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Dublino

DUBLINO

...alla scoperta della tigre celtica

La proposta in breve

Un viaggio per gli amanti della cultura vibrante delle città europee, delle serate nei pub, dei musical e della scrittura

  • Per chi è questo viaggio? Un viaggio per gli amanti della cultura vibrante delle città europee, delle serate nei pub, dei musical e della scrittura
  • Quando mi consigliate di partire? Dublino può essere visitata tutto l’anno. Consigliamo di scegliere un weekend lungo inserendo la festa di San Patrizio (17 Marzo) oppure Halloween (31 Ottobre). Per San Patrizio la città si tinge di verde, ci sono cortei e sfilate, le persone si vestono in maschera. Anche la festività di Halloween è molto sentita con travestimenti da brivido! 
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Quattro – cinque giorni 
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è medio-bassa
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Medio/alta dipende dalla stagione (il picco è per San Patrizio)
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? Trinity College, Temple Bar, Guinness Storehouse, Grafton Street, Distilleria di Jameson, Dublin Docklands
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Irish Stew, Fish and Chips, Guinness Beef Stew, Soda Bread, Black Pudding, Irish Coffee

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

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Per coloro che amano la storia…

L’origine del nome della città è curiosa. Deriva dalla parola gaelica “Dubh Linn”, ovvero “pozzanghera nera”, un antico bacino d’acqua dove si trovava il Castello di Dublino, l’attuale cuore della città
cityscape
Per coloro che amano la cultura pop…
Dublino è la meta perfetta anche per gli appassionati della scrittura e della musica. Infatti è stata la città natale di molti famosi scrittori e artisti. Tra questi, gli autori James Joyce e Oscar Wilde, il poeta William Butler Yeats e il drammaturgo George Bernard Shaw, oltre che della rock band U2
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Per coloro che amano la natura…
A giro per la città e per tutto il Paese vedrete sventolare ovunque i colori della bandiera Irlandese. Ma cosa rappresentano i tre colori della bandiera? In pochi sanno che i tre colori sono un simbolo di pace: Il verde rappresenta i Cattolici, l’arancione i Protestanti e il bianco la pace tra le due parti.

In e Out

Non è possibile andar via da Creta senza aver visitato il sito archeologico di Cnosso: centro focale della civiltà minoica, città-palazzo del re Minosse e sede delle leggende del mitologico minotauro. Il sito purtroppo è pessimamente custodito. Circa la metà del palazzo non è visitabile perché in ristrutturazione da anni. La precedente ricostruzione, inoltre, è frutto di un dubbio rifacimento e tutti i reperti ritrovati sono stati trasferiti al bellissimo museo di Iraklio che, invece, consigliamo di visitare. Resterete ipnotizzati dalla piccola statuetta della dea dei serpenti o dal mistico disco di Festo. Ammirerete la bellezza degli affreschi originali dei delfini, della tauromachia e del celeberrimo principe dei gigli.

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L'itinerario!

7 tappe per esplorare Dublino

La prima tappa

Esplorando Dublino Sud

Dedicate il tuo vostro primo giorno a Dublino all’esplorazione dei siti culturali e d’intrattenimento che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.

  • Trinity College: visitate la suggestiva biblioteca del Trinity College. Qui si trova una delle più grandi collezioni di libri di epoca medievale e manoscritti preziosi non solo d’Irlanda ma del mondo, mappe antiche e testi rari. La sua sala più celebre è la Long Room, una spettacolare sala di lettura con soffitto a volta e scaffali alti fino al tetto, soltanto in questo magnifico ambiente sono custoditi circa 200.000 volumi. Tra le opere più significative e famose conservate nella biblioteca del Trinity College, c’è il celebre “Book of Kells”: un manoscritto illustrato del IX secolo, che contiene i quattro vangeli del Nuovo Testamento e rappresenta uno dei tesori più preziosi dell’Irlanda. Le sue pagine sono riccamente miniate con elaborati disegni e decorazioni raffinate.
  • Castello di Dublino: l’antico castello normanno si trova nel cuore della città e nel tempo si è trasformato in una residenza reale. Molto belli i giardini che lo circondano  
  • Temple Bar: esplorate il quartiere più vivace e animato di Dublino, noto per i suoi pub, i ristoranti, le gallerie d’arte e gli spettacoli dal vivo.
  • Grafton Street: fate shopping lungo questa famosa via pedonale, piena di negozi, artisti di strada e intrattenitori.
  • Cattedrale di San Patrizio: ammira l’architettura gotica di questa imponente cattedrale, la più grande d’Irlanda.
  • Merrion Square: godetevi un tranquillo momento nel parco pubblico di Merrion Square, dove potete trovare il famoso “Oscar Wilde Statue” e molte altre sculture.
  • Christ Church Cathedral: visitate questa maestosa cattedrale medievale, con una storia di oltre 1.000 anni.
  • St. Stephen’s Green Shopping Centre: se vi piace fare shopping, visitate questo centro commerciale che offre una vasta gamma di negozi e ristoranti.

 

A giro per la città e per tutto il Paese vedrete sventolare ovunque i colori della bandiera Irlandese. Ma cosa rappresentano i tre colori della bandiera? In pochi sanno che i tre colori sono un simbolo di pace: il verde rappresenta i Cattolici, l'arancione i Protestanti e il bianco la pace tra le due parti.
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Curiosità

Il fiume Liffey “taglia” la città, separando la parte Nord dalla Sud. I quartieri a Nord del Liffey hanno numeri dispari mentre quelli a Sud sono contrassegnati da numeri pari.

La seconda tappa

Night Life & Pub Crawl

Dopo la visita ai siti culturali più famosi della città, vivete la vita notturna dublinese sperimentando il tradizionale Pub Crawl. Un’intera serata (o anche una nottata per i più resistenti) passata visitando pub e bar in successione, generalmente nello stesso quartiere o area della città.
Per un Pub Crawl ancora più speciale vi consigliamo di non perdere questi locali:

  • The Brazen Head: il pub più antico d’Irlanda. Questo pub storico è uno dei più antichi al mondo, con una storia che risale al 1198. È situato nel quartiere di Merchants Quay ed è noto per la sua atmosfera tradizionale, per la musica dal vivo e per essere stato frequentato da scrittori e personaggi famosi nel corso dei secoli.
  • The Temple Bar: Situato nel quartiere omonimo, The Temple Bar è uno dei pub più famosi di Dublino ed è un’icona della vita notturna della città. Offre un’ampia selezione di birre, musica dal vivo e un’atmosfera vivace e festosa.
  • The Porterhouse Brewing Company: Questa catena di pub è famosa per la sua produzione di birre artigianali e per la ricca selezione di birre artigianali provenienti da tutto il mondo. Questi pub godono inoltre di un’atmosfera molto accogliente ed offrono spesso spettacoli di musica dal vivo.
Non potete perdervi un pasto a base di Fish and Chips nel locale Porterhouse accompagnato da una birra bionda o dalla celeberrima Guinness

La terza tappa

My Goodness, My Guinness

Gli amanti della birra non potranno perdere la visita al celebre museo “The Guinness Storehouse”, dedicato a una delle birre più famose del mondo.
La visita alla Guinness Storehouse è un’esperienza divertente ed educativa. Fra le varie attrazioni proposte, vi consigliamo di vedere:

  1. La storia della Guinness: Al piano terra, troverete la storia affascinante della birra Guinness, dalla sua fondazione ad opera di Arthur Guinness nel 1759 fino ai giorni nostri. Scopri come l’impresa è cresciuta e si è evoluta nel corso dei secoli.
  2. Il gigantesco calderone in bronzo: Al primo piano c’è un gigantesco calderone in bronzo utilizzato in passato per produrre la Guinness. È un capolavoro di arte e tecnica che offre un colpo d’occhio impressionante sulle dimensioni dell’azienda.
  3. L’arte della degustazione della Guinness: Imparate come degustare correttamente la Guinness. Vi verrà mostrato come osservare il colore, percepire gli aromi e assaporare i sapori unici di questa birra stout.
  4. Gravity Bar: Arrivate alla cima della Guinness Storehouse, al Gravity Bar, da qui avrai un panorama mozzafiato su Dublino. È uno dei punti più alti della città e un luogo ideale per scattare foto spettacolari.
  5. The Taste Experience: Partecipate all’esperienza sensoriale interattiva. Potrete sperimentare i vari ingredienti che compongono la birra Guinness, come l’acqua, l’orzo, il luppolo e il lievito.
  6. I ristoranti e i bar: Ci sono vari ristoranti e bar all’interno della Guinness Storehouse dove potrete gustare cibi e bevande ispirate alla Guinness. Prova piatti tradizionali irlandesi insaporiti dall’aroma della birra simbolo della Nazione.
  7. Spilla la tua Guinness: Alcune visite guidate offrono l’opportunità di imparare come versare correttamente una pinta di Guinness, una vera e propria arte che richiede precisione.
  8. Personalizzare la tua pinta: potete anche personalizzare un bicchiere Guinness con il vostro nome, un regalo unico e memorabile.

Durata della visita: 3 ore
Vi consigliamo di prenotare i biglietti in anticipo – la Guinness Storehouse può diventare molto affollata, specialmente durante i periodi di punta.

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Curiosità

Il modo in cui viene servita la Guinness, fondamentale per ottenere il giusto aspetto, sapore e consistenza, avviene con il metodo “pouring a Guinness,” che è considerata una vera e propria arte. Ecco come funziona:

Il bicchiere: Per prima cosa, viene selezionato un bicchiere specifico noto come “bicchiere Guinness” o “pint glass”. Questo bicchiere ha una forma particolare con il collo stretto e una base larga, progettato per ottimizzare l’esperienza di degustazione.

Inclinazione del bicchiere: Il barista inclina il bicchiere a un angolo di circa 45 gradi e versa lentamente la Guinness lungo il lato del bicchiere, evitando il contatto diretto con la parete interna.

Riempimento graduale: La birra viene riempita gradualmente mentre il bicchiere viene lentamente raddrizzato. Questo processo crea uno strato di schiuma cremosa sulla parte superiore della birra.

La “surge and settle”: La Guinness è nota per la sua caratteristica “surge and settle,” che si traduce nell’osservare come la schiuma si forma e si deposita lentamente mentre la birra viene versata.

Il tocco finale: La birra viene servita con la testa di schiuma sporgente sopra il bordo del bicchiere, formando un cappuccio cremoso.

La quarta tappa

I ponti di Dublino

Dublino è attraversata dal fiume Liffey e possiede ben 17 ponti che lo scavalcano. Vogliamo soffermarci almeno su 2 di essi. 

Il primo, e più famoso, è il Ha’penny bridge. E’ stato fino agli anni 2000 l’unico ponte pedonale della città e il suo curioso nome è proprio legato al pedaggio di mezzo penny richiesto per poterlo attraversare.

L’altro è il Samuel Beckett bridge o ponte di Calatrava, progettato dal famosissimo architetto spagnolo negli anni 2000. Il ponte, oltre ad essere estremamente funzionale poiché ruota di 90° per far passare le navi più grandi (purtroppo non sono mai riuscito a vederlo in azione), ha un disegno bellissimo e suggestivo. La sua asimmetria e la sua forma che ricorda un’arpa celtica, simbolo irlandese per eccellenza, lo rendono un una dei monumenti più riconoscibili della città.

La quinta tappa

Visita alla Distilleria di Jameson

La distilleria di Jameson è dedicata al celebre Wiskey Irlandese Jameson ed è una delle principali attrazioni di Dublino. Ecco gli aspetti salienti della visita:

  • Tour della Distilleria: avrete l’opportunità di imparare tutto sul processo di produzione del whisky, dalle materie prime alla distillazione e all’invecchiamento. Potrete anche vedere gli storici alambicchi in rame utilizzati nel processo.
  • Assaggi: La degustazione di whisky è un must. Durante il tour, avrete l’opportunità di assaporare diverse varietà di Jameson, imparando a riconoscere le sfumature di gusto e aroma che le distinguono.
  • Bow St. Experience: Questa esperienza vi offre un’immersione interattiva nella storia e nella produzione del whisky Jameson. Potrete ascoltare le storie dei mastri distillatori, imparare l’arte della degustazione e persino creare il tuo blend di whisky.
  • Ambiente storico: la distilleria è situata nell’edificio storico di Bow Street, che ha legato tutta la sua vicenda alla produzione di whisky. Durante la visita, pottrete scoprire i dettagli di questa storia affascinante.
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Dublin Winter Lights

Se capitate a Dublino durante il periodo di Capodanno vi imbatterete nel Dublin Winter Lights, in scena da metà Novembre al 1 gennaio. Tutta la città dal tramonto all’alba si accende di numerose installazioni luminose sparse per i vari ponti, strade o edifici della capitale.

La sesta tappa

Caccia al tesoro delle statue in città

Molte sono le statue che abbelliscono strade e piazze della capitale. Vi proponiamo alcune delle più interessanti da trovare in un itinerario che attraversa la città.

  • Statua di Molly MaloneMolly Malone è una delle icone della capitale irlandese. Nelle serate che passerete nei pub di Dublino vi capiterà di sentir cantare a squarciagola e con grande intensità la canzone-inno a lei dedicata dal gruppo The Dubliners. La statua si trova vicino al Trinity College. Molly era una semplice ragazza che di giorno faceva la pescivendola, mentre di notte pare fosse dedita a tutt’altra occupazione. Non è dato sapere se la storia sia vera o inventata, ma la statua in città è molto amata e si dice porti fortuna toccarle i seni, che, non a caso, risultano splendenti.
  • La scultura della Carestia. Passeggiando lungo il fiume in prossimità del museo dell’immigrazione, vi imbatterete in un gruppo scultoreo molto suggestivo. Rappresenta una famiglia in miseria che cammina tristemente verso un futuro incerto. Il ricordo della carestia che colpì il paese nel 19° secolo cagionando la morte per fame di circa un milione di persone e costringendone altrettante all’esodo verso l’America in cerca di un futuro migliore, è ancora molto vivo nel Paese e trova in queste tristi statue un ricordo della loro sofferenza.
  • Monumento a Oscar Wilde. Di fronte alla sua casa all’interno del parco di Merrion Square la colorata statua del famoso Oscar Wilde, rappresenta il grande autore in vestaglia, sdraiato su una roccia, con un’espressione piuttosto sarcastica. La piccola statuetta in bronzo della donna svestita che si trova accanto rappresenta sua moglie Constance Lloyd ed il busto maschile al fianco simboleggia invece il dio greco Dioniso.
  • Statua di James Joyce. All’angolo tra Talbot Street e O’Connell Street, di fianco allo Spire troverete la statua di uno dei personaggi più autorevoli di Dublino, il grande scrittore James Joyce. Una statua molto simile si trova anche in Italia a Trieste, città in cui lo scrittore visse per alcuni anni. Questa è una delle “talking statues” sparse per la città. Scannerizzando il QR code posto alla loro base, saranno infatti direttamente le statue a raccontarvi la loro storia!
  • The Spire – La guglia di Dublino. Un nuovo controverso simbolo della nuova Dublino è il pennone dello Spire in O’Connell Street. Un’imponente torre di acciaio inossidabile chiamato anche “la torre della Luce”. In questo luogo negli anni sessanta l’IRA, l’esercito repubblicano irlandese, ha fatto esplodere la statua dell’ammiraglio inglese Nelson per rivendicare l’indipendenza dal governo di Londra. L’altissima guglia eretta al suo posto, vuole simboleggiare l’inizio del nuovo millennio, l’innovazione e la lotta per l’indipendenza dell’Irlanda.

La settima tappa

La Dublino moderna - Dublin Docklands

Consigliato da un amico che vive da anni in Irlanda ecco comparire la Dublino che non ti aspetti. Tutti i turisti che arrivano nella capitale irlandese per la prima volta, ovviamente e giustamente, visitano i più famosi punti di interesse come il Trinity College o il celebre Temple Bar, ma Dublino è anche una città nuova, che vuol essere protagonista del terzo millennio e quindi continua incessantemente a farsi bella e edificare nuovi palazzi, nuovi ponti e addirittura nuovi quartieri.
Questa area a nord di Dublino, fino a pochi anni fa considerata una zona da non frequentare, ricca di docks, magazzini portuali, ed esclusa dai vari percorsi turisti, sta diventando rapidamente un nuovo polo attrattivo per la sua recente riqualificazione. Questo vivace e vibrante quartiere è diventato la sede europea delle più grandi multinazionali del pianeta come Google, Apple, Microsoft e Meta, che hanno investito nella costruzione di modernissimi edifici e grattacieli. Nella zona si trovano inoltre molti luoghi di divertimento e divertentissimi pubs. Non perdere questi siti:

  • Bord Gáis Energy Theatre: La maggior parte dei viaggiatori che visitano New York o Londra desidera ardentemente partecipare ad uno dei famosissimi Musical di Broadway in lingua inglese, ma non tutti sanno che questi meravigliosi capolavori possono essere anche gustati in Irlanda ed in particolare a Dublino. Il Bord Gais Energy Theatre è il nuovo bellissimo teatro progettato dall’archistar Daniel Libeskind, in vetro e acciaio, che ospita i maggiori eventi teatrali, tra cui i più famosi musical mondiali. Informatevi in anticipo sull’offerta artistica presente nel periodo della vostra permanenza.
  • The Convention Centre Dublin: Questo edificio dall’architettura contemporanea è uno dei principali centri congressi d’Europa. Anche se non partecipate a un evento, potrete ammirare la sua struttura e il design innovativo.
  • Grand Canal Square: Questa piazza moderna è circondata da grattacieli di vetro e offre una vista panoramica sul porto. Potrete godervi una passeggiata, ammirare l’arte pubblica e rilassarti in questa zona.
  • Dublin Bikes: Potrete noleggiare una bicicletta Dublin Bike e percorrere la zona delle Docklands in modo ecologico. Ci sono molte piste ciclabili e il terreno pianeggiante lo rende adatto per il ciclismo.
  • 3Arena: è il principale luogo per grandi concerti, dove si esibiscono tutte le grandi star internazionali in tournée in Irlanda. Prenotate in largo anticipo i biglietti per una serata speciale.
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Valencia

VALENCIA

...una paella per Calatrava

La proposta in breve

Valencia è un po’ come una delle Città Invisibili di Calvino, direi proprio una delle città del Desiderio. Attendi di visitarla, ti aspetti una tipica città spagnola e poi ti rendi conto che offre un aspetto diverso da visitare, un modo originale, molto piacevole e sicuro, adatto anche ai più piccoli, fatto di natura e lunghe pedalate, di vita notturna e piccoli locali, di monumenti storici e proiezioni futuristiche.
  • Per chi è questo viaggio? Viaggio per amanti della vita all’aria aperta e dei piccoli peccati di gola
  • Quando mi consigliate di partire? Tutto l’anno
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? 4 giorni
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è media
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Città della Scienza, Il Santo Graal, Acquario, Bioparco, Albufera, Turià, il Mercato Centrale
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? Alloggio in zona pedonale centrale, a pochi passi dalla stazione centrale. Bicicletta o a piedi. Metropolitana per raggiungere il Centro Storico direttamente dall’aeroporto
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Potremmo parlare di tante cose, ma Valencia = Paella

Consigli e curiosità per gli aspiranti viaggiatori

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Lo stemma di Valencia

Quando Jaume I stava cercando di conquistare la città fu svegliato da un pipistrello che andò a sbattere sulla sua armatura. Grazie a questa “sveglia” si accorse di un attacco a sorpresa che gli stavano per sferrare, riuscendo così a prevenirlo. Il pipistrello sullo stemma della città è un omaggio di Jaume I.

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State al fresco!

Siamo in Spagna e anche se Valencia affaccia sul mare, le temperature possono salire molto in estate, quindi si consiglia di visitare la città nei mesi primaverili o comunque avere sempre con se una buona borraccia di acqua fresca.

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Al centro della città!

Provate a prenotare un albergo in zona centrale, area pedonale, sarà tutto accessibile a piedi o in biciletta.

In e Out

Questo è un viaggio «corto» quindi ti proponiamo solo alcune tappe che non puoi perderti. Prenditi del tempo per girovagare in città, lasciati ammaliare dai profumi e dai colori del Mercato Centrale, assaggia le mille varietà di Tapas e la famosa Paella Valenciana, e poi, se qualcosa ancora resta da visitare, non preoccuparti, prepara la valigia per la tua prossima visita in città, dove avrai modo di ultimare tutte le attività rimaste in sospeso, l’importante è muoversi con calma, rilassandoti e assaporando lentamente il ritmo di questa perla affacciata sul Mediterraneo.

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Amsterdam

Il luogo in cui il turismo architettonico gareggia con la splendida offerta museale

L'itinerario!

8 tappe per esplorare Valencia

La prima tappa

Il corso del fiume

Fondata dai romani nel II secolo a.C, dominata da Visigoti e arabi che la resero grande e potente, la città di Valencia si è svegliata da un lungo periodo di decadenza tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo a seguito di un nuovo boom economico grazie al quale sono stati realizzati numerosi progetti architettonici e urbanistici, che hanno trasformato la città. Il più imponente è la Città delle Arti e delle Scienze, un nuovo quartiere a sud est del centro progettato dall’architetto valenciano Santiago Calatrava.

Il corso del fiume Turia offre la possibilità di muoversi in città grazie ai numerosissimi negozi di Bike Rental; ce ne sono tantissimi e i prezzi sono praticamente tutti allineati. Le biciclette sono in buono stato e puoi anche scegliere di noleggiare tandem o mezzi a pedale per quattro persone. Se non vi sono particolari problemi di mobilità, una giornata in bicicletta lungo il Turia è davvero un’esperienza imperdibile.

Lungo il corso del fiume, i vari accessi consentono di immergersi in un lunghissimo parco urbano che termina fino al bioparco Albufera, (molti chilometri), o più facilmente consente di raggiungere la città della Scienza e l’Acquario, oppure semplicemente godere del verde, degli spazi ristoro lungo il percorso, delle varie panchine e prati fioriti dove potersi rilassare e godere della natura rigogliosa in mezzo alla città.

Numerosi gli spazi per gli amanti della ginnastica di gruppo, del Tai Chi o addirittura, come mi è capitato, uno spazio dedicato a tutti coloro che vogliono imparare ad utilizzare in maniera impeccabile una Katana!

In mezzo al percorso, è possibile imbattersi in uno stravagante parco per bambini costituito da un’immensa statua raffigurante Gulliver. I bambini come tanti lillipuziani possono letteralmente scivolare intorno e dentro al Gigante

La bella bandiera della Comunità valenciana è composta da quattro bande rosse sopra uno sfondo giallo, i colori della casata degli Aragonesi, presenti anche nelle bandiere della Catalogna e delle Isole Baleari. Nel lato dell’asta si trova una deliziosa frangia azzurra, decorata da gemme preziose, rappresentazione stilizzata della corona d'Aragona, e per questo la bandiera valenciana prende il nome di Senyera Coronada (bandiera coronata).
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Fu  la scoperta dell’America, finanziata proprio da Valencia, a portarla verso un periodo di decadenza: a seguito dello sviluppo di rotte commerciali verso il nuovo mondo, la città perse di interesse come centro marittimo affacciato sul Mediterraneo.

 

La seconda tappa

La città della Scienza

La Città della Scienza è un complesso di forte impatto visivo ed architettonico, costruito dal famoso architetto-ingegnere valenciano Santiago Calatrava. In breve tempo è diventato il simbolo di Valencia, per cui è una tappa fondamentale di ogni viaggio in città.
Il complesso è costituito da 6 edifici avveniristici collegati tra loro da passeggiate, collegamenti aerei, scorci mozzafiato, con l’acqua che fa da protagonista per tutto il complesso, riflettendo le facciate e moltiplicandole in infinite sfaccettature.
Gli edifici principali, che non potete perdere anche per la possibilità di toccare con mano fenomeni chimici e fisici ed esperimenti affascinanti, sono:

  • L’Oceanogràfic: l’acquario e parco marino di Valencia, l’edificio più grande del complesso, simile a un grande animale acquatico tecnologico;
  • Il museo delle Scienze Príncipe Felipe: posizionato davanti ad uno specchio d’acqua, in cui l’immensa struttura si riflette, creando dei magnifici giochi di luci.
  • L’Hemisfèric: si trova a fianco del museo della scienza ed è circondato d’acqua. La sua forma richiama un occhio umano, soprattutto di sera quando le luci dell’edificio si riflettono nell’acqua, ricreando l’occhio vero e proprio. Al suo interno c’è la più grande sala di proiezione di tutta la Spagna e qui potrai assistere ad un film 3D.

Per l’ingresso ci sono dei comodi Pass acquistabili online direttamente dal sito ufficiale della città di Valencia. Unica cosa da tenere in considerazione è che per la visita alla città della Scienza, compresi gli ingressi agli edifici, può volerci tempo (oltre alla code che inevitabilmente si formano in luoghi a forte affluenza.

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La statua di Gulliver
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Come in ogni museo o centro turistico, panini o bibite sono cari se acquistati all’interno. Consigliamo vivamente di portarsi dei panini preparati presso i negozi alimentari disponibili in città. Ricordatevi che siete in mezzo al Turia, quale miglior posto per un pic-nic all’ombra di uno dei tanti alberi del parco?

La terza tappa

Acquario e Bioparco

L’Acquario e il Bioparco, rispettivamente a Sud Est del percorso del Fiume Turia e a Nord Ovest vicino all’aeroporto, sono due attrazioni molto frequentate e sinceramente molto particolari e diverse rispetto ai soliti acquari o zoo.

L’Acquario, adiacente alla città della scienze, è un complesso mediamente grande che accoglie diverse varietà di animali acquatici e consente di vivere l’esperienza di poter assistere alle cure delle tartarughe marine oltre che di poter dare da mangiare ai delfini. Accoglie anche un rettilario e una voliera molto grande con possibilità di camminare letteralmente immersi alla fauna esotica di pappagalli e altri variopinti volatili. 

Il Bioparco è strutturato secondo una logica di assenza di gabbie e protezioni e consente di vivere un’esperienza di vicinanza con gli animali (tutti nati in cattività) davvero unica. Leoni, tigri, giraffe ed elefanti, hanno a diposizione molto spazio e la visita alle loro zone di «pascolo» avviene tramite percorsi molto discreti e in totale assenza di reti o tristissime recinzioni. Il parco non è grandissimo e gli animali presenti, proprio per un approccio di tutela, non sono tanti e tutti riferiti a precise aree geografiche. Da non perdere è l’isola dei Lemuri, qui dovrete stare molto attenti a guardare sopra le vostre teste, potreste letteralmente trovarvi un lemure a pochi centimetri di distanza intento ad osservarvi mentre mastica sornione un frutto. State tranquilli: i Lemuri sono innocui e gli inservienti sono ovunque molto attenti a salvaguardare i simpatici animaletti. 

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Il costo dell’ingresso all’Acquario non è a buon mercato, ma una volta entrati il divertimento è assicurato anche grazie alle numerose iniziative dei volontari locali.

Se avete ancora forza nelle gambe, consiglio di raggiungere il bioparco in bicicletta, trovandosi proprio all’inizio del percorso cittadino del Turia.

La quarta tappa

Il Centro Storico di Valencia

Il Centro storico di Valencia è molto raccolto ed è costellato di moltissime piazze e chiese di straordinaria bellezza. Ogni angolo della città restituisce al viaggiatore uno spaccato della sua storia fatta di numerose epoche di dominio, da quello romano ai segni evidenti della Rivoluzione Francese, fino alla svolta architettonica del secolo scorso.
Come ogni città cosmopolita, anche Valencia offre una varietà enorme di servizi e il centro storico si trasforma alla sera in un susseguirsi di ristoranti tipici per gustare la famosa Paella valenciana, oppure le sfiziose tapas.

Gli edifici di rilievo, da non perdere assolutamente sono sicuramente:

  • La Lonja uno degli edifici caratteristici della città oltre ad essere uno dei più famosi monumenti appartenenti al gotico civile che si possa trovare in Europa. È Monumento Storico Artistico Nazionale dal 1931 e fu dichiarato dall’UNESCO come appartenente al Patrimonio dell’Umanità nel 1996.
  • La Torre de Serranos, inizialmente facenti parte delle storiche mure della città, poi anche carceri per i nobili, adesso restano come simbolo di una forma di architettura gotica molto interessante.
  • Plaza Redonda, Opera di Salvador Escrig Melchor, una delle attrazioni turistiche più note, con moltissime bancarelle che offrono anche prodotti di artigianato locale.
  • La chiesa di San Nicola di Bari, chiamata anche la «Cappella Sistina di Valencia», una Chiesa imponente che vide, fra il 1690 e il 1693 l’interno rivestito con una decorazione barocca e affreschi di scene della vita di San Nicola di Bari e di San Pietro Martire, disegnati da Antonio Palomino e dipinti da Dionís Vidal.
  • Museo Nazionale di Ceramica e Arti Suntuarie González Martí (Palazzo del Marchese di Dos Aguas). Qua, per gli amanti delle ceramiche e non solo, sono custoditi pezzi rari, alcuni appartenenti a Picasso ed è possibile viaggiare nel tempo assaporando la vita al tempo dello splendore commerciale della città, in un contesto barocco.
  • L’Istituto Valenciano di Arte Moderna (IVAM). E’ stato il primo museo di arte moderna della Spagna e qui si possono ammirare le opere di due esponenti di rilievo quali Julio González (1876-1942) e Ignacio Pinazo (1849-1916).
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Ogni sito elencato richiede un tempo variabile da un’ora fino a due ore e mezzo. Ovviamente tutto dipende dai gusti personali e dal tempo che avete a disposizione. Si tratta di siti tutti all’interno di un centro storico comunque molto contenuto, piacevole da scoprire passeggiando in totale relax.

La quinta tappa

Il Santo Graal – Cattedrale Miguelete

La Cattedrale Miguelete con il suo Santo Graal e la leggenda del Buon Auspicio, merita un capitolo a parte. Non si può non visitarla quando si è a Valencia. Pensate che la comunità Cristiana riconosce il Graal di Valencia come originale ed utilizzato effettivamente da Gesù durante l’ultima cena. È una coppa di agata lucida di origine orientale che si trova in una cappella appositamente dedicata.

Il resto della Cattedrale è imponente e raccoglie moltissime opere di arte religiosa di straordinaria fattezza, da arazzi ad affreschi, reliquari e cori, statue e scultura di vari materiali e dimensioni.

La Cattedrale sorge su di un tempio romano e fu anche una moschea, tutto ciò si riflette negli stili presenti al suo interno e l’aria che si respira è fortemente travolgente, al di là della propria inclinazione verso tematiche di carattere religioso.
Consiglio di acquistare il biglietto con la dotazione dell’audio guida, è ben fatta e accompagna il visitatore verso angoli della Cattedrale in parte nascosti, che quindi andrebbero persi.
La visita non è lunghissima, in circa un’ora-un’ora e mezzo al massimo, si è in grado di visitarla a fondo e di potersi anche abbandonare alla contemplazione del Graal per qualche attimo.

All’interno della Cattedrale è presenta anche un museo con opere importanti di Goya e altri importanti pittori.

Se non vi fanno paura 207 gradini, è possibile salire sulla torre e godere di quella che pare sia la migliore vista di tutta Valencia.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

All’interno della Cattedrale, su un altare del deambulatorio, si trova la Virgen del Buen Parto, ovvero la Madonna del Buon Parto. La tradizione vuole che le future mamme percorrano nove volte il perimetro interno della Cattedrale per chiedere un travaglio benedetto e sicuro. Quando abbiamo visitato la Cattedrale mi sono infatti stupito di quanto donne incinta fossero presenti al suo interno fintanto che non mi è stato svelato l’arcano.

La sesta tappa

Il Mercato Centrale

Il Mercato Centrale rappresenta uno dei monumenti più famosi di tutta la città ed è il centro nevralgico dello street food, dei prodotti tipici valenciani, punto di ritrovo di vecchi e bambini. Circondato dai suoi giardinetti e con più ingressi e affacci sulle vicine chiese, trasmette al visitatore la sensazione inebriante di una festa continua, un’esplosione di colori, odori e sapori.

È considerato uno dei mercati di prodotti freschi più grandi d’Europa e la sua visita richiede almeno due ore durante le quali poter sostare in uno dei tanti piccoli punti ristoro dove poter assaporare i piatti tipici della città, dalla carne al pesce… Tutto ovviamente freschissimo e a prezzi davvero economici. All’interno del mercato si trovano anche negozi di souvenir, meno attrattivi, ma pur sempre ben inseriti nel contesto.

Consiglio di percorrere i vari corridoi interni in maniera metodica, per non perdere assolutamente niente di quanto sono in grado di offrire le 1200 bancarelle presenti.

Ogni tanto, soprattutto nelle zone centrali, uno sguardo verso l’alto permetterà di ammirare la splendida struttura in ferro e i coloratissimi affreschi che adornano i soffitti.

All’interno del mercato è presente anche un ristorante stellato, ma sinceramente non c’è niente di meglio di un buon panino di Pata Negra.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Ricordati di visitare l’angolo delle frattaglie di toro e anche la parte riservata al pesce, dove è possibile gustare i gamberi blu e le uova di granchio.

La settima tappa

La Paella Valenciana

Se si vuole mangiare qualcosa di tipico a Valencia, è sicuramente obbligatorio entrare in uno dei tanti Tapas Restaurant e a pochi euro per Tapas riempirsi lo stomaco con tantissime varietà disponibili. Ma si può parlare di Valencia e non parlare di Paella? Assolutamente NO!

La paella nasce come “piatto di recupero” che veniva preparato dai contadini e dai braccianti operanti nella zona di Valencia, una delle regioni produttrici di riso più significative della Spagna (eredità della conquista dei Mori arabi nell’800), tipicamente cucinato sul fuoco di legna per il pranzo. Gli ingredienti tipici del piatto sono riso e verdure e solo successivamente anche il pesce, data la vicinanza di Valencia al mare. Passeggiando per la città incontrerete numerosissimi ristoranti che la offrono, io consiglio però di assaporare il piatto sulla costa, nel lungo mare, dove i piatti sono decisamente più abbondanti ed i prezzi più contenuti.

Non esiste il classico posto dove fanno la Paella migliore di tutta Valencia, ho chiesto a dieci persone ed ho ottenuto dieci risposte diverse, ho consultato vari siti e devo dire che non è possibile stilare una classifica. Un consiglio però è necessario. La Paella prende il suo nome dal contenitore, ovvero dalla pentola dove viene preparata che funge anche da piatto dove viene servita a tavola. Può essere una grande padella piatta e molto larga da condividere tra più commensali, oppure di dimensioni più piccole per singolo utilizzo.

Da evitare assolutamente i ristoranti che credendosi chic offrono la Paella nei normali piatti da portata, significa lasciare per strada metà della tradizione.

Paella Valenciana
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

La prima ricetta documentata della paella, chiamata Arroz a La Valenciana data la sua origine nel Marjal de La Albufera, compare in un manoscritto settecentesco intitolato “Avisos y instruccions per lo principiant cuyner” scritto da Josep Orri, mentre la storia della paella moderna risale alla metà del XIX secolo.

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Abruzzo

Abruzzo

...entroterra aquilano

La proposta in breve

Il paradiso per coloro che amano scoprire nuovi paesaggi e visitare luoghi in cui la natura la fa ancora da padrona indiscussa

  • Per chi è questo viaggio? Il viaggio è consigliato per coloro che amano la natura, i paesaggi mozzafiato e il buon cibo
  • Quando mi consigliate di partire? Ogni stagione ha il suo fascino, ma noi consigliamo la primavera e l’autunno
  • Se volessi seguire tutto il vostro itinerario, quando durerebbe il viaggio? Quattro – cinque giorni
  • Quanto costerebbe? La fascia di prezzo è medio-bassa
  • Quali sono le tappe fondamentali da raggiungere? Nella nostra guida ti racconteremo – tra le altre – della città de L’Aquila, dei borghi di Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio e dell’affascinante Campo Imperatore
  • Dove posso dormire e con che mezzi posso spostarmi? È possibile trovare appartamenti a L’Aquila a prezzi decisamente accessibili
  • Quali specialità culinarie mi aspettano? Arrosticini, pallotte cacio e ove, lenticchie

I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Icon_relax
Per coloro che amano la calma e il relax…
L’entroterra dell’Abruzzo è caratterizzato da pittoreschi paesini collinari, con case di pietra e stradine acciottolate. Alcuni dei borghi più belli d’Italia si trovano qui, come Santo Stefano di Sessanio e Civitella del Tronto. Questi luoghi sono immersi in una quiete rurale che sembra essersi fermata nel tempo.
Icon_esplorazione
Per coloro che amano l’esplorazione…
Le montagne abruzzesi sono attraversate da numerosi sentieri escursionistici che attirano appassionati di trekking da tutto il mondo. Il sentiero Italia, un itinerario escursionistico che attraversa l’intero paese, passa attraverso l’Abruzzo, offrendo panorami incredibili e l’opportunità di esplorare villaggi tradizionali.
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Per coloro che amano la natura…
L’Abruzzo è spesso definito “il polmone verde d’Italia” per la sua vasta estensione di aree naturali. Il Gran Sasso e i Monti della Laga sono tra le catene montuose più impressionanti dell’Appennino, con il Corno Grande che si erge come la vetta più alta dell’Appennino centrale. Le vette coperte di neve offrono una vista mozzafiato in ogni stagione.

In e Out

L’Abruzzo è rinomato per i suoi straordinari paesaggi naturali. Le montagne, i parchi nazionali e le lunghe spiagge offrono uno spettacolo visivo senza pari, rendendo la regione ideale per gli amanti della natura e gli appassionati di attività all’aria aperta. Vanta, inoltre, una sorprendente varietà di ambienti, dalla maestosità delle cime montuose alle pittoresche colline e al mare cristallino. Questa diversità è un vero e proprio tesoro per coloro che desiderano esplorare luoghi diversi senza dover percorrere lunghe distanze. La regione è arricchita da una serie di borghi storici ben conservati che offrono uno sguardo sulla cultura e la storia dell’Abruzzo.

Di contro in alcune zone dell’Abruzzo, le infrastrutture possono essere meno sviluppate rispetto ad altre regioni italiane, il che può rendere gli spostamenti più difficili. In particolare, alcune strade di montagna potrebbero richiedere manutenzione

L'itinerario!

6 tappe per esplorare
l’entroterra abruzzese

La prima tappa

La Cappella Sistina d’Abruzzo: la Chiesa di Santa Maria Assunta a Bominaco

Iniziamo il nostro viaggio nell’entroterra aquilano facendo una rapida sosta a Bominaco, a circa 30 chilometri da L’Aquila, per ammirare da vicino la Chiesa di Santa Maria Assunta e, soprattutto, l’attiguo Oratorio di San Pellegrino, la Cappella Sistina d’Abruzzo.
L’architettura dell’Oratorio è estremamente semplice ed elegante; ciò che rende veramente unica l’esperienza è la vista degli affreschi che lo adornano.
Una volta entrati, infatti, è possibile ammirare scene bibliche, episodi della vita di Cristo e figure sacre. Uno degli affreschi più celebri è il “Cristo Pantocratore”, una rappresentazione di Cristo come Sovrano dell’Universo, circondato da figure angeliche e simboli sacri.

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Curiosità

La Chiesa di Bominaco è stata inserita nel 2015 nell’elenco dei “Luoghi del Cuore” del Fondo Ambiente Italiano (FAI)

Non è necessario prenotare l’accesso all’Oratorio. Una volta arrivati davanti al cancello della Chiesa di Santa Maria Assunta, si prende nota del numero di telefono lì affisso e si parla direttamente con una delle guide che vi condurrà all’interno dell’Oratorio. La visita è gratuita, ma è fortemente consigliata una piccola offerta.

La seconda tappa

Un viaggio nelle profondità dell’Abruzzo: le Grotte di Stiffe

Proseguendo la strada verso nord, potete raggiungere le Grotte di Stiffe. Preparatevi a un’esperienza emozionante: fiumi sotterranei e cascate; passerelle e sentieri caratterizzati dalla presenza di stalattiti e stalagmiti illuminate da luci suggestive; il suono dell’acqua che scorre e che vi accompagna in questa avventura sotterranea.
Poco prima dell’ingresso, i visitatori sono invitati ad indossare un caschetto di sicurezza e a prestare attenzione alle passerelle e ai sentieri illuminati che conducono attraverso le diverse camere delle grotte. Uno dei momenti più spettacolari del percorso è l’attraversamento del “Ponte Romano”, un ponte sospeso che si estende sopra una cascata sotterranea. L’acqua cristallina e le formazioni di calcare intorno creano una vista mozzafiato. Un altro scorcio estremamente interessante delle Grotte di Stiffe è la cascata interna, un’opera d’arte naturale in continua evoluzione. L’acqua scivola giù da una crepa nel soffitto, creando una cascata che cade nell’abisso sottostante. La luce che filtra dall’alto illumina la cascata, creando uno spettacolo di colori e riflessi che è davvero suggestivo.
La guida che sempre accompagna i visitatori fornisce informazioni dettagliate sulla formazione delle grotte, sulla loro geologia e sulle curiosità che le circondano.

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La singolare bandiera della regione Abruzzo è costituita da tre fasce colorate che rappresentano il bianco delle montagne innevate, il verde delle dolci colline e il blu del pacato mare Adriatico
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Le Grotte di Stiffe sono aperte per le visite durante tutto l’anno, anche se gli orari possono variare in base alla stagione. Si consiglia di verificare gli orari e le modalità di prenotazione in anticipo.

Si consiglia, inoltre, di indossare abbigliamento comodo e scarpe adatte per il percorso.

La terza tappa

Benvenuti a L’Aquila

Benvenuti a L’Aquila, la capitale dell’Abruzzo. Sopravvissuta al terribile terremoto del 2009, L’Aquila è ormai tornata alla normalità, anche se passeggiando per le vie secondarie non mancano gli edifici che attendono di essere riportati al loro antico splendore.
Vi suggeriamo di iniziare la visita dal centro cittadino, quasi del tutto restaurato. Passeggiando per le strade acciottolate, ammirerete palazzi rinascimentali e barocchi splendidamente restaurati, come Palazzo Margherita e Palazzo Camponeschi.
Fate tappa, poi alla Fontana delle 99 Cannelle, uno dei simboli della città, situata nella piazza omonima. Questa fontana è caratterizzata da una serie di piccole cannelle da cui sgorga l’acqua. Secondo la tradizione, le cannelle rappresenterebbero i novantanove castelli che, nel XIII secolo, parteciparono alla fondazione de L’Aquila. Quel che è certo è che la zona oggi detta della Rivera, corrispondente a un antico castello denominato “Acquili”, dal quale deriva il nome della città, costituiva all’epoca della fondazione un’area strategica per quanto riguarda l’abbondanza di acqua e le numerose attività artigianali che vi si erano insediate.
Non si può lasciare L’Aquila senza aver visitato l’imponente Basilica di Santa Maria di Collemaggio in cui riposa Papa Celestino V, “colui che per viltade fece il gran rifiuto” di dantesca memoria, ma anche colui che dopo la sua incoronazione concesse l’indulgenza plenaria a tutti coloro che raggiungevano la Basilica, rendendo così grande e ricca la città de L’Aquila. Infine è il momento del Castello spagnolo, un’imponente fortezza del XVI secolo che domina la città. Anche se gran parte del Castello è stata danneggiata dal terremoto, offre ancora una vista panoramica incredibile su L’Aquila e i dintorni. L’area circostante è un luogo popolare per passeggiate e momenti di relax.
Vi consigliamo di visitare L’Aquila negli ultimi giorni di agosto, in occasione dell’annuale Perdonanza celestiniana: la città si popola di fedeli e curiosi, andando incontro ai gusti di tutti con eventi religiosi e laici.

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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Celestino V era un eremita erudito e ascetico che viveva nell’eremo di Majella. Nel contesto delle tensioni politiche dell’epoca, con la Santa Sede coinvolta in lotte di potere e intrighi, i cardinali si trovarono in una situazione di stallo nell’elezione del nuovo Papa. Fu così che lo elessero Papa il 5 luglio 1294. Spinto dalla sua umiltà e consapevolezza delle sue limitazioni, Celestino V scelse di abdicare, creando un precedente straordinario, aprendo la strada all’elezione del suo successore, il futuro Papa Bonifacio VIII. Papa che poi decise di farlo imprigionare.

La quarta tappa

Rocca Calascio: alla ricerca del castello di Lady Hawke

Lasciamo L’Aquila e dirigiamoci verso le montagne per raggiungere Rocca Calascio, un’iconica fortezza medievale situata in cima a una collina. L’architettura della Rocca Calascio riflette lo stile militare dell’epoca, con murature in pietra massiccia e una struttura che si sviluppa in più piani. Le finestre strette e le pareti spesse testimoniano la funzione difensiva della fortezza, che era stata costruita per proteggere la regione dai possibili attacchi.
La sua atmosfera unica l’ha resa una location cinematografica ambita: Il nome della Rosa, Amici Miei atto II, Lady Hawke e molti altri. L’ultimo in ordine cronologico è stato The American” interpretato da George Clooney.
Oggi, Rocca Calascio è aperta ai visitatori che vogliono esplorare la sua storia e ammirare le incredibili viste panoramiche. Anche se gran parte della fortezza è in rovina, la sua maestosità e la sua posizione sono uniche e meritano senza dubbio una visita; e, per certi versi, le condizioni un po’ decadenti in cui si trova oggi ed i segni del tempo contribuiscono a renderla ancora più affascinante. Salire fino alla cima della Rocca rappresenta un’esperienza indimenticabile e gratificante, con il paesaggio mozzafiato che si svela man mano che si sale. C’è anche la possibilità di utilizzare una piccola navetta ma il nostro consiglio è senz’altro quello di affrontare la ripida salita a piedi da Calascio.

Il Castello di Rocca Calascio
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Un modo popolare per raggiungere la Rocca Calascio è attraverso la “Via del Brigante”, un sentiero panoramico di circa 6km che parte dal vicino borgo di Santo Stefano di Sessanio. Questo percorso vi porterà attraverso paesaggi incontaminati e panorami mozzafiato, culminando nella vista spettacolare della Rocca Calascio.

La quinta tappa

Santo Stefano di Sessanio: uno dei più bei borghi medievali d’Italia

Nelle incantevoli colline dell’Abruzzo, sorge il pittoresco borgo di Santo Stefano di Sessanio. Questo gioiello medievale è un vero e proprio tuffo nel passato, un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato e dove la bellezza architettonica, la tradizione e l’atmosfera unica si fondono per creare un’esperienza indimenticabile.
Uno degli aspetti più affascinanti di Santo Stefano di Sessanio è il suo stato di conservazione. Molte delle costruzioni medievali sono state restaurate con grande attenzione ai dettagli, preservando l’autenticità del borgo e permettendo ai visitatori di immergersi completamente nella storia.
Il fascino di Santo Stefano di Sessanio ha conquistato anni fa l’imprenditore italo-svedese Daniele Kihlgren che è rimasto affascinato da questo borgo e ha deciso di acquistare parte delle abitazioni abbandonate e di ristrutturarle. Gli interventi di ricostruzione sono stati compiuti nel rispetto dell’integrità architettonica e culturale del luogo e oggi molte di queste abitazioni sono diventate parte del progetto “albergo diffuso Sextantio”. Questo approccio all’ospitalità prevede il restauro di case e edifici storici nel borgo per creare camere e strutture alberghiere. In questo modo, i visitatori hanno l’opportunità di soggiornare in autentiche dimore medievali, immergendosi nella vita quotidiana del borgo.
Il borgo è anche noto per i suoi prodotti tipici e la tradizione gastronomica. Nella cucina locale trovano ampio utilizzo le carni di agnello dell’altopiano di Campo Imperatore (ad esempio nella tipica ricetta alla chiaranese, con formaggio e uova), i formaggi (il paese fa parte dell’areale di produzione del celebre Canestrato di Castel del Monte, altro presidio Slow Food dell’area Parco) e lo zafferano, prodotto nel vicino altopiano di Navelli.

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L'albergo diffuso a Santo Stefano di Sessanio
L'albergo diffuso a Santo Stefano di Sessanio
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

La lenticchia di Santo Stefano di Sessanio è un presidio Slow Food la cui qualità è garantita da un’Associazione di Produttori. La lenticchia ha trovato un habitat ideale sulle terrazze montane che circondano il borgo. Piccola, di colore scuro, dalla buccia rugosa e sottile, è ricca di ferro e talmente tenera da non necessitare di ammollo.

La sesta tappa

Campo Imperatore: il piccolo Tibet d’Abruzzo

Campo Imperatore, conosciuto anche come “Piccola Tibet” per la sua vastità e bellezza, è un altopiano situato a un’altitudine di circa 1.500 metri sul livello del mare, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Iniziate la vostra avventura salendo sulla Funivia del Gran Sasso, che vi porterà da Fonte Cerreto a Campo Imperatore. Durante la salita, potrete ammirare panorami spettacolari sulle montagne circostanti.
In alternativa, se avete un mezzo proprio – di qualunque tipo, non occorre un fuoristrada – potete valutare di arrivare in auto da L’Aquila: la strada è splendida e si snoda in paesaggi incantevoli, rendendo già il viaggio un’esperienza indimenticabile.
Una volta giunti in cima troverete l’Hotel Campo Imperatore, inaugurato nel 1934; una vera icona della zona. Oltre ad essere stato un luogo di ospitalità turistica, l’hotel divenne famoso per aver ospitato l’esilio di Benito Mussolini durante la Seconda Guerra Mondiale che, tuttavia, non durò molto. Qui, infatti, fu prelevato direttamente dalle forze del fuhrer e fatto poi scappare su un piccolo aereo da ricognizione, atterrato in un pianoro nelle vicinanze.
Accanto all’hotel si erge la Chiesa della Madonna della Neve, il più alto edificio consacrato d’Italia e uno dei più elevati d’Europa. Costruita nel 1934, è stata restaurata negli anni ’90 e consacrata da Papa Giovanni Paolo II.
Sullo stesso altopiano troverete l’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore che offre l’opportunità di osservare il cielo notturno in tutta la sua magnificenza. Dotato di un telescopio da 108 centimetri di diametro, questo luogo è coinvolto in importanti ricerche astronomiche.
Campo Imperatore è un luogo che merita di essere esplorato senza fretta, dove ogni angolo nasconde una sorpresa. Che siate appassionati di storia, amanti della natura o aspiranti astronomi, qui troverete una vasta gamma di esperienze straordinarie da vivere. Noi vi suggeriamo le seguenti:

  • Godetevi la vista del Corno Grande riflessa nelle acque limpide del Lago di Pietranzoni. Questa scenografica congiunzione di elementi è situata quasi al centro dell’ampia Piana di Campo Imperatore, a un’elevazione di 1.660 metri, circondata dalla maestosità delle cime più belle del Gran Sasso. La sua collocazione privilegiata gli ha conferito il titolo di “Specchio del Gran Sasso”.
  • Ammirate il Lago Racollo, facilmente raggiungibile in auto e punto di partenza del sentiero che conduce ai ruderi di Santa Maria del Monte. Una rapida e agevole deviazione dal sentiero principale vi porterà al piccolo Lago di Passaneta. Quest’ultimo non è visibile dalla strada, ma il Rifugio Racollo sorge nelle vicinanze, servendo da riferimento per individuare questa oasi di tranquillità.
  • Vi consigliamo, inoltre, di includere una sosta presso Fonte Vetica, situata nell’estremità Sud-Est di Campo Imperatore e circondata dalla sola zona boschiva dell’altopiano. Qui, vi accoglierà il Rifugio Fonte Vetica, dal nome stesso del luogo, e un’area picnic attrezzata con pratici barbecue a disposizione. Questa zona è tuttavia tristemente nota per la tragica vicenda che coinvolse il pastore Pupo Nunzio di Roio, sorpreso con i figli da un’improvvisa bufera di neve: il pastore, la moglie, i figli e persino il devoto cane persero la vita insieme alle loro 5.000 pecore a causa del gelo implacabile.
  • Se avete un minimo di esperienza, ed adottando ovviamente tutte le cautele del caso, potrete anche avventurarvi in uno dei sentieri che portano verso il Corno Grande e che, almeno nella loro parte iniziale, non sono particolarmente impegnativi; non occorre arrivare fino alla vetta, il percorso è bellissimo in ogni sua parte.
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I consigli di Scedda per gli aspiranti viaggiatori

Portate abbigliamento adeguato per le variazioni di temperatura. Scarpe da trekking o comode per esplorare i sentieri. Acqua e snack sono essenziali per mantenervi idratati e in forze. Prenotate in anticipo le visite all’Osservatorio Astronomico e altri siti. E se decidete di percorrere uno dei sentieri, procuratevi delle mappe ed informatevi preventivamente sulle condizioni meteo, molto variabili in quota.

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