Chicago
...metropoli verticale
La proposta in breve
Affacciata sul Lago Michigan, Chicago è una metropoli potente e autentica, dove l’architettura disegna lo skyline e la cultura pulsa a ogni angolo. Culla dei grattacieli moderni, la città sorprende con musei di livello mondiale, parchi urbani affacciati sull’acqua e quartieri ricchi di identità.
- Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano il bello e l’arte in tutte le sue forme, le grandi metropoli contemporanee e possiedono un animo romantico
- Quando mi consigliate di partire? Ogni stagione ha il suo fascino, ma noi consigliamo la primavera e il periodo natalizio
- Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Almeno una settimana
- Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è alta, Parigi è una grande metropoli decisamente cara
- Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo i luoghi iconici di Parigi come la Tour Eiffel, il museo del Louvre, la reggia di Versailles, gli Champs Elysèe, l’Arco di Trionfo e la collina di Montmatre
- Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? È possibile trovare appartamenti e hotel in qualsiasi arrondisement (quartiere) di Parigi; consigliamo di spostarsi un po’ dal centro in una zona meno cara, ma nelle vicinanze di una fermata della efficientissima metropolitana
- Quali specialità culinarie mi aspettano? Le famose baguette, il pregiato fois gras, la deliziosa quiche Lorraine, l’escargot, gli infiniti formaggi e i dolci macarones…
L'itinerario!
6 imperdibili tappe per vivere Parigi per la prima volta
La Bandiera di Chicago
La bandiera di Chicago è diventata un vero simbolo identitario: la si vede ovunque, dai palazzi pubblici ai bar, dai murales ai tatuaggi. Le due strisce azzurre rappresentano l’acqua, elemento centrale per la città: la striscia superiore simboleggia il Lago Michigan e il ramo nord del fiume Chicago, la striscia inferiore rappresenta il ramo sud del fiume Chicago e il sistema dei canali storici.
Le tre fasce bianche indicano invece le tre grandi aree della città: North Side, West Side, South Side.
Le quattro stelle rosse hanno ognuna sei punte (scelte apposta per distinguersi dalle stelle a cinque punte delle bandiere nazionali) e rappresentano un evento chiave della storia di Chicago, in ordine da sinistra a destra:
- Fort Dearborn: ricorda il primo insediamento militare e le diverse sovranità che hanno governato l’area prima che diventasse parte dell’Illinois.
- Grande Incendio di Chicago (1871): simbolo della distruzione ma anche della rinascita della città.
- Esposizione Colombiana Mondiale del 1893: celebra il ruolo di Chicago come città di cultura, innovazione e prestigio internazionale.
- Century of Progress Exposition (1933–34): dedicata al progresso scientifico e industriale della città nel XX secolo
La prima tappa
Grand Tour Architettonico sul Chicago Riverwalk
Il Chicago River è il luogo dove la città mostra il suo volto più affascinante. Grattacieli iconici, ponti storici e riflessi sull’acqua fanno da scenario a due esperienze diverse e complementari: la passeggiata sul Riverwalk e la gita in battello.
Camminare lungo il Chicago Riverwalk significa entrare nel cuore della città. Il percorso pedonale segue il fiume da vicino, tra terrazze sull’acqua, piccoli parchi e scorci spettacolari sullo skyline. Qui Chicago si vive con calma: ci si ferma per un caffè, si osservano i dettagli delle facciate, si ascolta il rumore dell’acqua che scorre tra i grattacieli.
È l’esperienza ideale per chi ama esplorare liberamente, fotografare, rilassarsi e respirare l’atmosfera urbana più autentica.
La gita in battello sul Chicago River offre una prospettiva completamente diversa. Dal centro del fiume, la città si apre come un grande teatro a cielo aperto. Gli edifici scorrono uno dopo l’altro, raccontando la storia di Chicago attraverso l’architettura. Accompagnati da una guida, si scoprono stili, curiosità e trasformazioni urbane in modo chiaro e coinvolgente.
È l’esperienza perfetta per una prima visita o per chi vuole comprendere Chicago in modo semplice e panoramico
Questo elegante percorso pedonale corre lungo la sponda sud del Chicago River, offrendo a visitatori e residenti un modo unico di vivere la metropoli, lontano dal traffico ma immerso nella sua energia.
Passeggiare sul Riverwalk significa scoprire Chicago da una prospettiva privilegiata. Lungo il cammino si aprono scorci spettacolari sull’architettura iconica della città, tra edifici storici e moderni capolavori in vetro e acciaio. Di giorno è il luogo ideale per una camminata rilassante, una corsa mattutina o una pausa al sole; al tramonto, il fiume si anima di luci, riflessi e un’atmosfera suggestiva che rende ogni passo speciale.
Per chi ama l’attività all’aria aperta, non mancano le possibilità di noleggiare kayak o partecipare a crociere fluviali, celebri soprattutto per i tour dedicati all’architettura di Chicago.
Questa fantastica esplorazione immersiva vi accompagnerà in un viaggio attraverso oltre un secolo di architettura, abbracciando l’energia e l’ambizione degli anni Venti — tra Art Déco, gotico e Beaux‑Arts — passando per il modernismo radicale del secondo Novecento, fino ad arrivare alle più avanzate sperimentazioni della ricerca contemporanea. Un percorso continuo, lungo il fiume e lo skyline, in cui stili, epoche e visioni differenti dialogano tra loro, raccontando l’evoluzione di Chicago come laboratorio urbano e capitale mondiale dell’architettura verticale.
I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori
Differenze fondamentali | Passeggiata sul Riverwalk | Gita in battello |
Punto di vista | Dal basso, ravvicinato | Dal centro del fiume, panoramico |
Libertà | Totale | Nessuna |
Narrazione | Autonoma | Guidata e strutturata |
Ritmo | Lento e personale | Continuo e scandito |
Approccio | Esperienziale | Didattico–panoramico |
Costo | Gratuito | A pagamento |
Interazione urbana | Alta | Limitata |
Elenco dei principali edifici citati nel testo:
- St. Regis Chicago
- Aqua Tower
- Mather Tower
- Jewelers’ Building
- Carbide & Carbon Building
- Wrigley Building
- Tribune Tower
- InterContinental Chicago Magnificent Mile
- Trump International Hotel and Tower
- Marina City (complesso di grattacieli residenziali)
- 330 North Wabash Avenue / AMA Plaza (ex IBM Building)
- Merchandise Mart (Murdoch Building)
- 333 West Wacker Drive
- 150 North Riverside
Elenco dei Principali stili architettonici degli edifici citati nel testo:
Art Déco (anni Venti–Trenta)
Verticalità, monumentalità, decorazione geometrica, celebrazione del progresso e del lusso.
Gothic Revival / Neo‑gotico (anni Venti)
Verticalismo accentuato, simbolismo storico, uso del gotico come linguaggio per il grattacielo.
Beaux‑Arts, Neoclassicismo ed Eclettismo storico (anni Dieci–Venti)
Riferimenti classici, monumentalità civica, composizione accademica.
Modernismo e Tardo Modernismo (anni 1950–1970)
Centralità della struttura, geometria pura, rifiuto dell’ornamento, nuovi modi di abitare il centro urbano.
Architettura contemporanea (anni 2000–oggi)
Sperimentazione formale, vetro e acciaio, uso misto, forte relazione con il contesto urbano e paesaggistico, che riprende acqua, luce e skyline come materiali di progetto.
Prima Parte: dal lago Michigan al Magnificent Mile
L’itinerario inizia all’estremità orientale del Riverwalk, vicino a Lake Shore Drive, dove il fiume incontra il lago Michigan. Da qui si procede lentamente verso ovest, seguendo il corso dell’acqua nel cuore di Chicago. Dopo i primi scorci sullo skyline e sulle grandi torri del centro, si scorge subito la Centennial Fountain, costruita nel 1989 per celebrare il 100° anniversario del Metropolitan Water Reclamation District (MWRD) di Chicago. Ogni ora la fontana lancia un imponente arco d’acqua (The Arc) che attraversa il Chicago River, creando un’immagine spettacolare tra barche, ponti e grattacieli. È un punto perfetto per fermarsi, scattare fotografie e godersi l’atmosfera estiva della città.
Sul lato opposto del fiume, il St. Regis Chicago, completato nel 2020, rappresenta una delle più significative architetture contemporanee dello skyline di Chicago. Progettato dall’architetta Jeanne Gang e dal suo studio, l’edificio è un grattacielo a uso misto di 101 piani. Con i suoi 365 metri di altezza è oggi il terzo edificio più alto della città ed è riconosciuto a livello internazionale come il grattacielo più alto al mondo progettato da una donna. Il St. Regis non si presenta come una torre monolitica, ma come tre volumi interconnessi di altezze crescenti. Questa articolazione genera un profilo dinamico e graduato. La facciata inoltre è il risultato di una precisa strategia geometrica: l’edificio è composto da una sequenza di tronchi di piramide impilati e ruotati. Nonostante l’illusione visiva, la struttura non utilizza superfici curve; l’effetto ondulato è poi amplificato dall’uso di diverse tonalità di vetro blu.
Proseguendo il cammino, troviamo un altro capolavoro sempre della stessa archistar Jeanne Gang, l’Aqua Tower. L’elemento più iconico dell’Aqua Tower è la sua facciata composta da balconi in cemento armato ondulati, ciascuno diverso dall’altro. Queste sporgenze irregolari creano un effetto fluido e dinamico, spesso paragonato alle formazioni calcaree e ai movimenti dell’acqua dei Grandi Laghi, richiamando il rapporto profondo tra Chicago e il suo sistema idrico. Questa scelta non è soltanto estetica: la variazione delle solette migliora la protezione solare, riduce l’impatto del vento e amplia le visuali verso il lago, il fiume e la città, offrendo agli abitanti un’esperienza spaziale più ricca e articolata. Aqua appare come una scultura abitata, in costante dialogo con l’acqua, il cielo e la vita urbana.
La storica Mather Tower rappresenta un esempio estremo dell’architettura verticale sviluppatasi a Chicago negli anni Venti del Novecento, rimanendo tuttora il grattacielo più snello di Chicago, con una base sorprendentemente ridotta rispetto alla sua altezza. La facciata è rivestita in terracotta di ispirazione neogotica, con ricchi dettagli ornamentali che contrastano con l’audacia strutturale della forma. La Mather Tower non è solo un edificio storico, ma una chiave di lettura fondamentale per comprendere l’evoluzione dello skyline di Chicago attraverso il sistema dei setback, edifici alti e rastremati per garantire luce e aria a livello stradale.







Seconda Parte: Magnificent Mile - DuSable Bridge
Arrivati al DuSable bridge ci si trova nel punto focale del nostro tragitto, qui non saprete dove posare il vostro sguardo. Una selva di stupendi ed iconici edifici, di forme ed epoche diverse rivaleggeranno tra loro per catturare la vostra attenzione.
Il Jewelers’ Building è uno degli edifici più eleganti e simbolici del fronte fluviale di Chicago, rappresenta un capolavoro dell’architettura commerciale del periodo tardo anni Venti, nonché un punto di riferimento fondamentale per la trasformazione urbana del Loop. Con i suoi 40 piani e 159 metri di altezza, il Jewelers’ Building fu, al momento della sua inaugurazione, l’edificio più alto al mondo al di fuori di New York, simbolo dell’ambizione economica e architettonica di Chicago nel periodo precedente alla Grande Depressione. L’edificio fu concepito come una “città verticale” dedicata al commercio dei gioielli, destinata a ospitare centinaia di gioiellieri, orologiai e commercianti di pietre preziose. La sua funzione specializzata influenzò direttamente la progettazione: il Jewelers’ Building disponeva di sistemi di sicurezza avanzati per l’epoca, tra cui un celebre ascensore per automobili, che consentiva il trasporto diretto dei beni preziosi dai livelli inferiori agli uffici, evitando l’esposizione sulla strada. Il progetto adotta un linguaggio neoclassico e Beaux-Arts, con influenze romane e rinascimentali. La struttura in acciaio è rivestita in terracotta color crema, materiale che riflette la luce e dialoga con l’ampio asse monumentale di Wacker Drive. Uno degli elementi più iconici del Jewelers’ Building è il grande orologio monumentale “Father Time”, collocato all’angolo nord-est dell’edificio, chiaro riferimento all’attività degli orologiai che rese celebre il palazzo. La base è caratterizzata da imponenti colonne corinzie e ampie aperture ad arco, mentre la torre superiore si sviluppa attraverso una serie di setback. Il profilo culmina in una cupola rivestita in rame, che conferisce all’edificio una presenza fortemente scenografica nello skyline. Una delle leggende urbane narra la presunta presenza di un locale gestito da Al Capone proprio nella cupola.
Il Carbide & Carbon Building è uno dei più celebri esempi di architettura Art Déco di Chicago e uno degli edifici più scenografici di Michigan Avenue. Completato nel 1929, a pochi passi dal Chicago River, l’edificio rappresenta il gusto lussuoso e ottimistico dell’America degli anni Venti, poco prima della crisi del 1929. Alto 37 piani e circa 153 metri, fu progettato come sede regionale della Carbide and Carbon Company, azienda pioniera nella produzione della prima batteria a secco. Il Carbide & Carbon Building è immediatamente riconoscibile per la sua facciata in granito nero lucido, combinata con terracotta verde scura, inserti in bronzo e foglia d’oro a 24 carati. Questa palette cromatica, estremamente audace per l’epoca, rende l’edificio unico nello skyline di Chicago, dominato fino ad allora da tonalità chiare e pietra calcarea. La sommità dorata dell’edificio ha dato origine a una delle interpretazioni più note del progetto: la torre viene spesso paragonata a una bottiglia di champagne, con il corpo scuro e il “tappo” dorato, allusione simbolica al lusso e, secondo alcune letture, anche a una sottile ironia nei confronti del periodo del Proibizionismo.
Come molti edifici dell’epoca, anche il Carbide & Carbon Building rispetta i principi dello Chicago Zoning Ordinance del 1923, adottando una torre arretrata (setback) per consentire una maggiore penetrazione della luce naturale a livello stradale.
Il Carbide & Carbon Building dialoga con il Jewelers’ Building e la Mather Tower, condividendo con essi il linguaggio monumentale degli anni Venti, e anticipa, per contrasto, le sperimentazioni formali e concettuali dell’architettura contemporanea rappresentate da Aqua Tower e St. Regis Chicago.
Dall’altra sponda del ponte si apre il famoso Magnificent Mile, con i capolavori degli anni venti del Wrigley building e del Tribune Tower.
Il Wrigley Building è uno degli edifici più iconici e riconoscibili di Chicago, situato in posizione strategica all’imbocco nord del Michigan Avenue Bridge, dove il Chicago River incontra la Magnificent Mile. Con la sua inconfondibile facciata bianca e la torre dell’orologio, il Wrigley Building è da oltre un secolo una vera porta monumentale alla città. Fu commissionato dal magnate della gomma da masticare William Wrigley Jr. come sede della sua azienda. Costruito tra il 1920 e il 1924 si ispira alla Giralda della Cattedrale di Siviglia, reinterpretata con elementi del Rinascimento francese, dando vita a un’architettura elegante e fortemente simbolica.
l complesso è formato da due torri di altezze differenti collegate tra loro:
- la South Tower, più alta, culmina nella celebre torre dell’orologio
- la North Tower, più bassa, completa l’insieme con un ritmo più misurato
Il Wrigley Building è interamente rivestito in terracotta smaltata bianca, scelta non solo per ragioni estetiche, ma anche per la sua durabilità e capacità di riflettere la luce. La facciata luminosa, regolarmente lavata a mano, ha fatto del Wrigley uno degli edifici più brillanti e fotografati di Chicago, soprattutto nelle ore notturne, quando è valorizzato da un’illuminazione scenografica. E’ anche ricordato come il primo edificio per uffici completamente climatizzato di Chicago, a testimonianza dell’attenzione di Wrigley per l’innovazione e il comfort lavorativo.
Osservato dal Chicago Riverwalk, il Wrigley Building dialoga con la Tribune Tower sul lato opposto del viale, formando una delle coppie architettoniche più celebri della città.
La Tribune Tower è uno dei grattacieli più celebri e simbolicamente carichi di Chicago.
Alta 141 metri e composta da 36 piani, fu completata nel 1925 come sede del quotidiano Chicago Tribune, diventando immediatamente un’icona urbana e culturale. La fama della Tribune Tower è indissolubilmente legata al celebre concorso internazionale di architettura del 1922, indetto dal Chicago Tribune in occasione del suo 75º anniversario. Il bando richiedeva “il più bel grattacielo del mondo” e attirò oltre 260 proposte da 23 paesi, rendendo la competizione uno degli eventi più influenti nella storia dell’architettura moderna. Il progetto vincitore, firmato dagli architetti newyorkesi John Mead Howells e Raymond Hood, adottava un linguaggio neogotico, mentre il secondo classificato, dell’architetto finlandese Eliel Saarinen, proponeva una soluzione più moderna e semplificata che avrebbe influenzato profondamente lo sviluppo successivo dei grattacieli, pur non venendo realizzata. La Tribune Tower è un esempio maturo di Gothic Revival applicato al grattacielo. Il basamento è rivestito in calcare dell’Indiana, scandito da pilastri verticali e fasce orizzontali, mentre la parte superiore si sviluppa come una torre medievale, ispirata alla Butter Tower della Cattedrale di Rouen.
Contrafforti, guglie, archi acuti e una ricca decorazione scultorea contribuiscono a conferire all’edificio un carattere monumentale e simbolico, evocando l’idea di una “cattedrale del giornalismo”, espressione spesso usata per descrivere il suo ruolo culturale. Uno degli aspetti più singolari della Tribune Tower è la presenza, incastonata nelle sue facciate, di frammenti di edifici e monumenti storici provenienti da tutto il mondo: dalla Grande Muraglia cinese al Partenone, dal Colosseo a Notre-Dame. Questi frammenti furono raccolti dal direttore del giornale Robert R. McCormick e trasformano la torre in una sorta di museo lapideo globale, simbolo dell’ambizione internazionale del quotidiano. Divertitevi a individuare i frammenti della famosa Piramide di Giza!
A pochi passi dal Wrigley Building e dalla Tribune Tower troviamo il celebre hotel InterContinental Chicago nel Magnificent Mile. Oggi hotel di lusso, l’edificio rappresenta una straordinaria testimonianza dell’eclettismo architettonico e dell’opulenza urbana degli anni Venti americani. Il progetto combina elementi di architettura neoclassica, moresca, assira ed egizia. La facciata in calcare dell’Indiana è arricchita da grandi rilievi in stile assiro all’ottavo piano, che rappresentano allegoricamente Sapienza, Consacrazione e Contributo. Uno degli elementi più iconici è la cupola dorata di ispirazione moresca, spesso soprannominata “onion dome”. Secondo il progetto originario, la cupola doveva fungere da punto di attracco per dirigibili, un’idea visionaria e fortemente simbolica dell’ottimismo tecnologico dell’epoca, anche se mai realmente utilizzata. Il cuore dell’edificio era la Grand Ballroom, decorata con influenze egizie e greche e illuminata da un lampadario Baccarat da oltre 12.000 libbre.
Ritornando sui tuoi passi e fiancheggiando il fiume, ti imbatterai nella moderna Trump International Hotel and Tower, uno dei grattacieli più imponenti e riconoscibili dello skyline cittadino. Completata nel 2009, la torre raggiunge un’altezza di 423 metri ed è tra gli edifici più alti degli Stati Uniti. Il progetto è firmato dallo studio Skidmore, Owings & Merrill (SOM).
La Trump Tower si distingue per la sua forma slanciata e articolata, caratterizzata da una serie di arretramenti (setback) che non sono solo un elemento estetico, ma un vero e proprio dialogo con il contesto urbano. Ogni arretramento richiama l’altezza e la posizione di edifici iconici vicini, come il Wrigley Building, Marina City e 330 North Wabash, creando una relazione visiva armonica con lo skyline circostante. Il rivestimento in vetro e acciaio riflettente amplifica questo rapporto: la superficie della torre cambia colore e intensità durante la giornata, riflettendo il cielo, il fiume e le luci della città.
La torre ospita un complesso a uso misto, con hotel di lusso, residenze private, spazi commerciali e ristorazione affacciata sul fiume. Questa combinazione contribuisce a rendere l’edificio non solo un elemento dello skyline, ma anche una parte attiva della vita urbana lungo il Chicago River.
Dal Riverwalk, la Trump Tower è particolarmente suggestiva: osservata dal basso, la sua altezza enfatizza il contrasto tra l’acqua del fiume e la verticalità estrema dell’architettura, offrendo uno dei panorami più fotografati della città.






Terza Parte: dal DuSable Bridge alla biforcazione del Chicago River
Il cuore dell’area è costituito da due grattacieli residenziali gemelli, alti circa 179 metri e sviluppati su 65 piani, completati tra il 1963 e il 1967. Progettati dall’architetto Bertrand Goldberg, rappresentano un esempio rivoluzionario di architettura modernista in cemento armato. La loro forma cilindrica, con balconi a petalo disposti a raggiera, ha fatto nascere il soprannome popolare di “torri a pannocchia”, un riferimento ironico ma affettuoso al Midwest americano. Marina City non era pensata come un semplice insieme di grattacieli, ma come una “città nella città”. I livelli inferiori delle torri sono occupati da parcheggi a spirale, un dispositivo funzionale che diventa parte della composizione architettonica e anticipa il tema della sovrapposizione verticale delle funzioni. Sopra di essi si sviluppano gli spazi residenziali, mentre l’intero complesso si completa con uffici, spazi pubblici e una marina fluviale collocata alla quota del fiume, elemento che ha dato il nome all’intero complesso. Questa integrazione verticale di funzioni era estremamente innovativa per l’epoca e mirava a riportare la vita residenziale nel centro di Chicago, contrastando l’abbandono del downtown negli anni Sessanta.
Visti dall’acqua, sono tra gli edifici più fotografati della città, proprio per la loro forma unica e per il dialogo diretto con il fiume, un waterfront urbano dominato dall’architettura verticale.
Oggi sono considerate Chicago Landmark e restano uno dei punti di riferimento più forti dello skyline cittadino.
Accanto alle forme organiche e centrifughe di Marina City, il grattacielo progettato da Ludwig Mies van der Rohe al 330 North Wabash Avenue – oggi noto come AMA Plaza – si impone come un contrappunto rigorosamente ortogonale, quasi un manifesto opposto ma complementare della modernità architettonica di Chicago.
Completato nel 1972, dopo la morte dell’architetto, l’edificio rappresenta l’ultimo grattacielo americano di Mies e una sintesi estrema del suo linguaggio: una lama verticale in acciaio e vetro, priva di ornamento, che afferma con chiarezza il principio del “less is more”.
Il volume si presenta come un prisma rettangolare puro, rivestito da una curtain wall in vetro bronzeo e profili metallici scuri che rendono leggibile la struttura portante.
A differenza della densità verticale di Marina City, AMA Plaza, ex IBM Building, arretra rispetto alla strada per creare una piazza sopraelevata affacciata sul Chicago River, uno spazio vuoto intenzionale che amplifica la percezione del grattacielo e ne rafforza il carattere monumentale. La torre è posizionata in modo da non ostruire le viste verso Marina City, instaurando un dialogo urbano consapevole tra due visioni architettoniche radicalmente diverse.
Il gruppo scultoreo in bronzo composto da 11 figure maschili con gli ombrelli che si trova sotto il grattacielo di Mies van der Rohe, accanto a Marina City, è un’opera ben precisa e riconoscibile: “The Gentlemen”. L’opera è parte della serie Living World dello scultore taiwanese Ju Ming; egli utilizza il tema dell’uomo d’affari sotto la pioggia per riflettere sulla condizione dell’individuo nella metropoli contemporanea: l’ombrello diventa una protezione fragile, una barriera minima tra l’individuo e l’ambiente, la ripetizione delle figure suggerisce uniformità, anonimato, routine, la rigidità delle pose richiama una vita scandita da tempi e percorsi obbligati.
L’opera non rappresenta un momento specifico, ma uno stato permanente: l’attesa, il transito, il movimento sospeso tipico degli spazi finanziari e direzionali.
Poco più avanti potrai osservare un “piccolo” edificio con una struttura funzionale in mattoni e dettagli in terracotta. Il Murdoch Building che rappresenta una delle più ambiziose espressioni dell’architettura commerciale del primo Novecento a Chicago. Nato come sede e magazzino di una grande azienda alimentare, rappresenta un esempio significativo della Chicago School.
Ma ecco stagliarsi l’immensa sagoma del Merchandise Mart o semplicemente the MART.
All’atto della sua inaugurazione, nel 1930, era considerato il più grande edificio del mondo per superficie e incarnava l’idea di una “città nella città”. All’interno ospitava originariamente showroom, magazzini, uffici, servizi postali, banche e ristorazione, configurandosi come un organismo autosufficiente. Questa organizzazione anticipa le logiche del centro direzionale e del complesso multifunzionale, ben prima della stagione dei grandi centri commerciali.
Dal punto di vista architettonico, il MART è un monumento all’Art Déco americano. Il volume si sviluppa come un enorme basamento orizzontale di 18 piani, dal quale emerge una torre centrale che conferisce verticalità e gerarchia alla composizione. Il rivestimento in pietra calcarea, terracotta e bronzo utilizza motivi geometrici e torri angolari ottagonali, tipici del linguaggio déco, ma applicati a una scala quasi territoriale.
Le finestre verticali incassate servono a frammentare visivamente la massa, mitigando la percezione di un edificio che occupa l’equivalente di più isolati urbani. L’architettura non cerca la leggerezza, ma esprime potenza, stabilità e controllo, qualità coerenti con la funzione economica dell’edificio e con l’ottimismo industriale della Chicago degli anni Venti.
Un ruolo centrale è oggi svolto da Art on the MART, che utilizza la gigantesca facciata sul fiume come schermo urbano, trasformando l’architettura in supporto per proiezioni artistiche monumentali. In questo modo, il MART passa da oggetto statico a superficie narrativa, dialogando con la città e con il paesaggio notturno del Riverwalk.
Nel tratto occidentale del Chicago River, il dialogo tra architettura contemporanea e spazio pubblico è particolarmente evidente. Il 333 West Wacker Drive si distingue per la sua facciata curva in vetro verde, progettata per seguire l’andamento del fiume: un grattacielo che abbandona la rigidità della griglia urbana per riflettere acqua, luce e cielo, diventando uno degli edifici più iconici del waterfront.
Poco distante, nello spazio aperto di River Point Park, troviamo la scultura Constellation di Santiago Calatrava. La struttura dinamica rossa, composta da elementi sovrapposti a spirale, sembra crescere dal suolo e dialoga con le superfici vetrate dei grattacieli circostanti, trasformando la piazza in un punto di tensione tra arte, ingegneria e paesaggio urbano.
A completare questo scenario si erge il 150 North Riverside, noto come “The Champagne Flute” per la sua forma: una torre che nasce da una base estremamente ridotta e si espande verso l’alto. Il grattacielo è un esercizio di ingegneria estrema, che sfida la logica tradizionale del basamento e diventa un segno verticale leggero ma potente nel profilo occidentale dello skyline.








La seconda tappa
La Tour Eiffel
Cosa dire della costruzione più iconica e scenografica di Parigi?
Non si può morire senza averla vista almeno una volta nella vita!
La vista della “dame de fer” è un’emozione unica. La sua sprezzante presenza vi seguirà per tutta la visita della città; la fotograferai tra i pertugi di due palazzi, negli spazi aperti delle grandi piazze o riflessa sulla Senna. Consiglio di osservarla dalla terrazza panoramica in piazza Trocaderò. Resterete stupefatti per la sua imponenza ed eleganza.
Sempre meravigliosa specialmente la sera con le luci accese.
Ogni ora, dalle 21:00 alle 23:00, per soli cinque minuti la Tour Eiffel risplende grazie alle migliaia di lucine intermittenti che la rivestono interamente.
C’è chi sostiene che la sua singolare forma a «A» allungata sarebbe una spettacolare dichiarazione d’amore ad una ragazza di nome Adrienne di cui Eiffel si sarebbe innamorato da giovane.
La veduta dalla cima è superlativa, si può vedere Parigi a 360°, la vista si apre a perdita d’occhio. Divertitevi a identificare tutti i posti del cuore visitati durante il vostro soggiorno o seguite le linee dei boulevard che avete percorso passeggiando per la città più romantica del mondo.
Se siete già in possesso del biglietto, superato il primo sbarramento di accesso con il controllo di borse e zainetti, arrivati letteralmente sotto la torre, individuate la fila contrassegnata dalla bandiera verde per accedere direttamente all’entrata dell’ascensore del pilastro est o ovest. C’è sempre molta gente ed occorre attendere un po’ di tempo tra un ascensore e l’altro, ma la fila scorre abbastanza velocemente.
La salita in ascensore è emozionante, con il panorama della Ville Lumière che si apre tra il magnifico reticolo di ferro. Per arrivare in cima si deve comunque scendere al secondo piano e cambiare ascensore.
In cima è possibile passare per un piano riparato dove si può vedere da una vetrata la ricostruzione dell’ufficio dell’ingegner Gustave Eiffel con arredamenti originali dell’epoca e con le riproduzioni in cera, di Eiffel con sua figlia Claire e di Thomas Edison, inventore della lampadina ed illustre ospite. Attraverso una breve scalinata si accede poi alla terrazza aperta dove potete godere al vento della vista più strabiliante di Parigi. C’è infine un piccolissimo bar dove volendo si può acquistare un carissimo flute (ahimè in plastica) di champagne.
Una volta riscesi al 2°piano potete optare per l’ascensore oppure per le scale e fare una serie di rampe a piedi.
Per l’intera visita mettete in conto almeno due ore, io sarei rimasto il giorno intero.
I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori
È praticamente impossibile trovare i biglietti per accedere alla cima e dovrete affrontare lunghissime file anche per visitare solamente il secondo basamento se non organizzate bene la visita. Il nostro consiglio: i biglietti vengono messi in vendita sul sito ufficiale 60 gg prima e sono sempre limitati. Iscrivetevi al sito inserendo le vostre credenziali, collegatevi poi alla mezzanotte del giorno di apertura vendite (per esempio: se volete salire il 7 Aprile, collegatevi alle 00:00 del 7 Febbraio!). La disponibilità per il Sommet (la cima) si esaurisce velocissimamente.
I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori
In molti confondono i Paesi Bassi con l’Olanda, ma in realtà l’Olanda è solo una parte dei Paesi Bassi!
I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori
Grandissimi archistar hanno firmato un’infinità di progetti negli ultimi anni, proiettando questo piccolo regno verso uno strabiliante futuro. Il turismo architettonico gareggia con la splendida offerta museale
I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori
I Paesi Bassi sono collegati in modo super efficiente dalla ferrovia con connessioni molto frequenti e capillari. Sembra più una metropolitana diffusa, che una rete ferroviaria nazionale. Una pecca è il costo dei biglietti, ripagato però dall’efficienza del servizio




La terza tappa
La Reggia di Versailles
Sfarzosa, imponente, impressionante, maestosa, enorme, splendida, ricca ed emozionante, la Reggia per eccellenza, simbolo e icona del potere dell’eccentrico re Sole, Luigi XIV, e luogo di ritiro di tutta la sua infinita corte, il palazzo di Versailles è praticamente immerso in una pioggia d’oro e ricchezza infinita.
Programmate di spendere una intera giornata tra lo spostamento, la visita dello Chateau e dei grandissimi e splendidi giardini. La reggia è una vera perla in ogni suo angolo , in ogni suo dipinto , decorazione e arredo. I giardini sono immensi, ben curati. Ovviamente va da sé che ci voglia tempo e pazienza per visitarla. Per chi ama l’arte e la storia è come essere a casa. La visita è bellissima ma anche molto faticosa per la grandezza. Meta di tantissimi visitatori da ogni parte del mondo, ovviamente è impensabile volerla trovare vuota e lamentarsi della moltitudine di visitatori.
La visita si snoda attraverso sontuose sale e saloni, la prima parte è dedicata alla storia del palazzo, utilizzate l’audioguida gratuita e l’applicazione che è davvero fatta bene, con la mappa interattiva; basta scrivere la stanza dove ci si trova e parte in automatico la dettagliata spiegazione.
Si passa poi alle infinite sale, arredate con quadri bellissimi ed arredamenti stupendi. In alcune stanze troverete delle finestre che si affacciano sui cortili e sui giardini, sbirciate attraverso i tendaggi, è veramente una meraviglia per gli occhi, se avete la fortuna di incappare in una splendida giornata di sole. Passerete per diverse stanze ricche di mobili e ritratti, la stanza del re e della regina, il salone di Ercole, la cappella reale, il salone di Venere e di Apollo; ma la stanza che vi lascerà a bocca aperta sarà la magnifica Galleria degli Specchi. Impossibile non rimanerne colpiti! E’ un’emozione indescrivibile pensare che qui si sono tenute sfarzose cerimonie e feste con centinaia di persone. Lampadari e colonne donano una grande magnificenza e regalità all’ambiente, gli specchi aumentano la luminosità dell’ambiente e contribuiscono ad ampliare la profondità.
Passate poi per la stanza dell’incoronazione con i grandi dipinti che celebrano un altro grande imperatore francese; Napoleone I e poi per la stanza delle battaglie dove nel più lungo salone della reggia sfilerete in mezzo ai dipinti che celebrano tutte le maggiori vittorie militari della Francia. Poi prendete l’uscita per i giardini. Tenete presente che una volta usciti dalla reggia non è più possibile rientrarvici.
Il parco, i laghi, i giardini ed il bosco attorno sono a dir poco infiniti. Le geometrie dei percorsi, sapientemente studiati, creano degli scorci sulla reggia davvero suggestivi. Le fontane, le centinaia di statue e i laghetti, lasciano percepire lo sfarzo della vita che si svolgeva alla corte francese. Se avete intenzione di girarli a piedi, vi consiglio di allenarvi. Le distanze da percorrere sono notevoli. Potete però optare per diverse altre soluzioni: noleggiare una macchinina elettrica, o il trenino. Il parco chiude abbastanza presto, alle 17:30. Durante la bella stagione di sabato, ad orari stabiliti, potrete godere dello spettacolo delle fontane danzanti e a sera c’è il Night Fountain Show, con spettacolari fuochi d’artificio
I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori
Lo Chateau di Versailles si trova leggermente fuori Parigi, a circa 30-40 minuti, ma è facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto. Arrivati alla metro des Invalides si prende la RER C fino alla fermata Versailles Rive Gauche. Il percorso è ben segnalato e basterà seguire la moltitudine di turisti che ogni giorno si reca al cospetto del Re Sole. Dalla stazione di Versailles dovrete percorrere 10 minuti a piedi fino a Place D’Armes, qui troverete l’entrata principale.
I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori
Conviene ovviamente comprare i biglietti online per non fare una lunga fila. Con il biglietto passport potrete visitare tutto il complesso, incluso il Petit e Grand Trianon e un piccolo villaggio artificiale amato follemente da Maria Antonietta. Se siete già in possesso del biglietto online, dirigetevi alla vostra sinistra e mettevi in fila nel GRUPPO A; in caso contrario, mettetevi in fila nel GRUPPO B.


La quarta tappa
La Collina di Montmatre
La romantica collina di Montmartre, sebbene preda del turismo di massa, è ancora un luogo romantico e affascinante, dal celebre passato bohémien essendo stato il rifugio prediletto di numerossimi squattrinati pittori, scrittori e artisti che scelsero questa zona allora a buon mercato e di mentalità aperta, distante dagli aristocratici salotti parigini.
Tutto questo traspira da ogni ripida e stretta stradina o da ogni piccola e colorata casetta; le piazzette si aprono improvvise e alberate, la vista spazia su tutta la città; sembra quasi di passeggiare all’interno di un villaggio separato dalla città, una meravigliosa e tranquilla enclave separata dalla frenetica metropoli.
È facilmente raggiungibile con la metropolitana. Una volta scesi dalla metro, recatevi verso la funicolare e qui potete decidere se salire i gradini della monumentale gradinata oppure sfruttare la scenografica funicolare. Vedere spuntare la la Basilica del Sacre-Coeur è un grande effetto scenico, con le sue grandi cupole immacolate e il suo profilo che svetta verso il cielo.
Una volta arrivati in cima, dalla terrazza davanti alla basilica si ha un grande panorama. Si può osservare gran parte di Parigi. Si vede bene la Tour de Montparnasse, Notre Dame, la Senna, il Pompidou, il Pantheon… manca solo la Tour Eiffel, che è nascosta sulla destra.
L’accesso alla basilica è gratuito, mentre se volete salire sulla cupola c’è da pagare un biglietto. Si sale solamente a piedi con circa 300 scalini.
Dopo aver visitato la chiesa consiglio di salire ancora un pochino alle spalle della basilica ed andare a trovare Le Moulin de la Gallette. Un mulino a vento in cima a Parigi, assolutamente da non perdere, famoso perché dipinto da celebri pittori del XIX secolo come Renoir, Van Gogh e Toulouse Lautrec.
Cuore spirituale di Montmarte è la celebre place du Tertre, antica piazzetta alberata, circondata da numerosi ristoranti brasserie, creperie e da un grande numero di artisti che disegnano ritratti e caricature ai turisti, caratteristica per il sorprendente numero di cavalletti che mostrano opere finite o in fase di realizzazione a prevalente fruizione turistica. La piazzetta è davvero incredibilmente affollata e mostra la sua deliziosa bellezza solo verso l’imbrunire. Vi consigliamo ovviamente di passarci, ma di dedicare il vostro tempo ad altri luoghi che conservano ancora un aria più autentica. Come ad esempio la piccola place Emile Goudeau una piazza lastricata, in forte pendenza, con alberi frondosi, alcune panchine dove poter sostare, una bella fontana potabile e l’ ex studio di Picasso.
Oppure la splendida piazza Joel Le Tac, dove si affacciano elegantissimi palazzi su dei giardini con bossi, tassi e alberi di mele.
Risalite rue de l’Abreuvoir, fino alla piazzetta dedicata all’artista Dalida, il cui busto in bronzo viene soventemente strofinato al seno per augurare buona fortuna. Prosegui alle spalle del busto nella vietta pedonale circondata da belle villette con giardino… sembra veramente di essere in un paesino di campagna.
La magia del quartiere di Montmartre devi viverla assolutamente immergendosi in uno dei suoi ristorantini, alcuni dei quali con un incredibile passato. L’idea di sedersi allo stesso tavolo dove grandissimi personaggi dell’arte hanno trascorso le loro oziose ore è emozionante.
Al Au Lapin Agile si racconta si ritrovassero Toulouse-Lautrec e gli altri artisti del suo tempo. Si tratta di un piccolissimo “cabaret artistico“, dove si esibiscono cantanti o comici francesi. Notate all’esterno l’originale insegna del coniglio, un tempo specialità della casa!
La Maison Rose fu di proprietà di una modella di Picasso e fu punto di ritrovo di molti artisti, fu inoltre ritratta in più quadri dal pittore Maurice Utrillo, ora è diventata un punto fotografico molto amato dagli appassionati di Instagram.
In Rue des Saules, a qualche passo dalla Maison Rose si trova una vera e propria vigna, vanto del quariere, che produce circa 1000 bottiglie di vino made in Paris!
Scendendo per la rue Lepic incrocerai moltissimi ristoranti e bar, tra i quali sulla sinistra al numero 15 il Café des deux Moulins, il bar dove sono state girate molte scene de il favoloso mondo di Amelie. Molta dell’atmosfera si è perduta negli anni, ma il mobilio è ancora quello originale utilizzato nel set cinematografico.
Arrivati alla fine della via verrete rapidamente proiettati in un altro mondo, in un’altra atmosfera. Vicino alla Place Pigalle regnano le luci a neon dei sex-shop e dei cabaret, fra cui il famoso Moulin Rouge, storico locale con arredi belle époque, patria del Can Can.
Infine vi consigliamo di passare per Place des Abbesses. Fate una foto alla bellissima fermata della metropolitana, una delle più belle della città e immergetevi nel simpatico caos di questa piazza sempre piena di gente, con la giostra per i bambini e le bancarelle. A sovrastare la piazza, c’è la facciata della singolare Église Saint-Jean de Montmartre, chiesa in mattoni rossi con vetrate colorate e mosaici in stile art nouveau, una delle prime in cemento armato.
Sul lato opposto, oltrepassato un cancellino verde si trova un piccolo giardino, con il grande “Muro dei Ti amo”. L’autore chiese ai suoi vicini stranieri di scrivere sul murales la romantica parola nella loro lingua. Arrivò a raccogliere fino a 311 “Ti amo” in lingue e dialetti da tutto il mondo.
I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori
Per una piacevole sosta vi consigliamo di fermarvi alla vicina Patisserie Maison Lardeux, una panetteria/pasticceria di ottima qualità con la perenne fila di persone in attesa di una squisita leccornia.
Maison Rose
Maison Rose di Utrillo



La quinta tappa
Gli Champs Elysèes e l'Arco di Trionfo
Ovviamente a Parigi una passeggiata sul famoso ed elegantissimo viale non può mancare.
Insieme alla Fifth Avenue di New York è una delle strade più conosciuta al mondo.
Prende il nome dai Campi Elisi, che secondo la mitologia greca erano il luogo di beatitudine delle persone buone.
Il viale è lungo quasi 2 chilometri e largo circa 70 metri, parte come prolungamento dei giardini delle Tuileries e congiunge Piazza della Concordia con il suo splendido Obelisco egizio a Place de L’Etoile e rappresenta a tutti gli effetti la zona di lusso di Parigi. Trionfale, lussuosa ed esagerata.
Troverete spettacolare la vista prospettica con l’Arco di Trionfo che fa capolino in lontananza.
Nel primo tratto al Rond Point, troverete uno di fronte all’altro i 2 palazzi neoclassici Grand Palais e Petit Palais, costruiti per l’Expo del 1900 sedi museali e utilizzati per le grandi manifestazioni.
Nel lato opposto si trova invece il Palais de L’Elysee, la residenza del capo dello Stato francese dal 1873.
Il marciapiede enorme su cui passeggiare è fiancheggiato da imponenti palazzi, boutique, negozi di souvenir e ovviamente locali dove mangiare, boulangerie, patisserie, tra cui la famosissima Ladurèe in cui è d’ obbligo fermarsi per assaggiare i celebri macaron.
Il palazzo di Tiffany tutto acceso di luci celesti, le fragranze olfattive della Maison Guerlain, il palazzo di Louis Vuitton difronte al celebre teatro Lido, Bulgari, Chanel, Loreal, Apple Store, Swarovski, Pierre Cardin, Tiffani, Dior, Rolex sono solo alcuni dei marchi prestigiosi che hanno sede in questo splendido viale.
Tradizionalmente, ogni 14 luglio, festa nazionale, sugli Champs-Élysées si svolge la parata militare.
Bellissimi ogni giorno dell’anno, ma illuminati nel periodo natalizio sono da togliere il respiro.
Un tripudio di luci e negozi sfavillanti.
L’arco di Trionfo è posto al centro della immensa piazza dell’Etoile- Charles de Gaulle, luogo di convergenza di ben 12 grandi strade. Napoleone, ossessivamente attratto dai fasti dell’Impero Romano lo volle per celebrare la sua vittoria ad Austerlitz e come è evidente per ogni turista italiano si ispirò fortemente a quello fatto erigere dall’Imperatore Tito a ai fori romani.
Maestoso ed affascinante. Merita di salire in cima attraverso scale a chiocciola di quasi 300 scalini per godere di uno splendido panorama su tutta la città; la prospettiva dei viali a raggiera e degli Champs Eliseés è superba. La vista spazia dal Grand Arche della Defence fino alla piramide del Louvre.
Ai piedi dell’Arco è presente la tomba del milite ignoto a commemorare tutti i soldati morti per la Francia nel corso della storia.
I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori
I ristoranti e i bar sugli Champs Elysees sono molto costosi, vi consigliamo però un locale davvero speciale a due passi dall’Arco di trionfo, il Cafè Joyeux. Una sosta d’obbligo che fa bene al cuore, in cui ragazzi con la sindrome di Down ed altre disabilità lavorano come camerieri, cuochi, cassieri e rendono questo posto davvero accogliente.



La sesta tappa
Museo de L'Orangerie
L’Orangerie è un altro splendido museo che regala emozioni.
Si tratta di un piccolo museo paragonato all’immenso Louvre o alla grande Gallerie D’Orsay,
Consiglio di prenotare anzitempo, poiché fanno entrare un numero limitato di persone alla volta e si evitano così lunghe code.
Il museo è uno spazio davvero immersivo nella visione artistica di Claude Monet.
Le 2 sale ovali dedicate alle sue Ninfee lasciano senza fiato. Sono esposte otto enormi tavole che ricoprono interamente le pareti. Lo sguardo si perde tra le mille sfumature dell’acqua, tra i cangianti effetti di luce e di colore; il luogo trasmette una dimensione poetica profonda e una avvolgente sensazione di infinito.
Vivi la possibilità di immergerti nelle sue opere seduto sulle poltrone al centro delle sale o passeggia attorno per ammirare da vicino i colori più accesi dei piccoli boccioli galleggianti che fluttuano in questo paradisiaco luogo.
Questa nuova concezione spaziale è permeata dalla luce naturale proveniente da un lucernario che simula la stagionale lucentezza che ha avvolto il grande pittore nel suo giardino-laboratorio di Giverny, dove le straordinarie visioni delle ninfee sono state concepite.
Il Museo offre inoltre al piano inferiore, ulteriori percorsi espositivi con opere magistrali di altri artisti Impressionisti e Postimpressionisti come Picasso, Rousseau, Renoir, Matisse, Cézanne e gli stupendi dipinti di Modigliani.

















































































































































































































































































































































































































































