ma la stanza che vi lascerà a bocca aperta sarà la magnifica Galleria degli Specchi. Impossibile non rimanerne colpiti! E’ un’emozione indescrivibile pensare che qui si sono tenute sfarzose cerimonie e feste con centinaia di persone. Lampadari e colonne donano una grande magnificenza e regalità all’ambiente, gli specchi aumentano la luminosità dell’ambiente e contribuiscono ad ampliare la profondità. 

Passate poi per la stanza dell’incoronazione con i grandi dipinti che celebrano un altro grande imperatore francese; Napoleone I e poi per la stanza delle battaglie dove nel più lungo salone della reggia sfilerete in mezzo ai dipinti che celebrano tutte le maggiori vittorie militari della Francia. Poi prendete l’uscita per i giardini. Tenete presente che una volta usciti dalla reggia non è più possibile rientrarvici.

Il parco, i laghi, i giardini ed il bosco attorno sono a dir poco infiniti. Le geometrie dei percorsi, sapientemente studiati, creano degli scorci sulla reggia davvero suggestivi. Le fontane, le centinaia di statue e i laghetti, lasciano percepire lo sfarzo della vita che si svolgeva alla corte francese. Se avete intenzione di girarli a piedi, vi consiglio di allenarvi. Le distanze da percorrere sono notevoli. Potete però optare per diverse altre soluzioni: noleggiare una macchinina elettrica, o il trenino. Il parco chiude abbastanza presto, alle 17:30. Durante la bella stagione di sabato, ad orari stabiliti, potrete godere dello spettacolo delle fontane danzanti e a sera c’è il Night Fountain Show, con spettacolari fuochi d’artificio

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Lo Chateau di Versailles si trova leggermente fuori Parigi, a circa 30-40 minuti, ma è facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto. Arrivati alla metro des Invalides si prende la RER C fino alla fermata Versailles Rive Gauche. Il percorso è ben segnalato e basterà seguire la moltitudine di turisti che ogni giorno si reca al cospetto del Re Sole. Dalla stazione di Versailles dovrete percorrere 10 minuti a piedi fino a Place D’Armes, qui troverete l’entrata principale.

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Conviene ovviamente comprare i biglietti online per non fare una lunga fila. Con il biglietto passport potrete visitare tutto il complesso, incluso il Petit e Grand Trianon e un piccolo villaggio artificiale amato follemente da Maria Antonietta. Se siete già in possesso del biglietto online, dirigetevi alla vostra sinistra e mettevi in fila nel GRUPPO A; in caso contrario, mettetevi in fila nel GRUPPO B.

La quarta tappa

La Collina di Montmatre

La romantica collina di Montmartre, sebbene preda del turismo di massa, è ancora un luogo romantico e affascinante, dal celebre passato bohémien essendo stato il rifugio prediletto di numerossimi squattrinati pittori, scrittori e artisti che scelsero questa zona allora a buon mercato e di mentalità aperta,  distante dagli aristocratici salotti parigini.

Tutto questo traspira da ogni ripida e stretta stradina o da ogni piccola e colorata casetta; le piazzette si aprono improvvise e alberate, la vista spazia su tutta la città; sembra quasi di passeggiare all’interno di un villaggio separato dalla città, una meravigliosa e tranquilla enclave separata dalla frenetica metropoli.

È facilmente raggiungibile con la metropolitana. Una volta scesi dalla metro, recatevi verso la funicolare e qui potete decidere se salire i gradini della monumentale gradinata oppure sfruttare la scenografica funicolare. Vedere spuntare la la Basilica del Sacre-Coeur è un grande effetto scenico, con le sue grandi cupole immacolate e il suo profilo che svetta verso il cielo.

Una volta arrivati in cima, dalla terrazza davanti alla basilica si ha un grande panorama. Si può osservare gran parte di Parigi. Si vede bene la Tour de Montparnasse, Notre Dame, la Senna, il Pompidou, il Pantheon… manca solo la Tour Eiffel, che è nascosta sulla destra. 
L’accesso alla basilica è gratuito, mentre se volete salire sulla cupola c’è da pagare un biglietto. Si sale solamente a piedi con circa 300 scalini.

Dopo aver visitato la chiesa consiglio di salire ancora un pochino alle spalle della basilica ed andare a trovare Le Moulin de la Gallette. Un mulino a vento in cima a Parigi, assolutamente da non perdere, famoso perché dipinto da celebri pittori del XIX secolo come Renoir, Van Gogh e Toulouse Lautrec.

Cuore spirituale di Montmarte è la celebre place du Tertre, antica piazzetta alberata, circondata da numerosi ristoranti brasserie, creperie e da un grande numero di artisti che disegnano ritratti e caricature ai turisti,  caratteristica per il sorprendente numero di cavalletti che mostrano opere finite o in fase di realizzazione a prevalente fruizione turistica. La piazzetta è davvero incredibilmente affollata e mostra la sua deliziosa bellezza solo verso l’imbrunire. Vi consigliamo ovviamente di passarci, ma di dedicare il vostro tempo ad altri luoghi che conservano ancora un aria più autentica. Come ad esempio la piccola place Emile Goudeau una piazza lastricata, in forte pendenza, con alberi frondosi, alcune panchine dove poter sostare, una bella fontana potabile e l’ ex studio di Picasso.

Oppure la splendida piazza Joel Le Tac, dove si affacciano elegantissimi palazzi su dei giardini con bossi, tassi e alberi di mele.

Risalite rue de l’Abreuvoir, fino alla piazzetta dedicata all’artista Dalida, il cui busto in bronzo viene soventemente strofinato al seno per augurare buona fortuna. Prosegui alle spalle del busto nella vietta pedonale circondata da belle villette con giardino… sembra veramente di essere in un paesino di campagna.

La magia del quartiere di Montmartre devi viverla assolutamente immergendosi in uno dei suoi ristorantini, alcuni dei quali con un incredibile passato. L’idea di sedersi allo stesso tavolo dove grandissimi personaggi dell’arte hanno trascorso le loro oziose ore è emozionante.

Al Au Lapin Agile si racconta si ritrovassero Toulouse-Lautrec e gli altri artisti del suo tempo. Si tratta di un piccolissimo “cabaret artistico“, dove si esibiscono cantanti o comici francesi. Notate all’esterno l’originale insegna del coniglio, un tempo specialità della casa!

La Maison Rose fu di proprietà di una modella di Picasso e fu punto di ritrovo di molti artisti, fu inoltre ritratta in più quadri dal pittore Maurice Utrillo, ora è diventata un punto fotografico molto amato dagli appassionati di Instagram.

In Rue des Saules, a qualche passo dalla Maison Rose si trova una vera e propria vigna, vanto del quariere, che produce circa 1000 bottiglie di vino made in Paris!

Scendendo per la rue Lepic incrocerai moltissimi ristoranti e bar, tra i quali sulla sinistra al numero 15 il Café des deux Moulins, il bar dove sono state girate molte scene de il favoloso mondo di Amelie. Molta dell’atmosfera si è perduta negli anni, ma il mobilio è ancora quello originale utilizzato nel set cinematografico.

Arrivati alla fine della via verrete rapidamente proiettati in un  altro mondo, in un’altra atmosfera. Vicino alla Place Pigalle regnano le luci a neon dei sex-shop e dei cabaret, fra cui il famoso Moulin Rouge, storico locale con arredi belle époque, patria del Can Can.

Infine vi consigliamo di passare per Place des Abbesses. Fate una foto alla bellissima fermata della metropolitana, una delle più belle della città e immergetevi nel simpatico caos di questa piazza sempre piena di gente, con la giostra per i bambini e le bancarelle. A sovrastare la piazza, c’è la facciata della singolare Église Saint-Jean de Montmartre, chiesa in mattoni rossi con vetrate colorate e mosaici in stile art nouveau, una delle prime in cemento armato.

Sul lato opposto, oltrepassato un cancellino verde si trova un piccolo giardino, con il grande “Muro dei Ti amo”. L’autore chiese ai suoi vicini stranieri di scrivere sul murales la romantica parola nella loro lingua. Arrivò a raccogliere fino a 311 “Ti amo” in lingue e dialetti da tutto il mondo.

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Cattedrale del Sacro Cuore
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Per una piacevole sosta vi consigliamo di fermarvi alla vicina Patisserie Maison Lardeux, una panetteria/pasticceria di ottima qualità con la perenne fila di persone in attesa di una squisita leccornia.

Maison Rose

Maison Rose di Utrillo

La quinta tappa

Gli Champs Elysèes e l'Arco di Trionfo

Ovviamente a Parigi una passeggiata sul famoso ed elegantissimo viale non può mancare.

Insieme alla Fifth Avenue di New York è una delle strade più conosciuta al mondo.

Prende il nome dai Campi Elisi, che secondo la mitologia greca erano il luogo di beatitudine delle persone buone.

Il viale è lungo quasi 2 chilometri e largo circa 70 metri, parte come prolungamento dei giardini delle Tuileries e congiunge Piazza della Concordia con il suo splendido Obelisco egizio a Place de L’Etoile e rappresenta a tutti gli effetti la zona di lusso di Parigi. Trionfale, lussuosa ed esagerata. 

Troverete spettacolare la vista prospettica con l’Arco di Trionfo che fa capolino in lontananza.

Nel primo tratto al Rond Point, troverete uno di fronte all’altro i 2 palazzi neoclassici Grand Palais e Petit Palais, costruiti per l’Expo del 1900 sedi museali e utilizzati per le grandi manifestazioni.

Nel lato opposto si trova invece il Palais de L’Elysee, la residenza del capo dello Stato francese dal 1873.

Il marciapiede enorme su cui passeggiare è fiancheggiato da imponenti palazzi, boutique, negozi di souvenir e ovviamente locali dove mangiare, boulangerie, patisserie, tra cui la famosissima Ladurèe in cui è d’ obbligo fermarsi per assaggiare i celebri macaron.

Il palazzo di Tiffany tutto acceso di luci celesti, le fragranze olfattive della Maison Guerlain, il palazzo di Louis Vuitton difronte al celebre teatro Lido, Bulgari, Chanel, Loreal, Apple Store, Swarovski, Pierre Cardin, Tiffani, Dior, Rolex sono solo alcuni dei marchi prestigiosi che hanno sede in questo splendido viale.

Tradizionalmente, ogni 14 luglio, festa nazionale, sugli Champs-Élysées si svolge la parata militare.

Bellissimi ogni giorno dell’anno, ma illuminati nel periodo natalizio sono da togliere il respiro.

Un tripudio di luci e negozi sfavillanti.

L’arco di Trionfo è posto al centro della immensa piazza dell’Etoile- Charles de Gaulle, luogo di convergenza di ben 12 grandi strade. Napoleone, ossessivamente attratto dai fasti dell’Impero Romano lo volle per celebrare la sua vittoria ad Austerlitz e come è evidente per ogni turista italiano si ispirò fortemente a quello fatto erigere dall’Imperatore Tito a ai fori romani.

Maestoso ed affascinante. Merita di salire in cima attraverso scale a chiocciola di quasi 300 scalini per godere di uno splendido panorama su tutta la città; la prospettiva dei viali a raggiera e degli Champs Eliseés è superba. La vista spazia dal Grand Arche della Defence fino alla piramide del Louvre.

Ai piedi dell’Arco è presente la tomba del milite ignoto a commemorare tutti i soldati morti per la Francia nel corso della storia.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

I ristoranti e i bar sugli Champs Elysees sono molto costosi, vi consigliamo però un locale davvero speciale a due passi dall’Arco di trionfo, il Cafè Joyeux.  Una sosta d’obbligo che fa bene al cuore, in cui ragazzi con la sindrome di Down ed altre disabilità lavorano come camerieri, cuochi, cassieri e rendono questo posto davvero accogliente.

La sesta tappa

Museo de L'Orangerie

L’Orangerie è un altro splendido museo che regala emozioni. 

Si tratta di un piccolo museo paragonato all’immenso Louvre o alla grande Gallerie D’Orsay,
Consiglio di prenotare anzitempo, poiché fanno entrare un numero limitato di persone alla volta e si evitano così lunghe code.

Il museo è uno spazio davvero immersivo nella visione artistica di Claude Monet.

Le 2 sale ovali dedicate alle sue Ninfee lasciano senza fiato. Sono esposte otto enormi tavole che ricoprono interamente le pareti. Lo sguardo si perde tra le mille sfumature dell’acqua, tra i cangianti effetti di luce e di colore; il luogo trasmette una dimensione poetica profonda e una avvolgente sensazione di infinito.

Vivi la possibilità di immergerti nelle sue opere seduto sulle poltrone al centro delle sale o passeggia attorno per ammirare da vicino i colori più accesi dei piccoli boccioli galleggianti che fluttuano in questo paradisiaco luogo.

Questa nuova concezione spaziale è permeata dalla luce naturale proveniente da un lucernario che simula la stagionale lucentezza che ha avvolto il grande pittore nel suo giardino-laboratorio di Giverny, dove le  straordinarie visioni delle ninfee sono state concepite.

Il Museo offre inoltre al piano inferiore, ulteriori percorsi espositivi con opere magistrali di altri artisti Impressionisti e Postimpressionisti come Picasso, Rousseau, Renoir, Matisse, Cézanne e gli stupendi dipinti di Modigliani.

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Londra

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Londra

...dove convive il mondo intero

La proposta in breve

Londra è una metropoli vibrante, una città multiculturale dove il mondo intero sembra aver trovato casa. Le sue strade sempre animate e piene di energia, raccontano una città diversa, capace di accogliere infinite culture, lingue, tradizioni e sapori provenienti da ogni angolo del pianeta. Qui, passato e futuro convivono con un’armonia sorprendente: Londra è insieme storica e moderna, vintage e advanced, una capitale in cui ogni quartiere rivela un volto diverso, dove le epoche dialogano tra loro come vecchi amici. 

Il suo fascino è iconico: basta un solo sguardo al Big Ben, al Tower Bridge o alle sagome maestose di Westminster e St Paul per rendersene conto. Per questo Londra è spesso descritta come una città majestic e regal, ricca di simboli che hanno attraversato i secoli e che oggi continuano a definire la sua identità. Allo stesso tempo, la capitale inglese sa essere sophisticated, elegante nei suoi palazzi storici e nei suoi musei gratuiti, ma anche trendy e dinamica, soprattutto nei quartieri più creativi come Shoreditch o Camden, dove la cultura contemporanea pulsa nelle strade.

Londra è anche sorprendentemente green: parchi immensi come Hyde Park, Regent’s Park o i Hill Gardens offrono scenari sereni e pacati dove dimenticare, anche solo per un attimo, il ritmo frenetico della città. Ma basta spingersi verso Little Venice o Richmond per scoprire scorci pittoreschi, quasi da cartolina, che mostrano il lato più intimo e charming della città. In luoghi come Neal’s Yard, invece, emergono colori e atmosfere vibrant, un microcosmo di energia creativa nel cuore di Covent Garden. 

La capitale britannica non è però solo poesia e bellezza: come tutte le grandi metropoli, può apparire enormous nella sua vastità e, in alcuni angoli, perfino un po’ caotica. È parte del suo carattere: una città immensa, viva, vera. Questa complessità la rende ancora più affascinante, perché in ogni strada, anche la più semplice, si nasconde una storia, un profumo o un dettaglio che la rende unforgettable

Londra riesce ad essere magical, soprattutto quando la luce del tramonto colora le sue piazze storiche, quando le facciate dei palazzi ottocenteschi si accendono di sfumature calde o quando la città si riempie di musica, arte e teatro. È un luogo in grado di catturare gli occhi e il cuore con la stessa facilità con cui un viaggiatore socchiude la porta della Tube o attraversa il Millennium Bridge con il vento del Tamigi sul volto. 

Chi la visita, anche solo per poco, porta con sé il ricordo di un luogo che non somiglia a nessun altro, capace di essere, ogni volta, una nuova Londra.

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano una città esplosiva, divertente e multietnica, mai uguale a se stessa.
  • Quando mi consigliate di partire? Sempre, che sia per pochi giorni, che sia per una settimana o anche per un mese intero, Londra avrà sempre milioni di posti e attività che vi appassioneranno. Troverete turisti , amanti di questa immensa metropoli, in ogni stagione dell’anno.
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Almeno una settimana
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è decisamente alta. Londra è una delle metropoli più costose del pianeta, allo stesso tempo sa offrire ai suoi visitatori una moltitudine di luoghi gratuiti.
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Trafalgar Square; e il National Gallery; Buckingham Palace; Big Ben, l’Abbazia di Westminster e l’House of Parliament; la Cattedrale di Saint Paul; British Museum; Torre di Londra; Tower Bridge; Piccadilly Circus, Soho; il London Eye; Covent Garden, la meravigliosa City e lo Shard.
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? Il prezzo delle case in affitto è decisamente alto, così come i suoi innumerevoli hotel. Una soluzione conveniente può essere quella di alloggiare fuori dal centro, vicino al confine della zona 2, ma vicino ad una fermata della metropolitana che vi porterà ovunque. 
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? La cucina inglese non è famosa per la varietà e bontà. Tipici sono il Fish&Chips (merluzzo fritto in pastella con patatine), Bangers and Mash (salsicce e purè), e le deliziose Pie (tortini salati come la Steak & Ale). Londra offre poi una miriade di ristoranti etnici, con le cucine di tutto il mondo, cucine tradizionali che in Italia ancora non hanno avuto il tempo di impiantarsi.

 

 

 Facile Confondersi

Regno Unito (United Kingdom – UK)

È lo stato sovrano e politico, composto da quattro nazioni: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Gran Bretagna (Great Britain – GB)

È l’isola geografica più grande, che comprende tre delle nazioni costitutive: Inghilterra, Scozia e Galles.

Inghilterra (England)

È uno dei quattro paesi costitutivi del Regno Unito, situato nella parte meridionale dell’isola di Gran Bretagna.

Mappa di Londra

L'itinerario!

7 imperdibili tappe per visitare una delle città più belle del mondo

La Bandiera del Regno Unito

La Union Jack: un simbolo che racconta un viaggio attraverso il Regno Unito

Quando metti piede nel Regno Unito, una delle prime immagini che cattura lo sguardo è la Union Jack, la celebre bandiera che sventola fieramente su palazzi storici, musei, pub tradizionali, mercatini vintage e persino sulle iconiche cabine telefoniche londinesi.

Questa bandiera non è solo un simbolo nazionale: è un invito a scoprire un arcipelago ricco di storia, in cui culture e identità diverse si intrecciano da secoli. La sua forma, infatti, racconta un viaggio affascinante attraverso le nazioni che compongono il Regno Unito.

Come molte guide turistiche amano ricordare, la Union Jack è una fusione di tre antiche bandiere, un mosaico di croci e significati:

  • La croce rossa di San Giorgio per l’Inghilterra 
  • La croce bianca a X di Sant’Andrea per la Scozia
  • La croce rossa diagonale di San Patrizio per l’Irlanda del Nord

La sua versione attuale risale al 1801, anno dell’Atto di Unione che ha unito il Regno di Gran Bretagna con l’Irlanda del Nord, creando la bandiera che conosciamo oggi. Manca un elemento? 

Sì: il drago rosso del Galles, già unito all’Inghilterra prima della creazione della bandiera e per questo escluso dalla composizione. 

Passeggiando per Londra, Edimburgo o Belfast scoprirai quanto la Union Jack sia presente nella vita quotidiana:
si trova su tazze souvenir, zaini, magliette e persino opere d’arte urbane. È una bandiera che ha saputo trasformarsi in icona pop globale, pur mantenendo un forte legame con la storia e i valori delle sue nazioni.

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Visto ETA: un requisito essenziale per entrare nel Regno Unito

Prima di partire per il Regno Unito, è importante sapere che i viaggiatori italiani devono ottenere un’Electronic Travel Authorisation (ETA), un’autorizzazione elettronica obbligatoria per l’ingresso nel Paese. Si tratta di un permesso digitale che consente di viaggiare nel Regno Unito per soggiorni come turismo o viaggi di lavoro di breve periodo.

L’ETA è collegata elettronicamente al passaporto del viaggiatore e deve essere richiesta prima della partenza: in assenza di un’ETA valida, le compagnie aeree possono negare l’imbarco e l’ingresso nel Paese può essere rifiutato. Il permesso ha una validità pluriennale (o fino alla scadenza del passaporto) e consente più ingressi nel Regno Unito durante il periodo di validità.

La domanda di ETA deve essere presentata esclusivamente attraverso i canali ufficiali del Governo britannico. 

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Sito ufficiale per la richiesta ETA

Attenzione alla corrente!

Nel Regno Unito le prese di corrente sono diverse da quelle utilizzate in Italia. Il sistema britannico adotta la spina di tipo G, riconoscibile per i suoi tre poli rettangolari disposti a triangolo, con il polo di terra più lungo posizionato in alto. E’ necessario quindi acquistare un apposito adattatore .

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Telefonare e navigare in UK: guida al roaming dall’Italia

Dal 2025–2026 quasi tutti gli operatori italiani trattano il Regno Unito come Paese extra‑UE. Non è quindi più attivo il roaming UE ma vengono proposte opzioni roaming extra‑UE o pacchetti specifici per il Regno Unito, con soglie di traffico dati e minuti.

Attenzione! In assenza di un’opzione attiva, si applicano tariffe a consumo molto elevate.

👉 Consigliamo di verificare e attivare un pacchetto specifico del vostro operatore telefonico prima della partenza

La prima tappa

Trafalgar Square e la National Gallery

Trafalgar Square: il cuore simbolico di Londra

Situata nel pieno centro della capitale, nel quartiere di Westminster, Trafalgar Square è una delle piazze più celebri e iconiche di Londra. Punto di incontro tra storia, cultura e vita quotidiana dei londinesi, rappresenta una tappa immancabile per chi desidera comprendere davvero l’anima della città.

La piazza prende il nome dalla battaglia di Trafalgar, combattuta il 21 ottobre 1805, nella quale la flotta britannica guidata dall’ammiraglio Horatio Nelson sconfisse le forze franco-spagnole.

Il monumento più riconoscibile della piazza è la Colonna di Nelson, eretta nel 1842: un’imponente struttura corinzia alta oltre 50 metri, sormontata dalla statua dell’ammiraglio e sorretta alla base da quattro maestosi leoni in bronzo; i leoni di Landseer, fotografatissimi dai turisti di tutto il mondo. Passeggiando nella piazza potrai ammirare anche le splendide fontane, installate nel 1845 e oggi scenograficamente illuminate.

Trafalgar Square non è solo un luogo storico, ma anche uno spazio vivo e partecipato. Fin dal XX secolo ha ospitato manifestazioni politiche, eventi pubblici, concerti e celebrazioni, diventando un punto di riferimento per espressioni culturali e civiche.

Oggi la piazza è teatro di eventi amatissimi come il Capodanno cinese, il Diwali, il London Pride, numerevoli performance artistiche, raduni e installazioni temporanee.

Sul lato nord troneggia la National Gallery, uno dei musei più importanti al mondo, che custodisce capolavori dal XIII al XIX secolo.

Accanto alla piazza si trova anche la celebre chiesa St Martin-in-the-Fields, rinomata per i suoi concerti e per le iniziative sociali.

National Gallery di Londra: un viaggio nel cuore dell’arte mondiale

Situata nel cuore pulsante di Trafalgar Square, la National Gallery di Londra è uno dei musei più affascinanti e visitati al mondo, un vero tempio della pittura europea. Fondata nel 1824, ospita oggi oltre 2.300 dipinti che coprono un arco temporale che va dal XIII al XIX secolo, rendendola una destinazione irrinunciabile per chiunque visiti la capitale britannica.

L’edificio neoclassico che ospita il museo domina Trafalgar Square con la sua imponenza, mentre la moderna Ala Sainsbury, progettata negli anni ’80, accoglie i capolavori più antichi (dal XIII al XV secolo), creando un armonioso dialogo tra architettura storica e contemporanea.

🌟 Capolavori da non perdere

La collezione è così ricca che orientarsi può essere una sfida, ma ci sono opere che rappresentano delle tappe obbligate. Ecco una selezione delle opere più celebri e amate, quelle che ogni visitatore dovrebbe vedere almeno una volta nella vita:

1. I coniugi Arnolfini – Jan van Eyck (1434)

Uno dei dipinti più famosi al mondo e tra i più enigmatici del Rinascimento fiammingo. Van Eyck mette in scena una coppia della borghesia con un realismo sorprendente. Ponete la vostra attenzione sul sorprendente specchio convesso sullo sfondo, che riflette i 2 protagonisti, ma pare anche di intravedere lo stesso pittore intento all’opera. I dettagli minuziosi dei tessuti e gli oggetti simbolici, come il cane simbolo di fedeltà e le arance simbolo invece di agiatezza, rendono quest’opera un capolavoro di tecnica e significato.

2. La Vergine delle Rocce – Leonardo da Vinci (1491–1508)

La National Gallery ospita una delle due versioni del celebre dipinto. Leonardo crea una scena misteriosa ambientata in una grotta, dove la Madonna, Gesù Bambino, San Giovanni e un angelo emergono dalla penombra grazie al suo celebre sfumato. Un’opera che fonde scienza, spiritualità e innovazione tecnica.

3. Cena in Emmaus – Caravaggio (1601)

Uno dei massimi esempi del naturalismo caravaggesco: la scena, che mostra il momento in cui i discepoli riconoscono Cristo risorto, è resa con un drammatico uso della luce (chiaroscuro) e un realismo sorprendente nei gesti e nei dettagli.

4. I Girasoli – Vincent van Gogh (1888)

Forse il quadro più fotografato del museo. Questa versione dei celebri girasoli richiama tutta l’energia emotiva dell’artista olandese: pennellate dense, colori brillanti e un’intensità unica. Van Gogh lo realizzò per decorare la stanza dell’amico Gauguin ad Arles.

5. Venere e Marte – Sandro Botticelli (1485 circa)

Un raffinatissimo dipinto mitologico in cui Venere osserva con calma il dio Marte addormentato dopo l’amore. Attorno a loro piccoli satiri giocosi aggiungono un tocco ironico e simbolico. È una delle opere più eleganti dell’artista fiorentino presenti fuori dall’Italia.

6. Bacco e Arianna – Tiziano (1520–1523)

Una delle tele più celebri del Rinascimento veneziano: Tiziano raffigura il momento in cui Arianna viene scoperta da Bacco, in un turbine di colori vividi, movimento e atmosfera mitologica.

7. L’esecuzione di Lady Jane Grey – Paul Delaroche (1833)

Uno dei dipinti più intensi e drammatici dell’intera National Gallery. Realizzato dal pittore francese Paul Delaroche, il quadro rappresenta l’attimo immediatamente precedente l’esecuzione di Lady Jane Grey, la “regina dei nove giorni”, giustiziata a soli 16 anni nel 1554.

La scena è costruita come un vero teatro della tragedia:Lady Jane, bendata e vestita di bianco, cerca con le mani il ceppo su cui sarà decapitata.

La luce mette in risalto il suo corpo giovane e fragile, accentuando il contrasto con il destino crudele che la attende.

Le figure circostanti – i boia e le dame sconvolte – amplificano la tensione emotiva del momento.

Il dipinto è un capolavoro di resa psicologica e pathos, e rimane una delle opere più amate dai visitatori.

⭐ 8. The Fighting Temeraire – J. M. W. Turner (1839)

Uno dei dipinti simbolo dell’arte britannica: ritrae l’ultimo viaggio della nave Temeraire, trainata verso la demolizione. Un’opera carica di poesia che rappresenta la fine di un’epoca, dipinta in un tramonto dai colori memorabili.

9. Il ritratto degli Ambasciatori – Hans Holbein il Giovane (1533)

Un ritratto ricchissimo di simboli legati alla scienza, al sapere e alla vanità del mondo. Celebre per l’anamorfosi del teschio che, osservato da un lato, appare in tutta la sua forma.

⭐ 10. Bagnanti ad Asnières – Georges Seurat (1884)

Emblema del neo-impressionismo e della tecnica del pointillisme, è un capolavoro di armonia cromatica e costruzione geometrica, oggi tra i dipinti più iconici del museo.

Grazie alla disposizione delle sale in ordine cronologico e ai colori che distinguono i periodi artistici, la visita risulta intuitiva anche per chi non è esperto d’arte.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Una delle caratteristiche più apprezzate dai visitatori è che l’ingresso alla collezione permanente è completamente gratuito, permettendo di ammirare capolavori di artisti come Leonardo da Vinci, Van Gogh, Monet, Botticelli, Raffaello, Caravaggio e Rembrandt senza alcun costo. Le mostre temporanee, invece, prevedono talvolta un biglietto dedicato.

 

La Colonna di Nelson è un iconico monumento in Trafalgar Square, costruito per commemorare l’ammiraglio Horatio Nelson, vittorioso nella battaglia di Trafalgar (1805). Alta quasi 50 metri (la colonna in granito è 46m, la statua 5,5m), è sorvegliata da quattro imponenti leoni in bronzo.

Leoni di Landseer sono quattro imponenti sculture in bronzo, dal peso di circa sette tonnellate ciascuno. Situate alla base della Colonna di Nelson a Trafalgar Square, simboleggiano la potenza britannica e sono diventate un’icona amata e un luogo di ritrovo nel cuore della città.Una leggenda popolare narra che, se il Big Ben dovesse suonare tredici rintocchi, i leoni prenderanno vita.

La seconda tappa

Londra a piedi: itinerario nel cuore della capitale

Scoprire Londra a piedi è il modo migliore per entrare in sintonia con una delle capitali più affascinanti d’Europa. Questo itinerario nel centro di Londra accompagna il visitatore attraverso i luoghi simbolo della città, tra monumenti storici, parchi reali, piazze iconiche e quartieri vivaci, in un percorso equilibrato che unisce cultura, relax e atmosfera londinese.

Questo itinerario offre una panoramica completa del centro di Londra, permettendo di vivere la città con calma e autenticità, passo dopo passo ed è ideale per prime visite o un breve weekend. Consiglio di indossare scarpe comode e dedicare tempo libero alle tappe che più interessano.

Westminster e il cuore istituzionale

Il percorso inizia a Westminster, dove si trovano alcuni dei simboli più riconoscibili di Londra. Il Big Ben e il maestoso Palazzo di Westminster si affacciano sul Tamigi offrendo uno degli scorci più fotografati della città. A pochi passi sorge l’Abbazia di Westminster, capolavoro dell’architettura gotica e luogo di incoronazioni, matrimoni reali ed eventi storici che hanno segnato la storia britannica.

I parchi reali e Buckingham Palace

Proseguendo a piedi si entra nel verde di St James’s Park, uno dei parchi reali più eleganti e curati, ideale per una passeggiata rilassante. Al termine del parco appare Buckingham Palace, residenza ufficiale della monarchia britannica, simbolo della tradizione e della continuità della Corona. In alcune mattine è possibile assistere al celebre cambio della guardia, uno degli eventi più amati dai visitatori.

Trafalgar Square e l’arte nel cuore di Londra

L’itinerario conduce poi a Trafalgar Square, considerata il vero centro simbolico della città. La piazza, dominata dalla Colonna di Nelson, è un vivace punto di incontro e ospita la National Gallery, uno dei musei più importanti al mondo, con ingresso gratuito e collezioni che spaziano dal Medioevo all’Ottocento.

Covent Garden: atmosfera e pausa gourmet

A breve distanza si trova Covent Garden, uno dei quartieri più caratteristici di Londra. Il suo storico mercato coperto, gli artisti di strada e i numerosi caffè e ristoranti lo rendono il luogo ideale per una pausa pranzo o semplicemente per immergersi nell’atmosfera vivace del West End.

Il British Museum e la cultura senza confini

Il percorso prosegue verso il British Museum, una tappa imperdibile per gli amanti della storia e dell’archeologia. Qui sono conservati reperti provenienti da tutto il mondo, tra cui la Stele di Rosetta e le collezioni dell’antico Egitto, della Grecia e di Roma. Anche una visita di poche ore permette di cogliere la straordinaria ricchezza di questo museo unico.

Soho, Piccadilly Circus e la Londra contemporanea

La giornata si conclude attraversando Soho e Piccadilly Circus, tra luci, teatri, negozi e locali storici. Questa zona rappresenta il volto più dinamico e moderno di Londra, perfetta per una passeggiata serale o per proseguire la serata tra ristoranti e spettacoli del West End.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Ecco l’elenco completo di tutte le attrazioni, luoghi e aree menzionate nel testo:

 

  • Big Ben
  • Parlamento di Westminster
  • Abbazia di Westminster
  • St James’s Park
  • Buckingham Palace
  • Trafalgar Square
  • Colonna di Nelson
  • National Gallery
  • Covent Garden
  • West End
  • Soho
  • Carnaby Street
  • Piccadilly Circus
  • British Museum

La terza tappa

Spitalfields Market e Brick Lane: il cuore creativo dell’East End

Nel vivace East End londinese, a pochi passi dalla City, Spitalfields Market e Brick Lane rappresentano una delle aree più autentiche e dinamiche della capitale. Qui Londra mostra il suo volto più creativo, multiculturale e contemporaneo, in un intreccio continuo di tendenze moderne.

Old Spitalfields Market è uno dei mercati più antichi di Londra, con origini che risalgono al XVII secolo. Oggi il mercato è ospitato in eleganti strutture vittoriane restaurate, che convivono con architetture moderne e piazze aperte come Bishops Square e Crispin Place.

Passeggiando tra le bancarelle e gli spazi coperti si trovano artigianato, moda indipendente, design, arte e street food internazionale, con un’offerta che cambia frequentemente e rende ogni visita diversa dalla precedente.

Spitalfields è anche un luogo di incontro per eventi, mercati tematici e iniziative culturali, diventando un punto di riferimento sia per i londinesi sia per i visitatori.

A breve distanza da Spitalfields si sviluppa Brick Lane, una delle strade più iconiche dell’East London. Storicamente legata alle ondate migratorie che hanno modellato l’identità dell’area, Brick Lane è oggi sinonimo di multiculturalità, cucina internazionale e creatività urbana. La strada è celebre per i suoi ristoranti di cucina asiatica, i mercati informali, i negozi vintage e soprattutto per la street art, con murales e graffiti che trasformano edifici e vicoli in una galleria a cielo aperto.

Nei weekend l’atmosfera diventa ancora più vivace, con bancarelle, musica e un continuo via vai di visitatori che esplorano le strade secondarie, gli spazi dell’ex Truman Brewery e i piccoli mercati nascosti all’interno degli edifici industriali riconvertiti.

Un’esperienza autentica di Londra

Visitare Spitalfields Market e Brick Lane significa entrare in contatto con una Londra diversa da quella monumentale del centro: più spontanea, sperimentale e in costante evoluzione. È una tappa ideale per chi vuole scoprire il lato creativo della città, assaggiare sapori provenienti da tutto il mondo e osservare come la storia dell’East End continui a influenzare la Londra contemporanea.

 

La quarta tappa

Harrods, un’icona senza tempo tra eleganza e meraviglia

Nel cuore di Knightsbridge, affacciati su Brompton Road, i magazzini Harrods rappresentano una delle esperienze più iconiche di Londra. Più che un semplice grande magazzino, Harrods è un vero e proprio tempio del lusso, dove storia, eleganza e innovazione convivono sotto un tetto spettacolare.

Entrare ad Harrods significa immergersi in un mondo fatto di sale sontuose, scale monumentali e dettagli architettonici raffinati, che raccontano oltre un secolo di tradizione britannica. Ogni reparto è un viaggio a sé: dall’alta moda internazionale ai gioielli esclusivi, dalla tecnologia più avanzata agli oggetti per la casa dal design ricercato.

Tra gli elementi più sorprendenti dell’edificio spiccano le celebri scale egizie, uno degli angoli più fotografati dei magazzini. Questo scenografico collegamento tra i piani è decorato con un ricco immaginario ispirato all’antico Egitto: statue monumentali, motivi geroglifici, colonne dorate e luci soffuse creano un’atmosfera quasi mistica, lontana anni luce dal classico concetto di grande magazzino. Le figure simboliche che affiancano le scale, imponenti e solenni, trasformano un semplice spostamento tra i piani in una vera esperienza visiva, capace di stupire visitatori di ogni età.

Imperdibile è la Food Hall, celebre in tutto il mondo, dove profumi e colori si mescolano in una straordinaria celebrazione del gusto, tra specialità gourmet, dolci artigianali e prodotti provenienti da ogni angolo del pianeta.

Harrods non è solo shopping, ma un’esperienza culturale e sensoriale, capace di affascinare anche chi entra solo per curiosità. Visitare questi magazzini significa toccare con mano uno dei simboli più eleganti e affascinanti della capitale inglese, un luogo dove Londra mostra il suo volto più brillante e cosmopolita.

La quinta tappa

City Cluster

Nel cuore pulsante della capitale britannica si erge il City Cluster, uno degli skyline più iconici d’Europa. Qui, fra guglie medievali e torri di vetro che sfidano le nuvole, Londra rivela la sua anima più dinamica e innovativa.

Passeggiando per le vie della City of London, il quartiere finanziario più antico e prestigioso del mondo, si scopre una sorprendente armonia tra passato e futuro. A pochi passi dalla storica Cattedrale di St. Paul o dal Leadenhall Market, dalle atmosfere vittoriane, svettano architetture avveniristiche dal design audace. Il City Cluster è la dimostrazione più evidente di come una città millenaria possa reinventarsi continuamente, rimanendo sempre un passo avanti. Un luogo imperdibile per chi vuole scoprire la Londra del XXI secolo.

Alcuni dei protagonisti del City Cluster includono:

L’Horizon 22

Se vuoi scoprire una Londra che guarda decisamente al futuro, Horizon 22 è una tappa imperdibile. Situato al 22 Bishopsgate, questo gigante di vetro e acciaio svetta per 278 metri, diventando non solo il secondo edificio più alto di Londra, ma anche il più imponente dell’intera City.

Inaugurato nel 2020, Horizon 22 si distingue per i suoi 62 piani che offrono viste spettacolari e un design moderno che cattura subito l’occhio. Nel 2024, è stato ufficialmente riconosciuto come il “secondo edificio più alto del Regno Unito dopo The Shard”, confermandone il ruolo da protagonista nello skyline della capitale.

La sua storia, però, è ancora più affascinante: l’attuale progetto ha preso il posto di una torre precedente, la cosiddetta The Pinnacle, che avrebbe dovuto raggiungere i 288 metri. La costruzione iniziò nel 2008, ma la crisi economica del 2012 fermò i lavori dopo soli sette piani di nucleo in cemento armato. Oggi, quella visione incompiuta ha lasciato spazio a un edificio che combina innovazione, funzionalità e una forte identità architettonica.

Il suo stile è spesso descritto come helter‑skelter, richiamando gli scivoli a spirale dei parchi giochi: una forma dinamica e slanciata che si integra armoniosamente tra i colossi della City e che conferisce alla struttura un tocco giocoso e futuristico allo stesso tempo.

Visitare Horizon 22 significa immergersi nel cuore pulsante della Londra contemporanea, dove acciaio e vetro riflettono una città in continua trasformazione. Sia che tu voglia goderti panorami mozzafiato, scoprire l’architettura più avanzata o semplicemente osservare il ritmo instancabile della City dall’alto, questo grattacielo saprà regalarti un’esperienza memorabile.

Uno degli aspetti più apprezzati è che l’ingresso al punto panoramico è completamente gratuito, basta prenotare in anticipo la propria fascia oraria: un’occasione imperdibile per godersi una delle viste più spettacolari sulla capitale senza spendere nulla.

Lo Sky Garden

Se sei a Londra e vuoi goderti una vista davvero spettacolare, lo Sky Garden è una tappa imperdibile. Situato in cima al celebre grattacielo di 20 Fenchurch Street – meglio conosciuto come Walkie‑Talkie per la sua forma curiosa – questo giardino sospeso a oltre 160 metri d’altezza offre una prospettiva unica sulla città.

Progettato dall’architetto uruguaiano Rafael Viñoly Beceiro e completato nel 2014, il Walkie‑Talkie si distingue per la sua silhouette bombata e concava che sembra espandersi verso l’esterno. Una scelta estetica audace che non sempre è stata apprezzata: nel 2015 l’edificio ha addirittura vinto la Carbuncle Cup, l’ironico premio al “peggior nuovo edificio del Regno Unito”!
Nonostante ciò, oggi è diventato uno dei landmark più riconoscibili dello skyline londinese.

Lo Sky Garden nasce come parco pubblico in quota: una vera oasi verde su tre piani con lounge, ristoranti e una terrazza panoramica da cui è possibile ammirare la Cattedrale di St. Paul, il Tower Bridge e lo Shard con un solo colpo d’occhio. L’accesso è gratuito, basta prenotare in anticipo.

Il Walkie‑Talkie ha guadagnato anche il soprannome di “scorching skyscraper”: all’inaugurazione, la facciata concava rifletteva il sole con tale intensità da danneggiare alcune auto parcheggiate nelle vicinanze! Il problema è stato poi risolto, ma l’episodio è rimasto nella storia urbana di Londra.

Se vuoi fotografarlo da un’angolazione perfetta, prova il Fen Court Rooftop (gratuito) oppure la terrazza di One New Change: due punti panoramici ideali per catturare il Walkie‑Talkie nella sua forma più scenografica.

Cheesegrate – La Grattugia

Se c’è un grattacielo che racconta quanto Londra sappia essere moderna senza mai dimenticare il suo passato, questo è il “Cheesegrater”, affettuoso soprannome del grattacielo di 122 Leadenhall Street. Con i suoi 225 metri, progettato dallo studio RSHP (Rogers Stirk Harbour + Partners), l’edificio conquista subito l’attenzione per la sua forma inconfondibile: una struttura inclinata verso l’interno, che arretra piano dopo piano.

Questa inclinazione – precisa al decimo di grado, 10,62° esatti – non è un vezzo architettonico, ma una scelta profondamente londinese. L’edificio infatti “si inchina” letteralmente alla Cattedrale di St Paul, rispettando i famosi corridoi visivi protetti della città. Londra tutela il proprio skyline dal secondo dopoguerra attraverso il London View Management Framework, un sistema di circa 30 assi prospettici che devono garantire la visibilità dei suoi monumenti simbolo da punti strategici come Fleet Street o Ludgate Hill.

Il risultato? Un grattacielo contemporaneo che non impone la propria presenza, ma si armonizza con la storia che lo circonda: un esempio perfetto di architettura “obbediente”, che dimostra come la verticalità moderna possa convivere con l’identità storica della capitale.

Inaugurato nel 2014 dopo sette anni di lavori, il Cheesegrater è anche un capolavoro di ingegneria. Rogers rimane fedele al suo principio dell’honesty of materials: tubi, travi e bulloni non vengono nascosti, ma diventano parte integrante dell’estetica dell’edificio. Una filosofia già esplorata nel celebre Lloyd’s Building, che si trova a pochi passi di distanza e che ha rivoluzionato l’idea dell’architettura “inside‑out”.

Alla base della torre, il piano terra è concepito come una vera piazza urbana: una hall aperta e luminosa, coperta da una volta trasparente alta oltre 30 metri, che lascia filtrare la luce e crea un dialogo naturale con la city che le scorre intorno.

Man mano che si sale, ogni piano arretra di circa 75 centimetri, creando un profilo a gradoni che alleggerisce l’impatto visivo della struttura. In cima, il 42º piano, noto come Landing Forty Two, offre spazi per eventi e una vista straordinaria sulla città: un punto panoramico che permette di cogliere la perfetta coesistenza tra il dinamismo della City e le silhouette storiche che Londra continua a proteggere con cura.

Il Cheesegrater non è solo un grattacielo: è un racconto verticale di come Londra riesca sempre a evolvere senza mai rompere il filo che la lega alla sua storia.

The Gherkin – Il Cetriolo

il grattacielo che più di ogni altro racconta l’audacia e la modernità della capitale inglese. Con la sua forma inconfondibile, affusolata e ribattezzata affettuosamente “il cetriolo”, questa torre futuristica è diventata uno dei simboli più riconoscibili dello skyline londinese.

Progettato dallo studio Foster + Partners e inaugurato nel 2004, The Gherkin si distingue per le sue vetrate curve e intrecciate che creano un motivo a spirale unico nel suo genere. Mentre si cammina lungo St Mary Axe, la facciata riflette la città sottostante come un gioco di specchi, restituendo scorci cangianti e un’atmosfera vibrante che cambia con la luce del giorno.

The Gherkin non è solo un capolavoro architettonico, ma anche un esempio avanzato di sostenibilità e ingegneria. La struttura sfrutta la luce naturale per illuminare gli ambienti interni e il suo design aerodinamico contribuisce a ridurre l’impatto del vento sui palazzi circostanti.

The Scalpel -Il bisturi

 Nel cuore pulsante della City di Londra, tra i grattacieli più iconici del distretto finanziario, si erge The Scalpel, il “bisturi” di vetro e acciaio che affila lo skyline della capitale. Situato al 52 Lime Street e alto 190 metri, questo elegante edificio progettato dallo studio internazionale Kohn Pedersen Fox cattura subito lo sguardo con le sue linee nitide e affilate, da cui deriva il suo soprannome evocativo.

The Scalpel si inserisce perfettamente nel dinamico City Cluster, una delle aree di maggiore concentrazione verticale di Londra, dove architettura contemporanea e ritmo urbano si fondono in un panorama spettacolare. La sua forma geometrica, slanciata e precisa, crea riflessi suggestivi sulle facciate circostanti e dialoga con gli altri giganti della zona, contribuendo alla composizione futuristica del quartiere finanziario.

Grazie alla sua posizione strategica, il grattacielo offre scenografie urbane straordinarie, soprattutto se osservato da punti panoramici come Fen Court o dai vari rooftop vicini. Il suo profilo affilato lo rende riconoscibile da lontano, aggiungendo un tocco di modernità all’intricato mosaico architettonico che caratterizza questa parte di Londra.

Visitare la City significa immergersi in un paesaggio di contrasti e innovazione, e The Scalpel rappresenta una delle sue espressioni più raffinate: un simbolo della Londra che guarda al futuro con coraggio, precisione e un design che lascia il segno.

Il Look out

Nel cuore della City di Londra, a pochi passi dai grattacieli più sorprendenti del distretto finanziario, si trova Look Out, in Bishopsgate 6: un piccolo rifugio urbano perfetto per chi desidera prendersi una pausa nella frenesia cittadina. L’atmosfera è ciò che colpisce subito: un ambiente super chill‑out, rilassato e accogliente, ideale per ricaricare le energie tra una visita e l’altra.

Che tu stia esplorando i giganti architettonici come 22 Bishopsgate, The Scalpel o il vicino Sky Garden, questo angolo tranquillo rappresenta la sosta perfetta per chi ama osservare la città da prospettive meno convenzionali, respirando un po’ di calma senza allontanarsi dal cuore pulsante della metropoli.

Look Out è il tipo di luogo che ti invita a rallentare: perfetto per sorseggiare qualcosa, goderti l’aria aperta o semplicemente fermarti a guardare la vita della City scorrere veloce intorno a te. Un piccolo balcone di quiete incastonato tra i colossi di vetro e acciaio di Londra.

Se stai progettando un itinerario tra i grattacieli, non dimenticare di aggiungere questo spot alla tua lista: sarà la tua oasi urbana in versione super‑chill.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Ecco un elenco dei principali grattacieli di Londra, caratterizzati da altezze notevoli e design innovativi, con i relativi architetti e altezze:
  • The Shard (309 m) di Renzo Piano
  • 22 Bishopsgate (278 m) di PLP Architecture
  • One Canada Square (235 m) di Cesar Pelli
  • 122 Leadenhall Street (The Cheesegrater) (224 m): di Richard Rogers
  • Heron Tower (110 Bishopsgate) (230 m) di KPF
  • 20 Fenchurch Street (The Walkie Talkie) (160 m) di Rafael Viñoly
  • 30 St Mary Axe (The Gherkin) (180 m) di Norman Foster
  • One Blackfriars (163 m) di Ian Simpson
  • Broadgate Tower (164 m) di SOM
  • St George Wharf Tower (181 m) di Broadway Malyan.
Questi edifici dominano lo skyline londinese, concentrandosi principalmente nelle aree finanziarie della City e di Canary Wharf

Ti piacerebbe avere qualche informazione in più?
Abbiamo scelto i link dei siti ufficiali dove prenotare gratuitamente le terrazze panoramiche dei grattacieli

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La sesta tappa

I musical di Londra: un’esperienza imperdibile nel cuore del West End

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Londra è una delle capitali mondiali del musical: spettacoli iconici, teatri storici e la magia del West End rendono ogni serata un’esperienza da ricordare.

Che tu ami le grandi produzioni senza tempo o i successi più recenti, qui troverai sempre un palcoscenico che ti emozionerà.

Perché vedere un musical a Londra?

  • L’atmosfera del West End è unica: luci, insegne vintage e teatri storici.
  • Gli spettacoli sono di qualità altissima, spesso con cast internazionali.
  • È l’occasione perfetta per vivere una serata londinese autentica ed emozionante.

Come acquistare i biglietti per i musical a Londra

Acquistare i biglietti per un musical a Londra è semplice, ma conoscere i canali giusti può aiutarti a risparmiare e ad assicurarti i posti migliori.

  1. Siti ufficiali dei teatri o delle produzioni, sono sempre il modo più sicuro e diretto.
  2. Biglietterie ufficiali del West End. Piattaforme affidabili e riconosciute a livello internazionale: London Theatre Direct, Official London Theatre, Delfont Mackintosh Theatres, ATG Tickets
  1. TKTS Leicester Square (per biglietti scontati).La celebre biglietteria ufficiale in Leicester Square offre biglietti scontati per lo stesso giorno o per i giorni successivi. Soluzione perfetta se sei flessibile con lo spettacolo.
  1. App per last-minute. Ottime per trovare offerte last-minute con prezzi molto convenienti: TodayTix o Dice (per alcune produzioni)
  1. Biglietterie dei teatri. Puoi sempre acquistare i biglietti direttamente alla biglietteria del teatro, soprattutto se ti trovi già in zona West End.

Consigli utili

  • Alcuni musical vanno sold-out settimane prima: prenota in anticipo.
  • Per gli spettacoli molto popolari, scegli date infrasettimanali per prezzi migliori.
  • Evita rivenditori non ufficiali: rischi prezzi gonfiati o biglietti non validi.

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

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I principali musical del West End e i teatri in cui vengono rappresentati

📍The Lion King

 Lyceum Theatre
Il classico Disney prende vita tra costumi incredibili e atmosfere africane. Un must assoluto.

📍 Phantom of the Opera

Her Majesty’s Theatre
Il musical romantico e tenebroso di Andrew Lloyd Webber che continua ad incantare da decenni.

📍 Les Misérables

Sondheim Theatre
Il musical epico ambientato nella Francia rivoluzionaria, celebre per le sue melodie leggendarie.

📍Wicked

 Apollo Victoria Theatre
La storia mai raccontata delle streghe di Oz, uno dei musical più amati degli ultimi anni.

📍 Mamma Mia!

Novello Theatre
Le hit degli ABBA in una storia solare e coinvolgente ambientata su un’isola greca.

📍Hamilton

 Victoria Palace Theatre
Il fenomeno mondiale che unisce hip-hop, storia americana e teatro musicale con energia esplosiva.

📍 Matilda the Musical

Cambridge Theatre
Il capolavoro ispirato a Roald Dahl, carico di fantasia e numeri memorabili.

📍Back to the Future – The Musical

 Adelphi Theatre
Il film culto anni ’80 rivive con effetti speciali sorprendenti.

📍 Six

Vaudeville Theatre
Le sei mogli di Enrico VIII diventano pop star in un musical travolgente e moderno.

Vi riportiamo i principali Musical da noi più apprezzati nel corso degli anni:

🎭 The Lion King – Il musical che accende Londra

Tra le proposte più amate che puoi vivere nel West End spicca The Lion King. In scena al celebre Lyceum Theatre, un gioiello architettonico nel quartiere di Covent Garden, questo musical firmato Disney è un trionfo di colori, musica e creatività. Uno spettacolo perfetto per grandi e piccoli.

Lo spettacolo porta sul palco la storia epica di Simba attraverso una combinazione straordinaria di scenografie, costumi ispirati alle tradizioni africane e le iconiche musiche di Elton John e Tim Rice. Le maschere, le marionette a grandezza naturale e le coreografie evocative trasformano ogni scena in un quadro vivente, rendendo l’esperienza davvero indimenticabile.

🎭 Mamma Mia! – Il musical più solare del West End

Colorato, coinvolgente e irresistibilmente divertente: il musical Mamma Mia! è uno dei grandi classici del West End, capace di conquistare generazioni di spettatori grazie alle intramontabili canzoni degli ABBA e a una storia che mette insieme amore, amicizia e un pizzico di follia mediterranea.
Se cerchi due ore di pura gioia, energia e voglia di cantare, questo è lo spettacolo perfetto.

Ambientato su un’isola greca da cartolina, Mamma Mia! segue le avventure di Sophie, giovane sposa in cerca dell’identità del suo vero padre… e le vivacissime reazioni della madre Donna e delle sue inseparabili amiche. Il tutto accompagnato da hit leggendarie come Dancing Queen, Super Trouper, Gimme! Gimme! Gimme! e, naturalmente, Mamma Mia.

Lo spettacolo è oggi rappresentato al Novello Theatre, nel cuore del West End, un teatro elegante e facilmente raggiungibile che contribuisce a rendere la serata ancora più speciale.

🎭 The Phantom of the Opera – Il grande classico del West End

Tra i musical più iconici e longevi della storia teatrale, The Phantom of the Opera è un pilastro del West End londinese. In scena dal 1986, questo capolavoro di Andrew Lloyd Webber continua a incantare il pubblico con la sua atmosfera misteriosa, la musica orchestrale potente e la storia d’amore tormentata ambientata nell’Opera di Parigi.

Entrando in sala, si viene avvolti da un’atmosfera gotica e suggestiva: luci soffuse, scenografie imponenti e costumi ricchi di dettagli trasportano immediatamente in un mondo fatto di romanticismo, segreti e melodie indimenticabili.
La celebre scena del candelabro, le arie come The Music of the Night e l’iconico tema principale contribuiscono a creare un’esperienza che rimane nel cuore.

Il musical è ospitato nello storico Her Majesty’s Theatre, uno dei luoghi più eleganti e affascinanti di Londra. La sala mantiene la sua bellezza ottocentesca e offre un’acustica ideale per un’opera musicale così grandiosa.

🎭 Wicked – La storia mai raccontata delle streghe di Oz

Nel cuore del West End, Wicked è uno dei musical più amati e sorprendenti di Londra. Basato sul romanzo di Gregory Maguire, racconta ciò che accade prima degli eventi de Il Mago di Oz, offrendo una versione completamente nuova, emozionante e moderna della storia.

Al centro della scena ci sono due giovani donne:

  • Elphaba, la ragazza dalla pelle verde, intelligente, coraggiosa e incompresa;
  • Glinda, la luminosa e popolare strega “buona”.

La loro improbabile amicizia, messa alla prova da destini opposti e da un mondo che giudica dalle apparenze, dà vita a uno spettacolo intenso e toccante, ricco di temi attualissimi come identità, giustizia e libertà.

Con una colonna sonora potente – Defying Gravity è diventato un inno teatrale – scenografie spettacolari, costumi sfarzosi e un ritmo che alterna momenti comici a scene emozionanti, Wicked conquista spettatori di ogni età.

Non sorprende che sia considerato uno dei musical di maggior successo di tutti i tempi, con più di 100 premi internazionali e una posizione stabile tra le produzioni più longeve della storia del West End. 

Lo spettacolo va in scena all’Apollo Victoria Theatre, un grande teatro in stile art déco situato accanto alla stazione di London Victoria.
La sala, imponente e immersiva, si trasforma in un mondo incantato, creando un’atmosfera perfetta per l’esperienza magica che il musical promette e mantiene.

Ti piacerebbe avere qualche informazione in più?
Abbiamo scelto il sito ATG Tickets dove poter prenotare e comprare i tuo biglietti

La settima tappa

Londra a piedi: itinerario lungo il Tamigi

Immagina di iniziare la tua giornata a Westminster, con il rumore lieve del traffico che si mescola allo scorrere del Tamigi. Davanti a te si stagliano subito il Big Ben e il Palace of Westminster, uno di quegli scenari che sembrano familiari anche se li vedi per la prima volta. Vale la pena prendersi qualche minuto, camminare senza fretta e magari attraversare il Westminster Bridge, da cui il fiume si apre in tutta la sua ampiezza e Londra sembra dispiegarsi lentamente.

Una volta sulla riva sud, l’atmosfera cambia. La South Bank è viva, informale, piena di movimento: artisti di strada, ciclisti, gente seduta sui gradini a guardare l’acqua. La London Eye accompagna i primi passi lungo il fiume, enorme ma sorprendentemente elegante, mentre il lungofiume invita a rallentare e a godersi il ritmo della città. Qui Londra non corre: passeggia.

Continuando a seguire il Tamigi, arrivi davanti alla sagoma imponente della Tate Modern, ex centrale elettrica trasformata in uno dei musei più importanti della città. Anche senza entrarci, vale la pena fermarsi un attimo. Poco più avanti, il Millennium Bridge collega idealmente passato e presente: attraversandolo, la vista frontale sulla Cattedrale di St. Paul è una delle più belle dell’intero percorso.

Ritornando sulla riva sud, il cammino diventa quasi un viaggio nel tempo. Il Globe Theatre di Shakespeare, la Southwark Cathedral, le tracce della Londra medievale raccontano storie di mercanti, attori e marinai. Qui il fiume sembra più vicino, più intimo. È una zona che invita a perdersi, anche solo per qualche minuto.

Arrivare al Borough Market è naturale: l’odore del cibo, le voci, i colori segnano una pausa perfetta. È il posto giusto per fermarsi a mangiare qualcosa di informale, osservando Londra che scorre tutt’intorno.

Camminando ancora verso est, l’architettura contemporanea diventa più verticale. Dopo il Borough Market, basta alzare lo sguardo per vedere emergere The Shard (l’Ago) di Renzo Piano, che con la sua forma affilata e la facciata in vetro ridefinisce lo skyline. Non è un grattacielo qualsiasi: è un punto di riferimento visivo costante lungo il Tamigi, visibile da lontano, che segnala l’ingresso in una Londra globale e finanziaria. La sua presenza dialoga per contrasto con gli edifici storici circostanti, senza nasconderli, ma creando una tensione visiva continua.

Il Tower Bridge appare all’improvviso, scenografico come in una cartolina, e subito accanto la Tower of London ricorda quanto questa città sia stata, per secoli, un centro di potere e di storia. Qui il contrasto diventa ancora più evidente. Da un lato la Tower of London, compatta e difensiva; dall’altro le architetture contemporanee che si affacciano sul fiume. Qui spicca City Hall, con la sua forma ellittica e inclinata, progettata per ridurre l’impatto energetico e rompere la rigidità dei volumi tradizionali. È un edificio che sembra quasi scolpito dal vento del fiume, simbolo di una governance che vuole apparire trasparente e accessibile.

 

 Se hai ancora energie, il modo migliore per concludere la giornata è lasciarsi trasportare fino a Greenwich, magari in battello. Il fiume diventa il filo conduttore perfetto: scorrendo lentamente sull’acqua, Londra cambia volto, diventa più ariosa. A Greenwich, tra il Cutty Sark, il parco e il Meridiano Zero, il viaggio lungo il Tamigi trova una chiusura naturale, con una vista ampia sulla città moderna di Canary Wharf.

Il suo skyline si presenta come una vera e propria città verticale: torri in vetro e acciaio, superfici riflettenti, volumi netti. Qui l’architettura contemporanea non è più episodica, ma sistemica: un distretto interamente progettato secondo logiche globali, che si specchia nel fiume e racconta la Londra economica e internazionale del presente.

 

Camminare lungo il fiume significa quindi leggere Londra come una città in continua trasformazione, che cambia, sperimenta e si reinventa, senza mai smettere di dialogare con la propria storia.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Ecco l’elenco completo di tutte le attrazioni e architetture menzionate lungo l’itinerario sul Tamigi, ordinate da ovest a est (seguendo il percorso):

  • Big Ben
  • Palace of Westminster
  •  Westminster Abbey
  • Westminster Bridge
  • London Eye
  • Tate Modern
  • Millennium Bridge
  • Cattedrale di St. Paul
  • Shakespeare’s Globe Theatre
  • Borough Market
  • The Shard
  • Tower Bridge
  • Tower of London
  • City Hall 
  • Canary Wharf 
  • Cutty Sark
  • Greenwich Park
  • Royal Observatory
  • Meridiano Zero

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Rio de Janeiro

Rio de Janeiro

...la Cidade Maravilhosa

La proposta in breve

Rio de Janeiro è considerata da tutti una delle città più belle ed edonistiche del pianeta.

Le numerose spiagge bianche con lo sfondo di verdi montagne boscose creano una vista spettacolare, e a rendere il panorama innegabilmente sbalorditivo è la statua del Cristo Redentore che si trova in cima alla montagna del Corcovado e quella del Pan di Zucchero nella direzione opposta.

Rio è inoltre una metropoli piena di contraddizioni. I viaggiatori avventurosi che arrivano preparati sia ai problemi che alle gioie di questo Paese troveranno una città meravigliosa. I brasiliani possono essere tra le persone più amabili e affettuose del mondo, ma è indubbia la presenza di una diffusa criminalità. I visitatori dovrebbero essere sempre prudenti. Pochissimi parlano inglese o altre lingue straniere, l’interazione potrà quindi risultare difficoltosa, ma anche il portoghese stentato viene accolto calorosamente.

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano l’esplosiva bellezza di una stupefacente città tropicale, la sua gioiosa voglia di vita, le splendide spiagge bianche e i suoi strabilianti panorami naturali.
  • Quando mi consigliate di partire? Seppur calda e a tratti afosa si consiglia di visitare Rio durante l’estate australe e in particolar modo durante il periodo del Carnevale o nelle settimane che lo precedono.
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Almeno una settimana, meglio una decina di giorni.
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è bassa rispetto all’Italia. Il costo della vita è ancora basso.
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo tra le altre delle bellissime spiagge di Copacabana, Ipanema, Sao Conrado, del Cristo Redentore, del Museo di arte Contemporanea, del Carnevale di Rio, della Scalinata Selaron e molto altro.
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? Il prezzo delle case in affitto è decisamente basso. Tutti gli affitti turisti e i grandi alberghi si concentrano tra Copacabana e Ipanema, consigliamo in aggiunta la zona di Botafogo più centrale per la visita anche della città. Per spostarsi vi troverete molto bene con Uber con prezzi irrisori vi porteranno ovunque. 
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? La cucina brasiliana è ricca e variegata. La frutta è sbalorditiva, assaggerete frutti mai visti primi dal sapore avvolgente. Tipici piatti sono la onnipresente Feijoada, le Coxinha de galina, il Churrasco, il pao de quejo e tantissimo pesce fresco.

 

 

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L'itinerario!

8 imperdibili tappe per visitare una delle città più belle del mondo

La Bandiera del Brasile

La bandiera del Brasile, nota in tutto il mondo come la Verde-oro è molto particolare, davvero unica e piena di significati. 

Lo sfondo verde con al centro il rombo color oro ricordano i colori della bandiera imperiale. Il verde rappresenta la famiglia reale di Braganza di Pietro I, il primo imperatore del Brasile; e il giallo invece la Casa d’Asburgo di sua moglie Leopoldina. Secondo altri i 2 colori rappresentano invece le immense ricchezze naturali della nazione. Il verde, l’esuberanza della Foresta Amazzonica, mentre il giallo le riserve d’oro del paese. Il Brasile possedeva le più grandi miniere d’oro del mondo; si pensi che dal territorio brasiliano venne estratto più oro di quanto non ne esistesse nel resto del mondo.

Il cerchio blu posto al centro della bandiera rappresenta la sfera celeste e riproduce le costellazioni del cielo sopra Rio de Janeiro il mattino del 15 novembre 1889, data di nascita della Repubblica e contiene 27 stelle bianche di cinque dimensioni differenti.

Le stelle rappresentano gli attuali stati brasiliani e il Distretto Federale. Al centro della bandiera si trova la costellazione della Croce del Sud e poco più a sud si trova la stella polare australe (Sigma Octantis), che rappresenta il Distretto Federale.

Infine, una banda bianca fa da equatore della sfera e reca inscritto il motto nazionale del Paese “Ordem e Progresso” ispirato al motto del positivismo di Auguste Comte L’amore come principio e l’ordine come base; il progresso come scopo“.

 

La prima tappa

Il Pan di Zucchero

Pao da Bota

Se vi trovate a Rio, non potete assolutamente perdervi la salita all’iconico Pan di Zucchero, (Pão de Açúcar in portoghese, Sugarloaf Mountain in inglese), la famosa altura situata su una penisola che si estende da un estremo della baia di Guanabara all’interno dell’oceano Atlantico e raggiungibile a mezzo funivia con il caratteristico Boundinho.

Questo monolite di granito che si eleva per centinaia di metri con la sua forma inconfondibile è unico e visibile da molti punti della città. La classica immagine che tutti gli abitanti del mondo hanno nella propria mente di Rio o dell’intero Brasile è quella che potrete catturare dalla spiaggia di Botafogo o dalla terrazza del Cristo Redentore.

Il primo tratto di funivia vi condurrà sul Morro da Urca, la montagna che si staglia davanti al Pan di Zucchero. Già qui è presente una grande terrazza dove si apre il meraviglioso panorama sull’intera baia di Guanabara. Resterete estasiati alla vista che vi preannuncia in parte ciò che a breve riempirà il vostro cuore. Cercate di individuare “l’albero dei desideri” Arvore dos Desejos, un passaggio attraverso un albero, poco conosciuto, il cui attraversamento vi renderà in grado di esaudire ogni vostro sogno.
Dopo una breve sosta sul Morro, sempre con lo stesso biglietto prendete il secondo tratto di funivia.

Una volta saliti sulla sommità del Pão de Açúcar ho capito perché Rio è definita la “Città Meravigliosa” ed è per tutti una delle città più belle del mondo. Qui si capisce la reale bellezza di questa enorme città; le montagne dalle forme bellissime sorgono ovunque, l’oceano lambisce la famosa mezzaluna di Copacabana e della splendida Ipanema, l’immensa baia di Guanabara si estende fino alla città di Niteroi.

Decine di grossi uccelli simili a falchi volteggiano intorno alla montagna; il panorama mozzafiato a 360 gradi della città abbraccia le splendide spiagge di Flamenco e Botafogo e l’aeroporto cittadino dove gli aerei che atterrano e decollano saranno praticamente a portata di mano…

Non perdetevi il breve sentiero che scende dal lato della montagna che guarda l’oceano. Qui la vegetazione è a dir poco lussureggiante, incontrerete molte piccole scimmiette, chiamate micos, per niente intimorite dalla vostra presenza.

Dopo aver raggiunto il Morro di Urca con la prima funicolare vi consiglio di fare l’ultimo tratto di discesa a piedi fino a Praia Vermelha, nel bel mezzo della foresta tropicale. Molti intraprendono questo trail in salita, noi consigliamo di effettuarlo in discesa soprattutto durante le giornate calde e afose. Tra la fitta foresta cittadina, tra le bellissime foglie di affascinanti piante tropicali osserverete moltissimi pappagalli e le onnipresenti piccole scimmiette. Noi siamo riusciti a vedere anche un grande varano che si muoveva tra le basse piante, con la spessa livrea scura screziata di giallo.

Questo sentiero è uno dei tesori nascosti di Rio, un’esperienza unica e sicura, incredibilmente immersiva nella natura. Vi sembrerà di essere soli tra i milioni di abitanti della grande metropoli. Ricordatevi di indossare scarpe adeguate, non alimentare le scimmie e resistete alla voglia di toccarle, sono animali selvatici che potrebbero mordervi o graffiarvi. Godetevi la natura!

L’ultima parte di questo percorso è chiamato la pista Claudio Coutinho, una passeggiata meravigliosamente pittoresca che offre splendide viste sull’oceano, comoda e lastricata che vi riporterà a Praia Vermelha.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

La stazione di partenza della funivia si trova in Avenida Pasteur, nella grande piazza di fronte a Praia Vermelha. Il consiglio è di arrivare con un taxi o Uber, perché la metro dista un paio di km. Generalmente la fila per acquistare il biglietto con carta di credito è smaltita rapidamente. Solo se andate in alta stagione (Dicembre ¬ Marzo) consiglio l’acquisto preventivo sul sito ufficiale. Dalla data della prenotazione è possibile utilizzare i biglietti entro 7 giorni, potendo così scegliere il giorno con la migliore visibilità.

Praia Vermelha (Red Beach)

Praia Vermelha è una spiaggetta graziosa e suggestiva, con la sabbia rossiccia e l’oceano poco mosso. Situata ai piedi del Pan di Zucchero, offre spettacolari scorci; da un lato il Pão de Açucar e dall’altro la Ponta do Leme. Peccato che essendo una piccola conca il mare non è sempre pulitissimo. Molto affollata da famiglie di carioca durante il fine settimana è invece poco frequentata dai turisti. Ci sono vari carretti di ambulanti che vendono ottimi spuntini a prezzi bassissimi. Perfetta per qualche ora di relax su una sdraio presa a noleggio prima o dopo la visita al Pan di Zucchero!

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La seconda tappa

La regina di tutte le spiagge del mondo: Copacabana

Copacabana è nell’immaginario di tutti il Lungomare più famoso al mondo! Una destinazione affascinante che incarna lo spirito del Brasile come nessun altro. Non appena si mette piede sulla sabbia bianca si viene immediatamente trasportati in un mondo di felicità tropicale. La spiaggia si estende per chilometri, con ombrelloni colorati e un’atmosfera divertente e vivace tutto il giorno e tutta la notte.  Aspettatevi un flusso continuo di venditori ambulanti che vendono di tutto, compresi pranzi completi cucinati davanti a voi.
Che tu voglia rilassarti, nuotare o fare surf, ce n’è per tutti i gusti!  Una frenesia di divertimento e attività!
Sono stato molto sorpreso nel vedere ovunque persone che praticano sport a qualsiasi ora, dalla mattina presto alla sera tardi. Moltissimi fanno jogging, passeggiano a piedi o in bicicletta, giocano a pallavolo o al venerato calcio da spiaggia, il beach soccer o come tutti i locali lo chiamano fuchbol. Nel tratto finale, si trova addirittura una palestra a cielo aperto dove chiunque puo’ allenarsi.

La prima parte della lunga spiaggia, la parte più settentrionale, prende il nome di Leme ed è la più tranquilla e tipicamente frequentata dalle famiglie.  Consiglio di salire gli 800 metri di acciottolato in pietra per arrivare al forte militare in cima alla collina (Morro do Leme) dove è possibile ammirare tutta la famosa mezzaluna e godere di vedute stupende! 

Poi il grande arenile si estende per circa 4,5 km e mezzo ed è scandito da alcune torrette numerate. Il “posto 1” si trova a Leme, i posti da 2 a 6 a Copacabana. La parte finale, con il forte di Copacabana, si trasforma in uno sperone di rocce che la delimita dalla successiva ed altrettanto famosa spiaggia di Ipanema. Questo luogo, conosciuto da tutti con il nome di Arpeador, è diventato leggendario per le innumerevoli citazioni in poesie e canzoni ed è una romantica sede per osservare i meravigliosi tramonti verso la spiaggia di Ipanema e i monti dei Dois Irmãos.

La caratteristica più inconfondibile della spiaggia di Copacabana è il “tappeto” di mosaico bianco e nero sul lungomare dell’ Avenida Atlantica, la strada che la costeggia. Si tratta del famoso selciato portoghese, “Calçada portoghesa”, una pavimentazione in pietra portoghese che potete ritrovare anche in molte piazze di Lisbona, qui decorata con motivi ondulati che rappresentano il movimento delle onde del mare.

Vi consigliamo una splendida passeggiata sia di giorno, per ammirare il fantastico panorama naturale che circonda la spiaggia e il variopinto panorama umano che popola questo fantastico luogo, sia di sera, quando la spiaggia si anima di bancarelle, di musica carioca e di avventori dei tanti chiriguitos.

Ci sono molti bar e ristoranti intorno alla spiaggia per godersi con un’ottima caipirinha di frutta in mano lo splendido scenario con il Pan di Zucchero, il Cristo Redentore, i tanti grattacieli, le acque limpide e le onde lunghe dell’oceano!

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Il mitico Hotel Copacabana Palace.

Il grande palazzo bianco in Art Deco, inagurato nel 1923, si ispira ai grandi hotel della Riviera Francese. In particolar al Negresco di Nizza e il Carlton di Cannes ed è ancora oggi il simbolo del glamour di Rio. Esso è considerato il primo grande hotel del Sudamerica e per anni ha ospitato i più grandi divi internazionali in visita a Rio de Janeiro. Marilyn Monroe, Marlene Dietrich, Orson Welles, i Rolling Stones solo per citarne alcuni; famose le tante feste qui organizzate durante tutti gli anni ‘80-‘90 e la celebre litigata a bordo piscina tra Carlo e Diana.

La terza tappa

Il Cristo Redentore sul Monte Corcovado

Nessun viaggio a Rio sarebbe completo senza una visita al Cristo Redentore.

Non si tratta solamente di un monumento; è un simbolo spirituale e culturale per Rio e l’intero Brasile.

Visitare il Cristo Redentore sul Monte Corcovado è davvero un’esperienza unica. E’ possibile ammirare la gigantesca statua da ogni angolo della città, da qualsiasi animata spiaggia, da qualunque ampia piazza o dalle infinite impervie stradine delle molte favelas.

Quello che però vi impressionerà maggiormente sarà la stupefacente vista panoramica che da lassù spazia verso l’infinito. Tutta la “Cidade Maravilhosa” si distende sotto la grande statua che simbolicamente la abbraccia e la protegge, infondendo la Sua benedizione su tutta la sua gioiosa popolazione.

Potete dedidere di raggiungere la cima del Monte Corcovado partendo dai piedi della montagna in rua Cosme Velho 513 con dei mini bus o con la storica ferrovia a cremagliera passando attraverso la lussureggiante foresta di Tijuca.

Il trenino rosso (bondinho) effettua il percorso in circa 20 minuti. Sedetevi sul lato destro quando salite, è il lato panoramico e c’è una bella vista a sorpresa proprio alla fine del percorso. Cercate inoltre di avvistare le molte scimmiette che volteggiano tra gli alberi della foresta.

Arrivati a destinazione potete optare per l’ascensore o per qualche decina di scalini alquanto ripidi che vi faranno però assaporare l’ascesa verso la sommità dove non potrete fare a meno di rimanere stupefatti dalle sbalorditive dimensioni della statua.

Il Cristo Redentore è ormai una celeberrima icona planetaria ed è stata inserita tra le 7 meraviglie del mondo moderno. Vederla dal vivo, che si staglia solitaria nell’azzurro del cielo, emoziona e incanta. Il volto del Cristo è di una bellezza e dolcezza struggente, l’immensa apertura delle braccia e delle mani avvolgono te e tutta la folla di viaggiatori che qui sono giunti da ogni angolo del mondo.

Questo incredibile capolavoro di Art Déco in cemento armato e pietra saponaria, è alto 38 metri e poggia su un basamento di 8 metri; fu eretto negli anni ’20 grazie a varie raccolte di fondi e fu inaugurato nel 1931, In quell’occasione fu dato da Roma un impulso elettrico dallo scienziato Guglielmo Marconi per attivare l’illuminazione della statua, a più di 10.000 chilometri di distanza.

Nella terrazza panoramica, disposta su più livelli troverete sempre un bel po’ di persone, ma non ci si può aspettare di avere panorami del genere tutti per sé, soprattutto durante l’alta stagione. Un consiglio se vuoi andare in modo indipendente, cerca di andare la mattina presto o nel tardo pomeriggio per evitare la folla e il caldo afoso del mezzogiorno.

La vista da lassù è semplicemente eccezionale, offrendoti un panorama a 360 gradi. Una visione aerea su una città spettacolare che alterna lunghe spiagge a compatti agglomerati urbani, baie e golfi a grandi  laghi e porti, alte e ripide montagne  all’infinità dell’oceano.

Partendo dalla vostra destra si stagliano le sagome inconfondibili delle splendide montagne della Gavea, dei Dois Irmãos e del Pan di Zucchero, le spiagge di São Conrado, Ipanema e Copacabana, la grande laguna Rodrigo de Freitas, difronte i quartieri di Botafogo, Flamenco, Santa Teresa e Lapa, sulla sinistra il quartiere de il Centro con la caratteristica Cattedrale e l’inconfondibile sagoma del Grande Maracanà e del chilometrico Sambodromo. La vista va poi oltre verso la città di Niteroi e le sue spiagge protese verso l’oceano. Perdetevi nella contemplazione di tutta questa bellezza…

Largo do Boticario

A soli 5 minuti a piedi dalla stazione di partenza del trenino per il Cristo Redentore, continuando sulla strada principale, troverete l’indicazione per entrare in un piccolo borghetto di case coloniali portoghesi. Uno splendido posto tra passato e presente immerso in una rigogliosa vegetazione tropicale. Oggi lo stabile principale è stato ristrutturato e convertito a ostello della gioventù con annesso un ristorante aperto a tutti. All’interno del parco cresce un grande albero di pao do brasil scuro, piantato dal famoso Walt Disney come dono del suo soggiorno.

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Le sette meraviglie del mondo moderno

  • Petra, in Giordania
  • Grande Muraglia Cinese, in Cina
  • Colosseo, a Roma, in Italia
  • Machu Picchu, in Perù
  • Cristo Redentore, in Brasile
  • Chichén Itzá, in Messico
  • Taj Mahal, in India

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Prima di salire sulla cima del Corcovato controlla le previsioni del tempo perché i cieli limpidi fanno un’enorme differenza nella visita e nella tua esperienza generale. Visita la webcam in diretta YouTube chiamata Paineiras Corcovado per vedere quali sono le condizioni della copertura nuvolosa e non rischiare se vedi che c’è molta nebbia.

Noi abbiamo deciso di salire con il trenino rosso (bondinho) e di non prenotare niente in anticipo per sfruttare i vantaggi del viaggio indipendente: abbiamo aspettato il giorno meteorologicamente migliore e l’orario più favorevole, ci siamo attardati sulla terrazza panoramica quanto abbiamo voluto, ma ovviamente abbiamo rosicato guardando quelli che saltavano la fila. 

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La quarta tappa

La Spiaggia di Ipanema

La spiaggia di Ipanema è tutto ciò che sognavo sarebbe stata e molto altro ancora!

La splendida distesa di sabbia chiara, l’atmosfera vivace e la vista mozzafiato sulle montagne circostanti ne fanno una destinazione indimenticabile.  Più piccola e meno affollata rispetto alla vicina ed altrettanto famosa Copacabana, senza dubbio è una delle spiagge più attraenti del mondo. 

Una festa per gli occhi; le gloriose montagne dei Dois Irmãos (Due Fratelli) a ovest e lo sperone roccioso dell’Arpoador a est,incorniciano un vero paradiso.

L’energia qui è incredibile, con un mix perfetto di locali carioca e turisti internazionali che si godono il sole, il mare e il divertimento. Puoi rilassarti, giocare a beach volley o partecipare a una partita di futebol con la gente del posto.

Il lungomare, in selciato portoghese, offre una bella passeggiata; sempre pieno di bella gente che fa jogging o esercizi fisici a qualsiasi ora del giorno, dal mattino presto fino al tramonto. Ci sono inoltre piste ciclabili per tutta la lunghezza di questa spiaggia in entrambe le direzioni.

La spiaggia è impeccabilmente pulita, inizia stretta all’Arpoador e si allarga molto mentre ti dirigi verso Leblon, l’ultima parte della grande mezzaluna.

Le acque turchesi sono ideali per nuotare e quando l’onda si gonfia anche per surfare. Gli ingressi sono diversi, noi abbiamo scelto – come suggerito da molti – gli ingressi centrali tra il 9 e il 10. Due sdraio e un grande ombrellone costano 40 reis (circa 8 euro) per tutto il giorno.

Continuamente venditori ambulanti passano offrendoti delizie di cibo e capirinha a gogò! Da provare i gamberetti arrostiti, una vera bontà.

I vicini chioschi servono acqua di cocco fresca e piatti locali, e c’è sempre musica nell’aria, aggiungendo all’atmosfera un tocco di gioia di vita brasiliana.

Sorseggiate le infinite varietà di caipirinha alla frutta (chiedete quella preparata con la cachaça, non con la vodka, e rigorosamente senza zucchero aggiunto).

Inoltre, fermatevi a godervi il tramonto dietro le montagne del Dois Irmãos è davvero magico: è un momento che non dimenticherete.

Non andartene senza aver scattato una foto della “Estatua de Tom Jobim” che ha reso celebre questa spiaggia in tutto il mondo con la sua famossissima canzone “la ragazza (la garota) di Ipanema”

La quinta tappa

A spasso per Rio

Il nostro giro alla scoperta della città di Rio parte dalla nuova zona portuale a nord della città, riqualificata in occasione delle Olimpiadi del 2016.

1. Vicino al divertente AquaRio, troviamo il murale più grande del mondo fatto da una sola persona; il gigantesco Murales Las Ethnias dell’artista brasiliano Kobra. I cinque volti indigeni, rappresentano i cinque continenti: un Karen della Thailandia per l’Asia, un Huli della Papuasia per l’Oceania, un indiano Tapajo dell’Amazzonia brasiliana per l’America, un Evenko della Siberia per l’Europa e un Mursi dell’Etiopia per l’Africa. L’idea alla base del progetto è che “siamo tutti una sola persona, tutti possiamo essere uniti, siamo tutti connessi”. Oggi il la grande opera di Street Art ha perso molto del suo fascino originario essendo stato realizzato con vernice spray che esposta all’aria ha smarrito gran parte della sua brillante colorazione.

 

2. Costeggiando le acque della Baia di Guanabara, siamo arrivati alla grande piazza Mauà, un grande e vivace crocevia della città. Qui, protesa sulle acque della baia troviamo l’avveniristica struttura del Museo del Domani (museu do Amanha), il contemporaneo museo della scienza progettato dal famoso architetto spagnolo Santiago Calatrava. Sul lato opposto invece si trova il MAR, Museo di Arte do Rio, la cui terrazza costruita a ponte tra 2 edifici, uno coloniale e l’altro moderno, possiede una splendida vista su tutta questa area di riqualificazione denominata Porto Meravilha.

 

3. Dopo un refresh pomeridiano con un Açaí bowl,  il delizioso e salutare frutto amazzonico, venduto in uno dei tantissimi baracchini ambulanti disseminati per la piazza, siamo pronti a percorrere la storica arteria di questa metropoli l’Avenida Rio Branco nel quartiere di Centro. Inaugurata all’inizio del XX secolo su iniziativa del sindaco Pereira Passos con il nome di Avenida Central, oggi è diventata uno sfaccettato gioiello agli occhi dei turisti. Lunga più di due chilometri, scende fino a Cinelandia, attraversando tutto il centro storico della città. Molte case coloniali e alcune chiese sono state demolite per far posto a un “pezzo di Parigi” ai tropici. Troviamo moderni grattacieli, vecchi edifici coloniali, altissimi palazzi in vetro, eleganti capolavori architettonici dell’inizio del XX secolo; un numero enorme di negozi, bar, ristoranti e parrucchieri ed un sacco di gente ovunque. Gran parte della via è chiusa al traffico. L’unico veicolo autorizzato a passare è il nuovo Light Rail Vehicle (linea VLT).

 

4. Durante il tragitto incrociamo la grande chiesa di Nostra Signora di Candelária, attualmente in ristrutturazione, il CCBB, Centro Culturale do Banco do Brasil, sede delle mostre e degli eventi più importanti di Rio, e arriviamo in Praça XV dove rimaniamo colpiti dal piccolo e ahimè fatiscente Palacio Real, sede dell’imperatore portoghese esiliato in Brasile, che probabilmente allora doveva sembrare un grande palazzo, uno dei pochi in muratura; l’arco di Tales e gli eleganti palazzi in stile coloniale.

 

5. Ci spostiamo verso il quartiere di Lipa ed incontriamo l’iconica Cattedrale Metropolitana di Rio dedicata a San Sebastiano. Un esempio degli anni ’70 di architettura brutalista in cemento armato, che possiede una caratteristica forma architettonica conica a ricordare un’antica piramide Maya. Il suo interno è veramente vasto con una capienza di circa 20.000 persone. Sul soffitto si apre una grande croce greca vetrata, mentre una croce di legno più piccola pende centralmente sull’altare. Le grandissime quattro vetrate, ciascuna di un colore differente, sono decisamente sbalorditive e creano un effetto cromatico all’interno della chiesa davvero suggestivo.

 

6. Dopo questa esperienza mistica uscendo diamo un breve sguardo al campanile e ci dirigiamo verso i caratteristici Archi di Lapa. La zona è piena di vita con un sacco di venditori ambulanti. Gli archi costituiscono un vecchio sistema di acquedotti dismesso ed oggi fanno da suggestivo percorso per il famosissimo trenino (bondinho) giallo che conduce a Santa Teresa. La stazione si trova proprio accanto al grattacielo Petrobas e passa sopra gli archi ogni due ore. Se sei fortunato e sei lì al momento giusto, potrai catturare una delle immagini simbolo di Rio.

 

7. Una volta attraversata la grande piazza vi troverete a due passi dalla celebre Scalinata Selaron. La bellezza della scalinata colpisce tanto quanto la storia del suo autore. Jorge Selaron è nato in Cile e ha girato il mondo come artista. Nel 1983 venne a Rio de Janeiro e si innamorò della città. Abitando nelle vicinanze, negli anni ’90 iniziò a ristrutturare questa scalinata che porta su a Santa Teresa. Iniziò a piastrellare i gradini con bellissime piastrelle provenienti da tutto il mondo, con colori ed immagini vivaci e colorate.

Jorge divenne presto ossessionato dalla sua opera fino a piastrellare l’intero percorso. Ci sono oggi oltre 2000 piastrelle su 125 gradini che rendono questa zona uno dei luoghi più turistici di Rio; infatti a qualsiasi ora è sempre affollatissima e fare belle foto tra i tanti turisti è un’impresa titanica. Nel 2013, Jorge Selarón è stato trovato morto proprio sulla sua Scalinata all’età di 65 anni in circostanze non ancora chiarite. E’ stato ipotizzato un suicidio, poiché secondo alcuni amici l’artista soffriva di depressione da tempo, ma la polizia non ha scartato l’ipotesi dell’omicidio, visto che l’artista aveva ricevuto ripetute minacce di morte, non essendo mai sceso a patti con la criminalità locale.

La Scalinata Selarón rappresenta oggi un’opera d’arte vivace e accattivante, uno spettacolo visivo unico, una potente testimonianza della capacità dell’arte di unire le persone e celebrare la diversità. Ogni piastrella racconta una storia unica, riflettendo l’essenza multiculturale di Rio. Il vivace quartiere di Lapa che circonda la scalinata aggiunge atmosfera, con musica dal vivo e una vivace cultura locale. 

 

8. Un importante crocevia e luogo di ritrovo della città è la grande piazza chiamata Cinelandia, dove si possono ammirare diversi edifici storici come la Biblioteca Nazionale, il Palazzo Tiradentes, il Teatro Municipale e il Museo Nazionale di Belle Arti. Un tuffo nell’età coloniale, che si può respirare e apprezzare fortemente visitando l’antica e raffinata caffetteria Colombo e lo splendido Gabinetto Reale Portoghese di lettura.

Infine vale la pena fare un salto a vedere lo storico Palazzo do Catete, nel quartiere di Gloria, dove visse fino al drammatico epilogo della sua vita, il presidente Getulio Varga.

La sesta tappa

Oscar Niemeyer a Niteroi

Niteroi è il grande e popoloso comune che si trova di fronte a Rio ed è collegato alla zona nord della città dal lungo e spettacolare ponte di Niteroì, che attraversa da ovest ad est tutta la baia di Guanabara. Proprio a Niteroi troviamo un’appassionante serie di edifici firmati dall’archistar brasiliano Oscar Niemayer, l’architetto progettista della nuova capitale Brasilia.

Il Museo di Arte Contemporanea (MAC) è una delle ultime opere di Oscar Niemeyer ed è semplicemente un capolavoro modernista, che rispetta quello che lui definiva usare nelle sue opere, la curva libera e sensuale.

Perfettamente integrato nel paesaggio che lo circonda è straordinario in tutto: nella forma ricorda quasi un’astronave, un oggetto non identificato che è appena atterrato su una scogliera a picco sul mare da cui si vede tutta la baia e la città Meravillosa, fino al monte Corcovado. Il luogo scelto per la costruzione è a dir poco stupendo. Magnifico è il contrasto di colore tra il bianco della struttura ed blu del cielo, con la stricia scura dlele vetrate che gli girano attorno, fino all’acceso e folgorante rosso che ricopre la faciante passerella d’ingresso. A completare la magica atmosfera, ai piedi dell’edificio si trova una circolare vasca d’acqua, che arricchiesce ulteriormente la prospettiva spaziale.

All’interno vi si alternano mostre di arte contemporanea, con opere disposte nei vari spazi panoramici. Spettacolare quella con i costumi e le strutture originali della Unidos do Viradouro, la scuola di Samba vincitrice del Carnevale ri Rio del 2024.

Caminho Niemayer: Vicino alla stazione dei traghetti presso il centro della città di NIteroi, si estende sulla baia una spianata metafisica e surreale dove si trovano 3 edifici progettati dal grande architetto, il Teatro popolare di Niteroi; il memoriale a Roberto Silveira ela Fondazione Oscar Niemeyer. Le forme geometriche disegnate a ricordare il profilo del Pan di Zucchero, sono di un’eleganza entusiasmante. L’accesso è gratuito, l’interno degli edifici è funzionale e razionale, adibito alle esposizioni, l’esterno è un eccellente set fotografico!

Completano il percorso del Caminho Niemayer altri splendidi edifici, sempre nei paraggi: la piazza Juscelino Kubitschek, il Centro Petrobras de Cinema, l’Estação Hidroviária de Charitas, la Nova Catedral de Niterói (in costruzione), il Parque das Águas, il Módulo de Ação Comunitária.

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La Settima tappa

Il Giardino Botanico

Consiglio se sei a Rio di mettere nella lista dei posti da visitare anche il Giardino Botanico e didicarvi una mezza giornata.  Alberi, piante, animali e fiori incredibili, una sorta di paradiso tropicale nel centro di Rio.

Questo parco fu creato nel 1808 dal Principe del Portogallo Giovanni VI di Braganza ed è suddiviso in diversi ambienti, come la zona giapponese, quella dedicata alla regione amazzonica, quella delle piante delle zone aride, il padiglione delle orchidee, delle bromeliacee, delle carnivore o insettivore e un interessante meliponario, dove ci sono le arnie con le api senza pungiglione.

Godete di una piacevole passeggiata nei viali di questo grande parco. Incantevole e maestosa la sfilata delle palme nel centrale sentiero Barbosa Rodrigues. Arrivate fino alla centrale fontana delle muse, poco oltre cresce il monumentale albero dedicato a Tom Jobim.

La zona che mi ha ha incantato è quella intorno al laghetto Friar Leandro, un trionfo di piante tropicali, strelitzie e ninfee giganti, una verdissima e strabiliante zona di lussureggiante vegetazione assai lontana dalla nostra abituale visione di parco occidentale. Splendida la foresta di bambù e la zona con i grandi Pau Brasil, il prezioso albero che ha dato il nome a tutto il Paese. Le piante principali sono etichettate con i loro nomi botanici.

Ricordatevi di procurarvi una mappa all’ingresso. Potete anche optare per un trenino hop on hop off che effettua 7 fermate con un piccolo costo aggiuntivo, ma i giardini si possono facilmente girare anche a piedi.

Scimmie, pappagalli, tucani, farfalle e piccoli colibrì si aggirano nel parco soprattutto al calare del sole.

Consiglio di visitare questo posto in una giornata soleggiata per godere della frescura dell’ombra del grande parco.

Dedicatevi un momento di quiete e relax, scappando per un po’ dalla folla della grande e divertente metropoli di Rio.

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Sentiero Barbosa Rodrigues

L’Ottava tappa

Praia de São Conrado

Sao Conrado beach è meno famosa delle rinomate Copacabana e Ipanema e per questo decisamente meno affollata. Ad appena 15 minuti di distanza in auto da Ipanema, sembra di aver lasciato tutta la caotica movida di Rio ed essersi immersi in un vero paradiso di tranquillità e relax.

La grande spiaggia a mezzaluna con sabbia bianca finissima è raccolta tra una fitta vegetazione tropicale e una piccola zona residenziale. Sullo sfondo si stagliano i profili dei massicci della Pedra da Gavea e della Pedra Bonita, mentre nel lato opposto si vedono gli inconfondibili picchi dei Dois Irmãos.

Questa spiaggia è famosa per essere il luogo di atterraggio di tutti coloro che amano emozioni forti. Il Clube de Sao Conrado Livre Voo Doo è la scuola dei fanatici del parapendio più grande del mondo. Se non avete mai provato il parapendio prima, questo è il posto ideale per farlo. Vedute spettacolari e istruttori molto professionali, la maggior parte parla inglese.

A nord della spiaggia giace Rocinha, la favela più grande dell’America Latina, visitabile previa prenotazione con guida turistica, a detta dei carioca la più tranquilla di Rio.

All’inizio della spiaggia infine si trova l’alta torre disegnata dall’archistar Oscar Niemeyer, l’Hotel Nacional, e da qui parte la strada costiera che porta appunto il suo nome, con annesso un percorso pedonale che segue il percorso del litorale a picco sull’oceano.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Parapendio

Il Carnevale di Rio de Janeiro

Il Carnevale di Rio de Janeiro è una delle feste più grandi e famose al mondo, un evento ricco di musica, danza, sfilate e festeggiamenti. Ogni anno cade in periodi diversi e si celebra nei cinque giorni che precedono la Quaresima, ma la città inizia i preparativi dei festeggiamenti ben 2 mesi prima, trasformandosi in un palcoscenico di colori e emozioni.  Siamo nell’estate australe, le giornate sono quasi sempre calde e soleggiate. Tutti i fine settimana vengono organizzate feste e parate per strada chiamate blocos, dove tutta la gente si raduna, danza, beve e fa festa. Controllate online i mille appuntamenti che precedono il carnevale, molte delle feste vengono confermate all’ultimo momento. Tutti i ragazzi e ragazze si spostano per la città saltando di blocos in blocos, vestiti in modo stravagante e appariscente, provocante e divertente. Bande musicali rallegrano un popolo sfrenato e colorato. Ci sono feste di tuti i tipi, a tema, per bambini, solo per adulti, LGBT+, concentrate in un’unica piazza o feste in movimento lungo una avenida, feste in spiaggia o addirittura in mare.

L’apice della festa si respira però nelle serate di sfilate al Sambódromo, l’immenso stadio orizzontale, lungo circa 700 metri e progettato dal famoso architetto Oscar Niemeyer, dove a turno le scuole di Samba sfilano ballando a ritmo di canzoni che tutti cantano all’unisono.

L’inizio ufficiale del Carnevale di Rio è segnato dall’incoronazione di Re Momo, che rappresenta il Martedì grasso. 

Vivere il Carnevale al Sambadromo è un’esperienza straordinaria. La Parata di Samba è l’evento clou del Carnevale, le scuole di samba si sfidano in un’esibizione di danza, costumi sfarzosi e musica. 

Le scuole di samba sono organizzate in diversi gruppi o categorie. Le categorie principali sono il Grupo Especial, il gruppo di scuole più prestigioso e una serie di gruppi di accesso dal gruppo A scendendo fino al gruppo E. Ogni anno le scuole gareggiano e, in base ai verdetti delle giurie di ciascun gruppo, salgono o scendono di gruppo.

Il sabato successivo al Martedì grasso, si tiene la Parata dei Campioni, dove le scuole di samba vincitrici delle sfilate si esibiscono ancora. 

Il costo dei biglietti per le parate della settimana finale del Carnevale è davvero molto alto, ma l’ingresso al Sambodromo per le sfilate preparative che si tengono tutti i fine settimana antecedenti è gratuito e accessibile quindi a tutti. L’atmosfera è quella di una finale di Champions League o delle Olimpiadi. Ad ogni sfilata, lo stadio cambia colore con gli striscioni e le bandiere dei colori della scuola di samba che sfila. Anche la musica è appositamente preparata ogni anno con canzoni esclusive di ciascuna scuola. La gente è elettrizzata, in preda ad euforia collettiva. Lo spettacolo dura ore intervallato da piccole pause tra una scuola e l’altra per riaddobbare tutte le platee. Le ballerine e i ballerini ballano in solitaria, a piccoli gruppi o a stormi di centinaia di figuranti, alcuni sono vestiti con possenti abiti di scena altri sono praticamente nudi. Tutto è allegria e gioia. Fuochi d’artificio, stelle filanti, palloncini e tamburi ti avvolgono e ti trasportano in una festa infinita.

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Karpathos

L'isola di Karpathos

...il paradiso perduto

La proposta in breve

Karpathos è la seconda isola più grande del Dodecanneso.  L’Isola è stretta e lunga con una catena montuosa che l’attraversa completamente dal nord al sud. La costa è quasi per intero a picco sul mare, cosicché per raggiungere le spiagge o i pittoreschi borghi bisogna percorrere strade tortuose di montagna facendo continui sali e scendi.

L’isola greca di Karpathos è un vero e proprio scrigno, un piccolo universo di bellezza e tranquillità dove il tempo sembra rallentare. Si respira ancora un aria autentica, semplice e genuina, senza troppe sovrastrutture per il turismo di massa. L’isola custodisce inoltre alcune delle spiagge più incantevoli e incontaminate del Mediterraneo.

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano il mare, tutte le infinite tonalità di blu, azzurro, turchese e smeraldo, per chi sogna tutto l’anno di immergersi in acque cristalline
  • Quando mi consigliate di partire? Ogni stagione ha il suo fascino, ma noi consigliamo ovviamente l’estate per godere a pieno del mare limpidissimo del Dodecanneso
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Approssimativamente una settimana sarà sufficiente
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è medio- bassa rispetto all’Italia
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo tra le altre delle bellissime spiagge di Amoopi, Apella, 
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? L’isola di Karpathos è abbastanza estesa e le strade sono spesso tortuose, consigliamo  quindi di noleggiare una macchina rispetto ad uno scooter.
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? La tradizionale cucina greca con qualche contaminazione turca soddisferà ogni vostra passione culinaria. Segnaliamo gli onnipresenti spiedini Souvlaki, la classica Moussakà o il Pasticio, i dolcissimi Baklava e Kataif

L'itinerario!

8 imperdibili tappe per visitare il gioiello nascosto del Dodecaneso

La prima tappa

Amoopi

Amoopi è una tra le più famose spiagge della costa sud orientale.

E anche una delle più comode di tutta l’isola essendo a pochi minuti da Pigadia, il nucleo principale dell’isola e suo porto principale, facilmente raggiungibile in pochi minuti, e quasi sempre riparata dal vento.

Ci sono in realtà 3 spiagge vicine, due con sabbia e una ciottolosa. Il mare digrada molto lentamente, rendendole perfette per le famiglie con bambini e in generale per tutti coloro che amano un facile accesso all’acqua.

Facile il parcheggio, presenza di doccia e bagno, possibilità di noleggiare ombrelloni o posizionarsi nella spiaggia libera. È meno selvaggia delle altre e sede di alcuni tour operator internazionali. E’ quindi come prevedibile spesso molto affollata.

Si può fare una piacevole passeggiata per raggiungere una chiesetta su promontorio, con super panorama! 

Little Amoopi Beach è la bellissima spiaggia di sabbia sulla destra, meno affollata della spiaggia più grande e presenta una luccicante scogliera bianca a sinistra e un isolotto in fronte. Il mare ha colori stupendi, con tutte le sfumature di turchese, azzurro chiaro a blu.

Entrambe le spiagge sono ben protette dal vanto e quindi quasi sempre piacevolmente fruibili.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Si può raggiungere l’isola di Karpathos via mare da Rodi o Creta con traghetti nazionali greci o vi si arriva in aereo al piccolo aeroporto a sud dell’isola da pochi scali italiani e ovviamente dall’aeroporto internazionale Venizelos di Atene

La seconda tappa

Apella

Apella beach è una spiaggia veramente unica e incantevole, l’acqua è meravigliosamente cristallina, la vista sulle montagne retrostanti è spettacolare.

Da molti è considerata una delle spiagge più belle di tutto il Mediteraneo.

Ci si arriva in circa 30 minuti da Pigadia attraverso un strada panoramica mozzafiato tutta asfaltata, ma abbastanza tortuosa.

Consiglio di arrivare entro metà mattina per godersi la tranquillità del paesaggio.

I parcheggi non sono molti e il sole in estate tramonta dietro la montagna verso le 17.

Appena scesa la scalinata principale si apre lo spettacolo di colori, che vanno dal turchese al verde, fino al blu intenso e cambiano continuamente durante l’arco della giornata.

La spiaggia di piccoli ciottoli e ghiaia è ampia, abbastanza riparata dal vento ed è dotata di ombrelloni e lettini a pagamento, ma non di doccia. Fortunatamente possiede anche molto spazio di spiaggia libera.

Alle vostre spalle le rocce e gli alberi consentono di godere di un po’ d’ombra naturale.

Consiglio di portarvi il pranzo e acqua anche se c’è una taverna che consente di ordinare qualcosa per il pranzo o bevande.

Sulla spiaggia si trovano due piccoli pontili, utilizzati per fare tuffi, approdo delle imbarcazioni che fanno il giro dell’isola e che attraccano una volta al giorno alle 11 e che ripartono alle 15.

Per gli appassionati consiglio di munirsi di maschera per ammirare i piccoli e vari pesci che abitano la baia.

Un piccolo sentiero a circa metà dell’arenile si inerpica a mezza altezza verso il lato sinistro per poi ridiscendere in una piccola spiaggia solitaria adiacente. Le vostre foto dal promontorio saranno stupende, abbracciando tutto il golfo e spaziando per tutto il lato orientale dell’isola.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Tra fine Maggio ed i primi di Ottobre, soffia intenso sul Mar Egeo il famoso Meltemi, che investe in particolar modo il lato nord-ovest di Karpathos. Questo fa sì che le temperature restino sempre piacevoli anche in pieno agosto, ma bisogna prestare attenzione alle spiagge più esposte cercando le più riparate.

La terza tappa

Lefkos

Lefkos si trova sul versante ovest dell’isola, quello generalemente più battuto dal Meltemi.

Da Pigadia occorrono circa 45 minuti e consiglio la strada sul lato ovest della costa per godere di panorami mozzafiato!

A Lefkos troverete 3 spiagge con caratteristiche diverse e per questo motivo ideale per tutti i gusti.

La prima è una piscina naturale sempre protetta dal vento; il colore del mare è splendido in tutte le sue variazioni di turchese e blu, acqua bassa, adatta per bambini e famiglie, ma con ampio arenile occupato da ombrelloni, e taverne alle spalle che fanno anche servizio in spiaggia.

Oltrepassata la prima spiaggia troverete la seconda più ampia con molti meno ombrelloni, più tranquilla, meno affollata, più esposta però al vento…

Infine basta continuare per una piccola strada sterrata verso nord e troverete una serie di calette dove sarete praticamente soli, qui può capitare di trovare anche qualche nudista.

Il luogo è spettacolare e famoso in tutta l’isola per bellissimi tramonti.

A Lefkos ci sono diversi locali per bere e mangiare qualcosa, pochi gli appartamenti turistici, spesso molto costosi. Superato il paese si incontra un ampio parcheggio sterrato, dove potete lasciare tranquillamente il vostro mezzo tutta la giornata.

La quarta tappa

Kyra Panagia

Splendida spiaggia a circa 15 km a nord di Pigadia vicino al paese di Achata.

Il posto in generale è un incanto: un paesino incastonato in una gola, con acqua turchese e trasparente. La spiaggia è affascinante per come è raccolta fra le montagne intorno che la proteggono dai venti; arrivarci però non è comodo, tra strade strette, tutte comunque asfaltate, e molteplici tornanti, ma ne vale decisamente la pena.

La caletta, di ghiaia e ciottoli è attrezzata e ben tenuta, con passerelle in legno per camminare. Alle spalle si trovano due taverne e molti negozietti. L’entrata in mare è subito con acqua alta dopo pochi metri.

Il mare è veramente cristallino, esaltato dai piccoli ciottoli chiari; portatevi maschera e pinne perché anche qui ci sono meraviglie nel fondale da non perdere!

Potete divertirvi a tuffarvi da un piccolo scoglio sul lato sinistro della spiaggia accanto ad una piccola grotta.

Sicuramente affollata nei mesi estivi, ma davvero ottima per passare una piacevole giornata.

Attenzione perché il sole alle 17 già non c’è più perché scende dietro la montagna.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Consiglio di fare il breve percorso che conduce alla famosa chiesetta con la cupola rossa che guarda la spiaggia. La terrazza vi offre un panorama mozzafiato da cui fare bellissime foto. All’esterno della chiesetta vi è inoltre una campana con un batacchio, si dice che chi la suona è destinato a tornare sull’isola.

La quinta tappa

Pigadia

Pigadia è il capoluogo dell’isola, il suo principale porto e il posto dove potete trovare negozi, supermercati, ristoranti, caffè, noleggiatori di macchine e scooter e la poca vita notturna di tutta l’isola. Le navi arrivano solamente alcuni giorni della settimana e le imbarcazioni che effettuano escursioni turistiche nelle spiagge più belle sono ancora limitate.

La vita notturna di Karpathos si concentra tra il lungomare e la via ad esso parallela, appena sul retro.

Anche Pigadia possiede la sua spiaggia, comoda e facilmente raggiungibile, ben tenuta e pulita; Pigadia Beach, lunga circa 3km, l’unica dell’isola adatta ad una passeggiata, tutte le altre non superano i 150/200 metri.

L’acqua è limpida e trasparente al pari delle spiagge più blasonate, il fondale alterna sassolini, sabbia e rocce. Il mare è dolcemente digradante, in alcuni tratti della battigia sono presenti scivolose lastre di roccia, sono quindi consigliate le scarpine da acqua.

 Lungo la costa molti locali offrono ombrelloni e lettini con prezzi contenuti.

La sesta tappa

Achata

Achata si trova nella parte orientale dell’isola, circa a metà salendo verso nord da Pigadia.

La strada per raggiungerla è completamente asfaltata e all’arrivo troverete inoltre un ampio parcheggio.

E’ una spiaggia lunga e profonda, servita da lettini e ombrelloni, ma con anche tante zone libere; vi si trova inoltre un delizioso ristorantino.

La spiaggia è racchiusa in una piccola baia con pareti scogliose che la riparano dal vento. E’ costituita completamente da sassi e ciottoli e digrada molto velocemente dopo pochi metri.

Il mare, con l’acqua pulitissima, ha effetti di colore azzurro/verde ed è fantastico per lo snorkeling.

Ci sono anche delle piccole grotte a una ventina di metri dalla spiaggia dove l’acqua crea stupendi giochi di luce.

La settima tappa

Kato Lako

Kato Lakos è la più bella tra le tante belle spiagge di Karpathos. Un luogo vero, autentico, senza fronzoli, senza servizi solo un mare da restare senza fiato. L’ambiente è ancora mantenuto naturale, nessun stabilimento, zero ombrelloni e zero rumori, sentirete solamente quelli delle onde che si infrangono sulla battigia!

Per arrivare vi dovete dirigere verso Kyra Panagia, poi lungo la strada, sulla destra c’è l’indicazione per un gruppo di ville chiamate Lux View, le si raggiunge e poco più avanti si parcheggia. La strada è percorribile solo ed esclusivamente a piedi. Una frana ha interrotto il sentiero che porta in spiaggia. Solo esperti guidatori di fuoristrada riescono a scendere. Il consiglio è quindi di lasciate la macchina in cima e scendere a piedi.

Si raggiunge la spiaggia con una panoramica camminata di circa 20 minuti in andata e 30 al ritorno, abbastanza in discesa e con terreno dissestato, ma non pericoloso.

Questo è ovviamente il segreto che la rende poco frequentata dai turisti e ritrovo per pochi avventurieri, non più di 10 al giorno.

Quando si arriva alla spiaggia si resta senza parole, verrete invasi dal forte profumo della macchia mediterranea e dal silenzio assordante. Il mare, un gioiello di smeraldo, e la spiaggia dorata mista a ciottoli vi lasceranno a bocca aperta.
Il mare super cristallino è stupendo, perfetto per lo snorkeling. Sulla sinistra della spiaggia principale ci sono una serie di grotte e caverne con pesci scorpione residenti, facilmente individuabili, bellissimi ma attenzione perché i loro aculei sono velenosi; una volta individuati basta solamente rispettarli e non provare a toccarli.
Munitevi quindi di acqua e cibo e andate ad esplorare questo paradiso marittimo che la natura ci regala, dove il colore dell’acqua si fonde con il paesaggio naturalistico del luogo. A mio parere rappresenta appieno lo spirito brullo e selvaggio dell’isola. 

È consigliato andarci di mattina per la sua posizione, a picco sulla montagna, che causa lo scomparire del sole verso il primo pomeriggio.

Il posto del cuore

Se avete la possibilità di noleggiare una piccola barca o riuscite a farvi portare da un taxi boat, tra Kato Lako e Apella ci sono una serie di spiagge paradisiache raggiungibili solo via mare, completamente incontaminate, dove il mare da azzurro vira al celeste fino a diventare bianco come il latte per la presenza della polvere di roccia che resta in sospensione vicino alla riva. Troverete poi una splendida serie di grotte. Il nostro posto del cuore è appunto una di esse, che possiede due accessi, uno dal mare e uno da una piccola spiaggia al suo interno. Vi sembrerà di essere lontano da tutto e da tutti, completamente avvolti dalla natura, naufraghi dispersi in un paradiso perduto.

L’ottava tappa

Damatria e Diakoftis

Damatria

Damatria si trova nel versante sud dell’isola. Facilmente raggiungibile con qualsiasi tipo di auto, il parcheggio si trova sulla strada che conduce alla spiaggia.

La baia è incantevole, con acqua cristallina dai bellissimi colori, una grandissima piscina naturale dall’atmosfera adatta a chi non ama il caos.

L’arenile lungo e stretto è di sassi, con corridoi per accedere facilmente al mare dove il fondale diventa invece sabbioso e rende piacevole sia camminare che fare snorkeling .

E’ possibile affittare lettini con ombrellone.

A 100 mt si trova una taverna che offre la possibilità di effettuare ordini direttamente dalla spiaggia mediante QR Code.

Diakoftis

Diakoftis è un posto da sogno. Una delle più belle spiagge di Karpathos.

Spiaggia meravigliosa quasi caraibica, sabbia fine bianca con sfumature rosa. Colori del mare stupendi. Lontana da tutto, tranquillità assoluta. Spesso molto ventosa, se si ha la fortuna di trovare un giorno di vento non troppo forte la si può godere a pieno in tutto il suo splendore.  

La spiaggia si trova all’estremità meridionale dell’isola. Venendo da Pigadia si deve fare la strada fino all’aeroporto, poco prima in prossimità di un hotel abbandonato si gira a destra e si seguono le indicazioni che vi porteranno su una strada sterrata facilmente percorribile che segue tutto il perimetro dell’aeroporto.

Diakoftis è divisa in due parti. Il lato di sabbia chiara, che rilascia i colori più belli, è quello anche più affollato e qui l’acqua è bassa per molti metri.

L’altro è di sabbia meno fine, con un paio di metri di sassi appena si entra in acqua ed il mare diventa subito profondo.

Purtroppo la gestione del bar e dei lettini ha dei prezzi veramente elevati, quasi il triplo rispetto ad altre spiagge dell’isola. C’è comunque la possibilità di usufruire di un po’ di spiaggia libera per chi desidera portare il proprio ombrellone e il consiglio è quello di portarsi il cibo e l’acqua  “a sacco”.

 E’ forse questo splendida isola il gioiello nascosto del Dodecanneso?

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Rodi

L'isola di Rodi

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La proposta in breve

Rodi, l’isola più grande del Dodecaneso, è famosa per le località balneari, le antiche rovine e per essere stata la roccaforte dei Cavalieri di San Giovanni durante il periodo delle Crociate. E’ una rinomata meta turistica soprattutto nei paesi del Nord Europa. Durante il vostro soggiorno incrocerete soventemente molti scandinavi, inglesi e tedeschi che qui hanno comprato casa e passano gran parte dell’anno, godendo della piacevole condizione climatica  e della sua atmosfera distesa e rilassata così tanto inequivocabilmente greca.

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano il mare, la buona cucina greca, le antiche vestigia medievali
  • Quando mi consigliate di partire? Ogni stagione ha il suo fascino, ma noi consigliamo ovviamente l’estate per godere a pieno del mare limpidissimo del dodecanneso
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Approssimativamente una settimana sarà sufficiente
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è medio- bassa rispetto all’Italia
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo tra le altre delle bellissime città di Rodi e Lindos, delle spiagge del nord come Agathi e Anthony Quinn Bay, di quelle deserte del sud come Prassonissi o la selvaggia agios Georgios
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? L’isola di Rodi è la più grande del Dodecanneso, consigliamo  quindi di noleggiare una macchina rispetto ad uno scooter e di spezzare possibilmente il soggiorno in 2 abitazioni separate, una al nord e l’altra a sud.
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? La tradizionale cucina greca con qualche contaminazione turca soddisferà ogni vostra passione culinaria. Segnaliamo gli onnipresenti spiedini Souvlaki, la classica Moussakà o il Pasticio, i dolcissimi Baklava e Kataifi

L'itinerario!

9 imperdibili tappe per visitare l’isola più grande del dodecanneso

La Bandiera di Rodi

Sebbene in tutto il Dodecanneso sventoli la bandiera ufficiale della Grecia, a Rodi vedrete qua e là questa strana bandiera con la simbolica faccia di Elios, il dio Sole, a cui l’isola sin dall’antichità era devota. La scritta che vi appare invece per chi non conosce l’affascinante alfabeto greco significa “Popolo di Rodi”

La prima tappa

Anthony Quinn Bay – Ladiko

È forse la più famosa spiaggia di Rodi. La baia è stupenda e merita assolutamente una visita. La spiaggia è costituita da piccoli ciottoli e ghiaia. Il paesaggio è mozzafiato, il colpo d’occhio dall’alto è davvero impressionante; l’acqua cristallina color smeraldo, l’insenatura che ti avvolge, la vegetazione che contrasta con il mare. Il fondale, profondo fino a 5 metri circa all’altezza delle boe, offre una moltitudine di scogli, qualche alga e diverse tipologie di pesci, così da rendere molto gradevole anche lo snorkeling.

Purtroppo essendo una delle spiagge più belle dell’isola e trovandosi molto vicino alla turistica Faliraki, è sempre strapiena di gente. Consiglio quindi vivamente di andarci la mattina presto (anche prima delle 9:00) per godere a pieno della bellezza del posto e prendere uno dei carissimi ombrelloni nelle prime file leggermente isolato dagli altri. La ressa arriva gradualmente sia da terra che da mare (le numerose crociere giornaliere fanno tutte tappa qui) e senza un lettino ed ombrellone si fa fatica a trascorrervi una mezza giornata, sia per la mancanza di spazio, che per l’assenza di sabbia.

Dalla parte opposta della baia si trova una seconda discesa che porta ad un’altra bellissima insenatura ove sono disposti altri lettini e ombrelloni a pagamento, qui si entra in mare da un pontile da cui i bagnanti si tuffano.

Proprio di fronte, nella stessa baia si trova la spiaggia di Ladiko. Venendo dalla strada, sarà la prima che incontrerete. Rispetto alla vicina Quinn la piccola Ladiko beach è più adatta a chi ha bambini in quanto di sabbia fine, con parcheggio adiacente nonché con tutti i servizi essenziali. Acqua cristallina, fondale di roccia e sabbia con un mix di colori turchese e azzurro molto suggestivo. Ottimo per snorkeling. Anch’essa spesso molto affollata.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Il parcheggio per entrambe le insenature è limitato, specialmente in alta stagione e se arrivate tardi rischierete di non trovare posto. La località è collegata anche con servizio autobus dalle principali cittadine dell’isola. Consiglio di pranzare nel ristorantino che sovrasta la baia, ottimo cibo e prezzi adeguati alla qualità del cibo o altrimenti prendere uno dei panini espressi del negozio ambulante accanto al ristorante.

La seconda tappa

Traganou Cave – Afandou

Le spiagge di Traganou e di Afandou si trovano sulla costa orientale dell’isola e si raggiungono in auto dalla città di Rodi in circa 30 minuti. Ci sono anche degli autobus che partono dalla stazione dei bus nel centro di Rodi (accanto al mercato nuovo – Nea agorà) e che hanno fermate su tutta la costa in corrispondenza delle spiagge più frequentate.

Rispetto a tantissime altre spiagge gettonate di Rodi, super attrezzate, super servite e anche super costose, qui sembra un’altra isola.

Sono spiagge molto grandi, per lo più libere, con poca gente, prevalentemente greca; si può tranquillamente stare a 100m dai propri vicini, in totale solitudine e tranquillità. Qua e là troverete chioschetti con servizio cucina e bar che affittano lettini e ombrelloni con prezzi decisamente economici. Ampio parcheggio gratuito. Doccia e bagni pubblici, gratuiti sulla spiaggia.

Non sono spiagge di sabbia fine, ma sono composte da sassolini e ghiaia che rendono limpidissima l’acqua del mare.  Il mare che diventa profondo dopo pochi metri ha un colore da urlo: azzurro e trasparente come pochi sull’isola.

A Traganou se camminate oltre alla concessione dei membri dell’esercito ellenico, e vi avvicinate alle rocce scoprirete calette, grotte sovra e sottomarine, bellissime per lo lo snorkeling. Consigliate ciabatte o scarpette perché i sassolini qui sono un po’ fastidiosi.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Evitate Faliraki se non siete persone da riviera romagnola. Affollata di stabilimenti ed ecomostri alberghieri, colonia inglese in terra greca, piena di pub e fast food. Purtroppo si fa fatica a non gridare allo scempio naturale, vittima del peggiore turismo che ripropone lo stesso orribile cliché tanto a Sharm el Sheikh quanto a Cancun.

La terza tappa

A spasso per Rodi città

Camminare nei viottoli della città antica è a dir poco emozionante, sembra di tornare indietro nel tempo. 

Le mura che circondano la città sono in ottime condizioni strutturali. Un sistema difensivo gigantesco e spettacolare, un pezzo di storia importante della città che per alcuni secoli fu considerata inespugnabile. Le mura hanno porte ogni cento metri circa.  Meravigliosa è la porta d’Amboise, da dove vi consigliamo di partire per una piacevole passeggiata culturale. 

Passando per un secondo portale vi troverete subito nel cuore del centro storico, alla fine della celebre Via dei Cavalieri, dove si erge l’entrata del Palazzo dei Gran Maestri, il castello più bello ed imponente dell’intera isola. Lo splendido palazzo trecentesco fu realizzato dai cavalieri dell’ordine di San Giovanni, successivamente diventati dell’ordine di Malta, che governarono l’isola per circa duecento anni.

Edificato come protezione estrema agli attacchi degli invasori, è diventato in seguito una galera sotto la dominazione ottomana e nel 1856 è andato distrutto a causa dell’esplosione di una polveriera nella vicina chiesa di San Giovanni.

Fu ricostruito quasi interamente, cercando di restare il più fedele possibile all’originale, nel periodo di colonizzazione italiana dal 1937 al 1940 per ospitare la sede del governo italiano sulle Isole dell’Egeo ai tempi del fascismo. Di originale dell’antica costruzione è rimasta solo l’entrata del palazzo con le imponenti torri.

Oggi il palazzo si presenta come un museo alquanto povero di autenticità e originalità. Tutto ciò che è presente nel palazzo e che va ad allestire i vari ambienti in realtà è stato preso dagli italiani che hanno governato l’isola in periodo fascista da altri musei e siti d’Europa. Le armature, i pezzi di mobilio, gli oggetti antichi, i quadri, gli arazzi, gli antichi capi d’abbigliamento non sono mai appartenuti in realtà alla storia di questo palazzo, ma sono stati portati qui per adornare il palazzo, soprattutto prevedendo la visita di Mussolini, che in realtà non approdò mai a Rodi.  I pezzi più preziosi sono i pavimenti di mosaico antico, di epoca greca, che sono stati staccati da scavi archeologici provenienti da templi e antiche dimore dell’isola di Kos. L’entrata con la grande scalinata ha un fascino particolare. Dal giardino si godono splendide vedute e la passeggiata al suo interno è meravigliosa.

Per la visita all’interno della fortezza c’è un biglietto da pagare che include anche la visita all’interessante Museo Archeologico, che ha sede nell’antico Ospedale dei Cavalieri di San Giovanni, costruzione completamente originale, quindi molto più antica.

Un edificio piuttosto semplice che si svolge su tre piani, con un grande cortile porticato.
All’interno dell’edificio vi è una vasta collezione di epitaffi così come anche un enorme numero di interessanti statue incluse due Kouros e due Afrodite (la più piccola delle quali del I sec a.C. è nota come Afrodite di Rodi) ed un’ampia collezione di urne e vasi. Molto suggestiva è la grande sala dei pazienti, dove sono esposte lapidi scolpite di Cavalieri, emblemi cavallereschi e un sarcofago romano usato per la tomba del Gran Maestro Kornegian. L’esterno è un trionfo di giardini lussureggianti, bianchi cortili inondati di sole, terrazze con pergole traboccanti di tralci, leoni bianchi di guardia su piedistalli, grandiosi mosaici, un labirinto in cui è bello perdersi. 

La Via dei Cavalieri, una strada tutta acciottolata che conserva ancora un aspetto decisamente medievale. La strada corre dal Palazzo del Gran Maestro fino all’Ospedale dei Cavalieri di San Giovanni al mare. Le sue sette locande o logge ospitavano i cavalieri, uno per ciascuno dei sette diversi paesi da cui provenivano. In molti edifici oggi sono ospitati i consolati e gli uffici di alcune ambasciate estere, ben riconoscibili da stemmi e fregi. Una delle particolarità più interessanti è la realizzazione dell’acciottolato, veramente suggestivo, la cui visione migliore si ottiene ammirandolo dal basso. La strada infatti è in leggera salita.

All’interno della cerchia muraria vi consigliamo di perdervi tra le nascoste piazzette lussureggianti e le strade acciottolate, inoltre non mancate una una visita alla Moschea di Solimano, alla Torre dell’Orologio, e una passeggiata per la turistica via Socrate, fino alla nevralgica piazza Ippocrate con la centrale fontana ottomana e la scalinata in pietra della “Giuderia” che poggia sulla Loggia dei Mercanti.

Dalla porta di Thalassini Pyli passeggiate fino all’estremità di una strada rialzata, fermandovi per ammirare tre mulini a vento ben conservati, per raggiungere in seguito la fortezza di Agios Nikolaos del XV secolo, costruita per proteggere il porto di Mandraki dagli invasori. All’ingresso del porto, un cervo e una cerva in bronzo di epoca veneziana si ergono in cima a colonne di pietra, accogliendo i naviganti. Si narra che qui un tempo poggiassero le gambe dell’enorme e celebre Colosso di Rodi, una delle 7 meraviglie del mondo antico.

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Il Colosso di Rodi

Nel 300 A.C. per celebrare la vittoria dopo un lungo assedio, i rodiesi decisero di costruire una gigantesca statua, alta 32 metri, rivestita in bronzo, in onore di Elio, loro protettore. La statua crollò appena 67 anni più tardi a causa di un forte terremoto, ma rimase per sempre impressa nelle menti di tutti i popoli.

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E’ possibile raggiungere Rodi con voli diretti dall’Italia o passando da Atene. L’isola è inoltre collegata tramite traghetti nazionali al porto del Pireo di Atene. Come capoluogo del Dodecanneso infine Rodi è collegata a tutte le altre isole dell’arcipelago con rotte pressochè giornaliere.

La quarta tappa

Agathi – Golden Beach

Agathi è una bella spiaggia, lunga circa 200 metri, chiusa in una splendida baia, mai troppo affollata. Dista poco più di una decina di chilometri da Lindos, in direzione nord.
Per raggiungerla in auto dovrete percorrere le ultime centinaia di metri su strada sterrata, ma non avrete bisogno di una Jeep, basterà andare a passo d’uomo.

E’ una spiaggia dorata di rena finissima, tanto da essersi meritata l’appellativo di “golden beach”. Una spiaggia speciale da ammirare perché fantastica.

Ampio parcheggio gratuito, mare trasparente e fondale basso, che digrada molto molto dolcemente.  La struttura presente è stata recentemente chiusa e quindi la spiaggia è da considerarsi completamente libera. Dovrete essere quindi equipaggiati di tutto da bevande e cibo ad ombrellone e asciugamano. Esistono solo delle docce sparse qua e là e dei bagni alquanto fatiscenti. Nelle ore più calde potrete ritirarvi nel piccolo boschetto nel lato sinistro della spiaggia, dove tra il belato di qualche capra raminga vi rilasserete all’ombra dei fichi e degli ulivi.

La vista infine è impreziosita dalle rovine di una fortificazione medioevale che domina la punta sud della baia. 

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A fine giornata abbiamo deciso di inerpicarci e salire per godere del panorama. La visuale arriva fino a Lindos. Poco è rimasto della fortezza medievale di Feraklos. Le mura sono in gran parte crollate, il sito non è assolutamente mantenuto,  sono quindi consigliate delle scarpe da ginnastica.

La quinta tappa

Le Terme di Kallithea

Le terme di Kallithea sono forse la più elegante testimonianza dell’architettura e del buon gusto italiano durante i trent’anni di amministrazione italiana di Rodi tra il 1912 ed il 1947. Immancabile una visita se si soggiorna a Rodi.

Volute dal governatore Mario Lago e progettate dall’architetto Lombardi, sono un ex complesso termale, oggi stabilimento balneare, dotato di ombrelloni e lettini, in un’ampia baia riparata, una specie di fiordo mediterraneo con bar e ristorante. La spiaggia è piccolina, ma esistono molti punti dotati di scalette per agevolare la discesa in mare per fare il bagno. Il mare è molto bello e cristallino soprattutto verso la fine del fiordo.

Del complesso termale è rimasto davvero poco, lo stabilimento sulla destra è stato trasformato in un’incantevole location per ricevimenti e matrimoni sul mare. Un luogo affascinante e chic tanto da essere stato anche il set di alcuni film.

Si paga un biglietto d’ingresso, perché considerato un sito monumentale storico. Se poi si decide di rimanere per una giornata di mare va aggiunto il costo degli ombrelloni e dei lettini, tra i più cari dell’isola. Sul lato sinistro si trovano due piccole cascate di acqua ghiacciata, perfette per rinfrescarsi e scattare qualche bella foto instagrammabile.

Consiglio di recarvici nel pomeriggio, attendete il tramonto prendendo un aperitivo a bordo mare e cenare poi nel paese di Kallithea.

La sesta tappa

Tsampika

Tsambika beach è una bella ed estesa spiaggia di sabbia dorata e fina sulla costa orientale dell’isola di Rodi, a una trentina di chilometri a sud dalla città di Rodi. L’acqua del mare è limpida e si fa profonda soltanto dopo una quindicina di metri. La spiaggia è piena di stabilimenti balneari per tutti i gusti. Tanta musica, giochi e sport d’acqua, chioschi e bazar, possibilità di noleggiare barche o escursioni organizzate nelle spiagge adiacenti. Andando in fondo verso nord (quindi guardando il mare a sinistra) si raggiunge invece una zona più “tranquilla” dove c’è meno confusione. In questa zona c’è una bellissima ed enorme roccia su una grande duna di sabbia su cui è dipinta la bandiera della Grecia. Andando invece nella parte destra si trova la spiaggia libera ed in fondo una zona riservata ai nudisti.

Merita andare poi al monastero di Tsambika, che si trova in alto a picco sulla spiaggia. Preparatevi a scalare 300 scalini, il panorama ricompenserà il vostro sforzo!

La settima tappa

Il luogo del cuore

Stegna – Grande Blue

A pochi passi da Stegna si trova la splendida caletta che prende il nome dalla taverna Grande Blue che la sovrasta dall’alto. Una volta arrivati al parcheggio gratuito della taverna si passa oltre e si accede ad una magnifica scalinata estremamente coreografica di circa 100 scalini. Il colpo d’occhio dall’alto è veramente fantastico. La vista abbraccia tutta la cala e si apre al blu del mare aperto all’orizzonte.

La caletta è quasi sempre riparata dal vento del nord, il famoso Meltemi. La zona di spiaggia libera è minima, quindi risulta quasi obbligatorio noleggiare ombrellone e lettino, entrambi rigorosamente blu. C’è un piccolo bar che offre solo bibite e frutta, a prezzi abbastanza elevati, ma l’alternativa è portarsi tanta acqua oppure risalire alla taverna o prendere l’auto per andare nella vicina Stegna per pranzo.

Il mare è limpidissimo e permette di fare snorkeling, la spiaggia è fatta per lo più di sassolini e scoglietti, sono quindi consigliate le scarpette da scoglio per essere più comodi..
Su lato sinistro della spiaggia parte un piccolo sentiero sotto al ristorante che conduce ad un ben visibile arco naturale; poco oltre uno splendido bagno di Venere, una piccola insenatura del mare che forma una piscina naturale, vi permetterà di vive un’esperienza indimenticabile per la bellezza dei colori dell’acqua e per la presenza di alcune incredibili grotte, non facilmente identificabili. Alla prima si accede da una piccola apertura al centro della pozza, una volta oltrepassata vi troverete in un ampio antro dove potrete stare anche in piedi; la seconda invece si snoda tortuosa all’interno della roccia e  si apre con un foro panoramico verso il cielo. Stupefacente!

Consiglio di andare la mattina presto, per godere appieno della giornata perché verso le 17 arriva l’ombra in buona parte della spiaggia.

L’ottava tappa

Lindos

Il villaggio di Lindos è una piccola gemma, senza dubbio uno dei luoghi più belli dell’isola.

L’incantevole paesino ha perso in parte il fascino originario per la presenza massiccia di locali per turisti, ma passeggiare tra le strette vie, tra bianche case abbellite con i tipici mosaici di pietre bianche e nere (i “choklakia“), tra gli angoli abbelliti da vasi e fiori, i portoncini in legno lavorato, le chiesette e gli scorci suggestivi, è un vero piacere.

Molti ristoranti spesso hanno una terrazza sul tetto o un grande patio e giardino interno ove godere di splendidi panorami.

Da visitare la chiesa bizantina della Panagia e soprattutto l’acropoli raggiungibile con una breve ma ripida strada lastricata oppure, per chi non se la sente, in groppa ad asinelli.

All’arrivo si paga un biglietto d’ingresso per accedere a questa spettacolare acropoli. Un tuffo nella storia dell’antica Grecia in uno scenario mozzafiato dove il blu puro del mare in lontananza fa da cornice a delle rovine da un fascino millenario. 

Una criticità è però da attribuire al restauro. Il tentativo di restaurare talune parti, risulta davvero incomprensibile. Completare i resti delle storiche colonne dei templi con discutibili fusti e capitelli in cemento o l’aggiunta di elementi architettonici di fantasia hanno stravolto le tracce originali che il tempo inclemente aveva comunque lasciato.

Il fascino del luogo tuttavia, con un po’ d’ immaginazione resta quasi inalterato, e guardando le ricostruzioni grafiche, si può provare a fantasticare su cosa dovesse essere questo sito nel pieno del suo splendore.

Oltre alle fortificazioni, ai resti di alcuni tempi, alla monumentale scalinata e alle vestigia di una chiesa bizantina potrete godere di uno spettacolare panorama sia della Lindos Bay, la spiaggia sottostante che offre diversi stabilimenti attrezzati ma, soprattutto, della bellissima St Paul Bay che da lassù, per un’illusione ottica, sembra una grande piscina naturale, racchiusa tra gli speroni rocciosi. Si narra che qui approdò San Paolo durante uno dei suoi numerosi viaggi per il Mediterraneo. Ciononostante, non consigliamo di visitare la spiaggia, perché molto costosa e poiché il mare qui non è bellissimo, rimanendo racchiuso nella spettacolare scenografia e per la presenza di un piccolo molo da dove partono molte imbarcazioni turistiche.

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L'acropoli di Lindos

La nona tappa

Isola di Rodi - Costa Meridionale

Se non amate la calca e volete vedere una Rodi diversa, dovete assolutamente dirigervi a Sud!

Navarone Bay

La baia di Navarone è veramente bella e molto suggestiva, con il mare dai colori cangianti, circondati dalla montagna brulla. E’ nota per essere stata il set di un film degli anni sessanta “I cannoni di Navarone” con Gregory Peck.

La spiaggia è di tipo misto, composta da sassi e sabbia.

Leggermente difficile l’accesso in acqua, meglio avere le scarpette; la migliore entrata si ha vicino all’hotel con i lettini riservati. Superato il primo tratto di pietre e scogli affioranti, dopo circa 100m da terra il mare è limpidissimo e nuotarci è un divertimento per la presenza di una striscia di sabbia bianchissima, abbagliante, con acqua cristallina, poi turchese, poi infine celeste più a largo. Una vera meraviglia!

La baia può essere un pò calda in assenza di vento, essendo circondata da rocce. Non aspettatevi ombrelloni, docce o attrezzature nella spiaggia libera, ma solo silenzio, capre e pace! Consiglio di abbinarla con la visita della vicina Lindos.

Mojito Beach

Lungo la strada costiera a pochi chilometri da Gennadi troverete un originale trattore rosa, che vi indica l’entrata di questo locale sulla spiaggia, dove potrete mangiare e bere, godendovi un po’ di pace e libertà, nuotando e prendendo un po’ di sole, magari facendovi cullare da una bella amaca e ascoltando della buona musica reggae. Un posto decisamente freak, ma molto carino. Colorato e originale, un’oasi di relax assoluto! Una spiaggia di sassolini con un mare dai colori fantastici, quasi sempre calmo. Il lido è ottimamente attrezzato con tre file di ombrelloni ben distanziati tra loro. La spiaggia su cui è situato è molto estesa e bellissima, molto pacifica. Il locale è gestito da giovani ragazzi molto gentili e affabili, l’atmosfera è meravigliosa e ti sembrerà quasi di stare in un’isola deserta con pochissima gente. Spesso vengono organizzate serate con musica dal vivo. I cocktail e i frullati di frutta sono davvero particolari.

Prasonisi/Prassonissi

La spiaggia di Prasonisi è senza dubbio uno dei luoghi più suggestivi di Rodi, famosa per l’incontro spettacolare tra due mari che formano un istmo unico nel suo genere. Bisogna fare un’ora e mezza di strada da Rodi città, ma una volta arrivati vi sembrerà di essere ai confini del mondo. Bellissimo l’impatto dal belvedere che si apre lungo la strada poco prima dell’arrivo. Da una parte il Mare Mediterraneo sempre molto mosso e dall’altra il Mar Egeo più tranquillo. In mezzo una spiaggia immensa di sabbia, che si allarga o si restringe a seconda delle maree.

La sera, i due mari sembrano quasi toccarsi e la loro fusione totale si può osservare solo al mattino presto, uno spettacolo regolato dalle fasi lunari che vale sicuramente la pena di vedere.

Il tramonto qui è un altro momento magico, con il sole che scende direttamente sul mare offrendo uno spettacolo meraviglioso.

Questa spiaggia è famosissima perché sempre molto, molto ventosa, talmente tanto da essere definita un paradiso per gli amanti degli sport come surf o kitesurf. E’ possibile anche prendere lezioni private dai molti istruttori presenti.
Per chi non pratica sport ma vuole godersi una giornata sul lettino a prendere il sole forse non è l’ideale perché veramente il vento è costante, ma se si va consapevoli di questo con l’intento di vivere per un giorno un luogo diverso dal solito, il luogo spettacolare.

Nel lato più calmo, quello alla sinistra, in una zona più riparata, è presente un lido balneare, con docce e cabine per cambiarsi e nel paese troverete taverne, bar, supermarket e bancomat. Quando la marea lo permette si può raggiungere la parte più meridionale dell’isola di Rodi e visitare, dopo circa 2 km di passeggiata, il suggestivo faro.

Il luogo del Cuore: Agios Georgios

Se cercate una spiaggia paradisiaca, con sabbia morbida e dorata e soprattutto lontana dai flussi turistici, pressoché deserta, questo è il luogo ideale. Si raggiunge con una strada sterrata di circa 4 km, ma se utilizzate il GPS non ci sono problemi per arrivarci agevolmente. Non è attrezzata, non ci sono servizi, solo sabbia, acqua e dune, un vero angolo di paradiso dove godere di un mare meraviglioso e limpidissimo. E’ necessario portarsi da bere e da mangiare e soprattutto dotarsi di protezione dal sole. La spiaggia è generalmente ventilata, ma occorre controllare le condizioni meteo perché se il vento è intenso, come spesso succede nel versante sud dell’isola, diventa difficile resistere ai granelli di sabbia che diventano pungenti come spilli.

La spiaggia è enorme, bellissima e lunghissima, tutta di sabbia anche in acqua, il panorama è incontaminato, l’ombra è inesistente.

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La Selvaggia Costa Sud

Monolithis

Dove si osserva il miglior tramonto di Rodi?

Tutti vi risponderanno a Monolithis.

Il piccolo paese sulla ventosa costa ovest si popola sul finire della giornata. La salita ai resti del castello arroccato sulla sommità di una collinetta, è facilissima e il panorama fantastico!

La natura che circonda il paese è spettacolare, soprattutto la costa, così aspra e selvaggia è incredibilmente bella.

Vi consiglio di arrivare almeno un’ora prima del tramonto perché i colori del cielo all’orizzonte sono bellissimi.

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La proposta in breve

A Palermo tutto si fonde; stili greci, bizantini, arabi, normanni; cattedrali che diventano moschee, moschee che tornano ad essere chiese. L’isola che fu punica, bizantina, romana, araba, normanna, spagnola e asburgica-borbonica offre al suo visitatore un incredibile esempio di sintesi di culture e religioni affascinanti e diverse.

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano il bello, la buona cucina, la luce del sud… insomma per chi ama la vita e i suoi piaceri
  • Quando mi consigliate di partire? Ogni stagione ha il suo fascino, ma noi consigliamo la primavera o l’inizio dell’autunno quando le temperature sono gradevolissime; nessun problema particolare neppure durante l’invento, che ha sempre temperature miti, salvo ovviamente avere meno ore di luce a disposizione
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Circa una settimana. Palermo è una città che va assaporata poco alla volta
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è medio- bassa
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo della Cattedrale di Palermo, della spiaggia di Mondello, de Palazzo dei Normanni, di Monreale, dei mercati storici della città, di alcuni posti del cuore come Le stanze al Genio, di Casa Professa o di Santa Cita.
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? Consigliamo di soggiornare in centro città e muoversi a piedi od eventualmente con qualche mezzo pubblico.
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Dall’antipasto al dolce, Palermo offre piatti tipici assolutamente imperdibili: pasta alla norma, sarde a beccafico, pesce spada e tonno freschissimi, arancine (rigorosamente al femminile), panelle e crocchè, sfincioni, granite e grattachecche, cassate, frutta martorana e gli iconici cannoli

L'itinerario!

10 imperdibili tappe per visitare una delle più belle città d’Italia

La Bandiera della città di Palermo

I colori rosso e il giallo sono ripresi dalla bandiera regionale siciliana e stanno a simboleggiare l’unione, durante la rivoluzione dei Vespri, dei comuni di Palermo e Corleone, importante centro agricolo, contro gli Angioini

Lo stemma è costituito da uno scudo dove vi è un’aquila con le ali aperte di colore oro che stringe tra gli artigli una fascia con la scritta “S.P.Q.P.” – a eterno ricordo delle origini romane – sormontata da una corona aurea tempestata da gemme ed ornata di due ramoscelli incrociati: un ramoscello d’olivo, simbolo della pace, ed uno di quercia, simbolo di forza

La prima tappa

Palazzo dei Normanni – Cappella Palatina

Il palazzo dei Normanni fu il Palazzo Reale degli imperatori Federico II e Corrado IV di Svevia e successivamente sede dei sovrani del Regno di Sicilia.

La bellezza di questo sito UNESCO è straordinaria: resterete stupefatti da tanta magnificenza.

Esternamente appare come una possente costruzione, un luogo severo ed austero. Si accede poi, attraverso un cortile interno, ad una loggia quadrata molto luminosa ed ariosa, da cui si sale al piano superiore del palazzo attraverso una grande scalinata.

Il vero spettacolo che supera ogni aspettativa è però senza dubbio la Cappella Palatina.

Scegliete di dedicare molto tempo alla visita, c’è davvero tanto da ammirare:  epoche diverse, ciascuna con le sue dominazioni e culture, sono disposte nei suoi vari strati come le pagine di un libro. La cupola, il transetto, le colonne, le absidi e gli arredi sono interamente ricoperti da splendidi mosaici e magnifici intarsi marmorei, fusione di elementi bizantini, islamici e romanici, che lasciano letteralmente a bocca aperta. Vi sembrerà di essere rinchiusi in uno scrigno dalle pareti dorate.

La basilica a tre navate fu consacrata nel 1140 con funzione di cappella reale, ovvero palatina. I mosaici, eseguiti a partire già dal 1100, rappresentano varie scene tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento. Notate anche l’originale straordinario soffitto ligneo intarsiato. Lo sguardo infine verrà rapito dal grande Cristo Pantocratore – ossia onnipotente – situato nell’abside che dona sensazioni di pace e serenità. 

Abbagliati da tanta sfolgorante bellezza potete continuare la vostra visita attraverso le diverse sale degli Appartamenti Reali. Splendida la parte normanna con la Sala dei Venti, la Torre Joharia, la torre Pisana e la sala di re Ruggero interamente rivestita e decorata con motivi zoomorfi, disegni di animali e piante, creature reali e mitologiche. Indimenticabile!

Consigliamo infine di fare un giro per i giardini reali: piante secolari stupende, un piccolo orto botanico perfettamente curato spesso allietato da un sottofondo di musica classica.

Il costo della visita, inclusa quella degli appartamenti reali è piuttosto alto, ma sarete ripagati dalla bellezza dell’esperienza.

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Alcuni giorni della settimana gli Appartamenti Reali non sono visitabili poiché il palazzo dei Normanni è sede delle attività del parlamento siciliano. Sconsigliamo inoltre di visitare il palazzo nei giorni in cui attraccano nel porto di Palermo le grandi navi da crociera, che scaricano migliaia di turisti nella città e prendono d’assalto il palazzo con grandi gruppi di visitatori.

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La seconda tappa

La Cattedrale di Palermo

E’ sicuramente tra i monumenti più significativi della città.

Questa splendida Cattedrale è una preziosa testimonianza di espressioni artistiche ed architettoniche diverse e visitarla è come sfogliare un libro di Storia.

Nel corso dei secoli ciascuna dominazione ha apportato le sue modifiche, creando però un amalgama assolutamente equilibrato ed affascinante: un vero capolavoro! Edificata su mura puniche, come moschea di culto arabo, solo successivamente con la dominazione normanna fu adibita al culto cristiano.

Esternamente è bellissima. Prestate attenzione a girarla per intero perché tutti i lati sono peculiari ed interessanti. Osservatela da vicino e da lontano, dalla strada e dal parco antistante, sotto gli archi: ogni punto regala uno scorcio eccezionale.

Spettacolare la fiancata destra che si apre su Corso Vittorio Emanuele e offre un’immagine da cartolina; si ammirano le varie torri, la cupola e soprattutto il grande e stupendo portico gotico-catalano, con il sottostante magnifico portale. La bella facciata è collegata al palazzo arcivescovile da due archi. Passate poi al fianco sinistro e soprattutto innamoratevi delle splendide absidi, che affacciano su piazza Sett’Angeli.

L’interno potrebbe inizialmente deludervi in quanto in stile neoclassico non certo congruente con l’aspetto esterno e risulterà alquanto sobrio nelle decorazioni, sebbene maestoso per le dimensioni. Non mancano però motivi d’interesse come la meridiana a pavimento, il coro ligneo quattrocentesco, il pregevole fregio con i segni zodiacali (divertitevi a cercare il vostro!) tele, statue e le imperdibili tombe reali, tra cui quella di Federico II di Svevia in porfido rosso, quella di Costanza d’Altavilla e quella più recente di Don Pino Puglisi, martire della Mafia.

La patrona principale della città è Santa Rosalia (la Santuzza) a cui è dedicata la cappella reale nella quale trovate la preziosa e monumentale urna argentea che custodisce il corpo della Santa. 

Non mancate di salire sulle terrazze. Le vedute offerte dal lungo camminamento presente sul tetto sono uno spettacolo imperdibile, fra stretti passaggi e viste mozzafiato sino al mare. Per salire ci sono parecchi gradini su di una scala a chiocciola e nessun ascensore. Di giorno, con il caldo, l’ascesa è faticosa ma fattibile e comunque il panorama vi ricompenserà della fatica.

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L’ingresso alla Cattedrale è gratuito.

Esistono poi varie tipologie di biglietti a seconda di cosa volete visitare: la visita della cripta, del tesoro (dove si trova, tra l’altro, la splendida corona di Costanza d’Aragona), dei sotterranei e dei tetti; e anche biglietti combinati con il palazzo arcivescovile, con costi ovviamente via via crescenti.

La terza tappa

A spasso per il centro città

Via Maqueda

Via Maqueda è la strada per eccellenza per il passeggio, essendo stata fortunatamente pedonalizzata. Lunga 1,5 Km parte da Piazza Giuseppe Verdi, dove si trova il bellissimo e maestoso Teatro Massimo, e arriva fino a Piazza Giulio Cesare, in prossimità della stazione centrale. Insieme alle sue continuazioni di via Ruggero Settimo e via Libertà, costituisce l’asse principale di attraversamento del centro della città da sud a nord.

Piena di bar, pasticcerie, negozi, locali e ristoranti che invadono la sede stradale con i loro dehors, la via è perennemente animata, anche nelle ore serali. Regna sempre una gran confusione, che può essere piacevole oppure assordante a seconda dell’orario della giornata e del vostro stato d’animo.

Non mancano poi le attrazioni turistiche, tra piazze, chiese e palazzi storici. La strada è un susseguirsi continuo di edifici civili e religiosi caratterizzati da vari stili, con una netta prevalenza del barocco. Piazza Pretoria con la sua splendida Fontana della Vergogna, Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo, la vicina piazza Vincenzo Bellini con la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana e la Chiesa di San Cataldo con le sue splendide cupolette rosse.

Via Vittorio Emanuele

Lunga quasi 2 km, vi si affacciano alcuni dei monumenti più importanti della città:
il Palazzo dei Normanni, il Palazzo Asmundo, la Cattedrale di Palermo, la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini.

Parte da Porta Felice (piazza Marina) a pochi passi dal mare, nella zona che viene ancora comunemente chiamata con l’antico nome arabo di “Cassaro”, e termina a Porta Nuova, vicino alla Cattedrale.

A piazza Marina resterete impressionati dagli enormi alberi di ficus con le loro incredibili radici aeree a colonna. Tra gli altri vi è anche quello considerato il più grande ficus d’Europa, con i suoi 30 mt di altezza per una circonferenza di 20 mt. Alla domenica, dalle 8 alle 13 vi si tiene il mercatino delle pulci, l’intera piazza è piena di banchi con oggetti di tutti i tipi in vendita.

All’altezza dell’incrocio con via Maqueda si forma uno slargo quasi circolare, Piazza Vigliena, i cosiddetti Quattro Canti, centro geografico e culturale della città di Palermo.

Gli splendidi edifici che la circondano hanno tre ordini di decori: al primo le fontane che rappresentano i quattro fiumi della città antica, sormontate dalle allegorie delle quattro stagioni Eolo, Venere, Cerere e Bacco; al secondo le statue dei sovrani Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV e al terzo le statue delle quattro sante palermitane S. Agata, S. Ninfa, S. Oliva, e S. Cristina.

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Via Vittorio Emanuele insieme a via Maqueda sono le vie principali del centro storico della città e incrociandosi in corrispondenza dei Quattro Canti lo dividono in quattro parti: i 4 mandamenti, i 4 quartieri storici di Palermo.

La quarta tappa

Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio (Martorana) e San Cataldo

La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (così chiamata dal grado militare del fondatore, Giorgio d’Antiochia) o della Martorana (dal cognome della nobildonna che fondò l’annesso monastero benedettino) svetta in posizione elevata su piazza Bellini, proprio dietro alla fontana Pretoria, affiancata dal caratteristico edificio della chiesa di San Cataldo.

Esternamente si nota immediatamente il contrasto tra la facciata barocca e il resto della muratura normanna, ma l’elemento che cattura immediatamente l’attenzione è lo splendido e possente campanile normanno, e proprio dalla base del campanile si accede alla chiesa.

Una volta entrati, la prima parte che si incontra è in stile barocco con tutti i soffitti affrescati ma è  la seconda parte, che risale  invece al periodo normanno, che lascia l’osservatore senza fiato: un caleidoscopio di colori, un tripudio dorato di mosaici bizantini e marmi policromi intarsiati che riempiono tutti gli spazi disponibili.

Lo sguardo avvolge una molteplicità di archi, colonne, capitelli, affreschi, statue e ornamenti di ogni genere. Bellissime le volte coperte da un cielo stellato e il prezioso tabernacolo in lapislazzuli.

Il fulcro della decorazione musiva è però la cupola; nel medaglione centrale si trova il grande Cristo Pantocratore in trono e in atto di benedizione, intorno al quale si dispongono  quattro angeli adoranti. 

Divertitevi a cercare una colonna nell’interno della chiesa che reca una iscrizione in lingua araba.

A pochissimi metri di distanza si trova l’altrettanto meravigliosa chiesa di San Cataldo, inconfondibile per le tre cupole rosso scuro in contrasto con le chiare pareti in arenaria impreziosite da disegni geometrici di linee curve che si intrecciano e che le conferiscono un aspetto arabeggiante.

Soprattutto quando si entra si rimane stupiti e travolti da una grande sensazione di intimità; da una atmosfera semplice e suggestiva. Un piccolissimo scrigno, nudo e spoglio, emblema della perfetta sintesi della Palermo araba con quella normanna.

Attraverso un gioco di pieni e vuoti e l’alternanza di luce e ombra, gli spazi si riempiono e si dilatano.

E’ come se il visitatore venisse spinto alla meditazione.

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Si racconta che le suore clarisse  della Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio per prime proprio qui prepararono la famosa e dolcissima frutta Martorana, vanto della pasticceria siciliana.

La quinta tappa

I due grandi teatri di Palermo: il Teatro Massimo e il Politeama

Il Teatro Massimo

Il monumentale edificio in stile neoclassico si fa ammirare per l’aspetto imponente. La grande scalinata che porta al colonnato che sorregge il timpano triangolare ricorda gli antichi templi greci; le due sculture bronzee ai lati, raffiguranti due donne (la Tragedia e la Lirica) in groppa a due grandi leoni, appaiono estremamente scenografiche; si ammirano poi la grande cupola e le absidi laterali semicircolari, i fregi, i bassorilievi e le decorazioni.

Con la capienza di 1.387 spettatori è il più grande teatro d’Italia e il terzo in Europa.

La breve visita guidata all’interno del teatro dura meno di un’ora. Dopo la visita al foyer si passa alla bellissima sala principale, poi alla vista privilegiata dal palco reale. Sorprendente l’effetto acustico nella rotonda del mezzogiorno o sala pompeiana. Chi si pone al centro avrà la percezione di udire la propria voce amplificata a dismisura.

Come tutti i grandi teatri, anche il Massimo ha la sua curiosa e suggestiva leggenda: il fantasma di una suora pare si aggiri sulle grandi scalinate perché, per la costruzione del Teatro, furono rasi al suolo un monastero, una chiesa ed un cimitero.

Il Politeama

Non sarà imponente come il Teatro Massimo ma è altrettanto scenografico.

La sua forma cilindrica, con una vaga similitudine con il Pantheon di Roma, troneggia nella grande piazza Ruggero Settimo.

La facciata, in stile neoclassico, è molto elegante. Il suo ingresso a forma di arco, con la grande vetrata e l’imponente frontone centrale con bassorilievo, ricordano gli archi di trionfo romani.

Spettacolare la quadriga bronzea affiancata da altri due cavalli con relativi cavalieri. Al centro sono rappresentati Apollo, dio della musica, ed Euterpe, musa della lirica.

All’estetica complessiva concorre poi il doppio ordine di colonne della parte semicilindrica, con le decorazioni murali che ricordano le case di Pompei.

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Il Teatro Massimo
Il Politeama

La sesta tappa

I luoghi del cuore

 San Giovanni degli Eremiti 

La chiesa San Giovanni degli Eremiti si trova nel centro storico di Palermo, vicino al Palazzo dei Normanni.

Un’oasi di pace e tranquillità all’interno di una città caotica, un luogo fortemente spirituale.

La parte più bella è certamente il chiostro, caratterizzato da file di doppie colonne ornate con motivi floreali, che fanno da scenario ad un lussureggiante giardino con palme, banani, carrube, limoni, pompelmi, melograni e fichi d’india.

Deliziose ed iconiche sono le caratteristiche cinque cupolette rossastre, realizzate con un inconfondibile stile arabo-normanno.

L’interno della chiesa è invece spoglio. Non ci sono decorazioni o abbellimenti, ma tutto è caratterizzato da semplicità e armonia.

Di recente sono stati effettuati nuovi scavi che testimoniano, ancora una volta, le varie stratificazioni storiche e architettoniche che animano l’intera città di Palermo. Attraverso un piccolo vano si accede a un ambiente, denominato “sala araba” dove è visibile un affresco bizantino.

Forti sono i contrasti cromatici tra il verde della vegetazione, l’ocra delle cubiche strutture in tufo e lo sfondo blu del cielo siciliano.

 

Oratorio di Santa Cita

La vista degli oratori è spesso al di fuori dai classici tour turistici, ma se siete a Palermo non dovreste perdervi questa chicca immersa nelle viette del centro storico. 

Nel quartiere La Loggia, a poca distanza da via Roma  si trova lo spettacolare oratorio seicentesco di Santa Cita, dove si può ammirare una delle massime realizzazioni di Giacomo Serpotta, il geniale scultore che fece sembrare maestoso marmo quel che era semplice gesso.

Si accede attraverso un chiostro e poi attraverso una stanza piena di ritratti dei Superiori della Compagnia del Rosario di Santa Cita, dove si acquistano i biglietti.

Entrerete poi in una grande sala rettangolare che vi lascerà stupefatti: le decorazioni sono bellissime, così ricche e intense, un tripudio di gessi bianchi, delicati, eleganti, levigati a marmo e lavorati con una fantasia barocca sfrenata.

I mille angioletti e puttini che costellano le pareti, sembrano pronti a staccarsi dal muro per svolazzare tra le vostre braccia, candidi come la neve e paffuti come il più tenero degli infanti. Ognuno esprime un’emozione, un sentimento, un gioco. Le loro pose ed espressioni trasudano una sottile ironia, quanto mai singolare a quei tempi.

Le tantissime statue in altorilievo raffigurano i Misteri del Rosario, mentre sulla parete opposta è mirabilmente rappresentata la battaglia di Lepanto, vittoria della cristianità sui miscredenti.

Una piccola curiosità: l’immagine di una piccola serpe sul braccio di una delle statue consente di attribuire gli stucchi al Serpotta.

Al termine della visita, consigliamo vivamente di raggiungere gli altri oratori di San Domenico e di San Lorenzo, facilmente raggiungibili a piedi, anch’essi ornati di capolavori del Serpotta.

 

Casa Professa o Chiesa del Gesù

Nel quartiere Alberghiera, vicino al mercato di Ballarò, c’è una delle chiese più belle della città: la chiesa del Gesù, più conosciuta come Casa Professa, l’esempio più significativo dell’arte barocca a Palermo.

L’esterno è maestoso ma comunque nulla di più di una piacevole facciata tipicamente barocca.

Varcata la soglia ci si trova in un vasto ambiente a tre grandi navate che lascia senza fiato per la ricchezza decorativa: stucchi, affreschi e dipinti, ma soprattutto l’incanto dei marmi policromi, tra statue, tarsie ed altorilievi che non lasciano alcuno scampolo di parete privo di decorazione.

Di fronte ad una così strabiliante bellezza complessiva è difficile concentrarsi su singoli elementi. Molto belli sono i colori, che giocano sui forti contrasti fra il bianco di marmi e stucchi, contro le tinte molto calde dei pavimenti; le cui forme colorate disegnano delle bellissime geometrie. Da non perdere anche le vetrate che rendono ancora più mistico l’interno della Chiesa. 

La costruzione ha richiesto oltre 200 anni di lavoro utilizzando marmo bianco di Carrara, grigio del Belgio e colorato di Trapani. Resterete profondamente emozionati davanti a così tanta bellezza!

 

San Giovanni degli Eremiti

Oratorio di Santa Cita

Casa Professa

La settima tappa

La gioia e i colori dei mercati storici

Ecco il cuore pulsante di Palermo.

Il mercato di Ballarò insieme al mercato de il Capo e al mercato della Vucciria sono i mercati più antichi e caratteristici della città di Palermo.

Ovviamente negli anni hanno perso un pò della loro originalità e si sono orientati sempre più verso il consumo turistico, ma tra urla, odori e folklore la visita è comunque  sempre consigliata.

Vi si può accedere da tante strade e stradine. Verrete attratti e richiamati attraverso tutti e cinque i sensi. Colori, odori, sapori e suoni, tutti all’apice della loro intensità, vi stordiranno.

Troverete banchi di frutta e verdura, di pesce, di tessuti; tendoni variopinti, cesti, l’incessante richiamo dei venditori, ma soprattutto tantissimi Street food, mangiare da consumarsi in strada mentre si passeggia. Si possono degustare tanti piatti tipici della ricca cucina siciliana, “u pani ca meusa” (il panino con la milza), i’stigghiola (a base di budella di agnello), le arancine classiche o moderne con molteplici condimenti non tradizionali, “u pruppu” (il polpo) e tante altre specialità dell’infinito universo culinario siciliano. 

L’ottava tappa

La spiaggia di Mondello

Il golfo di Mondello è sempre scenograficamente bellissimo.

L’arenile di sabbia fine e bianca forma una meravigliosa mezzaluna a nord di Palermo, appena oltre il Monte Pellegrino e si estende fino alla riserva naturale di Capo Gallo.

Il mare è senza dubbio meraviglioso, il fondale è basso e l’acqua trasparente; i colori e le sfumature di blu sono incantevoli, variando dal verde al turchese.

Per la conformità del golfo è difficile incontrare mare mosso, il più delle volte sembrerà di essere in una grande piscina, perché il pelo dell’acqua quasi non si increspa.

Domina il panorama lo storico stabilimento liberty Charleston, costruito su palafitte direttamente nell’acqua, che conferisce all’ambiente un’atmosfera da belle époque. Il suo esclusivo ristorante è aperto tutto l’anno.

La spiaggia è adatta a tutti, specialmente a famiglie con bambini perché ha metri e metri di acqua bassa, ed il fondale scende gradualmente. E’ anche presente una zona di secca a poca distanza dalla costa, dove è possibile passeggiare placidamente nell’acqua bassa.

La lunga spiaggia è in gran parte attrezzata con stabilimenti, ma c’è anche una parte di spiaggia libera, sulla striscia di battigia davanti a tutti gli stabilimenti e in alcuni specifici settori fra gli stabilimenti.

Una bella passeggiata costeggia tutta la spiaggia, facendo intravedere qua e la, le eleganti villette, adibite a seconde case estive dei palermitani più agiati. Il viale pedonale termina con il piccolo borgo di pescatori, pieno di caratteristici localini e ristoranti, dove è possibile assaggiare le squisite specialità siciliane!

Assolutamente da ammirare anche fuori stagione, con poca gente, quando la spiaggia è tutta libera dagli ombrelloni e dalle brutte staccionate che delimitano gli stabilimenti balneari privati.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Essendo ad una manciata di chilometri da Palermo, facilmente raggiungibile con un bus cittadino in circa 35 minuti, si può considerare la spiaggia cittadina del capoluogo siciliano. Sia per questa vicinanza, sia per la sua fama nazionale ed internazionale risulta sempre affollatissima.

La nona tappa

Il Duomo di Monreale

Monreale è una cittadina arroccata a pochi chilometri da Palermo e facilmente raggiungibile anche con un autobus di linea che parte da Piazza Indipendenza.

La visita del suo famosissimo duomo è una di quelle esperienze che semplicemente ti tolgono il fiato, lasciandoti senza parole.

Edificio fu costruito in periodo normanno anche se sono evidenti gli influssi arabi e bizantini.

La visita inizia già dall’esterno. Sulla facciata si ammirano le due antiche torri campanarie, di cui una incompleta; il delicato intreccio degli archi a sesto acuto e il magnifico portale. Sulla parte posteriore invece svettano imponenti le tre meravigliose absidi, con il loro groviglio di archi ogivali e intarsi a disegni geometrici con spettacolari chiari/scuri.

Stupefacente poi l’interno per il vastissimo ciclo di mosaici bizantini a fondo oro del XII secolo che coprono le parti superiori di tutti i lati della chiesa e occupano ogni spazio libero.

Il color oro domina ovunque e da esso emergono le varie figure e scene delle sacre scritture; per aumentare l’effetto sfavillante le tessere dei mosaici a fondo oro sono state posate appositamente non piatte.

La grande figura del Cristo Pantocratore (onnipotente) dell’abside centrale domina su tutto e tutti.

La visita completa comprende l’ingresso al Duomo, al Chiostro, alla spettacolare Cappella Roano (o del Crocifisso), la salita alle Terrazze  percorrendo dei corridoi molto stretti e arrivando a vedere il bellissimo panorama di tutta la Conca d’oro, al Museo Diocesano e al Chiostro, un’oasi di pace e tranquillità.

A dispetto di quello che è scritto sui cartelli, l’entrata nel Duomo è gratuita. Pagate solo se volete visitare il chiostro o gli altri annessi.

 

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

La leggenda narra che Guglielmo II il Buono si fosse addormentato sotto un albero di carrubo e lì gli fosse apparsa la Madonna . Maria gli disse che sotto al carrubo avrebbe trovato un grande tesoro. Guglielmo fece sradicare il carrubo ed effettivamente sotto trovò un tesoro pieno di monete d’oro che quindi destinò alla costruzione del duomo di Monreale

La decima tappa

Tre splendidi luoghi meno popolari

Palazzo Abatellis e Galleria Regionale della Sicilia

Il quattrocentesco palazzo Abatellis è ubicato nel quartiere della Kalsa, poco distante dal mare. Durante la seconda guerra mondiale subì diversi danni ed il progetto per la sua trasformazione in museo fu affidato a Carlo Scarpa, uno dei più famosi “organizzatori di spazi” del secolo scorso. 

Oggi il palazzo ospita la Galleria Interdisciplinare Regionale della Sicilia, un’interessante galleria di opere che si sviluppa in più piani, seguendo una coerenza temporale che va dal medioevo fino al barocco inoltrato. Conserva al suo interno alcuni capolavori, come l’ “Annunciata” di Antonello da Messina, autentico capolavoro del Rinascimento; il Trionfo della Morte, enorme affresco di ignoto, che occupa un’intera parete al pian terreno e lo splendido busto di Eleonora d’Aragona di Francesco Laurana.

La sala dedicata ad Antonello è curata molto bene e l’Annunciata appare improvvisa davanti al visitatore con tutta la sua mistica bellezza. Lo sguardo fisso nel vuoto davanti a sé, verso un punto indefinito suscita uno potere magnetico.

Un capolavoro assoluto che affascina più dell’inflazionata Gioconda!

 

Museo Delle Maioliche Stanze Al Genio

Questo è un luogo particolare, imperdibile.

Si tratta di una casa-museo, all’interno di Palazzo Torre Pirajno in via Garibaldi, nella zona della Kalsa, in una dimora privata di un raffinato collezionista. Visitandolo si respira un’atmosfera di autentica bellezza ed eleganza.

Si possa attraverso  sette sale dove è esposta una splendida collezione di maioliche di diverse epoche e provenienza, alcune delle quali molto antiche e rare.

La raccolta è una tra le più vaste in Europa, un tesoro di antiche maioliche siciliane e napoletane dipinte a mano. La bellezza di quelle stanze lascia senza parole. Un caleidoscopio dai colori unici. Tante sfumature di brillanti colori, che formano dei quadri ipnotici alle pareti.

La visita dura circa 40 minuti e va programmata in anticipo perché viene organizzata in piccoli gruppi, sempre accompagnati da guide esperte e appassionate.

E’ un po’ difficile trovare questo museo in quanto non ci sono targhe e cartelli all’esterno. Bisogna porre un po’ di attenzione per individuare correttamente il portone d’ingresso, per accedere poi è necessario citofonare, come precedentemente detto si tratta pur sempre di una residenza privata!

 

Castello della Zisa

Si trova un po’ lontano dai soliti percorsi turistici, e non è facile da raggiungere, a circa 3 km dal centro città. 

La massiccia ed imponente costruzione del XII secolo è un autentico gioiello di architettura araba-normanna. Si presenta come un blocco compatto su tre piani, un massiccio e severo parallelepipedo interrotto da torri, destinato originalmente  a residenza di villeggiatura.

Il nome Zisa deriva dall’arabo “Al Aziz” e significa “Il magnifico”.

Il sontuoso palazzo, diventato dal 2018 Patrimonio Unesco, fu infatti edificato al centro del Genoard, il “paradiso della terra”.

Vastissimo, lussureggiante e meraviglioso parco-giardino che si estendeva per chilometri, pieno di alberi, bacini d’acqua e padiglioni, tale da inglobare i limitrofi quartieri della Cuba e della Cuba Soprana . Oggi è rimasto solo un pallidissimo ricordo di tale magnificenza in quello scampolo di parco conosciuto come i “Giardini della Zisa”, assai trasandati, purtoppo quasi in stato di totale abbandono.

L’interno della Zisa è piuttosto spoglio, ma presenta originali ed intelligenti soluzioni ingegneristiche che oggi verrebbero definite di edilizia bioclimatica. Al fine di rinfrescare le stanze venivano utilizzate torri del vento e veniva sapientemente amministrata l’acqua.

L’acqua veniva fatta sgorgare dalle pareti, scivolava lungo piccoli gradini e canalette per poi convogliare in una grande vasca. La ventilazione forzata di aria umidificata e il semplice suono del liquido che scorre e saltella mitigava la percezione della calura estiva.

Bellissima la «sala della Fontana» del pian terreno. Le pareti decorate sono decorate con mosaici, splendido quello che raffigura arcieri e pavoni  e i soffitti presentano nicchie con decorazioni ad alveare, chiamate Muqarnas. I piani superiori dell’edificio ospitano un piccolo museo di arte islamica con vari oggetti esposti, tra cui anfore, vasellame e diversi paraventi lignei a grata.

Incuriosisce infine una lapide marmorea che riporta un’iscrizione in quattro lingue diverse (latino, greco, arabo e giudeo), testimonianza della convergenza culturale nella Sicilia normanna.

Curiosità: Negli affreschi della volta che porta alla “sala della Fontana” sono presenti delle figure di divinità, soprannominati “diavoli”. Secondo una credenza popolare sarebbero custodi di un tesoro nascosto dentro il palazzo. A causa di una illusione ottica è molto complicato contare queste figure. La loro disposizione a spirale è tale che inducono colui che vuole contarli a girare su se stesso e quindi a perderne il conto.

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Oslo

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Oslo

...il fiordo di Munch

La proposta in breve

Oslo è la bellissima capitale della Norvegia. Nel più popolare immaginario turistico la parola Norvegia fa immaginare boschi infiniti, fiordi vertiginosi e fredde aurore boreali. Oslo viene spesso trascurata ed utilizzata solamente come tappa di scalo per poi muoversi verso nord, ma la città invece è diventata una moderna e vivace metropoli contemporanea. Una miscela tra architettura avveniristica e un’offerta museale favolosa. È posizionata inoltre in un ambiente meraviglioso, alla fine dell’omonimo Oslofjord, uno dei più lunghi di tutto il paese, costellato da isole e isolotti.

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano le città proiettate verso il futuro, moderne, agili e creative, per gli amanti dell’arte e dell’architettura. Oslo inoltre può essere considerata il punto di partenza per l’esplorazione di tutta la Norvegia
  • Quando mi consigliate di partire? Vi consigliamo la primavera e l’estate, evitando i freddi mesi invernali, godrete di giornate lunghissime e più tiepide
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Circa 4 giorni
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è molto alta. Oslo è una delle città più care d’Europa.
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo i luoghi principali di Oslo; gli avveniristi edifici dell’Opera House e del Barcode District, il nuovo Museo dedicato a Munch, la splendida Biblioteca Deichman, i nuovi quartieri di Aker Brygge e Tjuvholmen, ma anche del Municipio, del Palazzo Reale e del grandioso Vigeland Park 
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? Gli hotel e gli alloggi in genere sono molto cari. Il suggerimento è quello di prenotare in anticipo per cercare di trovare offerte o disponibilità nei posti più economici. Gli spostamenti sono altrettanto cari; qualora siate in un gruppo di 3 o 4 persone diventa più conveniente l’utilizzo di un Uber o di un Bolt rispetto ai mezzi pubblici. Le principali attrazioni di Oslo si possono comunque raggiungere anche a piedi
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Mangiare al ristorante a Oslo è decisamente un’attività molto costosa. Tantissimi i ristoranti di cucina etnica, leggermente più economici. Le specialità più conosciute della gastronomia norvegese sono senza dubbio il salmone affumicato e i piatti a base di carne di alce, renna e altra selvaggina.. Non tutti sanno però che il piatto nazionale (non) ufficiale è la pizza surgelata Grandiosa con carne, formaggio, salsa di pomodoro e peperone rosso!

L'itinerario!

7 imperdibili tappe

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Oslo Pass

Oslo è  l’unica metropoli del Paese, contando circa 1 milione di abitanti (Bergen, la seconda città ne ha meno di 1/4).  L’Oslo Pass permette di entrare liberamente in molti musei e luoghi di interesse e di spostarsi gratuitamente sui mezzi di trasporto pubblico,. Anche se tutti i servizi funzionano alla perfezione, Oslo si può comunque visitare benissimo anche a piedi.

Occhio ai Prezzi!

I prezzi che troverete qui sono incredibili per i nostri portafogli italiani. Oslo, così come tutta la Norvegia, purtroppo è carissima, dato che i residenti vantano uno dei redditi più alti della Terra. Arrivate quindi preparati per non restare stupiti di pagare un caffè 6 euro o una pizza (piatto nazionale!) circa 25 euro.

 

Consigli per l’arrivo

Oslo possiede 2 aeroporti.

Gardermoen, principale scalo aereo del Paese, dista 47 Km dalla città ed è collegato alla centralissima stazione di Oslo S (Sentralstasjon) con treni ad alta velocità. Consigliamo vivamente i treni locali NSB che impiegano circa 25 minuti rispetto al costosissimo Flytoget che ne impiega 20.

Torp (aeroporto di Ryanair) dista invece un centinaio di km da Oslo. Un servizio bus lo collega direttamente al centro di Oslo in circa 1 ora e mezzo; altrimenti si può optare per il treno dalla piccola stazione ferroviaria di Torp che arriva alla Stazione Centrale di Oslo (Oslo S) sempre in circa 90 minuti. 

La prima tappa

Oslo Opera House

-The Norwegian National Opera & Ballet-

Il nuovo Teatro dell’Opera di Oslo, inaugurato nel 2008, è un edificio avveniristico divenuto in breve tempo uno dei simboli architettonici della capitale norvegese.

Un edificio sorprendente, un autentico capolavoro firmato Snøhetta, in una zona della città, la penisola di Bjørvika, in continuo fermento.

Costruito in marmo di Carrara, vetro e acciaio, esternamente si fa subito ammirare per le sue forme originali, geometriche e lineari; ricorda un iceberg che affiora dal mare del Nord.

Il tetto a spiovente permette inoltre di salire a piedi fino in cima e godersi delle belle vedute panoramiche del fiordo cittadino (Oslofjord), e dei palazzi adiacenti che regalano un paesaggio spettacolare per gli amanti dell’architettura moderna.

Internamente prevalgono invece le linee curve dei rivestimenti in legno.

E’ possibile accedere gratuitamente allo spettacolare atrio dalle grandi e luminosissime vetrate o prenotare delle visite guidate, anche in lingua inglese, per accedere a tutti i luoghi del teatro, inclusi la sartoria, i camerini, le stanze per la creazione delle scenografie, il palco e la platea.

Il grande auditorium da ben 1350 posti possiede un’acustica perfetta.

Ti piacerebbe avere qualche informazione in più?
Abbiamo scelto un sito che potrebbe fare al caso tuo


Biblioteca Deichman Bjørvika

Sono rimasto incantato dall’architettura e dalle varie istallazioni artistiche di questo edificio. 

Si tratta di un capolavoro architettonico pluripremiato, non meno impressionante del famoso Teatro dell’Opera.

Ampia, confortevole, moderna, ci sono tavolini, poltrone e divani letto, studi privati e aree riunioni, caffetterie, spazi ludici e aree creative.

Comodi spazi disseminati ovunque per lettori occasionali e per moltissimi studenti, a cui viene offerto una veloce rete di WiFI gratuita e ausili di studio digitali aggiornati. Adatto anche alle famiglie con bambini più piccoli, con un intero piano dedicato specificatamente a loro, con appositi spazi anche per le carrozzine!

Molte le attività al suo interno, come un posto con stampanti 3D, uno con macchine da cucire, un angolo dove giocare a giochi da tavolo e un altro dove ascoltare dischi LP.

La biblioteca Deichman Bjorvika è stata aperta nel 2020. Si sviluppa su 6 piani tematici, tutti inondati di luce grazie ai tre enormi lucernari geometrici e  alle numerose finestre panoramiche, che offrono un’ampia vista sull’Opera House e sul fiordo di Oslo.

È un’esperienza completamente nuova nei libri: è un posto brulicante di vita, le persone chiaccherano, studiano, lavorano, giocano, si rilassano in una piacevole pausa.

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Il Barcode District

Barcode Oslo a Bjørvika è un progetto interessante, che ha ridefinito radicalmente l’orizzonte della città, diventando velocemente il simbolo della nuova Oslo.

E’ un progetto di riqualificazione di un terreno industriale nell’area dell’ex porto vicino al Teatro dell’Opera disegnato dagli olandesi MVRDV e realizzato da diversi architetti di fama mondiale, tra gli altri anche lo studio norvegese Snøhetta.

Tra i 12 stretti grattacieli molto differenti tra loro, per altezza e larghezza, colore e materiali,  sono stati lasciati spazi vuoti (spazi unbilt) in modo da far sembrare il tutto un immenso codice a barre (Barcode in inglese).

Ospitano uffici, appartamenti, progetti culturali e vari ristoranti veramente molto chic. Una specie di showroom di architettura moderna!

Attraversate la passerella pedonale sull’area dei binari della stazione centrale di Oslo, chiamata Akrobaten bru, da qui potrete sbizzarrirvi a fotografare gli scintillanti grattacieli.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Oslo è chiamata spesso Tigerstaden ovvero “la città tigre” sinonimo di forza e dinamismo. Il poeta norvegese  Bjørnstjerne Bjørnson nella poesia “Ultima canzone”  descrive una lotta tra un cavallo e una tigre, quest’ultima simbolo della pericolosità della grande città, mentre il cavallo rappresenta la tranquillità della campagna. Da allora Oslo fu nota come “la città tigre”.

Biblioteca Deichman

La seconda tappa

La Fortezza di Akershus

Posta su una collina all’ingresso dell’Oslofjordden, la fortezza di Akershus risale al 1299 per volere di Re Hakon V ed è stata per secoli il punto di difesa della città da assedi e attacchi nemici.

Oggi il castello, pur restando un’installazione militare, ha assunto l’aspetto di un parco spesso utilizzato per spettacoli teatrali e concerti all’aperto. Passeggiando lungo le sue mura e torrioni si può godere di uno splendido panorama della baia e della città.

Il castello ospita anche il Museo delle Forze Armate norvegesi e il Museo della Resistenza.

Durante l’invasione nazista la fortezza fu infatti trasformata in prigione per gli oppositori, che qui rinchiusi vennero fatti morire di stenti.

All’interno della cappella del castello si trova il Mausoleo dei Reali di Norvegia.

La fortezza ha ispirato la Disney per il famoso cartone animato Frozen.

Non perdetevi infine il cambio della guardia che avviene ogni giorno alle 13.30.

L’ingresso è gratuito con l’Oslo Pass.

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La Bandiera Norvegese

Tutte le bandiere scandinave sono molto imparentate tra di loro. Presentano tutte una croce spostata verso il lato dell’asta, come nella Dannebrog, la bandiera della Danimarca, paese che per molti anni ha dominato il Nord Europa.

Anche la bandiera norvegese è infatti molto simile alla bandiera danese, con lo sfondo rosso e la croce cristiana bianca, ma ad enfatizzare l’avvenuta separazione dalla Danimarca dopo circa 500 anni, aggiunge il colore blu all’interno della croce bianca, prendendo ispirazione dalle bandiere di molte nazioni libere come Francia, Stati Uniti e Regno Unito come simbolo di indipendenza e libertà

La terza tappa

Il Nuovo Munch Museum

Il nuovo museo Munch ha aperto da pochi anni ed è collocato vicino al nuovo Teatro dell’Opera, sul lungomare nei pressi della stazione ferroviaria di Oslo. La posizione sulla banchina del porto, offre una vista mozzafiato sulla città.

L’edificio modernissimo, con una struttura esterna molto particolare, si snoda su ben 13 piani e ospita la più grande collezione di opere di Edvard Munch, maestro indiscusso dell’espressionismo che, alla sua morte, ha lasciato le 28000 opere ancora in suo possesso al comune di Oslo.

Ci sono tre piani interamente dedicati a Munch, tutti molto interessanti, uno con le sue opere più famose, uno con i dipinti monumentali per decorare le pareti della Università Aula a Oslo e uno con le sue xilografie, incisioni e stampe.

In un piano è stata organizzata una mostra interattiva, una rappresentazione stilizzata della sua casa con oggetti personali del pittore. 

Inoltre ci sono alcune stanze per mostre di molteplici artisti contemporanei.

Dedicate almeno mezza giornata alla visita di questo splendido museo.

Tra le opere più significative del geniale artista norvegese, che ha vissuto una vita travagliata di dolore e lutto troviamo Madonna,  amore e dolore (Vampire) , l’ansia, separazione, morte nella camera della malata, starry night, the dance of life e ovviamente l’iconico URLO, “Skrik “ in norvegese.

Al 12 piano è presente un ristorante e al 13 una grande terrazza panoramica con skybar, dove si può accedere gratuitamente e godere di una meravigliosa vista sulla città e sul mare.

Il biglietto d’ingresso è abbastanza caro, ma gratuito con l’Oslo City Pass

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Nel museo sono presenti 3 versioni originali dell’Urlo: l’olio, il pastello e la stampa.

Per preservare i fragili dipinti vengono mostrati uno ogni mezz’ora  in una avvincente rotazione. L’apertura e la chiusura delle singole versioni viene di volta in volta acclamata dalla folla di turisti e appassionati d’arte.

La quarta tappa

A spasso per Oslo - Karl Johans Gate

Karl Johans Gate è la via principale di Oslo. 

Via piena di negozi, bar, caffè, ristoranti può essere considerata il “corso” pedonale della città. Si parte dalla piazza della Stazione Centrale con la grande statua di tigre, simbolo ormai della capitale norvegese e il boutique hotel Amerikalinjen, vecchia sede della compagnia di navigazione che operava il trasporto di passeggeri e spedizioni tra la Norvegia e gli USA.

La via costeggia sulla sinistra la Cattedrale di Olso, sobria e discreta come le tipiche chiese luterane, in un gradevole contesto di tranquilli giardini e piazzette con alcune sculture e fontane. La cattedrale risale alla fine del 1600 e la famiglia reale norvegese e il governo norvegese la utilizzano tutt’oggi per eventi come matrimoni e funerali.

Proseguendo sul lato opposto si apre una grande piazza,  che si affaccia sul Parlamento Norvegese, dalla grande mole e dall’insolita presenza di mattoni gialli-ocra.

Lungo questa via sorgono inoltre l’Università e il Teatro Nazionale.

Infine chiude la strada una collinetta dove si erge il Palazzo Reale, in stile neoclassico, molto simile a Buckingham palace, ma meno sfarzoso. Nella grande piazza centrale si trova la stata equestre di re Carlo Giovanni e si svolge alle 13:30 il classico rituale del cambio della guardia. Bellissimi i giardini pubblici che circondano il palazzo dove regna una grande pace. Punto finale di una bella passeggiata di circa 1 km.

Karl Gate 2

Karl Johans Gate

La quinta tappa

Il Municipio di Oslo

Si tratta di un edificio degli anni ’50 dallo stile sobrio, tipico dell’architettura funzionalista nordica, un’architettura essenziale, pragmatica, senza fronzoli. Lo stile geometrico e lineare del design è senz’altro imponente e maestoso. Per molti italiani può risultare opprimente e brutale, io Io trovo meraviglioso e originalmente scandinavo.

Il monumentale edificio in mattoni rossi domina il fronte della città sul mare.

Ha una facciata rivolta al porto e un’ altra rivolta verso la città, con una vasta piazza abbellita da una fontana e dalla statua di un uccello ad ali spiegate.

La bella piazza offre la vista più importante sulle due caratteristiche torri rettangolari alte 63 metri, in una delle quali sono installate ben 49 campane che sentirete spesso suonare durante la vostra visita della città.

Gli spazi interni sono ariosi e accoglienti, ricchi di dettagli decorativi come gli splendidi punti luce sempre originali ed eleganti. Affreschi imponenti e colorati raccontano la Storia del popolo e del paese.

Il Municipio di Oslo ospita la cerimonia di consegna del Nobel della Pace. Sostare nella stessa stanza dove sono passate persone che sono riuscite ad influenzare in modo così positivo la storia del mondo è un emozione indescrivibile.

In un’ala dell’edificio si svolgono, come da consuetudine, i matrimoni, ed è sempre affollata nel fine settimana da giovani coppie e dai loro entusiasti parenti e amici.

Un intero corridoio é dedicato a numerose vetrine che espongono oggetti preziosi, donati alla famiglia reale da ambasciatori e autorità in visita nella capitale.

Splendida la vista sull’Oslofjord dal primo piano. La visita è sempre gratuita con guida obbligatoria anche in lingua inglese.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Dal porto turistico di fronte al Municipio partono tantissimi battelli, per le escursioni alle varie isolette del fiordo di Oslo e per raggiungere la penisola di Bygdoy.

La sesta tappa

La Penisola di Aker Brygge e Tjuvholmen

Quella di Aker Brygge era un tempo la zona portuale della città; dopo la chiusura di una storica società di cantieri navali avvenuta nel 1982, quest’area è stata magnificamente riconvertita in un quartiere residenziale alla moda con un mix di architetture moderne e la presenza di diversi edifici tra i più importanti della città, come il Municipio, il Centro Premio Nobel per la Pace e la nuovissima sede del Museo Nazionale (dove è possibile ammirare tra gli altri capolavori anche una delle versioni originali de ” L’Urlo” di Munch).

Soprattutto nella stagione estiva, nelle belle giornate di sole, è una delle zone più animate della capitale norvegese data la presenza di numerosi locali e ristoranti. Lungo la passeggiata pedonale ci sono molte sedute da cui poter ammirare uno splendido panorama sul porto fino alla fortezza di Akershus.

In una posizione unica, sulla punta in cui il porto marittimo incontra il fiordo si estende il nuovissimo quartiere di Tjuvholmen, prolungamento naturale della zona di Aker Brygge.

Questa splendida area urbana, situata su tre piccole isole collegate da ponti, solo 100 anni fa era la zona malfamata di Oslo dove ladri, contrabbandieri e prostitute erano di casa. “Tjuv” significa proprio ladro in norvegese e a ricordo di quel tempo potete trovare oggi l’elegante hotel “The Thief”.

Oltre a edifici disegnati da diversi architetti e urbanisti contemporanei, vi attende un numero infinito di curiose installazioni, ristoranti e bar trendy, con elevati standard di qualità.

Sia il Museo Astrup Fearnley che lo Sculpture Park sono stati progettati dall’archistar italiano Renzo Piano.

Il Museo con il tetto in vetro a forma di vela contiene una prestigiosa collezione di arte moderna e contemporanea e ospita a rotazione mostre di grandi artisti di fama internazionale.

Il parco verde è allestito con opere d’arte all’aperto e viene usato anche come spiaggia dove sdraiarsi e prendere il sole; è possibile rilassarsi gustando un gelato o fare uno stilosissimo aperitivo al tramonto.

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La settima tappa

Vigeland Park

Una delle tappe assolutamente imperdibili durante la vostra visita di Oslo.

Il vasto parco prende il nome dall’artista e scultore norvegese Gustav Vigeland le cui opere sono disseminate per l’intera area. Sculture in scuro bronzo o in candido marmo, opere in ferro battuto, grandi fontane, aiuole fiorite abbelliscono un parco dagli alti alberi, dai prati verdi all’interno del più grande Frognerparken, dove i norvegesi amano passare il fine settimana.

Il tema principale è la vita dell’uomo che viene ritratto da solo, in coppia o in massa. 

Viene rappresentata la vita umana in tutte le sue fasi dall’infanzia alla vecchiaia. Attraverso scene di vita quotidiana si scava nell’animo umano, cogliendo immagini di persone animate da sentimenti di amore, sofferenza, affetto, gioia e tristezza.

Le statue che caratterizzano questo parco sono da gustare una ad una, immergendosi tra le tante passioni e debolezze umane. Il rischio è di voler fotografare tutto! 

Il monumento che più rimane impresso è la grande e scenografica terrazza dominata dal gigantesco obelisco “Monolite” che raffigura 121 figure intrecciate tra loro. Un colpo d’occhio bellissimo da varie angolazioni, ciò che colpisce di più è la particolarità di questa moltitudine di corpi avviluppati.

Il parco si trova un po’ decentrato, sulle colline di Oslo, ma facilmente raggiungibile anche utilizzando la metropolitana, la cui fermata più vicina è ” Majorstuen“. L’ingresso è gratuito.

Un posto incantevole in una soleggiata giornata del Nord.

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L’opera senza dubbio più celebre e fotografata è il Sinnataggen (piccola testa calda), che raffigura un bambino dall’aria decisamente infuriata, soggetto quanto mai insolito, che troverete a metà del bellissimo ponte ornato da una sequenza infinita di meravigliose statue e gruppi scultorei.

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Sofia

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...vento dell'est

La proposta in breve

Molti italiani, sfruttando le tratte low cost ormai presenti in molte città, stanno scoprendo il piacere di esplorare nuove città e capitali per molto tempo considerate “minori”. Durante piacevolissimi weekend si viene proiettati un po’ casualmente verso realtà simili, ma allo stesso tempo distanti dal nostro abituale. Si scoprono così città interessantissime come appunto Sofia, crocevia di molte culture come quella romana, bizantina, ottomana e slava con un pesante passato socialista, ma proiettate verso un prospero futuro inclusivo e cosmopolita.

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che apprezzano le differenze culturali tra popoli diversi, che non si fermano ad una prima superficiale impressione di una capitale che si sta affacciando a un nuovo periodo di sviluppo economico
  • Quando mi consigliate di partire? Vi consigliamo la primavera e l’autunno, evitando i freddi mesi invernali o la calura estiva
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Circa 3 giorni
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è bassa, Sofia e la Bulgaria in generale restano ancora a buon prezzo
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo i luoghi principali di Sofia come La Cattedrale Alexander Nevski, gli edifici che costituiscono il triangolo della tolleranza, il Largo, La rotonda di San Giorgio, il museo di arte socialista
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? È possibile trovare appartamenti e hotel  decisamente economici, il consiglio è quindi di rimanere nel centro della città e non disperdere il tempo negli spostamenti
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Molti non sanno che in  Bulgaria si mangia molto bene. Si trovano piatti tipici della tradizione greca come la moussaka, i dolci baklava, e l’alcolica grappa rakia, ma sono i salumi e la carne grigliata (skara) ad essere i protagonisti delle tavole oltre alle onnipresenti zuppe (chorba). Caratteristica è poi una bevanda a base di yogurt chiamata ayran molto apprezzata dai bulgari in qualsiasi ora del giorno e della notte…

L'itinerario!

7 imperdibili tappe

La bandiera della Bulgaria

Il tricolore bulgaro presenta i 3 colori propri anche nella nostra bandiera italiana, bianco, verde e rosso, ma disposti orizzontalmente con al centro il verde.  Si rifanno a quelli usati dall’antico esercito bulgaro. L’ala sinistra dell’esercito si distingueva per le strisce bianche sulle lance, mentre l’ala destra era contrassegnata da strisce rosse. Il verde infine simboleggia la libertà. Altro simbolo nazionale è il Leone Rampante e girando per Sofia lo potrete incontrare un po’ ovunque, in statue, cancellate e stemmi

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Curiosità ed usanze

Una tradizione molto carina e di buon auspicio è quella di regalarsi all’inizio della primavera
dei braccialetti intrecciati bianchi e rossi, che vengono appesi tra le foglie degli alberi lungo le strade. Ne troverete ad ogni strada e giardino della città.

Souvenir

La rosa è uno dei simboli della Bulgaria, troverete ovunque prodotti alla rosa:
dall’olio essenziale a vari cosmetici fino alla deliziosa marmellata di rose.

Metro

Consigli per orientarsi

All’uscita dell’aeroporto sulla vostra sinistra troverete il capolinea della linea 4 della metropolitana che vi porterà velocemente e molto economicamente in pieno centro.

Sofia possiede 4 linee della metropolitana (rossa, gialla, verde e blu) ed il costo del biglietto è di 16 lev (80 centesimi).

Sebbene la città si possa girare molto bene a piedi, la rete metropolitana risulta essere molto intuitiva da utilizzare e molto pulita, ogni stazione è poi ricca di negozietti alimentari e di oggettistica.

La prima tappa

La Cattedrale Alexander Nevski

Famosa in tutto il mondo per la sua bellezza, la chiesa di Alexander Nevskij è senza dubbio uno degli edifici più iconici di Sofia, un vero simbolo per la città e per la Bulgaria in generale.
Curiosamente non è dedicata ad un Santo ma al generale russo Alexander Nevski, che aveva condotto la guerra contro la Turchia liberando la Bulgaria dagli ottomani. Nel corso di questa guerra, oltre 200mila soldati russi persero la vita e per tale ragione gli fu dedicata questa chiesa.
La cattedrale ortodossa in stile neo-bizantino è maestosa e imponente, è la più grande del Paese e la seconda per grandezza nei Balcani dopo quella di Belgrado.
Situata al centro di una vasta piazza si può ammirare la sua architettura da ogni posizione.
Consigliamo di arrivarvi trionfalmente da via Moskovska. Troverete alla vostra sinistra la severa statua dello zar Samuil, i cui occhi di notte proiettano un’inquietante luce verde, e un grande leone in bronzo simbolo della Bulgaria e amato da tutti i bambini che soventemente ci salgono sopra per una foto ricordo. Sulla destra invece si presentano varie bancherelle, prettamente turistiche, che vendono alcuni cimeli del passato comunista ed icone ortodosse.
La Cattedrale ha volumetrie complesse e interessanti; rimarrete incantati dalle sue molteplici cupole disposte a più livelli, alcune verdi, altre rivestite da una lamina d’oro che riverbera la luce solare abbagliandovi ed affascinandovi per il loro splendore.
L’interno è ampio, solenne e sfarzoso, in grado di ospitare oltre 5.000 fedeli. Il grande lampadario che pende sotto la cupola ricorda molto le grandi moschee ottomane. È un tripudio di oro, icone e marmi. L’ingresso è gratuito ed è usanza acquistare per pochi lev delle candele strette e lunghe e posizionarle nei grandi candelabri.

Consigliabile vederla in orari diversi, il sole gioca con le cupole esaltando ora il verde ora il dorato. L’illuminazione notturna gli conferisce inoltre un’atmosfera quasi fiabesca.

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La vista sulla cattedrale Alexander Nevski dal 9 piano del Sense Hotel é pazzesca, soprattutto al tramonto. Si può accedere anche se non si è ospiti dell’Hotel, potete decidere di andarci per un aperitivo o di prenotare un tavolo per la cena. I prezzi sono leggermente più alti che altrove in città, ma pur sempre convenienti e giustificati dalla meravigliosa
location.

La seconda tappa

Il National Palace of Culture (NDK)

Questo enorme edificio dalla pianta ottagonale, situato alla fine del Boulevard Vitosha, all’interno di un bellissimo parco, è stato inaugurato nel 1981 in occasione del 1300simo anniversario dello Stato bulgaro ed è opera di Lyudmila Zhivkova, discussa figlia dell’ultimo leader socialista della Bulgaria, Todor Zivkov.
Vi si organizzano mostre d’arte, concerti, festival, proiezioni cinematografiche e tanti altri eventi per celebrare la storia e cultura della Bulgaria.
Le sue dimensioni sono davvero impressionanti: si sviluppa in modo imponente su otto piani, si tratta infatti del centro congressi più grande di tutta l’Europa sud-orientale.
Anche gli interni sono tutti pensati e realizzati intorno a solide figure quadrate ed ottagonali.
Bello il foyer di ingresso in stile socialista e la grande sala principale che può ospitare fino a 3.000 persone e gode di un’ottima acustica.
L’immenso parco è stupendo, adornato da una lunga serie di fontane a zampilli, aiuole con grandi statue, roseti, prati all’inglese e tantissime panchine. È infatti frequentatissimo da turisti e locali. Come tutti i parchi di Sofia è pieno di gente e bambini che giocano, moltissimi i ragazzi in skateboard.
La sera le fontane sono tutte illuminate e creano con i loro giochi d’acqua atmosfere molto suggestive!

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Alla base dell’NDK campeggia poi una grande scritta colorata con il nome della città, SOFIA sia in lettere latine che cirilliche, sfondo obbligatorio per le foto ogni turista che passa dalla città.

La terza tappa

Il Boulevard Vitosha

Ogni città ha la sua strada dello shopping, quella che conferisce lustro alla città. In caso di Sofia parliamo di Vitosha Boulevard.
Nel corso degli anni ha avuto diversi restyling oggi è una bella strada pedonale dove ci si va per bere un caffé o mangiare anche di notte, molti locali infatti sono aperti H24, oppure per fare un pò di shopping.
Prende il nome dal monte Vitosha che la sovrasta e che nelle giornate invernali terse è bellissimo vedere completamente innevato.
Cuore pulsante della città è interamente pedonale e parte dalla Cattedrale di Santa Domenica, passando di fronte al Palazzo Nazionale della Cultura conducendo al grande Parco Sud.

Trattandosi di un luogo molto frequentato dai turisti, troverete un gran numero di negozietti di souvenir ed è quindi il posto adatto per comprare qualche ricordino. Troverete poi moltissimi ristoranti, librerie, negozi di moda e di abbigliamento. Lungo la strada ci sono diverse panchine dove ci si può sedere e riposare, alcune sono coperte in modo tale da essere fruibili anche durante la stagione invernale, con la neve. Anche la maggior parte dei ristoranti possiedono dehor esterni riscaldati per guardare e essere guardati dai molti passanti.
Segnaliamo il bel ristorante Shtastliveca ove mangiare piatti locali in un’atmosfera molto accogliente.

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Davanti al palazzo di giustizia, partono i free tour della città organizzati da un’associazione di giovani ragazzi bulgari amanti della loro città. Durante la settimana i tour partono alle 11:00, alle 14:00 e alle 18:00, mentre il venerdì, sabato e domenica alle 10:00, alle 11:00, alle 14:00 e alle 18:00. La durata è di circa 2 ore.

La quarta tappa

Il Triangolo della Tolleranza e l’antica Serdica

Questa zona è il vero centro della città, qui spenderete la maggior parte del tempo della vostra visita ed in effetti molti sono i monumenti da vedere e visitare. Sofia è stata crocevia di popoli, culture e religioni, e ne è testimonianza il suo centro cittadino, chiamato appunto il triangolo della tolleranza, dove potrete vedere la splendida chiesa ortodossa di Santa
Domenica, la moschea ottomana di Banya Bashi e la grande Sinagoga ebrea, oltre alla chiesa cattolica di San Giuseppe, tutto racchiuso in pochi metri, gli edifici infatti si affacciano l’uno sull’altro in un reale melting pot religioso.

 

Moschea di Banya Bashi
La moschea Banya-Bashi faceva parte di un più ampio complesso termale che si trova sul retro. E’ uno dei pochi monumenti ottomani rimasti; la maggior parte sono stati demoliti in epoca comunista. L’ingresso è libero ma bisogna togliere le scarpe e per le donne è
necessario coprirsi il capo, a disposizione ci sono veli. L’interno è bello con volte ornate da
decorazioni floreali, e i bellissimi affreschi della cupola. Fu progettata nel 1576 da Mimar Sinan, uno dei più grandi architetti ottomani a cui si deve la costruzione della spettacolare moschea blu ad Istanbul.  Il muezzin richiama i fedeli alla preghiera cinque volte al giorno tramite il minareto della moschea.
 La Sinagoga di Sofia
La struttura in stile neomoresco, è sovrastata da un’ampia cupola ottagonale ed altre più piccole negli angoli o su piccole torrette al centro dei quattro lati. È la sinagoga più grande dell’Europa dell’Est e la terza più grande d’Europa. L’ingresso è a pagamento, per accedere si deve citofonare è mostrare i documenti. Si passa poi attraverso un cortile e, una volta all’interno, si viene rapiti dall’enorme lampadario in ottone del peso di 2250 kg, il più grande della Bulgaria, dalle bianche colonne in marmo di Carrara che sorreggono la cupola, dagli affreschi decorativi e dai mosaici in stile veneziano.
Chiesa di Saint Nedelja (Santa Domenica)
Quando si percorre la via principale, Vitosha Boulevard, la si vede in fondo bella e imponente. Meno famosa della più grande cattedrale di Alexander Nevskij, la cattedrale di Santa Domenica sbalordisce per la iconica posizione e per la ricchezza delle sue decorazioni interne. L’ingresso è gratuito. La costruzione esterna è in stile neo bizantino e come tutte le chiese ortodosse della città all’interno è buia e densa di spiritualità, con le sue candele e lampadari che diffondono luce soffusa, le sue icone baciate e onorate dai tanti fedeli; tutto qui induce alla riflessione e alla preghiera.

Antica Serdica
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I resti dell’antica Serdica
Durante gli scavi per la costruzione della metropolitana della città, nel 2007, sono tornati alla
luce i resti dell’antica Serdica, la colonia romana che ha dato vita all’odierna Sofia. Visitabili gratuitamente, testimoniano quello che fu anticamente la città fondata nell’ottavo secolo A.C. Il complesso archeologico è in parte all’ aperto e in parte sotterraneo sovrastato da grandi cupole di vetro.

La quinta tappa

Il Largo e la Rotonda di San Giorgio

Il Largo

La grande Piazza dell’Indipendenza (plostad Nezavisimost), ex piazza Lenin,che si affaccia
dinanzi alla statua della Saggezza o di Santa Sofia viene comunemente chiamata “Largo”.
Risulta un insieme architettonico di tre iconici edifici progettati e costruiti negli anni ’50, caratteristici del classicismo socialista.
La mole e la posizione molto scenografica dell’ ex Quartier generale del partito comunista Bulgaro, oggi sede dell’Assemblea Nazionale doveva incutere potenza e timore.
Con le sue colonne enormi sull’ingresso centrale e la grande Stella Rossa, che svettava in cima durante il regime si slancia sul lato corto della piazza al centro dell’incrocio di due grandi strade.
Sulla sinistra si trovano i celebri i Magazzini TZUM, oggi ristrutturati, ma non più frequentati come allora, mentre a destra il Ministero del Lavoro e il Grand Hotel Balkan, il miglior albergo della città, con all’interno la splendida Rotonda di San Giorgio.
La grande stella rossa è stata rimossa e posta in periferia nel Museo di arte socialista, come
anche la gigantesca statua di Lenin sostituita dalla statua dorata di Santa Sofia. Al posto della Stella Rossa oggi sventola orgoglioso il tricolore della bandiera bulgara.

Rotonda di San Giorgio(Sveti Georgi)

La Rotonda di San Giorgio è proprio un piccolo e prezioso gioiello. Come le gemme più rare si trova nascosta e non è facile trovarne l’ingresso nelle mappe. La cosa sorprendente è appunto il contesto in cui si trova incastonata tra i grandi palazzi ministeriali di epoca socialista. Il contrasto è sbalorditivo, ma al contempo affascinante. Vi si accede dal Cortile del consiglio dei Ministri, passando sotto gli archi del palazzo presidenziale in piazza Indipendenza (Largo)

È uno dei monumenti architettonici meglio preservati dai tempi dei romani nonché il più antico della città. Costruita nel IV secolo aC durante il regno dell’imperatore romano Costantino il Grande, celebre per aver eletto l’antica città di Serdica come sua Roma (Sardica mea Roma est), durante la dominazione ottomana fu trasformata in una moschea e successivamente in un mausoleo. Solamente agli inizi del 900 ritornò ad essere una chiesa, ovviamente ora ortodossa.

L’ingresso è libero. L’interno è raccolto e intimo, con una forma rotonda e con quattro nicchie semicircolari. Vi si svolgono quotidiane funzioni religiose accompagnate da melodie bizantine estremamente suggestive. All’esterno sono presenti inoltre resti dell’antica città romana ove è possibile passeggiare liberamente.

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Klek shop

Sono insoliti negozi sotterranei, unici al mondo senza porte per far entrare i clienti, semi-nascosti in vecchi scantinati che vendono prevalentemente tabacchi ed alcolici.

Questi negozi sono davvero molto particolari, hanno piccole finestre che si affacciano sul marciapiede, da li si acquistano gli oggetti e si paga il venditore che si affaccia, è necessario proprio mettersi in ginocchio, e da qui il nome “klek shop”, ovvero “acquisti in ginocchio”, intorno alla finestra troverete delle vetrinette con gli oggetti esposti.

Ne troverete alcuni facilmente identificabili all’incrocio tra Boulevard Vitosha con Patriarh Evtimiy, la strada che delimita il parco dell’NDK.

La sesta tappa

I parchi di Sofia

Una delle cose che vi colpirà maggiormente durante il nostro viaggio a Sofia è  la presenza di innumerevoli parchi e giardini, tutti estremamente frequentati dalla popolazione. Troverete una moltitudine di panchine sparse per viali e vialetti dove giovani e meno giovani passano ore a chiacchierare, bere una birra assieme, ridere e scherzare sia di giorno che di notte.

 

La città è incredibilmente verde, rilassatevi anche voi in uno di questi splendidi parchi:

 

  • Gradska Gradina, splendido e centralissimo, dove si affaccia il grande Teatro Nazionale Ivan Vazov e l’ex palazzo reale, oggi Galleria Nazionale Bulgara
  • Krystal Garden, adiacente alla splendida Chiesa russa di San Nicola
  • Knyazheska Garden, con il controverso monumento all’esercito sovietico usato spesso come strumento di protesta e di denuncia e l’adiacente mausoleo di Alessandro I di Battenberg
  • Borisova Gradina, grande parco a sud del centro, che parte dal bel Ponte delle Aquile fino ad arrivare al grande obelisco della fratellanza circondato da decine di statue in piombo che vogliono rappresentare tutti i vari settori della vita socialista.

La settima tappa

Museo di Arte Socialista

Uno spazio espositivo che fa riflettere e pensare, un posto suggestivo ed emozionante, soprattutto se prima si è fatto un giro per il centro di Sofia e si conosce la collocazione originale dei cimeli racchiusi nel museo! 

Il museo è posizionato fuori dal centro città, ma è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Dalla fermata della metro G.M. Dimitrov, basta una piccola passeggiata di circa 10 minuti. Il museo non è affatto ben segnalato, vi si accede da un cancello del ministero della cultura, passando per una piccola garitta con custodi che non parlano minimamente inglese.

Qualunque sia il pensiero sul passato socialista è indubbio che valga la pena visitare questo piccolo museo ed in particolare il suo parco che conserva busti e statue dei leader comunisti.

Si può girare liberamente nel parco che raccoglie reperti rimossi dalla capitale, che raccontano gli oltre quarant’anni del periodo comunista. Sono presenti circa 70 statue esposte un po’ alla rinfusa.

Dalle gigantesche statue commemorative dei leader maximi, come la grande statua di Lenin, che si trovava nella piazza dell’Indipendenza dove ora è presente la statua di Santa Sofia a vari membri della nomenklatura bulgara, a partire dall’altrettanto monumentale statua del leader bulgaro Dimitrov, si incontra poi un busto di Lyudmila Zhivkova, discussa figlia dell’ultimo segretario del Partito Comunista Bulgaro Todor Zhivkov, a capo del Paese per ben 33 anni e varie statue di altri esponenti del socialismo bulgaro e sovietico; infine si nota qualche scultura di lavoratori e lavoratrici, i cosiddetti eroi del lavoro socialista.

Nel museo vero e proprio si può ammirare una collezione di vignette satiriche d’epoca e accomodarsi in una piccola sala video dove vengono proiettati in loop filmati di propaganda in bulgaro con sottotitoli in inglese, dove tutti sembrano contenti di poter partecipare al sogno collettivo di un nuovo mondo.

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La grande Stella Rossa posta all’ingresso, fino a 30 anni fa campeggiava sulla sede del Partito Comunista nel centro di Sofia e dominava la città dall’alto. Prelevata con un elicottero è stata trasferita, dopo tante contestazioni, qui in periferia a margine di un anonimo parcheggio.

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